Visualizza la versione completa : Super Benigni !!!!!!!
Anche ieri sera è riuscito a dar prova della sua incredibile comicità e della sua versatilità nello spiegare e recitare il canto num. 5 dell' Inferno Di Dante.
Grandissimo l'inno all'Italia e agli italiani che hanno inventato e creato così tante cose !:apll:Italy
Quando ero in America tutti mi chiedevano:" E' veramente grandioso,quando fa il prox. film?" ... e io cercavo di spiegar loro che Benigni è sì un grande attore, ma soprattutto un comico che ha bisogno del pubblico per esprimere la sua genialità basata sul un'improvvisazione impressionante.
Penso che siamo di fronte ad uno dei più grandi dell'ultimo secolo.:loverat:apll:masperem:masperem
Massimiliano
30-11-2007, 08:19
A te pol dirlo senza alcun dubbio!
Un vero FENOMENO!!!
Può dire anche parolacce e volgarità,ma dette da lui,non hanno alcuna importanza e diventano solo espressioni colorate!
Solo LUI!!!
:si:salut
alessandro
30-11-2007, 08:49
Benigni è decisamente un GENIO, un classico genio italico.
Ieri purtroppo non ho avuto modo di seguirlo se non a sprazzi, peccato.
Ciao
Son al 100% d'accordo!
Bellissima trasmissione ieri sera!
E son d'accordissimo con Max: riesce a far uscire dalla sua bocca tutto, ma senza mai essere volgare! Anzi!
GRANDE BENIGNI
:apll:apll
Massimiliano
30-11-2007, 09:06
Questa frase tra le tante che ha detto è la più triste,ma anche la più vera,da uomo mi vergogno che esistano certe persone in grado di fare cose simili,parlo in particolare della 2° parte dello spezzone!!!
"La grandezza dell'Italia, dice, "sono i ragazzi di Locri" e "la manifestazione di sabato contro la violenza sulle donne, spaventosa, orribile, la violenza dei vigliacchi".
Matteo76
30-11-2007, 09:14
Che dire,semplicemente un maestro della cultura e della comicità!oKKKK!:apll:apll
Massimiliano
30-11-2007, 09:17
El ma fatto morir quando ha detto che Sircana era uscito su ordine di Prodi per andar dal capo dello stato a dirgli che il governo doveva chiedere la fiducia,solo che ha fatto il giro largo,non el tornava più.........
ah ah ah
lì sono sciopado.........:laugh:laugh:laugh
Dal giornale "la Republica"
SPETTACOLI & CULTURA InviaStampaCon "Il quinto dell'Inferno" l'attore sfida se stesso dopo gli ascolti record del 2003
La lettura del canto, ma prima un lungo excursus su Berlusconi, i Savoia, l'attualità
Benigni, il gran ritorno su RaiUno
"Silvio riposati, basta fare partiti"
"La grandezza dell'Italia sono i ragazzi di Locri e il corteo contro la violenza sulle donne, violenza dei vigliacchi"
di ALESSANDRA VITALI
Roberto Benigni
ROMA - Si comincia con i Savoia ma c'è soprattutto Berlusconi nel suo cuore e chi ha già visto TuttoDante se lo ricorda. Con la serata-evento di RaiUno Il quinto del Paradiso, Roberto Benigni porta in tv lo spettacolo che ha già fatto oltre cento repliche e più di un milione di spettatori. E col quale, in tv, sfida se stesso: il 23 dicembre 2003, con L'ultimo del Paradiso, su RaiUno, toccò il record di 12 milioni 687 mila spettatori con il 45,48% di share. Scenografia essenziale in legno chiaro, non sarà questo l'unico Benigni. Il TuttoDante in 13 puntate per altrettanti Canti della Divina Commedia proseguirà mercoledì 5 dicembre alle 23, con duplice raddoppio il 25 e 26 dicembre e l'1 e 2 gennaio.
