Visualizza la versione completa : Reportage sul clima dei Colli Euganei
Marco C.
01-09-2006, 12:40
a cura di Siro Morello
http://www.meteo4.com/mt/index.php?option=com_content&task=view&id=276&Itemid=34
Gesù!
Sono in contemplazione!! :apll:apll:apll:apll:masperem:masperem:masperem:ma sperem:masperem
Marco C.
01-09-2006, 12:51
E' ormai pronto anche l'altro sull'estate 2006...se c'è troppa carne al fuoco aspetto qualche giorno a pubblicarlo...:si
sassetto
01-09-2006, 12:52
Volevi dire questo http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=13904 Marco?
Col tuo link non vedo nulla...
Perchè sei 'cecato! :ouch
:ang:ang
Marco C.
01-09-2006, 12:54
Volevi dire questo http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=13904 Marco?
Col tuo link non vedo nulla...
Ah non si vede :confused: :confused:
Forse non so perchè lo vedono solo quelli che hanno la password :confused:
ah..cavolo, mi sa di si! :ouch
:apll :apll :apll :masperem :masperem :masperem
Marco C.
01-09-2006, 13:04
ah..cavolo, mi sa di si! :ouch
Si può risolvere il problema?
Mi sa che serve il Rodripac di pronto soccorso!
sassetto
01-09-2006, 13:36
Perchè sei 'cecato! :ouch
:ang:ang
Mi sarò anca orbo ma ti.... :devil:devil:devil
Marco C.
01-09-2006, 16:04
Mi sa che serve il Rodripac di pronto soccorso!
OK fammi sapere quando si risolve il problema così inserisco il reportage sull'estate :si
Eccolo qui:
Approfondimenti sul topoclima dei Colli Euganei e confronto con la pianura veneta circostante. Poche centinaia di metri di quota che fanno la differenza.
http://www.meteogiornale.it/images/news/midi/13904a.jpg
Collocazione geografica
La zona che andiamo a prendere in esame è situata al centro della pianura veneta, interamente nella provincia di Padova, è un gruppo formato da una cinquantina di colline che raggiungono la massima altezza col Monte Venda a 601 metri; nella nostra discussione faremo confronti con la pianura circostante.
Caratteristiche del clima
I versanti esposti al sole e con incrinatura superiore ai 45° hanno una maggiore insolazione e quindi un maggiore riscaldamento, questo permette a loro di godere di un certo tepore invernale e di avere una vegetazione di tipo mediterraneo, tra le piante presenti ricordiamo il leccio, la ginestra e l'ulivo.
Le valli strette e i versanti esposti a nord hanno una minore quantità di energia solare ricevuta e quindi vi è la persistenza di temperature più basse che permettono una maggiore persistenza di ghiaccio e neve al suolo.
In questa zona l'escursione termica annua è minore rispetto alla pianura circostante poiché d'inverno ad una certa altitudine la temperatura è meno rigida mentre d'estate il clima risulta essere più fresco e meno umido;
In generale si può dire che la temperatura media annua è di 13°C e la piovosità è compresa tra 700 e 900 mm.
Confronti termici
Confronti termici fatti su vecchi studi agli inizi del '900.
L'escursione media annua al Venda è di 17.9°C mentre a Padova è di 20.7°C, l'escursione diurna nel Venda va da un minimo di 3.7°C in dicembre a un massimo di 7.7°C in agosto mentre a Padova va da un minimo di 7.9°C in dicembre a un massimo di 12.6°C in luglio.
Le temperature minime possono scendere sotto zero sia sui colli che nella pianura dove i giorni di gelo sono superiori, 58 a Padova contro i 37,7 del Venda.
Le medie diurne sotto le zero sono però più diffuse in quota dove possono esserci per 13,8 giorni all'anno mentre in pianura 10,3, possono addirittura scendere sotto i -5° con frequenza annua media pari a 1,1 al Venda e 0,3 a Padova.
La massima diurna sopra i 25°C a Padova viene raggiunta per 104,4 giorni all'anno mentre al Venda solo per 30,9, sopra i 30° la prima segna 27,7 volte mentre la seconda 2,1.
Raffreddamento
Il raffreddamento alle diverse quote non è uguale e non avviene quasi mai nello stesso momento; quando d'inverno entra nella zona un'ondata di gelo artico-siberiano si hanno effetti immediati alle quote alte dei colli mentre in pianura il calo termico si avverte dopo 24/48 ore e specificatamente quando smette di soffiare la bora in quota, cioè quando la calma atmosferica permette all'aria fredda di ristagnare al piano.
