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Discussione: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

  1. #1
    Consiglio direttivo L'avatar di Massimo M.
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    Predefinito Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    È da qualche tempo che escono a cadenza settimanale bombardamenti mediatici su varie catastrofi a valenza climatica che colpiscono il nostro pianeta.

    Per ultima l'Amazzonia in fiamme...."a rischio il 20% dell'ossigeno terrestre" .... "colpa delle politiche del presidente brasiliano" .... "bisogna inserire il problema dell'Amazzonia nell'agenda del prossimo G7" ... "applichiamo sanzioni al Brasile"

    Ora è anni che studio articoli sull'Amazzonia e mi permetto di fare qualche considerazione:

    1) si tratta di un evento estremo o disastri ordinari? Lascio a voi giudicare
    https://www.globalfiredata.org/forecast.html

    2) Le foreste tropicali stanno effettivamente diminuendo ma come ho già espresso il pianeta complessivamente sta rinverdendo con nuovi boschi soprattutto nelle aree climatiche temperate.
    https://www.researchgate.net/publica...m_1982_to_2016

    Dal 1982 al 2018 le foreste sono aumentate di 2.24 milioni di km2 (+7.1%)

    3) le foreste pluviali producono ossigeno? In realtà il bilancio è più piccolo di quel che può sembrare in quanto la foresta è in equilibrio cioè il carbonio immagazzinato è più o meno costante. Esiste un modesto bilancio positivo di sottrazione di carbonio di carattere geologico attraverso la formazione di torbiere profonde.

    4) A livello di bilancio radiativo il verde produce un forcing radiativo positivo dovuto a questi aspetti:
    - minore riflettanza(maggior assorbimento)
    - le temperature superficiali più basse per l'evapotraspirazione comportano una minor emissione radiativa di calore.
    La temperatura potenziale equivalente sopra una foresta pluviale è molto più alta rispetto ad una zona agricola o desertica. Ad esempio secondo numerose modellazioni un deserto del sahara rinverdito comporterebbe una maggior tropicalizzazione del clima Mediterraneo ed europeo. L'anticiclone subtropicale caratterizzato da temperature potenziali equivalenti più elevate comporterebbe ondate di calore più torride.


    Fatte queste considerazioni auspico che la foresta pluviale venga preservata ma temo che tutto questo casino mediatico come al solito abbia altre finalità... Purtroppo la deforestazione delle foreste pluviali è spesso finalizzata per l'impianto delle palme e la canna da zucchero basi colturali dei biofuel (biodiesel, etanolo).. Quindi in europa si incentiva il biodiesel e l'etanolo finanziando di fatto gli interessi della deforestazione. Mi ricorda la storia degli incentivi alla combustione delle biomasse e dell'inquinamento della Pianura Padana.
    https://www.regnskog.no/en/news/palm...drop-in-norway

    Se si vuole salvare veramente il mondo è ora di iniziare di parlare seriamente delle soluzioni necessarie e bisogna smettere di fare terrorismo mediatico che crea solo un inutile e dannoso clima di ansia. Questo clima mediatico mi pare finalizzato solo a spostare il consenso politico e conduce spesso a soluzioni di facciata che spesso fanno poco e in alcuni casi fanno danni.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Il tuo thread meriterebbe una lunga e dettagliata risposta, che a sua volta richiederebbe tempo che non ho. In ogni caso, sono decisamente d'accordo con te. In molti casi siamo di fronte all'altra faccia della stessa medaglia di Trump ,&co. Non è così che si affronta un problema infinitamente complesso come questo.

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  3. #3
    Consiglio direttivo L'avatar di Marco C.
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    https://www.theguardian.com/environm...f_m9GOW6sgCapo



    Articolo del Guardian che fa chiarezza, sintetizzo alcuni punti: 1) la produzione di co2 derivante dagli incendi è di gran lunga il danno più importante (come per gli incendi nella Siberia) rispetto alla mancata produzione di ossigeno 2) a differenza degli incendi siberiani, quelli amazzonici non sono causati direttamente dal global warming, ma da una precisa volontà di deforestazione cui non è esente nemmeno la Bolivia di Morales, molto distante in teoria dalle idee di Bolsonaro 3) non sono tanto gli incendi ad essere a livelli record, ma la deforestazione nel complesso è da record 4) la deforestazione avviene per favorire la creazione di pascoli e terreni adatti a colture agricole o per le estrazioni minerarie come in Bolivia 5) i nostri stili di vita incidono fortemente sulla domanda e conseguentemente l'occidente è in parte responsabile delle politiche anti-ambientaliste di questi stati

    Allego anche questo commento che ho trovato in facebook:

    Giorgio Vacchiano
    22 h
    Cosa sta succedendo in Amazzonia? 10 punti spiegati (bene) dal Guardian e da un forestale (me)

    In estrema sintesi: anche se l'amazzonia non è il "polmone" della Terra, anche se è grande come l'unione europea e anche se non sta bruciando tutta, la situazione è grave, e dobbiamo preoccuparci e agire. Ecco come e perché.

