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Discussione: Cos'è successo a S. Maria di Negrar e tra Arbizzano e Parona sabato scorso

  1. #61
    Consiglio direttivo L'avatar di Massimo M.
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    Predefinito Re: Cos'è successo a S. Maria di Negrar e tra Arbizzano e Parona sabato scorso

    Quote Originariamente inviato da StefanoArbizzano Visualizza il messaggio
    Scusami Massimo,non mi è arrivato

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    Allora ho qualche problema nella messaggistica del forum

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    non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

  2. #62
    Presidente L'avatar di Paolo
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    Predefinito Re: Cos'è successo a S. Maria di Negrar e tra Arbizzano e Parona sabato scorso

    Quote Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
    Allora ho qualche problema nella messaggistica del forum

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    Massimo cancella i più vecchi, c'è un limite che ti blocca, almeno a me era successo così.
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  3. #63
    Consiglio direttivo L'avatar di Alberto_71
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    Predefinito Re: Cos'è successo a S. Maria di Negrar e tra Arbizzano e Parona sabato scorso

    Ciao a tutti..
    Comunque visto che uno degli incriminati è il progno di Novare, che conosco molto bene, come tutto il territorio dell'omonima Tenuta, posso dire che un evento come quello del 1 settembre in passato avrebbe scaricato a valle una quantità decisamente maggiore di acqua. Su tutta la dorsale collinare di Novare fino agli anni '60 - '70 vi erano ancora molti mezzadri che oltre ai campi avevano nella disponibilità lo sfruttamento del bosco. Io stesso ricordo da bambino (anni '70) il sottobosco delle colline di Novare molto pulito. L'acqua scendeva nei vaj con una facilità notovole e ricordo come normale vedere il progno portare giù acqua dopo un temporale un pò più violento del solito. Adesso il sottobosco è totalmente incolto e nella zona, facendo un bilancio tra piantumazione di nuovi vigneti e aree in abbandono, direi che il bosco è comunque in ulterriore espasione. Adesso è rarissimo veder scendere acqua credo proprio perchè viene inibito il ruscellamento dai pendii.
    Credo quindi che un tempo ci fossero meno boschi, ma più curati. Dico in generale meno boschi perchè guardando le vecchie foto di Lessini e Valpolicella nella prima metà del '900 mi sembra di vedere paesaggi molto brulli anche in altre parti della Lessinia.
    Tutto ciò per dire, attenzione !! Ora c'è più urbanizzazione ma, in termini di aree soggette ad allagamento e inondazione non so se stiamo meglio ora o se stavano meglio una volta. Certo una volta si allagavano più campi e meno case ma a quei tempi con i campi dovevano campare.
    Ultima modifica di Alberto_71; 21-09-2018 a 19:24

  4. #64
    Consiglio direttivo L'avatar di Massimo M.
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    Predefinito Re: Cos'è successo a S. Maria di Negrar e tra Arbizzano e Parona sabato scorso