Nevosità
Nella zona dei Colli Euganei segue due direttrici:
- L'asse SE/NW
- L'altitudine
Nel primo caso il quantitativo di neve caduta è minimo a SE e massimo a NW, nella pedecollinare di Monselice la nevosità media fatica a superare i 20 cm mentre nella pedecollinare di Rovolon supera i 30 cm.
Nel secondo caso il quantitativo di neve è maggiore più si sale di quota, se nella pedecollinare riesce in certi casi a superare i 30cm sulle cime più alte supera i 50 cm.
Tra i dati più significativi degli ultimi anni cito la media triennale a Rovolon che è stata di 55 cm, da segnalare pure i 200 cm di neve caduti sul Venda in un periodo tra il 19 febbraio e il 7 marzo 2004.
Nebbia
Per questo fenomeno i colli sono dei veri e propri spartiacque, a est e nord di essi la nebbia ha una frequenza molto minore rispetto alla pianura situata a ovest e sud.
I Colli Euganei vengono investiti dalla nebbia ad altitudine variabile in funzione dello strato nebbioso, sopra i 400 m di quota il fenomeno è sempre più raro.
In casi molto particolari sono colpite solo le valli strette a ovest del gruppo collinare.
La nebbia che si forma dopo il passaggio di ondate di gelo, con l'aiuto del ristagno di aria fredda, ghiaccia formando la galaverna: uno strato di ghiaccio che colora tutto il paesaggio di bianco.
Nel dicembre del 1998 sotto un regime di alta pressione la nebbia è stata presente nella zona e nelle pianure a SW fino a metà gennaio intervallata da poche giornate di sole, a Bresega (SW dei colli) la frequenza è stata di 42 giorni in due mesi mentre a Maserà (a est dei colli) di soli 12 giorni.
<hr>Siro Morello
grande articolo!!:canna
grande siro! oKKKK!
Mi offrite il destro ad una bella domandina fioi...:
Perchè la nevosita segue l'asse SE-NW..cioè perchè e quando si è registrato mediamente un accumolo maggiore in quelle zone? oKKKK!
Mi offrite il destro ad una bella domandina fioi...:
Perchè la nevosita segue l'asse SE-NW..cioè perchè e quando si è registrato mediamente un accumolo maggiore in quelle zone? oKKKK!
Marco ti sapra' rispondere meglio..
Cmq dovrebbe essere una questione di orografia, i colli a sud-est sono molto esposti a correnti calde, mentre a NW sono piu' protetti, specialmente nell'abitato di Bastia rovolon dove il Monte della Madonna fornisce un'ottimo riparo orografico..Quest'inverno e' capitato che con correnti calde da SE, la zona di este-monselice (SUD-EST) vedesse piovere tutta la giornata sino ai 400 metri del monte cero, mentre a bastia(pianura a NW) nevico' tutto il giorno con accumuli di 10 cm..
Altra spiegazione possibile si pensava fosse la convergenza berico euganea che in quella zona forma una specie di strettoia la quale si pensava potesse favorire nevicate piu' abbondanti..
Marco e Siro se ne sono occupati molto! Aspettiamo loro...:si
Marco C.
02-09-2006, 10:46
Direi che il maggior responsabile è un mininimo orografico che si forma sulla pedecollinare occidentale euganea come ti spiegavo ieri sera ed in parte per un riparo stesso fornito da monti compresi tra i 400 ed i 600 m di quota
Se hai tempo leggiti questa quindicina di pag. che a mio avviso sono assolutamente illuminanti :si
http://forum.meteogiornale.it/showthread.php?t=17522
uMh...ho pescato questa del mio amico Marcolino:
La nevosità maggiore del versante N e W dei colli euganei è spiegabile con due teorie ove una non esclude l'altra:
1 Il riparo orografico in particolare il ruolo del monte Venda e del monte della Madonna che probabilmente permettono una maggior resistenza della lama fredda presente tra il suolo e i 500 m
2 La turbolenza che i colli causano alle correnti da NE che impattando una volta raggiunto il rilievo, avviene un probabile avvitamento delle stesse e la formazione di un mini-minimo depressionario che potremmo chiamare: Vo-Bastia-Teolo LOW con:
a) aumento delle precipitazioni
b) conseguente diminuzione della temperatura
Si potrebbe fare una terza ipotesi ovvero considerare l'eventuale ruolo della cosidetta strettoia berico-euganea con una specie di effetto imbuto delle correnti d'aria sempre da NE, ma personalmente credo sia piuttosto marginale il suo effetto
Siro Morello
02-09-2006, 11:46
Il riparo orografico fa la sua parte, secondo me la colonna d'aria viene riparata da lame più tiepide.
