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Discussione: William Optics FLT 110

  1. #1
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    Acquolina William Optics FLT 110

    Ciao a tutti.
    Ho una grossa novità, inattesa ed improvvisa. Ho acquistato un nuovo rifrattore: il William Optics FLT 110 f/7!!
    L'ho preso da circa una settimana e nei giorni scorsi ho fatto un paio di prove visuali ed alcune riprese con telecamera astronomica tanto per testare l'ottica.
    Ho infatti colto al volo l'occasione di cedere ad un altro amico il mio -a questo punto- "vecchio" Vixen 102 ED f/6,5 che gli interessava, per aggiornarmi dal punto di vista della strumentazione con questo nuova ottica e accontentare così anche l'attacco di strumentite che ogni tanto prende gli appassionati del cielo come me.

    Questa nuova ottica è un tripletto, su progetto TMB, da 110 mm di diametro appunto e 770 mm di lunghezza focale. Io sospetto anche con lente in fluorite (non è dichiarata ma il nome Fluorostar FLT lo può forse suggerire).

    Il precedente rifrattore che avevo, il 102 ED è quello che mi ha accompagnato negli ultimi 5 anni nelle osservazioni visuali sul campo, prima, e nella fotografia deep-sky CCD poi, una volta che ho scoperto questa mia nuova vocazione e mi sono applicato in questa disciplina dell'astronomia amatoriale. Mi ha servito con grande efficienza e versatilità dandomi molte soddisfazioni, mi è anche dispiaciuto separarmi, ma questa mossa ha anche delle ragioni precise.
    Il Vixen aveva un'ottima ottica, ma secondo me non era ancora sicuramente e completamente apocromatico "come si deve". Costruttivamente nato inoltre con una funzione non prettamente astrofotografica, mi rendevo conto che presentava soluzioni che non erano del tutto adatte per l'astrofotografia moderna. Brevemente: un focheggiatore alla lunga non molto preciso anche se discretamente comodo e ben fatto, il portaoculari oculari ancora con passo 31,8, il fatto che non essendo più in produzione, questo rifrattore non poteva essere più corredato da un ormai introvabile riduttore e spianatore (di cui sentivo la necessità) fuori produzione ed infine, non ultimo il fatto che, purtroppo per un paio urti accidentali (succede) si era scheggiato l'obbiettivo, tempo fa, anche se marginalmente e in maniera non così grave né in modo tale da comprometterne le prestazioni.
    Data la mia applicazione ormai, quasi prettamente astrofotografica per come si è evoluta in questi ultimi anni la mia passione per l'astronomia, rispetto alle ragioni ed allo scopo per cui anni fa avevo acquistato questo strumento, avrei quindi prima o poi pensato al cambio con un "astrografo" più adatto alle mie nuove esigenze. Ma non così presto. Mi si è presentata l'occasione e ho quindi preso questo nuovo WO FLT 110.

    Questo nuovo rifrattore, si vede subito, è costruito con tutt'altra filosofia e cura rispetto al vecchio 102 ED Vixen. E' sicuramente, devo dire, un gradino sopra, sia dal punto di vista dei materiali impiegati, sia dalla cura costruttiva, e dalle funzioni meccaniche che vi sono state applicate.
    Salta subito all'occhio anche l'attenzione prestata alla funzionalità, solidità ed all'estetica con cui è stato costruito e dipinto il tubo ottico: è ricoperto di una vernice bianca satinata, con bordature color oro attorno alle estemità come ad esempio sul paraluce. Quest'ultimo è rettrattile permettendo anche di ridurre le dimensioni del tubo ottico in funzione del trasporto. A corredo dello strumento vi è anche una bellissimo bauletto color rosso vivo, con l'interno riempito di gomma e materiale a schiuma solida sagomata. La sagoma ricavata però secondo me non è fatta in maniera razionale: non è possibile trovare le giuste scanalature nella posizione giusta che ospitino gli anelli se montati sul tubo e con agganciata la slitta a coda di rondine... bisogna togliere tutto, se ci si vuol far stare comodamente lo strumento nella valigia e non si vuole fare una "strage" nella gommapiuma e nel materiale di imballo. Il materiale interno è stato pensato per una posizione precisa degli anelio o addirittura per il tubo senza di essi. E' un peccato per la "praticità" in fase di trasporto.
    Il tubo ottico, corredato di anelli, pesa 6,8 kg.
    Un tappo metallico (quello del Vixen era in plastica e con scomodo tappino che copriva un foro con funzione di diaframma dalla dubbia utilità e dalla "presa" poco efficiente e funzionale) e di color oro è un'altro pezzo curato, per come finora sono stato abituato io; copre l'obbiettivo dall'esterno, abbracciando tutto il paraluce, ed è facile toglierlo e metterlo; mente prima il Vixen 102 aveva un tappo che copriva l'obbiettivo nell'interno, quasi a contatto con la lente ma si era costretti ad entrare in maniera anche scomoda all'interno del paraluce, il quale non era nemmeno retrattile.