Il comico è in gran forma, lo spettacolo è in due parti. La prima, per commentare l'attualità e "maltrattare" i politici, ed è il Benigni mattatore folle e più mediaticamente atteso. La seconda, è per il fascino della Commedia, per "la bellezza", come a lui piace dire, del Canto V dell'Inferno, del quale è prigioniero l'amore disperato di Paolo e Francesca. Prima, però, l'appello "per una famiglia piemontese bisognosa, si chiamano Savoia: mandate un sms, hanno nomi altisonanti ma sono indigenti, organizziamo un Telethon per risollevare il trono, si chiamerà Teletron".
Trenta minuti di viaggio a perdifiato nell'Italia recente, la politica e gli scandali, poi il prediletto Cavaliere. "Un anno e mezzo fa è nato il governo Prodi, Berlusconi per recuperare andava in tv a dire 'chi vota a sinistra è un coglione', 'i froci son tutti di sinistra...'"". Berlusconi ossessionato dal governo ("cade, cade, non ripete altro, sta impazzendo. Silvio, per la tua salute, ti devi riposare, prenditi una settimana in cui non fai un partito nuovo"), Berlusconi e la legge elettorale ("a Veltroni la proporrà 'alla Vaticana', si elegge uno e finché campa ci sta solo lui") e Sandro Bondi, "non lo toccherei nemmeno con una canna da pesca, falso come il bilancio di un'azienda di Berlusconi".
Parla del sesso "che governa il mondo", di Buttiglione "che parla sempre di omosessuali ma secondo me non c'ha neanche il pisello", i sondaggi "sulla durata del rapporto sessuale, la media dell'italiano è risultata di tre minuti, mi son detto 'sarà compresa la doccia'", e "l'allungamento del pene, alla fine ce l'attorciglieremo come un distributore di benzina". Ricostruisce, con dovizia di turpiloquio, le intercettazioni di Vallettopoli, "e ho pure tolto le parti volgari", scherza su Silvio Sircana, "pubblicare quelle foto è stato scandaloso, ci credo che si è sentito male, roba da andare in trance", mentre "giustifica" Cosimo Mele beccato in un albergo romano con squillo e cocaina, "e ti credo, dopo quindici giiorni rinchiuso con Giovanardi, Cesa e Buttiglione...".
A quasi un'ora dall'inizio, Benigni si avvicina al clima della lectura con una rassegna del genio e della bellezza del Paese del Rinascimento, della pittura, della musica e dei filosofi, di Dante che "si è occupato di questo strano sogno che è la vita", della Commedia che "dopo averla letta non si guardano più le persone nello stesso modo perché ci insegna che ognuno di noi è protagonista di una storia irripetibile". L'Italia, "unico Paese al mondo dov'è nata prima la cultura e poi il concetto di nazione, c'è da essere orgogliosi" come del fatto che "grandi pensatori sono nati nel Sud, è il Sud dell'Italia che deve dare un'identità al Paese". La grandezza dell'Italia, dice, "sono i ragazzi di Locri" e "la manifestazione di sabato contro la violenza sulle donne, spaventosa, orribile, violenza dei vigliacchi".
Bisogna avere "orrore dell'indifferenza, capire che dobbiamo scegliere, appartenere - dice - e Dante ce lo fa capire". Per l'attore è tempo di andare nel secondo cerchio, incontrare Minosse, andare avanti perché vuolsi così colà dove si puote e ancora avanti, Semiramide e Didone e le altre anime, assistere al dolore di Paolo e Francesca e soffrire con loro, e poi cadere come corpo morto cade.
Dal giornale "la Republica"
SPETTACOLI & CULTURA InviaStampaCon "Il quinto dell'Inferno" l'attore sfida se stesso dopo gli ascolti record del 2003
La lettura del canto, ma prima un lungo excursus su Berlusconi, i Savoia, l'attualità
Benigni, il gran ritorno su RaiUno
"Silvio riposati, basta fare partiti"
"La grandezza dell'Italia sono i ragazzi di Locri e il corteo contro la violenza sulle donne, violenza dei vigliacchi"
di ALESSANDRA VITALI
Roberto Benigni
ROMA - Si comincia con i Savoia ma c'è soprattutto Berlusconi nel suo cuore e chi ha già visto TuttoDante se lo ricorda. Con la serata-evento di RaiUno Il quinto del Paradiso, Roberto Benigni porta in tv lo spettacolo che ha già fatto oltre cento repliche e più di un milione di spettatori. E col quale, in tv, sfida se stesso: il 23 dicembre 2003, con L'ultimo del Paradiso, su RaiUno, toccò il record di 12 milioni 687 mila spettatori con il 45,48% di share. Scenografia essenziale in legno chiaro, non sarà questo l'unico Benigni. Il TuttoDante in 13 puntate per altrettanti Canti della Divina Commedia proseguirà mercoledì 5 dicembre alle 23, con duplice raddoppio il 25 e 26 dicembre e l'1 e 2 gennaio.