Marco C.
02-09-2006, 11:47
uMh...ho pescato questa del mio amico Marcolino:
La nevosità maggiore del versante N e W dei colli euganei è spiegabile con due teorie ove una non esclude l'altra:
1 Il riparo orografico in particolare il ruolo del monte Venda e del monte della Madonna che probabilmente permettono una maggior resistenza della lama fredda presente tra il suolo e i 500 m
2 La turbolenza che i colli causano alle correnti da NE che impattando una volta raggiunto il rilievo, avviene un probabile avvitamento delle stesse e la formazione di un mini-minimo depressionario che potremmo chiamare: Vo-Bastia-Teolo LOW con:
a) aumento delle precipitazioni
b) conseguente diminuzione della temperatura
Si potrebbe fare una terza ipotesi ovvero considerare l'eventuale ruolo della cosidetta strettoia berico-euganea con una specie di effetto imbuto delle correnti d'aria sempre da NE, ma personalmente credo sia piuttosto marginale il suo effetto
Vai a pag. 5/6/7 grazie al nostro sassetto l'analisi si fa ancor più interessante :masperem :salut
Marco, sei propio sucuro che intorno ai 900hpa non esista nessuna componente da SE di origine quasi "marina" che possa interessare la parte più a SE dei Colli?
Marco C.
02-09-2006, 11:55
Marco, sei propio sucuro che intorno ai 900hpa non esista nessuna componente da SE di origine quasi "marina" che possa interessare la parte più a SE dei Colli?
non lo escludo anzi la considero possibile certamente....:si
se avessimo un radiosondaggio a PD :ouch
Siro Morello
02-09-2006, 11:58
Ma lo scirocco in quota soffia? o sbaglio
Ci saranno pure dei moti convettivi che fanno mitigare l'aria?
il 1 gennaio di quest'anno nella parte ovest dei colli pioveva con temperature leggermente sotto lo zero mentre nella parte est la temperatura era già tra +1 e +2°
Ecco la mia idea:
Posso benissimo immaginare un riparo orografico cioè uno sbarramento per i colli che si esplica, al 925-950hpa ( al suolo non arriva!), essenzialmente da SE ( se questo vento arriva fino li ) nella parte più sud orientale degli stessi, si esplica da E alla medesima quota sempre nella parte centro-meridionale quando il SE precedente è già girato rimanendo però "s*****" e più tiepido, e poi esiste un riparo da NE dal vento al suolo che coinvolge tutta la parte W dei colli dove quando entra credo sia ben ruotato dai quadranti settentrionali, creando una sorta di minima circolazione ciclonica sottovento nella zona di massima curvatura del flusso, che deve essere quella a NW dello stesso, zona che potrà anche sfruttare nella sua crescita, sviluppo e mantenimento nell'accenno di convergenza al suolo data dalla ( non entusiasmante ) strettoia tra berici ed Euganei.
La zona dove gli effetti di riparo, di rotazione indotta e di convergenza si sommano meglio è quella, più volte detto, di NW dove per giunta, essendo abbastanza riparata dal NE a 925hpa, tende propio ad isolarsi un piccolissimo serbatoio freddo nei primi 300-400m di atmosfera.
Ottimo articolo Siro, complimenti!oKKKK!
Marco C.
02-09-2006, 13:56
Ecco la mia idea:
Posso benissimo immaginare un riparo orografico cioè uno sbarramento per i colli che si esplica, al 925-950hpa ( al suolo non arriva!), essenzialmente da SE ( se questo vento arriva fino li ) nella parte più sud orientale degli stessi, si esplica da E alla medesima quota sempre nella parte centro-meridionale quando il SE precedente è già girato rimanendo però "s*****" e più tiepido, e poi esiste un riparo da NE dal vento al suolo che coinvolge tutta la parte W dei colli dove quando entra credo sia ben ruotato dai quadranti settentrionali, creando una sorta di minima circolazione ciclonica sottovento nella zona di massima curvatura del flusso, che deve essere quella a NW dello stesso, zona che potrà anche sfruttare nella sua crescita, sviluppo e mantenimento nell'accenno di convergenza al suolo data dalla ( non entusiasmante ) strettoia tra berici ed Euganei.
La zona dove gli effetti di riparo, di rotazione indotta e di convergenza si sommano meglio è quella, più volte detto, di NW dove per giunta, essendo abbastanza riparata dal NE a 925hpa, tende propio ad isolarsi un piccolissimo serbatoio freddo nei primi 300-400m di atmosfera.