    Quote Originariamente inviato da Alberto_71 Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti..
    Comunque visto che uno degli incriminati è il progno di Novare, che conosco molto bene, come tutto il territorio dell'omonima Tenuta, posso dire che un evento come quello del 1 settembre in passato avrebbe scaricato a valle una quantità decisamente maggiore di acqua. Su tutta la dorsale collinare di Novare fino agli anni '60 - '70 vi erano ancora molti mezzadri che oltre ai campi avevano nella disponibilità lo sfruttamento del bosco. Io stesso ricordo da bambino (anni '70) il sottobosco delle colline di Novare molto pulito. L'acqua scendeva nei vaj con una facilità notovole e ricordo come normale vedere il progno portare giù acqua dopo un temporale un pò più violento del solito. Adesso il sottobosco è totalmente incolto e nella zona, facendo un bilancio tra piantumazione di nuovi vigneti e aree in abbandono, direi che il bosco è comunque in ulterriore espasione. Adesso è rarissimo veder scendere acqua credo proprio perchè viene inibito il ruscellamento dai pendii.
    Credo quindi che un tempo ci fossero meno boschi, ma più curati. Dico in generale meno boschi perchè guardando le vecchie foto di Lessini e Valpolicella nella prima metà del '900 mi sembra di vedere paesaggi molto brulli anche in altre parti della Lessinia.
    Tutto ciò per dire, attenzione !! Ora c'è più urbanizzazione ma, in termini di aree soggette ad allagamento e inondazione non so se stiamo meglio ora o se stavano meglio una volta. Certo una volta si allagavano più campi e meno case ma a quei tempi con i campi dovevano campare.
    Ciao Alberto....
    Se guardiamo alla capacità di immagazzinamento dell’acqua, la funzione idrologica del bosco è questa:
    1) La presenza della superficie fogliare è in grado di trattenere fino a 10 mm di pioggia (si tratta dell'acqua che bagna le superfici, le gocce attaccate, ecc....).
    2) Il bosco durante il periodo vegetativo secca in profondità il terreno (per evapotraspirazione) e quindi la capacità complessiva di immagazzinamento dell'acqua nei primi strati del suolo/sottosuolo (fino a 5-6 metri) è più grande. Questo ovviamente vale nel periodo vegetativo perché al termine della stagione vegetativa gli alberi non sono più in grado di estrarre l’acqua nel sottosuolo per cui i terreni tendono ad avere un contenuto d’acqua maggiore.

    Cento anni fa i Lessini erano brulli cioè coltivati prevalentemente a pascolo. Il prato non ha una capacità di captazione profonda per cui tende a seccare gli strati più superficiali. Quindi se paragoniamo il prato con il bosco mi verrebbe da dire che il prato potrebbe avere un contenuto minore di acqua da 0 a 30 cm rispetto al bosco mentre tra 30 e 5 metri potrebbe averne uno maggiore.
    Se guardiamo ad un evento temporalesco caratterizzato da una dinamica veloce si potrebbe pensare che è più importante quello che accade nei primi 30 cm di suolo e quindi sembrerebbe meglio un prato piuttosto che un bosco.
    In realtà occorre citare una caratteristica importantissima dei suoli ai fini idrologici che è l’idrorepellenza. È una proprietà che dipende dal suolo, dalle colture, dalla stagione e dal contenuto d’acqua. Le specie vegetali rilasciano delle sostanze che rendono il suolo idrorepellente. Il caso eclatante è quello degli incendi boschivi le cui sostanze della combustione rendono i suoli completamente idrorepellenti. E’ anche per questo che spesso dopo gli incendi accadono eventi alluvionali.
    I fattori che incidono sull’idrorepellenza sono:
    •Suoli superficialmente secchi sono maggiormente idrorepellenti (e l’erba tende a seccare più rapidamente la parte superficiale del suolo);
    •Se bagno un suolo e poi questo ritorna secco non è detto che ritorni idrorepellente in quanto l’idrorepellenza è un processo non immediato che richiede il deposito di nuove sostanze vegetali;
    •Il PH del suolo modifica l’idrorepellenza (correlazione inversa);
    •I terreni coperti da erba sono più idrorepellenti rispetto a terreni coperti da bosco.
    Ecco quindi che per tipi di suoli che hanno una marcata caratteristica di idrorepellenza è molto meglio il bosco.
    Poi per quanto riguarda la Valpolicella, coltivata quasi interamente a vigneto, presumo che il tipo di coltura e i trattamenti siano in grado di modificare pesantemente l’idrorepellenza (non so se in modo positivo o negativo).
    Ultima modifica di Massimo M.; 22-09-2018 a 21:33
    non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

  5. #65
    Presidente L'avatar di Paolo
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    Predefinito Re: Cos'è successo a S. Maria di Negrar e tra Arbizzano e Parona sabato scorso

    "Ecco quindi che per tipi di suoli che hanno una marcata caratteristica di idrorepellenza è molto meglio il bosco.
    Poi per quanto riguarda la Valpolicella, coltivata quasi interamente a vigneto, presumo che il tipo di coltura e i trattamenti siano in grado di modificare pesantemente l’idrorepellenza (non so se in modo positivo o negativo)."

    Ecco questo sarebbe molto importante da capire...
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