Simone
17-07-2007, 19:06
ESTATE AFRICANA. Le previsioni si sono rivelate azzeccate: ieri la temperatura ha raggiunto i 36 gradi e per oggi e domani si attendono vere e proprie ondate di calore
È scoppiato il caldo Anziani a rischio
Tutti occupati i posti letto in Geriatria. Il medico avverte: «Arrivano in ospedale disidratati, bisogna bere di più»
Il caldo africano è arrivato anche nel Veronese, come previsto con largo anticipo dagli esperti. Che preannunciano per i prossimi giorni ondate di calore con temperature che, dalle nostre parti, supereranno - come accaduto domenica e ieri - i 36 gradi, con problemi per anziani, assuntori di farmaci e bambini. Il livello 3, il più alto nella scala dei rischi messa a punto dal ministero della Salute di concerto con la Protezione civile, è previsto a Bologna e Pescara nella giornata di mercoledì, mentre già da oggi l’allerta è al livello 2 per Roma, Milano, Torino, Verona, Campobasso, Napoli e Trieste. La situazione è più tranquilla, per fortuna, sul fronte delle percentuali di ozono riscontrate nell’atmosfera. I limiti previsti dalla legge per quanto riguarda la soglia di attenzione (180 microgrammi per metro cubo) sono stati superati ieri a Bovolone (184) e a San Bonifacio (195) e sabato a Legnago (185). I parametri rientrano nei limiti a Verona, «anche se inevitabilmente le temperature in salita di questi giorni comporteranno un conseguente aumento delle percentuali di ozono», osserva Michele Bertucco, presidente provinciale di Legambiente. Una situazione di relativa tranquillità, secondo l’ambientalista, riconducibile «ai numerosi temporali che si sono registrati in città nell’ultimo mese, temporali che hanno ripulito l’aria e abbattuto la percentuale di ozono». Questo non significa che si debba star tranquilli, anzi. Già adesso nelle geriatrie dell’ospedale di Borgo Trento si registra un tutto esaurito ferragostano. «Nel mio reparto non c’è un letto disponibile», conferma il primario geriatra Gaetano Zavateri, alle prese in queste ore con parecchi anziani giunti in ospedale in condizioni precarie. Il peggior nemico delle persone avanti con gli anni, come sempre, è la disidratazione. «Una condizione», chiarisce il medico, «che riscontriamo soprattutto in un contesto di patologia cronica. Con questo caldo l’anziano ammalato, specie se non completamente in grado di provvedere a se stesso, incorre facilmente nella disidratazione, che provoca sofferenza al cervello con stati di vero e proprio torpore, per cui il soggetto purtroppo beve ancora meno e finisce in ospedale. Mi appello ai familiari e alle badanti di questi anziani: abbiate nei loro confronti un più fattivo spirito di vicinanza. Se necessario, costringeteli a bere. È indispensabile per evitare problemi più gravi». A rischio non devono considerarsi solo gli anziani. I neonati e i bambini di pochi anni, in particolare, possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e ad una disidratazione, con conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico. A rischio disidratazione anche chi svolge attività fisica o un lavoro intenso all’aria aperta. Quanto alle patologie da caldo più ricorrente, si va dai crampi muscolari (per prevenirli è consigliata l’assunzione di potassio) all’edema, conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata, che può essere risolta tenendo le gambe sollevate. Episodi classici sono poi lo svenimento provocato da un calo di pressione arteriosa e il colpo di calore. Da non sottovalutare, però, la conseguenza di un maldestro tentativo di abbassare la temperatura ingurgitando liquidi ghiacciati: con la congestione non si scherza.P.Col.
fonte www.larena.it
( quotidiano di Verona )
È scoppiato il caldo Anziani a rischio
Tutti occupati i posti letto in Geriatria. Il medico avverte: «Arrivano in ospedale disidratati, bisogna bere di più»
Il caldo africano è arrivato anche nel Veronese, come previsto con largo anticipo dagli esperti. Che preannunciano per i prossimi giorni ondate di calore con temperature che, dalle nostre parti, supereranno - come accaduto domenica e ieri - i 36 gradi, con problemi per anziani, assuntori di farmaci e bambini. Il livello 3, il più alto nella scala dei rischi messa a punto dal ministero della Salute di concerto con la Protezione civile, è previsto a Bologna e Pescara nella giornata di mercoledì, mentre già da oggi l’allerta è al livello 2 per Roma, Milano, Torino, Verona, Campobasso, Napoli e Trieste. La situazione è più tranquilla, per fortuna, sul fronte delle percentuali di ozono riscontrate nell’atmosfera. I limiti previsti dalla legge per quanto riguarda la soglia di attenzione (180 microgrammi per metro cubo) sono stati superati ieri a Bovolone (184) e a San Bonifacio (195) e sabato a Legnago (185). I parametri rientrano nei limiti a Verona, «anche se inevitabilmente le temperature in salita di questi giorni comporteranno un conseguente aumento delle percentuali di ozono», osserva Michele Bertucco, presidente provinciale di Legambiente. Una situazione di relativa tranquillità, secondo l’ambientalista, riconducibile «ai numerosi temporali che si sono registrati in città nell’ultimo mese, temporali che hanno ripulito l’aria e abbattuto la percentuale di ozono». Questo non significa che si debba star tranquilli, anzi. Già adesso nelle geriatrie dell’ospedale di Borgo Trento si registra un tutto esaurito ferragostano. «Nel mio reparto non c’è un letto disponibile», conferma il primario geriatra Gaetano Zavateri, alle prese in queste ore con parecchi anziani giunti in ospedale in condizioni precarie. Il peggior nemico delle persone avanti con gli anni, come sempre, è la disidratazione. «Una condizione», chiarisce il medico, «che riscontriamo soprattutto in un contesto di patologia cronica. Con questo caldo l’anziano ammalato, specie se non completamente in grado di provvedere a se stesso, incorre facilmente nella disidratazione, che provoca sofferenza al cervello con stati di vero e proprio torpore, per cui il soggetto purtroppo beve ancora meno e finisce in ospedale. Mi appello ai familiari e alle badanti di questi anziani: abbiate nei loro confronti un più fattivo spirito di vicinanza. Se necessario, costringeteli a bere. È indispensabile per evitare problemi più gravi». A rischio non devono considerarsi solo gli anziani. I neonati e i bambini di pochi anni, in particolare, possono essere esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e ad una disidratazione, con conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico. A rischio disidratazione anche chi svolge attività fisica o un lavoro intenso all’aria aperta. Quanto alle patologie da caldo più ricorrente, si va dai crampi muscolari (per prevenirli è consigliata l’assunzione di potassio) all’edema, conseguenza di una vasodilatazione periferica prolungata, che può essere risolta tenendo le gambe sollevate. Episodi classici sono poi lo svenimento provocato da un calo di pressione arteriosa e il colpo di calore. Da non sottovalutare, però, la conseguenza di un maldestro tentativo di abbassare la temperatura ingurgitando liquidi ghiacciati: con la congestione non si scherza.P.Col.
fonte www.larena.it
( quotidiano di Verona )