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Visualizza la versione completa : Ecco come El Nino contribuisce al cambiamento climatico



andrea.corigliano
05-11-2006, 13:51
Scusate ragazzi che batto sempre sullo stesso tasto. Probabilmente vi annoierete a leggere sempre il solito tema di cui finisco sempre per parlare. Questa volta però sarò breve. Volevo solo invitarvi a osservare questo interessantissimo grafico che mostra i tassi di variazione annuale e mensile (filtrata per rimuovere il ciclo stagionale) dell’anidride carbonica in atmosfera dal 1960 circa al 2000.

849

Le frecce verticali mostrano i picchi del tasso di concentrazione in concomitanza di fenomeni di Niño, allorquando il riscaldamento delle acque del Pacifico liberano in atmosfera enormi quantità di anidride carbonica in esse disciolta. Come si può notare, la linea nera di tendenza è in sensibile crescita. Ciò, come potete facilmente immaginare, si può spiegare solo con un aumento dell’intensità proprio degli eventi stessi di Niño: nel grafico, il picco massimo riguarda proprio il 1998. Da questo grafico, quindi, è anche lecito supporre che allora, nei prossimi anni, eventi di tale fenomeno tenderanno a aumentare anche in potenza emettendo sempre maggiori concentrazioni di anidride carbonica che andrà ad incrementare proprio l’effetto serra. Come in un processo a cascata, altro surplus energetico andrà quindi a dar forza e potenza alle strutture bariche, alle anomalie e alle configurazioni di blocco.

In base a queste considerazioni, ecco perché credo (personalmente ne sono sempre più convinto) che il pianeta stia già mettendo in pratica un processo di riequilibrio (rallentamento e arresto della CdG?) per abbassare la temperatura alle alte latitudini in modo tale che l’eccesso di anidride carbonica venga di nuovo inglobata dagli oceani. Mi sembra troppo strano che il Pianeta Terra vada incontro al suo “suicidio” senza tentare, seppur con una drastica decisione, di salvarsi. Posso anche sbagliarmi, per carità, ma io non vedo altra via d’uscita…

Buona domenica
:salut

carlo_vigile
06-11-2006, 08:22
Scusate ragazzi che batto sempre sullo stesso tasto. Probabilmente vi annoierete a leggere sempre il solito tema di cui finisco sempre per parlare. Questa volta però sarò breve. Volevo solo invitarvi a osservare questo interessantissimo grafico che mostra i tassi di variazione annuale e mensile (filtrata per rimuovere il ciclo stagionale) dell’anidride carbonica in atmosfera dal 1960 circa al 2000.

849

Le frecce verticali mostrano i picchi del tasso di concentrazione in concomitanza di fenomeni di Niño, allorquando il riscaldamento delle acque del Pacifico liberano in atmosfera enormi quantità di anidride carbonica in esse disciolta. Come si può notare, la linea nera di tendenza è in sensibile crescita. Ciò, come potete facilmente immaginare, si può spiegare solo con un aumento dell’intensità proprio degli eventi stessi di Niño: nel grafico, il picco massimo riguarda proprio il 1998. Da questo grafico, quindi, è anche lecito supporre che allora, nei prossimi anni, eventi di tale fenomeno tenderanno a aumentare anche in potenza emettendo sempre maggiori concentrazioni di anidride carbonica che andrà ad incrementare proprio l’effetto serra. Come in un processo a cascata, altro surplus energetico andrà quindi a dar forza e potenza alle strutture bariche, alle anomalie e alle configurazioni di blocco.

In base a queste considerazioni, ecco perché credo (personalmente ne sono sempre più convinto) che il pianeta stia già mettendo in pratica un processo di riequilibrio (rallentamento e arresto della CdG?) per abbassare la temperatura alle alte latitudini in modo tale che l’eccesso di anidride carbonica venga di nuovo inglobata dagli oceani. Mi sembra troppo strano che il Pianeta Terra vada incontro al suo “suicidio” senza tentare, seppur con una drastica decisione, di salvarsi. Posso anche sbagliarmi, per carità, ma io non vedo altra via d’uscita…

Buona domenica
:salut



Allora gli "allarmi" delle Cassandre sarebbero da ridimensionare. :comp

Nel breve periodo ritieni che il rallentamento della corrente del Golfo, (o nastro trasportatore se il termine è giusto), possa riequilibrare anche la situazione climatica della nostra amata Italia riportandola a quella dolcezza e soavità di clima che l'hanno resa celebre e celebrata ?

Ciao.

Carlo :salut

Massimiliano
06-11-2006, 08:27
Interessantissima teoria!
Potremmo filosoficamente dire che la terra è viva e si sta curando!
Sarebbe una bella cosa! :salut

Simone
06-11-2006, 09:38
ragazzi, credo che sarebbe solo "il canto del cigno" di un pianeta via via più inadatto alla nostra vita...:ouch:ouch

andrea.corigliano
06-11-2006, 12:15
Nel breve periodo ritieni che il rallentamento della corrente del Golfo, (o nastro trasportatore se il termine è giusto), possa riequilibrare anche la situazione climatica della nostra amata Italia riportandola a quella dolcezza e soavità di clima che l'hanno resa celebre e celebrata ?

Ciao.

Carlo :salut

Innanzitutto ci sono ancora dubbi sul reale stato di salute della corrente del golfo (vedi il messaggio che ho scritto precedente a questo). Ammesso che la corrente vada rallentando e passato un possibile periodo critico potremmo avere un radicale cambiamento rispetto a quello che è (era) il clima mediterraneo. La dolcezza di cui tu parli potrebbe subentrare una volta passato questo cambiamento radicale. Detto così in fretta potrà sembrare poco chiaro. Quanto avrò un po' di tempo scriverò un topic sul ciclo dell'anidride carbonica e tutto apparirà più chiaro...

:salut

Simone
06-11-2006, 17:58
Guardavo appunto questo grafico preso da MNW; impresisonante!
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/1/1c/Carbon_Dioxide_400kyr.png