Simone
07-07-2008, 18:33
Dopo i violenti temporali le condizioni climatiche tornano a migliorare.
Attenzione per un nuovo peggioramento nel fine settimana.
http://img508.imageshack.us/img508/1046/200807060149tj1.jpg
Foto scattata dal signor Massimo Dalla Chiara in Val d’Illasi ( VR)
nel tardo pomeriggio di Domenica 6 Luglio. Evidentissime le dimensioni
straordinarie dei chicchi di grandine abbattutesi in quella zona.
Il colore bianco intenso è indice di una formazione in temperature
molto basse ( alte quote ) del nucleo di ghiaccio.
Migliorano progressivamente le condizioni atmosferiche sul Nord Italia dopo i violentissimi temporali che hanno
interessato Veneto e Lombardia orientale nella giornata di Domenica 6 Giugno. Ingenti i disagi provocati
su tutto il territorio coinvolto, ai numerosi feriti causati della caduta di grandine talora grossa come albicocche
si accompagnano danni economici stimabili in milioni di euro, raccolti persi o gravemente compromessi,
allagamenti a garage e scantinati oltre che danni all'arredo urbano e smottamenti a bloccare le arterie di
comunicazione nelle vallate settentrionali delle provincie di Verona e Brescia.
Si è trattato di temporali “frontali” del tipo più intenso in ValPadana, generati dall'ingresso di una debole
saccatura in sovrascorrimento su un preesistente flusso di aria molto umida e calda presente nei bassi strati atmosferici.
La componente meridionali delle correnti è stata poi fondamentale nel trasportare l’aria gravante in pianura Padana,
verso i rilievi prealpini,favorendone il sollevamento e la seguente rapida condensazione delle goccioline di vapore,
in nembi temporaleschi attivi fino ad oltre 7000m di quota.
Appunto la dimensione dei chicchi, talora superiori ai 3-4 centimetri di diametro è testimone della forza
della meteora temporalesca. La struttura, studiata in sezione, di un chicco di ghiaccio è simile a quella di una comune
“cipolla”, composta da più strati concentrici, ognuno testimone di un turbinoso viaggio all'interno della struttura nuvolosa,
dai livelli più vicini al suolo fino alla sommità del temporale. Ogni volta che il chicco in formazione scende a bassa quota,
incontrando temperature superiori agli 0°C, migliaia di goccioline di vapore si attaccano in modo caotico alla sua superficie,
ghiacciando istantaneamente al contatto ed aumentando progressivamente le dimensioni. Lungo il successivo cammino
verso l'alto, sulla spinta di violente ascendenze termiche, interne alla nube, il chicco ritrova aria più fredda, inglobando in
sé un numero elevatissimo di bollicine gassose. Proprio queste bollicine riflettono la quasi totalità della luce incidente
causando la colorazione “lattea” tipica del chicco di
grandine alle basse temperature.
Finita questa lunga premessa è dunque chiaro che solo temporali intensi, come quello occorso ieri, sono in grado di
generare al proprio interno correnti ascensionali sufficienti a sostenere in volo chicchi di dimensione superiore ai 2-3cm
di diametro, prima di lasciarli cadere verso il basso sotto l'azione della forza di gravità.
La cella temporalesca attiva Domenica si è formata in tarda mattinata sulle Prealpi Bresciane, generando,
nel primissimo pomeriggio, un secondo sistema più a sud, ad occidente del lago di Garda. Questo piccolo nucleo si è
subito trovato nelle condizioni termodinamiche “ottimali” per una crescita “esplosiva”, potendo infatti assorbire tutto il
calore e l'umidità presenti in ore sulla Pianura Padana e nelle zone d'entroterra del Garda. E' significativo ricordare che
in quelle ore le massime superavano quasi ovunque i 30-31°C accompagnate da elevate umidità relative con colonna
d'aria prossima alla saturazione tra i 1000 ed i 2000m di quota. Nello stesso tempo le correnti in quota spingevano il
sistema verso la sponda lacustre Veronese, da Lazise a Bardolino, e la Valdadige meridionale ove avvenivano le prime
intense grandinate accompagnate da raffiche di vento al suolo superiori ai 20-25m/s. In poche decine di minuti il sistema
muoveva ulteriormente verso nord est, raggiungendo anche i contrafforti Lessinici, l’alta Valpolicella e le vallate orientali
veronesi schivando di poco la città e la prima fascia collinare.
