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Discussione: Inverno 2023-2024

  1. #141
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Sembra arrivare una seconda perturbazione “calda” nel prossimo fine settimana.. con quota neve analoga o addirittura superiore alla scorsa passata. In un secondo momento poi la quota si dovrebbe abbassare fin quasi a 1000m. I modelli vedono il passaggio intorno al 23/24

  2. #142
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da Eder Visualizza il messaggio
    Sembra arrivare una seconda perturbazione “calda” nel prossimo fine settimana.. con quota neve analoga o addirittura superiore alla scorsa passata. In un secondo momento poi la quota si dovrebbe abbassare fin quasi a 1000m. I modelli vedono il passaggio intorno al 23/24
    Esattamente caro Eder. Diciamo che con ogni probabilità anche febbraio alla fine dovrebbe risultare ,pluvio parlando, superiore alla media. Poi sulla neve direi di aspettare...
    Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
    MAI CA NEVEGA!!!!

  3. #143
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
    Aggiungo alla discussione di Gianni alcuni aspetti che possono essere utili:

    1) La radiazione solare è + o - una costante;
    2) In condizioni di "equilibrio radiativo" anche la radiazione emessa dalla terra è una costante e quindi, raggiunte le condizioni di equilibrio, l’aumento dell'effetto serra non modifica la radiazione emessa rispetto alle condizioni di equilibrio precedenti.
    3) Se in condizioni di equilibrio radiativo la radiazione complessiva emessa dalla terra deve essere costante ad un aumento della temperatura superficiale deve corrispondere per forza una riduzione della temperatura in quota, con un aumento del gradiente termico verticale.
    4) Nelle zone tropicali e in parte in quelle temperate questa differenza tra suolo e quota è compensata dalla convezione, cioè l'aria al suolo si scalda fintantoché non si supera il gradiente verticale convettivo, oltre l'aria calda sale. È per questa ragione che le zone polari e in genere le zone ad atmosfera stratificata risentono maggiormente del riscaldamento per l'effetto serra.

    Nei punti sopra ho messo tra virgolette le condizioni di "equilibrio radiativo". Se oggi, istantaneamente, configuro il sistema terra con un aumento dell’effetto serra che produca +2°C sulla superficie, questa temperatura verrà raggiunta stabilmente solo quando tutto il sistema terra si sarà settato su un nuovo equilibrio radiativo. Ci sarà quindi una fase in cui la radiazione emessa dalla terra sarà leggermente inferiore a quella solare perché il sistema terra sta accumulando calore a livello della crosta superficiale. L'accumulo riguarda principalmente il riscaldamento dei suoli/sottosuoli che richiede tempi nell'ordine di anni e degli oceani che richiede probabilmente migliaia di anni. L’accumulo di calore nell’atmosfera è praticamente trascurabile, per la scarsa capacità termica dei gas e quindi l’atmosfera si adatta rapidamente alla variazione dell’effetto serra e dell’emissione radiativa della crosta. In questa fase di squilibrio il rapporto tra le temperature continentali e quelle oceaniche superficiali sarà maggiore rispetto alla condizione di equilibrio.
    Poiché gli oceani hanno tempi millenari per il raggiungimento dell’equilibrio radiativo si può affermare che la terra non è probabilmente mai stata in perfetto equilibrio radiativo; forse solo nelle epoche glaciali.
    Il riscaldamento degli oceani non segue un percorso lineare perché inizialmente tende a scaldarsi solo la superficie marina, con un aumento della tendenza al galleggiamento dell’acqua in superficie, alla stratificazione oceanica e alla limitazione della convezione marina. Nelle zone polari l’acqua fredda prodotta tende ad inabissarsi nelle profondità marine. L’oceano si stratifica quindi per densità dovuta alla diversa salinità (aloclino) e alla diversa temperatura (termoclino). Se la densità di queste due masse d’acqua calde e fredde dipendesse solo dalla temperatura questa stratificazione sarebbe stabile e non ci sarebbe la circolazione termoalina. La minor convezione marina e la maggior evaporazione dell’acqua iniziali causano un lento aumento della salinità dello strato superficiale d’acqua. Ad un certo punto l’aumento della densità dovuto alla maggior salinità riattiva per settori la convezione portando in superficie le acque profonde, più fredde e meno salate. Particolari condizioni climatiche possono essere l’elemento scatenante dei fenomeni di perdita di galleggiamento. Il Nino del 1997 potrebbe essere stato un fenomeno scatenante che potrebbe avere avuto ripercussioni a catena su altri settori oceanici globali. È per questa ragione che la variabilità climatica naturale o naturale modificata dal GW varia spesso per shift.

    La radiazione solare non è proprio una costante...

    La TSI ( quantità di radiazione in arrivo su tutte le lunghezze d'onda ) è variabile e caso vuole sia correlata con le SST degli oceani

    TSI



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