E' da notare in riferimento al 26 novembre (ma ho chiesto a Roberto anche i dati del 26/27 gennaio) che quando il vento si intensifica da WNW la temp. sale, sale anche la pressione e si affievoliscono le precipitazioni con il passaggio da neve in pioggia...
Sarebbe bello capire cosa succede a Vicenza in quei momenti...
http://img252.imageshack.us/img252/3718/graf15php6wt.png
http://img133.imageshack.us/img133/4914/graf14php5yc.png
http://img133.imageshack.us/img133/3519/graf17php3hy.png
http://img252.imageshack.us/img252/2504/graf11php1nl.png
Marco C.
02-09-2006, 13:58
:si A Rovolon il 26 novembre nevicava con un E pieno
Probabilmente la crescita delle temperature è direttamente correlata alla diminuzione delle precipitazioni. Mi vien da pensare che i Colli Euganei in certe condizioni producano un leggero effetto favonico che però non giunge fino al suolo, ma si limita alle quote medie. Come conseguenza, diminuisce l'umidità alle quote medio basse e le precipitazioni si asciugano, i moti discendenti diminuiscono di intensità, quindi diminuisce al suolo l'afflusso di aria fredda indotta dalle precipitazioni e si ha l'aumento, seppur leggero, di temperatura e la conseguente trasformazione dell'eventuale neve in pioggia
Marco C.
02-09-2006, 14:13
Di fronte ai dati mostrati da Roberto e relativi alla nevicata di gennaio sembra che mentre per la nevicata di novembre è prevalsa la componente di un minimo orografico sottovento originatosi sulla pedecollinare occidentale euganea (lampante è la rotazione dei venti, l'aumeno di pressione e di dp in coincidenza con il passaggio in pioggia), nel secondo caso di gennaio invece darei una spiegazione più legata all'effetto riparo e alla situazione a mesoscala più favorevole (precipitazioni più intense nella notte del 27 sulla pianura centrale veneta)...vi è in questo secondo caso una situazione da raddolcimento abbastanza lenta (speculare per certi versi a quello che capitò nel dicembre 1996) con una lentissima ascesa dei dp, un vento che ruota temporaneamente da W solo nel tardo pomeriggio del 27 ma senza incidere sulla crescita delle temp.
Attendiamo roccietto per i grafici :si
Marco C.
02-09-2006, 14:17
Ricordo sempre in base ai racconti di Roberto che nella notte del 1 gennaio 97 mentre sul versante meridionale e orientale degli Euganei la neve era progressivamente girata in pioggia (fino a 300 m di altezza), sulla pedecollinare euganea nevicava fino a mattina...mi sembra a questo punto innegabile una funzione di riparo in talune sinottiche (immagino sopratutto in condizioni di venti più caldi meridionali non troppo intensi alla fatidica quota 950/900 hpa) esercitata dal rilievo euganeo
Marco C.
02-09-2006, 14:25
Ecco la mia idea:
Posso benissimo immaginare un riparo orografico cioè uno sbarramento per i colli che si esplica, al 925-950hpa ( al suolo non arriva!), essenzialmente da SE ( se questo vento arriva fino li ) nella parte più sud orientale degli stessi, si esplica da E alla medesima quota sempre nella parte centro-meridionale quando il SE precedente è già girato rimanendo però "s*****" e più tiepido, e poi esiste un riparo da NE dal vento al suolo che coinvolge tutta la parte W dei colli dove quando entra credo sia ben ruotato dai quadranti settentrionali, creando una sorta di minima circolazione ciclonica sottovento nella zona di massima curvatura del flusso, che deve essere quella a NW dello stesso, zona che potrà anche sfruttare nella sua crescita, sviluppo e mantenimento nell'accenno di convergenza al suolo data dalla ( non entusiasmante ) strettoia tra berici ed Euganei.
La zona dove gli effetti di riparo, di rotazione indotta e di convergenza si sommano meglio è quella, più volte detto, di NW dove per giunta, essendo abbastanza riparata dal NE a 925hpa, tende propio ad isolarsi un piccolissimo serbatoio freddo nei primi 300-400m di atmosfera.
