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Discussione: IR-cut

  1. #1
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    :temporale IR-cut

    Salve a tutti.
    Anche se questo spazio è stato un po' abbandonato, da parte mia, soprattutto dopo aver constatato la scarsa se non nulla partecipazione degli astrofili, nonostante molti "inviti", preferendo, molti di questi altri lidi e altri metodi di comunicazione, ho deciso di porre qui ugualmente una domanda.
    E' un po' tecnica, per cui se qualcuno la raccoglie, bene...

    Riguarda l'utilizzo del filtro IR-cut nella ripresa planetaria, e soprattutto, per quel che mi riguarda, lunare.

    La domanda è:
    Ha (ancora) senso utilizzarlo per le riprese lunari? e per le riprese planetarie? o è meglio ormai utilizzare filtri più sofisticati tipo l'IR-pass o anche più semplci tipo i filtri colorati?

    Ha senso utilizzarlo su telecamere di ripresa monocromatiche? ha un'utilità, oppure il suo utilizzo è pensato per quelle a colori?

    Ho il sospetto che esso sia quasi inutile montarlo sulla mia camera di ripresa in bianco/nero DMK31 e per riprese lunari, forse ha più senso su Giove o Marte, ma non ci giurerei più...
    Forse serviva per le vecchie primitive webcam di qualche anno fa.

    E' così?

    Ciao, buon proseguimento

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  2. #2
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    Predefinito Re: IR-cut

    Ciao, anch'io non intervengo da molto.
    Rispetto alla tua domanda, provo a risponderti per quel che ne so.
    Se usi un rifrattore o un catadiottrico l'infrarosso non viene messo a fuoco correttamente (aberrazione cromatica), per cui in questo caso anche con sensori b/n il filtro ir cut può risultare utile (con i riflettori questo problema non esiste).
    Se usi un sensore a colori, in genere questi sono sensibili all'infrarosso, per cui senza filtro IR cut l'immagine a colori risulta sblianciata cromaticamente.
    Qualcuno afferma che il filtro IR cut mitiga leggermente i deleteri effetti della turbolenza atmosferica, ma su questo punto non ho mai provato a verificarlo sul campo, per cui non saprei.

    Cieli sereni

    Paolo
    ''Due cose sono infinite: l'universo e la stupidita' umana, ma riguardo all'universo ho ancora dei dubbi'' (Albert Einstein)

  3. #3
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    Predefinito Re: IR-cut

    Ciao paolo ben ritrovato, dopo un po' di tempo.
    La domanda l'ho fatta perché, dopo anni, e come avviene quasi sempre, dopo che certe tecniche e principi paiono assodati da anni, avviene che si rimette in discussione tutto.
    La questione è scaturita da conversazioni e, sroprattutto, idee e risultati che si sono sviluppati nel mio gruppo.

    In sostanza ho notato in alcuni casi una specie di controsenso nel considerare l'utilizzo di filtri.
    Si utilizza l'IR-cut da una parte quindi cercando di tagliare l'IR, ma anche lIR-Pass dall'altra (che io posseggo, utilizzo ed è anche molto "profondo") carcando proprio di registrarlo.
    Ultimamente ormai si è diffusa l'abitudine di utilizzare il semplice filtro rosso (non so se si può considerare di utilizzare il semplice filtro 25A anche visuale e magari vecchiotto come il mio che ha 25 anni), che viene dichiarato come filtro R+IR, se non sbaglio. Non so tra l'altro, se possano andare bene i filtri come il mio, ormai un po' troppo vecchiotti o se bisogna considerare di procurarsi i filtri rossi di produzione recente.
    Ma allora? come la mettiamo? d'improvviso l'infrarosso non è una lunghezza d'onda cattiva?

    L'idea e la questione l'ho posta in quanto sembra che, dai risultati che ho visto da parte di amici della mia zona e del mio circolo con cui mi confronto, non emerge nessuna utilità dell'IR-cut (se non con camere a colori, eventualmente), anzi qualcuno mi ha chiramente detto che preferisce, su Marte i colori "sbilanciati".
    In bianco e nero, a quanto sembra e da quando dichiarato da più di qualcuno, l'IR-cut è inutile, << perché rinunciare all'infrarosso - mi dicono - dato che è la lunghezza d'onda meno soggetta alla turbolenza? >>.
    Leggendo i forum, qualche "luminario" dell'alta risoluzione parla candidamente di filtri colorati e mi sembra di notare che non parli quasi del tutto dell'utilizzo dell'IR-cut, magari considerandolo come un filtro per webcam o camere a colori di bassa tecnologia, quasi fosse in sostanza un filtro "per principianti".
    La stessa cosa la avverto nel gruppo di astrofotografi che frequento nella mia associazione, in effetti la tecnologia, vedo, è anche evoluta negli anni e le tecniche si sono raffinate. Forse l'IR-cut non fa più parte delle tecniche e del corredo per la fotografia Hi-Res dell'ultimo anno.