Il comico è in gran forma, lo spettacolo è in due parti. La prima, per commentare l'attualità e "maltrattare" i politici, ed è il Benigni mattatore folle e più mediaticamente atteso. La seconda, è per il fascino della Commedia, per "la bellezza", come a lui piace dire, del Canto V dell'Inferno, del quale è prigioniero l'amore disperato di Paolo e Francesca. Prima, però, l'appello "per una famiglia piemontese bisognosa, si chiamano Savoia: mandate un sms, hanno nomi altisonanti ma sono indigenti, organizziamo un Telethon per risollevare il trono, si chiamerà Teletron".
Trenta minuti di viaggio a perdifiato nell'Italia recente, la politica e gli scandali, poi il prediletto Cavaliere. "Un anno e mezzo fa è nato il governo Prodi, Berlusconi per recuperare andava in tv a dire 'chi vota a sinistra è un coglione', 'i froci son tutti di sinistra...'"". Berlusconi ossessionato dal governo ("cade, cade, non ripete altro, sta impazzendo. Silvio, per la tua salute, ti devi riposare, prenditi una settimana in cui non fai un partito nuovo"), Berlusconi e la legge elettorale ("a Veltroni la proporrà 'alla Vaticana', si elegge uno e finché campa ci sta solo lui") e Sandro Bondi, "non lo toccherei nemmeno con una canna da pesca, falso come il bilancio di un'azienda di Berlusconi".
Parla del sesso "che governa il mondo", di Buttiglione "che parla sempre di omosessuali ma secondo me non c'ha neanche il pisello", i sondaggi "sulla durata del rapporto sessuale, la media dell'italiano è risultata di tre minuti, mi son detto 'sarà compresa la doccia'", e "l'allungamento del pene, alla fine ce l'attorciglieremo come un distributore di benzina". Ricostruisce, con dovizia di turpiloquio, le intercettazioni di Vallettopoli, "e ho pure tolto le parti volgari", scherza su Silvio Sircana, "pubblicare quelle foto è stato scandaloso, ci credo che si è sentito male, roba da andare in trance", mentre "giustifica" Cosimo Mele beccato in un albergo romano con squillo e cocaina, "e ti credo, dopo quindici giiorni rinchiuso con Giovanardi, Cesa e Buttiglione...".
A quasi un'ora dall'inizio, Benigni si avvicina al clima della lectura con una rassegna del genio e della bellezza del Paese del Rinascimento, della pittura, della musica e dei filosofi, di Dante che "si è occupato di questo strano sogno che è la vita", della Commedia che "dopo averla letta non si guardano più le persone nello stesso modo perché ci insegna che ognuno di noi è protagonista di una storia irripetibile". L'Italia, "unico Paese al mondo dov'è nata prima la cultura e poi il concetto di nazione, c'è da essere orgogliosi" come del fatto che "grandi pensatori sono nati nel Sud, è il Sud dell'Italia che deve dare un'identità al Paese". La grandezza dell'Italia, dice, "sono i ragazzi di Locri" e "la manifestazione di sabato contro la violenza sulle donne, spaventosa, orribile, violenza dei vigliacchi".
Bisogna avere "orrore dell'indifferenza, capire che dobbiamo scegliere, appartenere - dice - e Dante ce lo fa capire". Per l'attore è tempo di andare nel secondo cerchio, incontrare Minosse, andare avanti perché vuolsi così colà dove si puote e ancora avanti, Semiramide e Didone e le altre anime, assistere al dolore di Paolo e Francesca e soffrire con loro, e poi cadere come corpo morto cade.
Massimiliano
30-11-2007, 10:42
Che grande!!!
:si:salut
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