Notevolissima la caduta di grandine sulla Val d'Illasi centrale e settentrionale con ingenti danni a strutture, immobili e mezzi
di trasporto. Grande la paura per i turisti domenicali, affluiti in gran numero in montagna grazie ad una bella mattinata
di sole e sorpresi all'aperto dalla violenza del nubifragio,
Superato il veronese il sistema muove ora in direzione del medio ed alto Vicentino ove i maggiori danni saranno apportati
dal vento forte e dalle piogge torrenziali, con oltre 50-60mm di precipitazione in pochissime ore. E' in questo momento
che sul padovano, precisamente appena a NW della zona dei colli Euganei la cella temporalesca assume carattere
“supercellulare” dotata cioè di un proprio movimento di rotazione indipendente dalle correnti portanti atmosferiche di
media ed alta quota. Il nuovo temporale acquisisce subito energia, abbattendosi con violenza sui Colli e la cintura
meridionale della città Patavina. Anche qui sono segnalati allagamenti ed ingenti danni a cose e persone per la caduta
di grossi alberi ed arredo stradale. Torna nuovamente a colpire la grandine, stavolta di medie dimensioni, aggravando
così ulteriormente i danni al parco mezzi automobilistico.
Il sistema muove, infine, verso levante interessando l'entroterra Veneziano e la Laguna veneta nella prima serata con
venti forti, copiose precipitazioni e nuovi danni. Nel complesso si è dunque trattato di un vero e proprio “outbreack
temporalesco”, fenomeno registrato sulla ValPadana settentrionale con frequenza di 1-2 volte nel trimestre estivo.
Completamente saltate le zone di bassa e media pianura veronese e Mantovana. Anche il capoluogo scaligero è risultato
immune dalla formazione temporalesco, registrando la caduta di poche gocce di pioggia ed un progressivo ma temporaneo
calo delle temperature.
Analizzando adesso, nel dettaglio, il tempo previsto per le prossima settimana, annunciamo subito il ritorno del bel
tempo estivo grazie ad una nuova spinta verso settentrione dell'alta pressione subtropicale africana, spinta verso le nostre
latitudini da un nuovo affondo perturbato, al largo delle coste iberiche. Le correnti in quota, pur a marcata curvatura
anticiclonica, continueranno ad essere disposte dai quadranti nord occidentali, favorendo della moderata instabilità nelle ore
centrali del giorno sui rilievi e la fascia Prealpina.
Questo periodo di sole e temperature piuttosto elevate, seppur di poco superiori alla media climatologica del periodo,
durerà sino al pomeriggio di Sabato quando una disposizione maggiormente meridionale delle correnti in quota
provocherà un richiamo di aria umida ed instabile alle alte quote, con la formazione di temporali anche violenti in serata
su Piemonte e Lombardia.
Ancora una volta il grosso del maltempo è atteso nella giornata di Domenica per il passaggio sulle nostre regioni
settentrionali dell'asse di saccatura seguito da un calo termico di almeno 3-5°C oltre i 1500m di quota. Si verranno dunque
a creare i presupposti per nuovi ed intensi temporali accompagnati da locali grandinate e forti raffiche di vento.
Particolarmente a rischio, con queste correnti, il Garda settentrionale, i rilievi e le zone pedemontane.
L'avvento dei temporali segnerà anche la fine del caldo afoso su Triveneto e Lombardia con un calo di qualche grado
nelle temperature. Più gradevoli dunque le condizioni climatiche attese per l'inizio della prossima settimana con
colonnina di mercurio su valori massimi inferiori ai 30°C e minime della notte più sopportabili anche nelle grandi città.
Fino ad oggi l'estate sulle pianure Lombarde e Venete si è caratterizzata più per le intense precipitazioni,
localmente superiori ai 250mm di pioggia al piano, che per temperature elevate, rese però più fastidiose dall'elevata
concentrazione di umidità e dall'assoluta debolezza dei venti, fattore climatico tipico in questo periodo dell'anno.
Pochi i valori al momento registrati superiori ai 33-34C in pianura anche se nulla è ancora detto per il proseguo dell'estate
non esistendo infatti nessuna correlazione tra il clima della prima parte e della fase finale del trimestre estivo.