    1) Ogni anno nella stagione secca (luglio-ottobre) i satelliti rilevano molti incendi nel bacino amazzonico. Secondo l'Instituto Nacional de Pesquisas da Amazôna, il 99% sono accesi dall'uomo, sia su terreni già senza alberi (fuochi agricoli legali) che per aprire all'uso agricolo aree ancora boscate ( spesso illegalmente). Questi fuochi non riguardano tanto la giungla tropicale come la immaginiamo, ma più le aree di margine più rade e aride. L'amazzonia è fatta anche di questi ecosistemi (come il "cerrado"), ugualmente preziosi e delicati. Eppure, un problema c'è.

    2) Vari satelliti hanno individuato nel 2019 oltre 80000 "punti fuoco", cioè quasi il doppio rispetto all'anno scorso e il 40% in più rispetto alla media dal 2013 (update: quasi 140 000 secondo i dati del satellite MODIS della Nasa). L'Amazzonia (con i suoi vari ecosistemi) è grande quasi 6 milioni di km quadrati, poco più dell'Unione Europea (!) Secondo il Guardian, da gennaio a luglio 2019 ne sono bruciati 18600 km quadrati, cioè lo 0.3%. Al'inizio di agosto questa superficie era il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma siamo lontani dal record e in media con il periodo 2000-2018. Tuttavia, il fenomeno deve preoccuparci (anche se ne parliamo solo quest'anno).

    3) L'amazzonia non è il polmone del mondo. Tra il 50 e il 70% dell'ossigeno sulla Terra è prodotto dalla fotosintesi delle alghe negli oceani. Il resto dalle praterie, dai campi coltivati (sì, anche loro) e dalle foreste che crescono velocemente, accumulando carbonio e rilasciando ossigeno. L'amazzonia non produce il 20% del'ossigeno nel mondo (un dato errato che rimbalza anche sulle testate più prestigiose). Al massimo il 6%, ma più proabilmente ZERO, perché la foresta tropicale non ha una crescita netta positiva (tanti alberi crescono quanti ne muoiono e si decompongono per cause naturali). Anzi, da qualche anno ormai (a causa della deforestazione e della siccità ) l'Amazzonia CONSUMA ossigeno e emette anidride carbonica. Ma anche se producesse ossigeno, non è questa la ragione per cui preoccuparsi: nell'atmosfera c'è il 21% di ossigeno e il 0.0415% di anidride carbonica. Ma è proprio la anidride carbonica a essere pericolosa per l'effetto serra, e poiché in proporzione ce n'è poca, aggiungerne o toglierne un poco fa molto più effetto che aggiungere o togliere un poco di ossigeno. Secondo il servizio europeo Copernicus, gli incendi di quest'anno in Amazzonia hanno già prodotto 230 milioni di tonnellate di CO2 (più di quelli siberiani), proveniente soprattuto dal suolo, povero di sostanze nutritive ma ricco di carbonio (quindi anche gli incendi in terreni agricoli contribuiscono a questo problema).

    4) Aumentare la CO2 significa aggravare il riscaldamento climatico, che rende probabili altri incendi, e così via in un circolo vizioso. Inoltre, l'Amazzonia è così grande che produce tramite l'evaporazione dagli alberi la "proprie" nuvole e la "propria" pioggia. Se incendi e deforestazione arriveranno a riguardare il 25%-40% della foresta (per ora siamo intorno al 15%), l'ecosistema non sarà più in grado di regolare il proprio clima e potrebbe trasformarsi in una savana (come era già 55 milioni di anni fa), rilasciando enormi quantità di CO2 nell'atmosfera e mettendo a rischio milioni di specie animali e vegetali, la gran parte sconosciute, tra cui il 25% delle piante medicinali che l'umanità utilizza per la fabbricazione di farmaci di ogni tipo.

    5) Nelle stagioni secche (El Nino) gli incendi sono normalmente di più perché è più probabile che si propaghino in modo incontrollato. Ma quest'anno la pioggia è stata solo poco sotto la media, quindi la siccità non è stata il fattore scatenante.

    6) Fino al 2017, la deforestazione in Amazzonia, che è causata soprattutto dalla conversione in terreni per la coltura della soya (per alimentazione animale) e per pascolo estensivo (non intensivo!) era considerevolmente diminuita. Il 2018 e 2019 hanno visto un aumento velocissimo di area disboscata (cioè trasformata permanentemente in non-foresta). Secondo L'agenzia spaziale brasiliana (il cui direttore è stato licenziato da Jair Bolsonaro) quest'anno potremmo raggiungere per la prima volta in un decennio i 10000 km quadrati disboscati. Gli incendi sono legati alla deforestazione, essendone uno degli strumenti principali.