    Una particolare menzione va fatta al fuocheggiatore, di tipo Crayford, da 2 pollici, con riduttore a 31,8 a corredo, molto fluido e preciso, comprendente anche una demoltiplica 1:10 per la regolazione fine; meccanicamente dispone internamente di una serie di cuscinetti sicuramente più efficaci e di qualità superiore rispetto al Vixen che quindi rispondono sicuramente in maniera adeguata alle esigenze astrofotografiche moderne. E' presente a corredo una vite di blocco. Tutto il blocco del fuocheggiatore è addirittura ruotabile in 2 sezioni: una più verso il centro del tubo ed una a valle presso l'attacco portaoculari per permettere la rotazione di 360 gradi del blocco fuocheggiatore per l'orientazione di accessori, oculari e camere di ripresa in maniera comoda, senza toccare il fuoco raggiunto.
    Tutto questo è l'indizio che lo strumento è chiaramente pensato per la funzione astrofotografica. Quello che da qualche anno, in effetti avevo personalmente bisogno.
    Una particolarità di questo fuocheggiatore è quella di presentare una scala millimetrica per poter ricavare la "quota" del fuoco. Questa scala leggibile sul tubo di fuocheggiatura è replicata e amplificata dal nuovo dispositivo "tecnologico" montato sul focheggiatore, la vera novità presentata su questi strumenti dalla William Optics ossia dal display digitale che mostra il valore della quota del fuoco anche in valore numerico digitale. Il display è di dimensioni generose e molto ben visibile, con i valori ben leggibili anche aluce fioca. Presenta dei tastini di accensione/spegnimento del display, azzeramento del valore di quota fuoco e il tasto di illuminazione del display. Di positivo riguardo a questo nuovo sistema c'è che è effettivamente una funzione molto comoda ed immediata per poter trovare o ritrovare la quota di fuoco molto agevolmente, soprattutto per le attività astrofotografiche, di negativo c'è il fatto che nell'oscurità questo display può venire dimenticato acceso (non illuminato), non si spegne automaticamente, lo spegnimento non è temporizzato, ed è quindi possibile dimenticandosene esaurire facilmente la piletta (a corredo) che lo alimenta, durante i periodi, magari anche lunghi in cui non si utilizza lo strumento. Inoltre la retroilluminazione (selezionabile anch'essa con l'apposito tastino), è purtroppo molto intensa, molto luminosa e fastidiosa, disturba sicuramente l'occhio adattato al buio, e questo non è certo utile né un punto a favore nella "cura" costruttiva prestata per i particolari per uno strumento del genere . Inoltre In più a retroilluminazione è di un inusitato colore azzurro chiaro, e non nel più gradevole e canonico color rosso, come si è soliti utilizzare nelle sessioni osservative notturne sia per le luci di "servizio" sia per le eventuali retroilluminazioni di schermi, monitor, display ecc. Ci sono insomma alcuni particolari, sotto questo aspetto, abbastanza strani e lasciati al caso.

    Non è compreso in dotazione un cercatore. Per me sarebbe effettivametne comodo. Non so giudicare se sia una mancanza grave, per me è un po' un fastidio non averlo, perché devo procurarmelo a parte e non si può adattarne uno di tipo "standard" (a meno di adattamenti poco ortodossi), bisogna procurarselo a parte, così come la slitta a coda di rondine (che comunque personalmente disponevo già).