Nella sostanza non è diverso da quel che penso però dubito (dati alla mano) che la componente al suolo sia prevalentemente settentrionale, bensì orientale (comunque in un contesto di ventilazione abbastanza debole)...sarebbe quanto mai opportuno avere un anemometro sul Mt Grande :ouch
condivido altresì l'idea che la soglia critica sia a 925/950 hpa se sono deboli/moderate il gioco regge, altrimenti se più intense scavalcano il rilievo salta il banco velocemente pure lì :si
Ricordo sempre in base ai racconti di Roberto che nella notte del 1 gennaio 97 mentre sul versante meridionale e orientale degli Euganei la neve era progressivamente girata in pioggia (fino a 300 m di altezza), sulla pedecollinare euganea nevicava fino a mattina...mi sembra a questo punto innegabile una funzione di riparo in talune sinottiche (immagino sopratutto in condizioni di venti più caldi meridionali non troppo intensi alla fatidica quota 950/900 hpa) esercitata dal rilievo euganeo
Nel caso di venti con componente meridionale piuttosto blandi è molto probabile sia così.
Ma nel caso di venti da NNW e da NNE abbastanza intensi alle quote medio-basse, ho il dubbio che la componente favonica, anche se leggerissima, in taluni casi sia fondamentale per decretare la differenza neve-pioggia sul medio polesine. Sarei curioso di esaminare il famoso 18 gennaio 2004..:devil
Siro Morello
02-09-2006, 14:32
Nuovo articolo riguardo le inversioni termiche...sul meteogiornale
Marco C.
02-09-2006, 14:42
Nel caso di venti con componente meridionale piuttosto blandi è molto probabile sia così.
Ma nel caso di venti da NNW e da NNE abbastanza intensi alle quote medio-basse, ho il dubbio che la componente favonica, anche se leggerissima, in taluni casi sia fondamentale per decretare la differenza neve-pioggia sul medio polesine. Sarei curioso di esaminare il famoso 18 gennaio 2004..:devil
Escludo ammesso che una componente favonica ci possa essere (e potrebbe veramente verificarsi in taluni casi) possa influenzare le aree oltre i 6-7 km di distanza
Riguardo alla pioggia nel Polesine del 18 gennaio 2005 direi che questa carta non ha bisogno di commenti...per pochi km ma fregati alla grande
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20050117/bo07ar_T@2m+winds@10m_2005011818.gif
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20050117/bo07ar_SNOW_2005011821.gif
Marco C.
02-09-2006, 14:49
Nuovo articolo riguardo le inversioni termiche...sul meteogiornale
http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=13905
:apll :apll :apll :masperem :masperem0
Escludo ammesso che una componente favonica ci possa essere (e potrebbe veramente verificarsi in taluni casi) possa influenzare le aree oltre i 6-7 km di distanza
Riguardo alla pioggia nel Polesine del 18 gennaio 2005 direi che questa carta non ha bisogno di commenti...per pochi km ma fregati alla grande
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20050117/bo07ar_T@2m+winds@10m_2005011818.gif
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20050117/bo07ar_SNOW_2005011821.gif
Comunque vedendo queste carte il medio polesine non dovrebbe aver avuto alcun problema, anzi avrebbe dovuto esser stata l'area più interessata da precipitazioni nevose data la convergenza delle correnti. Qualcosa deve essere successo di "imprevedibile" alla quote medie, tipo un'inversione termica di qualche centinaio di metri che però si è rivelata fondamentale
Marco C.
02-09-2006, 15:08
non lo escludo anzi la considero possibile certamente....:si
se avessimo un radiosondaggio a PD :ouch
Se ammettiamo che la situazione a 950 hpa sia stata la stessa il cerchio si può dire chiuso e potremmo prevedere (sperando nella bontà dei modelli) quali saranno le occasioni da neve per l'area euganea nei tempi e nei luoghi
Ammirate queste 4 carte illuminanti e confrontatele con i dati di Rovolon
Siamo nel momento di massima intensità della nevicata con venti alle medie quote da SE (probabilmente secondo la nostra teoria anche a 950 hpa)...il minimo sottovento orografico è pienamente in atto
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20051126/bo07ar_THETAE+winds@850_2005112615.gif
Rotazione da SW ora non c'è più riparo e in pochi minuti salta
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20051126/bo07ar_THETAE+winds@850_2005112618.gif
Al suolo coerentemente allo sviluppo della situazione in quota dapprima venti orientali
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20051126/bo07ar_T@2m+winds@10m_2005112615.gif
ma poi ruotano anche qui
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20051126/bo07ar_T@2m+winds@10m_2005112618.gif
Questa spiega il forte vento da W registrato in serata e il rimescolamento d'aria con le aree circostanti della pianura spiega lo sbalzo termico repentino e la distruzione inevitabile del cuscino freddo
http://www.meteoliguria.it/MAPPE/BOLAM/BOLAM07/2005/20051126/bo07ar_T@2m+winds@10m_2005112621.gif
CHIARITO IL MISTERO oKKKK!