    7) Il presidente Bolsonaro durante il suo mandato ha incoraggiato nelle parole e con i fatti l'eliminazione della foresta a scopi produttivi, tolto fondi al monitoraggio e alla protezione ambientale e allentato i controlli sulle illegalità. Tuttavia, la deforestazione e gli incendi procedono rapidi anche nell'amazzonia Boliviana (soprattutto a causa delle estrazioni minerarie), dove il presidente Evo Morales non può certo essere definito un capitalista di destra. Pertanto, il problema non è solo di chi guida lo Stato, ma di un sistema di mercato internazionale legato alle esportazioni di soia, carne, e minerali verso Europa e USA.

    8) La carne è uno dei principali prodotti di esportazione dal Brasile, e l'Italia è uno dei principali importatori (30 000 tonnellate/anno - soprattutto per carni lavorate di bassa qualità). L'accordo commerciale UE-Mercosur firmato la scorsa settimana facilita l'importazione di altre 100 000 t di carne bovina all'anno dal sudamerica all'Europa ed è oggetto di una interrogazione al Parlamento Europeo di Coldiretti, che teme la concorrenza sleale nei confronti delle carni italiane. Gli animali in Italia non sono allevati su terreni sottratti alle foreste primarie, tuttavia spesso sono alimentati con la soia proveniente dal sudamerica, responsabile di deforestazione (soprattutto pollo, maiale e carni trasformate). Uno studio ha dimostrato che l'EU è stata indirettamente responsabile di 9 milioni di ha di deforestazione nel mondo nel periodo 1990-2008 mediante il consumo di prodotti ottenuti grazie a disboscamento (soia, carne, olio di palma).

    9) Cosa fare? Le azioni più efficaci sono quelle collettive e politiche. Occorre organizzarsi e fare pressione per modificare le abitudini alimentari, i meccanismi di importazione, e allineare la spesa pubblica al reale valore delle cose: quanto viene destinato alla cooperazione ambientale? Quanto invece a sostenere i consumi domestici di prodotti responsabili di deforestazione? Il primo passo (necessario non sufficiente) è a livello personale - accettare la sfida della complessità e cercare di capire da dove proviene e che conseguenze ha ciò che consumiamo.

    10) Utile leggere la fonte originale: https://www.theguardian.com/…/amazon...appenin…

  4. #4
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Quote Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
    È da qualche tempo che escono a cadenza settimanale bombardamenti mediatici su varie catastrofi a valenza climatica che colpiscono il nostro pianeta.

    Per ultima l'Amazzonia in fiamme...."a rischio il 20% dell'ossigeno terrestre" .... "colpa delle politiche del presidente brasiliano" .... "bisogna inserire il problema dell'Amazzonia nell'agenda del prossimo G7" ... "applichiamo sanzioni al Brasile"

    Ora è anni che studio articoli sull'Amazzonia e mi permetto di fare qualche considerazione:

    1) si tratta di un evento estremo o disastri ordinari? Lascio a voi giudicare
    https://www.globalfiredata.org/forecast.html

    2) Le foreste tropicali stanno effettivamente diminuendo ma come ho già espresso il pianeta complessivamente sta rinverdendo con nuovi boschi soprattutto nelle aree climatiche temperate.
    https://www.researchgate.net/publica...m_1982_to_2016

    Dal 1982 al 2018 le foreste sono aumentate di 2.24 milioni di km2 (+7.1%)

    3) le foreste pluviali producono ossigeno? In realtà il bilancio è più piccolo di quel che può sembrare in quanto la foresta è in equilibrio cioè il carbonio immagazzinato è più o meno costante. Esiste un modesto bilancio positivo di sottrazione di carbonio di carattere geologico attraverso la formazione di torbiere profonde.

    4) A livello di bilancio radiativo il verde produce un forcing radiativo positivo dovuto a questi aspetti:
    - minore riflettanza(maggior assorbimento)
    - le temperature superficiali più basse per l'evapotraspirazione comportano una minor emissione radiativa di calore.
    La temperatura potenziale equivalente sopra una foresta pluviale è molto più alta rispetto ad una zona agricola o desertica. Ad esempio secondo numerose modellazioni un deserto del sahara rinverdito comporterebbe una maggior tropicalizzazione del clima Mediterraneo ed europeo. L'anticiclone subtropicale caratterizzato da temperature potenziali equivalenti più elevate comporterebbe ondate di calore più torride.