Cordiali saluti
Simone Vesentini
www.MeteoArena.com
Attenzione per un nuovo peggioramento nel fine settimana.
http://img508.imageshack.us/img508/1046/200807060149tj1.jpg
Foto scattata dal signor Massimo Dalla Chiara in Val d’Illasi ( VR)
nel tardo pomeriggio di Domenica 6 Luglio. Evidentissime le dimensioni
straordinarie dei chicchi di grandine abbattutesi in quella zona.
Il colore bianco intenso è indice di una formazione in temperature
molto basse ( alte quote ) del nucleo di ghiaccio.
Migliorano progressivamente le condizioni atmosferiche sul Nord Italia dopo i violentissimi temporali che hanno
interessato Veneto e Lombardia orientale nella giornata di Domenica 6 Giugno. Ingenti i disagi provocati
su tutto il territorio coinvolto, ai numerosi feriti causati della caduta di grandine talora grossa come albicocche
si accompagnano danni economici stimabili in milioni di euro, raccolti persi o gravemente compromessi,
allagamenti a garage e scantinati oltre che danni all'arredo urbano e smottamenti a bloccare le arterie di
comunicazione nelle vallate settentrionali delle provincie di Verona e Brescia.
Si è trattato di temporali “frontali” del tipo più intenso in ValPadana, generati dall'ingresso di una debole
saccatura in sovrascorrimento su un preesistente flusso di aria molto umida e calda presente nei bassi strati atmosferici.
La componente meridionali delle correnti è stata poi fondamentale nel trasportare l’aria gravante in pianura Padana,
verso i rilievi prealpini,favorendone il sollevamento e la seguente rapida condensazione delle goccioline di vapore,
in nembi temporaleschi attivi fino ad oltre 7000m di quota.
Appunto la dimensione dei chicchi, talora superiori ai 3-4 centimetri di diametro è testimone della forza
della meteora temporalesca. La struttura, studiata in sezione, di un chicco di ghiaccio è simile a quella di una comune
“cipolla”, composta da più strati concentrici, ognuno testimone di un turbinoso viaggio all'interno della struttura nuvolosa,
dai livelli più vicini al suolo fino alla sommità del temporale. Ogni volta che il chicco in formazione scende a bassa quota,
incontrando temperature superiori agli 0°C, migliaia di goccioline di vapore si attaccano in modo caotico alla sua superficie,
ghiacciando istantaneamente al contatto ed aumentando progressivamente le dimensioni. Lungo il successivo cammino
verso l'alto, sulla spinta di violente ascendenze termiche, interne alla nube, il chicco ritrova aria più fredda, inglobando in
sé un numero elevatissimo di bollicine gassose. Proprio queste bollicine riflettono la quasi totalità della luce incidente
causando la colorazione “lattea” tipica del chicco di
grandine alle basse temperature.
Finita questa lunga premessa è dunque chiaro che solo temporali intensi, come quello occorso ieri, sono in grado di
generare al proprio interno correnti ascensionali sufficienti a sostenere in volo chicchi di dimensione superiore ai 2-3cm
di diametro, prima di lasciarli cadere verso il basso sotto l'azione della forza di gravità.
La cella temporalesca attiva Domenica si è formata in tarda mattinata sulle Prealpi Bresciane, generando,
nel primissimo pomeriggio, un secondo sistema più a sud, ad occidente del lago di Garda. Questo piccolo nucleo si è
subito trovato nelle condizioni termodinamiche “ottimali” per una crescita “esplosiva”, potendo infatti assorbire tutto il
calore e l'umidità presenti in ore sulla Pianura Padana e nelle zone d'entroterra del Garda. E' significativo ricordare che
in quelle ore le massime superavano quasi ovunque i 30-31°C accompagnate da elevate umidità relative con colonna
d'aria prossima alla saturazione tra i 1000 ed i 2000m di quota. Nello stesso tempo le correnti in quota spingevano il
sistema verso la sponda lacustre Veronese, da Lazise a Bardolino, e la Valdadige meridionale ove avvenivano le prime
intense grandinate accompagnate da raffiche di vento al suolo superiori ai 20-25m/s. In poche decine di minuti il sistema
muoveva ulteriormente verso nord est, raggiungendo anche i contrafforti Lessinici, l’alta Valpolicella e le vallate orientali
veronesi schivando di poco la città e la prima fascia collinare.