Marco C.
02-09-2006, 15:14
Comunque vedendo queste carte il medio polesine non dovrebbe aver avuto alcun problema, anzi avrebbe dovuto esser stata l'area più interessata da precipitazioni nevose data la convergenza delle correnti. Qualcosa deve essere successo di "imprevedibile" alla quote medie, tipo un'inversione termica di qualche centinaio di metri che però si è rivelata fondamentale
Beh insomma vedendola così il Polesine mi sembra completamente tagliato fuori...tra l'altro i primi di solito siete voi a dire che con le nevicate da cuscinetto siete sempre al limite...
alle quote medie all'altezza del limite pioggia e neve (che è coinciso con il fiume Adige), sta come mostra la carta la rotazione tra vento da NE e da SE. Di solito questo limite si ha all'altezza di Adria, quella volta si ebbe qualche decina di km più a W...è la solita situazione che si verifica con un approfondimento di un minimo alto adriatico cioè con VL da non confondere con la PL che invece regala tutto un altro genere di soddisfazioni
:si A Rovolon il 26 novembre nevicava con un E pieno
E pieno, certo Marco, ma di intensità davvero minima come è giusto che sia in quel frangente!
Poi il vento gira, ma gira talmente tanto che passa ad W, poi NW, addirittura a tratti diventa un nord...mha..non è che è cambiata anche la causa dinamica principale?
Non è che è cambiato anche il vento negli strati appena superiori?
Cmq se gira il vento è chiaro che la bolla fredda sul NW dei collli viene dispersa, a quel punto non vi è motivo che li nevichi ed altrove piova! :salut:salut
Nel caso di venti con componente meridionale piuttosto blandi è molto probabile sia così.
Ma nel caso di venti da NNW e da NNE abbastanza intensi alle quote medio-basse, ho il dubbio che la componente favonica, anche se leggerissima, in taluni casi sia fondamentale per decretare la differenza neve-pioggia sul medio polesine. Sarei curioso di esaminare il famoso 18 gennaio 2004..:devil
Emh...sai che non ho ben capito?
Quindi per te stregonaccio se tira il NE intorno ai 950 l'W dei colli è in leggera ombra? :salut:salut
http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=13905
:apll :apll :apll :masperem :masperem0
Lo vogliam oanche noi!!!!!11 :masperem:masperem:masperem:masperem
:apll:apll:apll:apll:apll:apll:apll
E pieno, certo Marco, ma di intensità davvero minima come è giusto che sia in quel frangente!
Poi il vento gira, ma gira talmente tanto che passa ad W, poi NW, addirittura a tratti diventa un nord...mha..non è che è cambiata anche la causa dinamica principale?
Non è che è cambiato anche il vento negli strati appena superiori?
Cmq se gira il vento è chiaro che la bolla fredda sul NW dei collli viene dispersa, a quel punto non vi è motivo che li nevichi ed altrove piova! :salut:salut
Solo adesso ho visto le tue Bolam per l'evento del 26!
Direi che avevo in pieno azzeccato la teoria della rotazione...in effetti sono cambiate sia le correnti alle medie quote che quelle al suolo in seguito allo spostamento del minimo depressionario!
Marco C.
02-09-2006, 15:40
E pieno, certo Marco, ma di intensità davvero minima come è giusto che sia in quel frangente!
Poi il vento gira, ma gira talmente tanto che passa ad W, poi NW, addirittura a tratti diventa un nord...mha..non è che è cambiata anche la causa dinamica principale?Non è che è cambiato anche il vento negli strati appena superiori?
Cmq se gira il vento è chiaro che la bolla fredda sul NW dei collli viene dispersa, a quel punto non vi è motivo che li nevichi ed altrove piova! :salut:salut
Vedendo le Bolam si è la situazione a mesoscala che cambia, mentre prima pensavo che la rotazione da W del vento si spiegasse come una causa locale...in ogni caso questo dimostra ancor di più che riparo e convergenza sono cause necessarie e non sufficienti :si :si
Direi che l'arcano è ampiamente spiegato di fronte ad una morfologia sicuramente meno complessa rispetto al vicentino ma che in sostanza produce risultati abbastanza simili :si
Qualche altro domanda?
:canna
Marco C.
02-09-2006, 15:45
Solo adesso ho visto le tue Bolam per l'evento del 26!
