Visualizza la versione completa : CENTRALI NUCLEARI: SI o NO?
Visto il gran parlare che si fa in questi ultimi anni in Italia sul nucleare e vista l'importanza che potrebbe avere il referendum sarebbe bello conoscere i pro e i contro sull'utilizzo di questa forma di energia. Quale miglior luogo di questo per poter intavolare una discussione che sia spoglia di interessi puramente politici od economici e che consenta di capire realmente come stanno le cose. Sicuramente qua posso trovare numerosi esperti per schiarirmi le idee.
Quali sono i costi che una centrale richiede? Quanta energia può produrre? E' oggi il modo più redditizio per produrre energia? Quali sono i rischi? E' vero che in Europa si stanno chiudendo molte centrali? Quanto tempo ci vuole per dismettere una centrale?
domenicopasqualini
30-05-2011, 23:19
Visto il gran parlare che si fa in questi ultimi anni in Italia sul nucleare e vista l'importanza che potrebbe avere il referendum sarebbe bello conoscere i pro e i contro sull'utilizzo di questa forma di energia. Quale miglior luogo di questo per poter intavolare una discussione che sia spoglia di interessi puramente politici od economici e che consenta di capire realmente come stanno le cose. Sicuramente qua posso trovare numerosi esperti per schiarirmi le idee.
Quali sono i costi che una centrale richiede? Quanta energia può produrre? E' oggi il modo più redditizio per produrre energia? Quali sono i rischi? E' vero che in Europa si stanno chiudendo molte centrali? Quanto tempo ci vuole per dismettere una centrale?
NO troppo rischiose e troppo costose,e in caso di incidente i soldi per riparare non sarebbero paragonabili a quello che hanno reso,senza contare ai danni irreparabili alle persone,
Alla fine le cose semplici se ben finanziate e studiate sono sempre le piu' affidabili e meno rischiose,Basti pensare alle celle fotovoltaiche,in breve vedremo un enorme sviluppo grazie a un incentivo che ha oltretutto creato un sacco di posti di lavoro.
Notizia di oggi anche la Germania a breve smantellera' le proprie centrali .
Ciaoo a tutti
Anch'io la penso così, concordo al 100% con te.
Tuttavia non essendo un tecnico mi piacerebbe che qualche esperto del forum potesse fornire dei dati numerici per capire meglio.
Ma smantellare una centrale nucleare quanto tempo ci vuole?
Speravo che qualcuno potesse dare dei dati :triste
Speravo che qualcuno potesse dare dei dati :triste
Io ne ho letti , ma sono talmente diversi a seconda della parte politica che li valuta che non sono riuscito a farmene una idea precisa .
infatti ... pensavo che qui si potesse aprire una discussione squisitamente tecnica ma vedo che il tema è di scarso interesse :triste
greybear
01-12-2011, 17:15
Per il fabbisogno energetico di una qualsiasi nazione industrializzata (in Italia nel 2009 è stato di 337.601 Gwh) la produzione in bulk (grandi impianti) è ineludibile e non può essere distante dal 90% del fabbisogno. Perché? Perché la rete di distribuzione è strutturalmente impossibilitata a ricevere più del 10% di input discontinuo, e tutte le fonti rinnovabili sono discontinue.
Dunque l’angelo salvatore non si chiama né silicio, né vento. Che sia Nucleare, a idrocarburi o a carbone, dovremo convivere con le grandi centrali inquinanti.
Ma invece di continuare ad accapigliarci sul nucleare, sul quale tema discutono con somma chiarezza e competenza filosofi, massaie, benzinai, commercialisti, bancari, ed altri che è infrequente incontrare ai convegni di ingegneria nucleare, ragioniamo senza condizionamenti sull’alternativa che va per la maggiore: la fonte fotovoltaica, che sta ultimamente ricevendo la maggiore attenzione. (ossia soldi, incentivi, commesse… e vivaddio anche ricerca e formazione delle maestranze) e che quindi competerà con efficacia con le altre forme alternative.
Senza condizionamenti significa considerare anche ciò che di solito viene taciuto
Supponiamo che a termine il fotovoltaico raggiunga la percentuale tecnicamente ammissibile del 8%
8% di 337.600 Gwh = 27.000 Gwh (sempre riferito al 2009) all’anno
La superficie necessaria non sarebbe un problema
Il risparmio annuo di combustibile fossile (1kg combustibile per 4kWhe) sarebbe di 6,75 milioni di tonnellate a cui va però sottratto un quarto di questo valore, in parte già spesa per produrre i pannelli, in parte da spendere per rottamarli a fine vita.
Quindi risparmio annuo netto di combustibile: 5 milioni di tonnellate. Niente male
L’anidride carbonica non prodotta (0,5 kg CO2 per kWhe) ammonterebbe a 13 miliardi di tonnellate all’anno.
Di nuovo niente male.
La cattiva notizia è che l’energia dei pannelli, che sia prodotta nel giardino di casa, sul tetto del pollaio o della fabbrica, o nell’immenso parco fotovoltaico, vanto dell’Ente Pubblico che l’ha voluto, prima di entrare in rete deve essere accumulata. Non si scappa.
Per accumulare diciamo il 20% dell’energia prodotta, servono 450 milioni di batterie (da sostituire ogni 5 anni)
Al piombo, elemento quanto mai salubre e facile da smaltire, come del resto solfiti solfati e solfuri che fanno parte della compagnia.
20 kg di Pb per ogni batteria da 1,2 kwh (100 Amperora)
Totale 9 milioni di tonnellate di piombo da estrarre lavorare smaltire ogni 5 anni
In 5 anni cos’è meglio? 65 miliardi di tonnellate di CO2 o 9 milioni di tonnellate di piombo?
Ma la vera domanda è: perchè nessuno ne parla mai?
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