    Come ho detto ho avuto in queste ultime sere un paio di occasioni per provare lo strumento.
    Dell'ottica di questo FLT 110 se ne erano sentite (e lette) di cotte e di crude. Alcuni giudizi erano esaltanti, altri negativi.
    Al momento dell'acquisto ero consapevole del "rischio" a cui andavo incontro, avevo comunque deciso di affrontare l'incognita di una resa magari deludente. Non ero sicuro, ed avevo timore, in effetti di incappare in una mezza delusione, magari.
    Tutto ciò è stato fugato dalle prove visuali, per lo più, che ho fatto in queste sere.
    Fortunatamente devo proprio dire che il rifrattore è otticamente eccellente! Veramente un gran bel strumento che regala immagini stellari veramente entusiasmanti! stelle più piccole di capocchie di spillo! almeno per come sono stato abituato a vedere io; è un gran bel vedere.
    Oserei dire che, pur reputando il Vixen 102 ED che avevo prima un'ottica di grandi prestazioni molto soddisfacenti, questo FLT 110, regala, se ce ne fosse il bisogno, delle immagini perfino migliori e più dettagliate; non credevo in effetti che ci fossero margini di miglioramento nella qualità di immagine, non pensavo che, dopo aver sentito certi giudizi su questa ottica, potesse andare ancora meglio di ciò a cui ero abituato. Testato su stelle, stelle doppie e su Saturno.

    Ho provato anche fare uno star test, non rilevando, per queste prime prove, dei difetti precepibili, ma mi riservo di farne uno più approfondito in un prossimo futuro anche con l'ausilio di webcam o CCD (lo posterò qui nel forum, per permettervi di dare il vostro giudizio). In sostanza comunque ho trovato delle figure di diffrazione molto regolari, solo un leggerissimo alore colorato esterno, quasi invisibile, nessuna traccia, a quanto ho visto, di aberrazione sferica o per lo meno solo non rilevabile in questo primo test. Nessun astigmatismo (tanto temuto, ma non riscontrato, a differenza di quanto dichiarato in altro thread in questo forum riguardo allo stesso strumento), né errore zonale. Solo una differenza dell'aspetto della figura di diffrazione tra intra ed extrafocale. Più netti e ben definiti (e belli regolari) gli anelli visibili in intrafocale, più sfumata la figura in extrafocale. Entrambe le figure comunque presentano una luminosità generale molto regolare ed omogenea. L'anello esterno in intrafocale legermente più spesso di quello in extrafocale.
    Pochissima o nulla luce diffusa o aloni attorno alle stelle. solo quelle più luminose fanno riverbero. Insomma sembra essere un'ottica veramente apocromatica, e promossa a pieni voti, con immagini stellari veramente decise, definite, secche senza colorazioni particolari.
    Sono molto contento. Ma ora lo testerò meglio anche sotto il profilo astrofotografico con la mia camera CCD.

    Con la "astrocam" DMK ho eseguito delle brevi riprese solo per vedere una prima resa sulle immagini, e per ricavarne la vera lunghezza focale precisa. Vi aggiornerò sul risultato.
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  2. #2
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    Qui di seguito delle foto al nuovo rifrattore.





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  3. #3
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    Acquolina

    SLURP! Display digitale con il valore numerico della messa a fuoco ????????????
    E io che mi stavo arrapando solo a vedere il fuocheggiatore con micrometrico! Bello strumentino, complimenti. Mi sa che quando torno verrò a farti una visita.

    Vabbé, torno a lucidare l'ottone del Clark che venerdì c'è serata pubblica.

    Ivano

  4. #4
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    Guarda caso proprio Venerdì sera abbiamo anche noi una importante serata pubblica a Corte Molon!!
    Letture di poesie (Flavio), 2 conferenze (su inq.luminoso ARPAV-Fusato e sui buchi neri di Fernando) e poi osservazione pubblica.
    Sarò "costretto" a portare il nuovo FLT 110, per ragioni di convenienza e decenza. Temo di esporlo ai pericoli della folla e dell'imprevisto. Il "makkino" (MC90 Skywatcher) che sarebbe meno prezioso, e più "sacrificabile", fa meno "figura" e meno clamore del rifrattore, bisogna pur sempre far vedere anche dei bei strumenti, e far bella figura al pubblico... anche se per quello l'MC90 è bello potente, nella sua compattezza e sarebbe anche adatto per il tipo di osservazioni: ottime immagini planetarie/lunari. Inoltre non dispongo per lui dell'attacco sulla montatura Vixen GP.

    Speriamo in bene, Ma intanto buone osservazioni e buona serata anche a te.

    P.S.: ti ho visto in foto su un numero di Coelum!!! hihihi! bellissimo quell'articolo ed anche l'esperimento al tuo osservatorio americano con il tubetto di Galileo by Mauro

    P.P.S. ti aspetto nel mio osservatorio, quando torni, te lo mostro ben volentieri!! Ma devo dirti anche che verrei propio io a farti visita dalle tue parti, dove sei ora, e fare un viaggio in USA ne avrei veramente voglia...
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