Direi che avevo in pieno azzeccato la teoria della rotazione...in effetti sono cambiate sia le correnti alle medie quote che quelle al suolo in seguito allo spostamento del minimo depressionario!
Naturalmente parliamo dell'avvenimento del 26 novembre...quello del 26/27 gennaio 2006 come spiegato ha poco a che spartire con quella dinamica :si
Esatto Marco, pensavo la stessa cosa e cioè che la dinamica Euganea sia un filo più facile di quella micidialmente complessa dell'intersezione Berico Lessinica.
Non per questo è però meno affascinante!
Come si diceva le peculiarità della neve del 26 e del 27 Gennaio 2006 stanno in altro; in particolare il motivo per cui nella tarda mattinata del 27 nevicava sul lato est e non su quello W è da ricercarsi nell'avvento nella media e bassa pianura Veneta di aria più secca, la stessa che ha portato a qualche ora di neve in zona Treviso, in zona Vicenza e probabilmente nell'entroterra Veneziano.
:salut:salut
Emh...sai che non ho ben capito?
Quindi per te stregonaccio se tira il NE intorno ai 950 l'W dei colli è in leggera ombra? :salut:salut
Non ne ho la certezza, ma il dubbio ce l'ho...
Cioè ho il dubbio che possa verificarsi, in scala molto ridotta, quello che succede a Verona coi Lessini. E son convinto che in inverno con situazioni al limite possa far la differenza fra neve e pioggia...
Magari è una castroneria abissale, però il dubbio ce l'ho! :salut
Marco C.
02-09-2006, 16:36
Non ne ho la certezza, ma il dubbio ce l'ho...
Cioè ho il dubbio che possa verificarsi, in scala molto ridotta, quello che succede a Verona coi Lessini. E son convinto che in inverno con situazioni al limite possa far la differenza fra neve e pioggia...
Magari è una castroneria abissale, però il dubbio ce l'ho! :salut
Potrebbe essere ma solitamente (a parte l'eccezione del 26/27 gennaio di quest'anno) il versante SE dei colli è meno nevoso di quello SW di questo sono praticamente certo :si
comunque un'eventuale influenza euganea già a Montagnana non esiste più, tantomeno nel polesine :salut
Invece, altra domanda ma legatissima alla prima...accumola di più l'W o l'E dei Colli? :undersnoww
Marco C.
02-09-2006, 16:42
Invece, altra domanda ma legatissima alla prima...accumola di più l'W o l'E dei Colli? :undersnoww
A livello pluviometrico sinceramente non so anche se come osservato le prec. tendono ad aumentare da S verso N senza particolare distinzione di versante...in fatto di neve si cresce invece da SE verso NW come giustamente puntualizzato da Siro nel suo reportage
Marco C.
02-09-2006, 17:03
Due nuove considerazioni:
26 novembre 2005 : ricordo che inizio una pioggia debole verso le 8 che poi fra le 8 e le 9 passò lentamente in neve.I miei occhi da lampionaro preannunciarono a mio padre la sorprendente ed imprevista trasformazione almeno 10 minuti primi che lo capisse anche lui!
Diciamo che fra l 9 e le 10 iniziò a imbiancare seriamente e la nevicata debole-moderata per tutta la mattinata.
A mezzogiorno c'era qualche cm.
Fra le 13.30 e le 16.30 massima intensità della nevicata che si poteva definire moderata.
Dopo le 17.30 mentre la neve stava diventando sempre più bagnata Davide Rosa mi comunicava che a Vicenza era passata in pioggia.in poche decine di minuti si passò a grossi fiocconi bagnati misti a pioggia e poi pioggia per un'oretta di modesta intensità.La T. aumentava ma smise di piovere poi una parziale apertura del cielo con lieve calo termico.Poi purtroppo rannuvolì e la T. resto soprazzero tutta la notte facilitando lo scioglimento.
26 gennaio 2006: iniziò a nevicare nel pomeriggio.L'ora precisa si può vedere dal drastico calo termico sulla tabella dopo le 14.30.
Massima intensità della nevicata fra le 20 e le 24.
Guardando le temperature si direbbe che smise di nevicare prima dell'una di notte e schiarì facendo abbassare la T. fino a quasi -2°C.
Poi tornarono di sicuro le nuvole.
La mattina del 27 gennaio fu un alternarsi di deboli rovesci di neve con acqua ghiacciata.
Primi deboli rovesci di pioggia nel primo pomeriggio e poi pioggia più forte verso sera.