    E infine personalmente: quando faccio riprese in alta risoluzione utilizzo praticamente sempre un S-C C11, qundi catadiottrico; ho utilizzato IR-cut e IR-pass praticamente ad ogni sessione di ripresa lunare (e planetaria, per quel poco che faccio in questo campo, come sai io tendo a preferire la fotografia deep-sky, con "digressioni" sulla ripresa hi-res lunare); non ho poi trovato così grandi miglioramenti (anzi il più delle volte nessuna differenza) nell'utilizzo di un filtro piuttosto che un'altro, forse per il fatto che il seeing che trovo dove mi opero io non è comunque proprio favorevole.
    Ed i risultati sono praticamente identici utilizzando il vecchio 25A visuale che ho rispolverato e riscoperto, essendo tra l'altro un filtro più "comodo" e meno critico dal punto di vista della luminosità in ripresa, rispetto all'IR-pass ad esempio.

    Quindi mi chiedo se abbia senso l'IR-cut che si scopre, alla fine che taglia le lunghezze d'onda più "benevole" a quanto sembra; e se abbia pure un senso anche l'IR-pass, vista la nulla utilità riscontrata personalmente oltre alla difficoltà in ripresa dovuta alla bassa trasmissione di luce.

    Ho deciso ora che accantonerò l'IR-cut, con la camera monocromatica (DMK31) e limiterò l'utilizzo dell'IR-pass; non ne vedo l'utilità dopo anni di prove e di riprese, e i risultati non sono, per quello che ho visto io, per nulla convincenti. A meno ché qualcuno non mi dia una risposta e una dimostrazione plausibile e convincente sull'utilizzo dei suddetti filtri.

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  4. #4
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    Predefinito Re: IR-cut

    Ciao, io non ho fatto test, però c'è chi di test ne fa parecchi.
    Sul filtro IR pass Plinio ha pubblicato un interessante test:
    http://www.telescopedoctor.com/main..../Baader-IRPass

    Cieli sereni


    Paolo

    PS: il test di Plinio comunque conferma in parte quanto dicevi tu.
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  5. #5
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    Predefinito Re: IR-cut

    Dico anch'io la mia, per esperienza non tanto diretta quanto di analisi di riprese altrui.

    L'infrarosso non e' mai stata una lunghezza d'onda "cattiva", tutt'altro; attraversa meglio sia l'atmosfera terrestre che quella degli altri pianeti. Le riprese piu' dettagliate della superficie di Marte (dove arriva pressoche' indisturbata) e di Giove (dove riesce a "pescare" in strati un po' piu' profondi dell'atmosfera) sono eseguite sistematicamente nell'infrarosso. Tuttavia, una ripresa "integrale" e' sconsigliata perche' l'infrarosso e' soggetto a rifrazione differenziale non solo da parte delle lenti dello strumento (come dice paolopunx), ma anche e soprattutto da parte dell'atmosfera. In pratica, ci si puo' ritrovare con un Marte o un Saturno "fantasma" (l'immagine infrarossa) anche a 1" dall'immagine nel visibile a meno che uno non stia riprendendo allo zenit.

    In breve, l'IR-cut non e' un'alternativa ma un complemento all'IR-pass: conviene eseguire filmati con entrambi, elaborare separatamente, poi sovrapporre le due immagini finali con photoshop o roba del genere. In questo modo, si preserva sia il dettaglio dell'infrarosso che i colori del visibile (oltre che i contributi di dettagli poco o niente visibili nell'infrarosso, tipo le nubi bianche di Marte).

    I riltri visuali tipo i wratten non vanno tanto bene perche' non sono stati progettati tenendo conto dell'infrarosso; il W25, per esempio, continua allegramente a lasciar passare l'infrarosso per questo e' definito come un filtro R+IR. Una volta si studiava il fenomeno del "violet clearing", cioe' il fatto che talvolta, osservando Marte con un filtro violetto, si vedevano dettagli del suolo mentre normalmente non si vede un tubo a parte le nubi d'alta quota. Il motivo e' che il W47 ha un "buco" nel vicino infrarosso e certi occhi hanno ancora un po' di sensibilita' a quella lunghezza d'onda...

    Questo almeno e' quanto ho visto fare dai migliori imagers, e vale soprattutto per le riprese a colori di Marte, Giove o Saturno. La Luna non ha atmosfera quindi e' tutta un'altra storia, pero' nell'infrarosso emette pure lei percio' la rifrazione differenziale dovrebbe comunque essere un problema se non si usa l'IR-cut.

    Ivano

    p.s. Ciao Giuliano. Per una volta, mi trovo d'accordo con la tua lamentale sullo stato negletto di questo forum

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