Notevolissima la caduta di grandine sulla Val d'Illasi centrale e settentrionale con ingenti danni a strutture, immobili e mezzi
di trasporto. Grande la paura per i turisti domenicali, affluiti in gran numero in montagna grazie ad una bella mattinata
di sole e sorpresi all'aperto dalla violenza del nubifragio,
Superato il veronese il sistema muove ora in direzione del medio ed alto Vicentino ove i maggiori danni saranno apportati
dal vento forte e dalle piogge torrenziali, con oltre 50-60mm di precipitazione in pochissime ore. E' in questo momento
che sul padovano, precisamente appena a NW della zona dei colli Euganei la cella temporalesca assume carattere
“supercellulare” dotata cioè di un proprio movimento di rotazione indipendente dalle correnti portanti atmosferiche di
media ed alta quota. Il nuovo temporale acquisisce subito energia, abbattendosi con violenza sui Colli e la cintura
meridionale della città Patavina. Anche qui sono segnalati allagamenti ed ingenti danni a cose e persone per la caduta
di grossi alberi ed arredo stradale. Torna nuovamente a colpire la grandine, stavolta di medie dimensioni, aggravando
così ulteriormente i danni al parco mezzi automobilistico.
Il sistema muove, infine, verso levante interessando l'entroterra Veneziano e la Laguna veneta nella prima serata con
venti forti, copiose precipitazioni e nuovi danni. Nel complesso si è dunque trattato di un vero e proprio “outbreack
temporalesco”, fenomeno registrato sulla ValPadana settentrionale con frequenza di 1-2 volte nel trimestre estivo.
Completamente saltate le zone di bassa e media pianura veronese e Mantovana. Anche il capoluogo scaligero è risultato
immune dalla formazione temporalesco, registrando la caduta di poche gocce di pioggia ed un progressivo ma temporaneo
calo delle temperature.
Analizzando adesso, nel dettaglio, il tempo previsto per le prossima settimana, annunciamo subito il ritorno del bel
tempo estivo grazie ad una nuova spinta verso settentrione dell'alta pressione subtropicale africana, spinta verso le nostre
latitudini da un nuovo affondo perturbato, al largo delle coste iberiche. Le correnti in quota, pur a marcata curvatura
anticiclonica, continueranno ad essere disposte dai quadranti nord occidentali, favorendo della moderata instabilità nelle ore
centrali del giorno sui rilievi e la fascia Prealpina.
Questo periodo di sole e temperature piuttosto elevate, seppur di poco superiori alla media climatologica del periodo,
durerà sino al pomeriggio di Sabato quando una disposizione maggiormente meridionale delle correnti in quota
provocherà un richiamo di aria umida ed instabile alle alte quote, con la formazione di temporali anche violenti in serata
su Piemonte e Lombardia.
Ancora una volta il grosso del maltempo è atteso nella giornata di Domenica per il passaggio sulle nostre regioni
settentrionali dell'asse di saccatura seguito da un calo termico di almeno 3-5°C oltre i 1500m di quota. Si verranno dunque
a creare i presupposti per nuovi ed intensi temporali accompagnati da locali grandinate e forti raffiche di vento.
Particolarmente a rischio, con queste correnti, il Garda settentrionale, i rilievi e le zone pedemontane.
L'avvento dei temporali segnerà anche la fine del caldo afoso su Triveneto e Lombardia con un calo di qualche grado
nelle temperature. Più gradevoli dunque le condizioni climatiche attese per l'inizio della prossima settimana con
colonnina di mercurio su valori massimi inferiori ai 30°C e minime della notte più sopportabili anche nelle grandi città.
Fino ad oggi l'estate sulle pianure Lombarde e Venete si è caratterizzata più per le intense precipitazioni,
localmente superiori ai 250mm di pioggia al piano, che per temperature elevate, rese però più fastidiose dall'elevata
concentrazione di umidità e dall'assoluta debolezza dei venti, fattore climatico tipico in questo periodo dell'anno.
Pochi i valori al momento registrati superiori ai 33-34C in pianura anche se nulla è ancora detto per il proseguo dell'estate
non esistendo infatti nessuna correlazione tra il clima della prima parte e della fase finale del trimestre estivo.
Cordiali saluti
Simone Vesentini
www.MeteoArena.com