Accumulo finale di 23 cm indifferentemente a 27 o 97 mt.
e
Non prendete per oro colato i dati dell'anemometro.Nel senso che nel momento di accumulo della neve si blocca la ventolina e non cambia più direzione.
Sono brani che si riferiscono al NW dei Colli, vero Marco? :si
Marco C.
02-09-2006, 17:13
Sono brani che si riferiscono al NW dei Colli, vero Marco? :si
Sì puntualizzazioni da parte di Roberto :si
Ecco qua una bella aggiunta:
http://img105.imageshack.us/img105/3995/graf11ry0.png
http://img89.imageshack.us/img89/8535/graf12aj7.pnghttp://img136.imageshack.us/img136/737/graf13xd9.pnghttp://img212.imageshack.us/img212/1327/graf15vi6.pnghttp://img238.imageshack.us/img238/6459/graf16ip2.pnghttp://img238.imageshack.us/img238/2121/graf17jo9.png
Ecco il commento di Marco.
Il confronto dei dati della stazione di Rovolon pur nella loro limitatezza (ci vorrebbero almeno un altro paio di stazioni vicine) confermano la mia idea che le dinamiche che interessarono gli euganei il 26 novembre 2005 e il 26/27 gennaio 2006 sono assolutamente diverse...
mentre nella prima (26 novembre) come ragionato insieme l'elemento dominante per consentire la nevicata fu la formazione di un minimo orografico sottovento e naturalmente il riparo fornito dal rilievo (condizioni venute meno quando è cambiata la circolazione al suolo e alle medie quote); nel secondo caso invece è prevalsa la situazione da raddolcimento classico con un lento ma inesorabile aumento dei valori termici e dell'ur
ecco i grafici che confermano (grazie a sassetto)
:apll:apll
poi leggo per bene tutto, è un post spettacolare!!!!!
daverose240573
06-09-2006, 09:05
Vedendo le Bolam si è la situazione a mesoscala che cambia, mentre prima pensavo che la rotazione da W del vento si spiegasse come una causa locale...in ogni caso questo dimostra ancor di più che riparo e convergenza sono cause necessarie e non sufficienti :si :si
Direi che l'arcano è ampiamente spiegato di fronte ad una morfologia sicuramente meno complessa rispetto al vicentino ma che in sostanza produce risultati abbastanza simili :si
Qualche altro domanda?
:canna
E' bello notare, dopo circa 270 giorni (ovvero dai giorni in cui cercavo in tutti i modi di farvelo capire), che si ritorna a parlare di "riparo orografico" dei nostri Colli (qualcuno diceva che in condizioni di riparo orografico la neve durava al massimo 1-2 ore in più...)!!
Ricordo come al tempo non volevate credermi, dicendo che a VI-Città e a Montecchio nevicava per effetto imbuto... promettendomi dei meteogrammi di Muller che ancor oggi devo ancora vedere (Angelooo)....
Qualciosa vi sarà pur rimasto in testa dalle 60 e più pagine di thread dell'anno scorso, no?
Bah, vi dico solo che io e Roberto siamo "saltati" (da neve a pioggia) quasi allo stesso istante... che a VI-Città nevicava con la solita calma di vento (dir prevalente:NW... come la stessa dir prevalente di Malo) ... e che la direzione del vento al suolo da Roberto non conta assolutam nulla per deboli e debolissime intensità.
E' ovviamente sopra la testa di Roberto che si materializza il miracolo.
Ottima quindi l'osservazione di Marco (probabilmente ha termini più convincenti del sottoscritto) SUGLI EFFETTI SIMILI di VI-Città e Bastia di Rovolon, ottima l'osservazione di Marco disaccoppiando totalmente i due peggioramenti (26 Novembre e 26-28 Gennaio).
Guai a paragonarli tra loro, per carità.
Ciao!!
Davide V
Al post sopra rispondo con un sorriso Davide! :laugh
Mi raccomando, non ti scaldare eh? :comp
Beh Davide Euganei e Berici sono alti uguali e posizionati alla stessa distanza dalle preAlpi e dal mare, è ovvio che le dinamiche siano uguali.
daverose240573
06-09-2006, 15:15
E' ovvio, certo!!
Ciao!!
Davide V
daverose240573
06-09-2006, 15:18
Al post sopra rispondo con un sorriso Davide! :laugh
Mi raccomando, non ti scaldare eh? :comp
Mi scaldo eccome, col caldo che fa fuori!!!
Chi non si scalda con tutto questo caldo?
Se fosse piu' fresco non mi scalderei, sopratutto quando sono sopra una strada a lavorare!!! :arrflame
Ciaus!!
Davide V
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