    Fatte queste considerazioni auspico che la foresta pluviale venga preservata ma temo che tutto questo casino mediatico come al solito abbia altre finalità... Purtroppo la deforestazione delle foreste pluviali è spesso finalizzata per l'impianto delle palme e la canna da zucchero basi colturali dei biofuel (biodiesel, etanolo).. Quindi in europa si incentiva il biodiesel e l'etanolo finanziando di fatto gli interessi della deforestazione. Mi ricorda la storia degli incentivi alla combustione delle biomasse e dell'inquinamento della Pianura Padana.
    https://www.regnskog.no/en/news/palm...drop-in-norway

    Se si vuole salvare veramente il mondo è ora di iniziare di parlare seriamente delle soluzioni necessarie e bisogna smettere di fare terrorismo mediatico che crea solo un inutile e dannoso clima di ansia. Questo clima mediatico mi pare finalizzato solo a spostare il consenso politico e conduce spesso a soluzioni di facciata che spesso fanno poco e in alcuni casi fanno danni.

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    I punti che esponi sono certamente corretti in massima parte, ma ti concentri unicamente nell'ambito della foresta intesa come giungla equatoriale....ti consiglio di leggere il punto 1 ed il punto 3 di Giorgio Vacchiano.
    Non sono d'accordo per nulla invece sulle tue conclusioni (che sono un po' quelle giustificazioniste che vanno sempre più di moda nelle cancellerie degli stati sviluppati o in via di sviluppo) , non vedo terrorismo mediatico, ma non ne vedo proprio, a livello mondiale stiamo danzando il valzer del Titanic. Tutta la politica degli stati di questo pianeta dovrebbe essere impostata su un programma di sviluppo che veda protagonista la salvaguardia dell'ambiente, pertanto di queste cose di deve parlare sempre di più anche mettendo l'opinione pubblica di fronte al rischio che la propria vita venga spazzata via dalle iniziative suicide dei politici che vota
    Ultima modifica di Marco C.; 25-08-2019 a 09:58

  5. #5
    Consiglio Direttivo L'avatar di ulisse
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Mi sembra una gran bella analisi.

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    Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
    MAI CA NEVEGA!!!!

  6. #6
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Se non "terrorizzi" un po' non ti ascoltano proprio di questi tempi... Tutto questo a prescindere dal colore politico. Sia chiaro. Mica la salvaguardia del pianeta la si può cercare solo da una parte. Magari la sinistra è più sensibile al tema. Gli esempi ci sono in proposito.



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    Ultima modifica di ulisse; 25-08-2019 a 10:04
    Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
    MAI CA NEVEGA!!!!

  7. #7
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Quote Originariamente inviato da ulisse Visualizza il messaggio
    Se non "terrorizzi" un po' non ti ascoltano proprio di questi tempi... Tutto questo a prescindere dal colore politico. Sia chiaro. Mica la salvaguardia del pianeta la si può cercare solo da una parte. Magari la sinistra è più sensibile al tema. Gli esempi ci sono in proposito.



    Inviato dal mio PRA-LX1 utilizzando Tapatalk
    Io credo che l'approccio non sia tanto essere ambientalista per questione ideologiche, ma essere ambientalisti per pragmatismo o necessità. Io mi metto tra i secondi perchè sono conscio che l'unica possibilità nostra di poter sopravvivere come genere umano sia anteporre la salvaguardia della Terra a qualsiasi altra iniziativa o piano di sviluppo. Anzi un approccio innovativo di questo genere potrebbe tranquillamente creare le basi per una crescita del pil mondiale

  8. #8
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Quote Originariamente inviato da Marco C. Visualizza il messaggio
    Io credo che l'approccio non sia tanto essere ambientalista per questione ideologiche, ma essere ambientalisti per pragmatismo o necessità. Io mi metto tra i secondi perchè sono conscio che l'unica possibilità nostra di poter sopravvivere come genere umano sia anteporre la salvaguardia della Terra a qualsiasi altra iniziativa o piano di sviluppo. Anzi un approccio innovativo di questo genere potrebbe tranquillamente creare le basi per una crescita del pil mondiale
    Si si Marco ci mancherebbe! Ma io pragmaticamente noto che i più restii a far qualcosa son quasi sempre da una parte. A cominciare dal ceffo yenkee... Questo noto. O no?

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  9. #9
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Quote Originariamente inviato da ulisse Visualizza il messaggio
    Si si Marco ci mancherebbe! Ma io pragmaticamente noto che i più restii a far qualcosa son quasi sempre da una parte. A cominciare dal ceffo yenkee... Questo noto. O no?

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    io penso che a livello mondiale abbiamo la classe politica mediamente più ottusa e pericolosa dagli anni '30, ma è una mia percezione personale e soprattutto è una considerazione che non c'entra nulla con questo forum

  10. #10
    Consiglio Direttivo L'avatar di ulisse
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    Predefinito Re: Amazzonia in fiamme... colpa nostra

    Cioè, è ora di finirla che il Presidente della nazione più potente al mondo (mah...) neghi il riscaldamento climatico in atto! Su questo non ci dovrebbero più essere discussioni.

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