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Discussione: Inverno 2023-2024

  1. #131
    Utente Registrato L'avatar di saspu
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Per fine della settimana prossima qualcosa si vede, cosa ne pensate? io personalmente spero per un po' di precipitazioni per le montagne a questo punto. Però questa sarebbe da neve anche a Verona

    FRATELLI, BASTARDI, GENTILUOMINI......
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  2. #132
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da saspu Visualizza il messaggio
    Per fine della settimana prossima qualcosa si vede, cosa ne pensate? io personalmente spero per un po' di precipitazioni per le montagne a questo punto. Però questa sarebbe da neve anche a Verona

    Mi sa che con quel minimo sul ligure così profondo, qua sarebbe una caporetto..

  3. #133
    Consiglio direttivo L'avatar di Massimiliano
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da gianni Visualizza il messaggio
    Le ipotesi sono l'influenza umana tramite il rilascio di maggiore co2 in atmosfera il quale una volta catturata la radiazione infrarossa in uscita re irradia in tutte le direzioni compresi gli oceani.
    Il tutto , il quale sembra lineare si ferma a dei dubbi.
    - se aumenta il calore dal basso, ovvero si riscaldano gli oceani, aumenta la cessione di calore per convezione e diminuisce quella per irraggiamento e da sotto questo punto di vista anche se c'è maggiore co2 in atmosfera, non c'è re irradianza dal momento che c'è meno assorbimento ( meno radiazione infrarossa in uscita ).
    Questo è confermato dal continuo riscaldamento troposferico e dal parallelo continuo raffreddamento stratosferico.

    - l'assorbimento della probabile energia re irradiata dalla co2 agli oceani si inserisce in quella già ricevuta nello stesso momento da quella solare.
    A dire, si mischia e non c'è modo di separare e determinare ciò che è effetto naturale ( radiazione solare ) e ciò che ha origine antropica dalla maggiore co2 in atmosfera.

    - gli oceani una volta assorbito il calore non lo rilasciano subito, ma il rimescolamento verticale lo fa rilasciare diluito nel tempo e fai conto che la circolazione termo salina globale ha scientificamente uno stimato ciclo a tempo di circa 7/800 anni.
    Come a dire, ciò che vedi apparire come anomalia oceanica oggi potrebbe essere benissimo calore assorbito chissà quando...

    In base a questo, l'influenza umana c'è eccome.
    Ma non c'è modo di distinguerla da quella naturale.
    Spiegazione chiara e cristallina.
    Grazie per l'intervento.
    ha sempre fatto caldo e ne farà di più!

  4. #134
    Consiglio direttivo L'avatar di Massimiliano
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da Eder Visualizza il messaggio
    Mi sa che con quel minimo sul ligure così profondo, qua sarebbe una caporetto..
    Missà che è un pò troppo lontana nel tempo....
    ha sempre fatto caldo e ne farà di più!

  5. #135
    Socio Estremo Meteo4 L'avatar di Massimo M.
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Aggiungo alla discussione di Gianni alcuni aspetti che possono essere utili:

    1) La radiazione solare è + o - una costante;
    2) In condizioni di "equilibrio radiativo" anche la radiazione emessa dalla terra è una costante e quindi, raggiunte le condizioni di equilibrio, l’aumento dell'effetto serra non modifica la radiazione emessa rispetto alle condizioni di equilibrio precedenti.
    3) Se in condizioni di equilibrio radiativo la radiazione complessiva emessa dalla terra deve essere costante ad un aumento della temperatura superficiale deve corrispondere per forza una riduzione della temperatura in quota, con un aumento del gradiente termico verticale.
    4) Nelle zone tropicali e in parte in quelle temperate questa differenza tra suolo e quota è compensata dalla convezione, cioè l'aria al suolo si scalda fintantoché non si supera il gradiente verticale convettivo, oltre l'aria calda sale. È per questa ragione che le zone polari e in genere le zone ad atmosfera stratificata risentono maggiormente del riscaldamento per l'effetto serra.

    Nei punti sopra ho messo tra virgolette le condizioni di "equilibrio radiativo". Se oggi, istantaneamente, configuro il sistema terra con un aumento dell’effetto serra che produca +2°C sulla superficie, questa temperatura verrà raggiunta stabilmente solo quando tutto il sistema terra si sarà settato su un nuovo equilibrio radiativo. Ci sarà quindi una fase in cui la radiazione emessa dalla terra sarà leggermente inferiore a quella solare perché il sistema terra sta accumulando calore a livello della crosta superficiale. L'accumulo riguarda principalmente il riscaldamento dei suoli/sottosuoli che richiede tempi nell'ordine di anni e degli oceani che richiede probabilmente migliaia di anni. L’accumulo di calore nell’atmosfera è praticamente trascurabile, per la scarsa capacità termica dei gas e quindi l’atmosfera si adatta rapidamente alla variazione dell’effetto serra e dell’emissione radiativa della crosta. In questa fase di squilibrio il rapporto tra le temperature continentali e quelle oceaniche superficiali sarà maggiore rispetto alla condizione di equilibrio.
    Poiché gli oceani hanno tempi millenari per il raggiungimento dell’equilibrio radiativo si può affermare che la terra non è probabilmente mai stata in perfetto equilibrio radiativo; forse solo nelle epoche glaciali.
    Il riscaldamento degli oceani non segue un percorso lineare perché inizialmente tende a scaldarsi solo la superficie marina, con un aumento della tendenza al galleggiamento dell’acqua in superficie, alla stratificazione oceanica e alla limitazione della convezione marina. Nelle zone polari l’acqua fredda prodotta tende ad inabissarsi nelle profondità marine. L’oceano si stratifica quindi per densità dovuta alla diversa salinità (aloclino) e alla diversa temperatura (termoclino). Se la densità di queste due masse d’acqua calde e fredde dipendesse solo dalla temperatura questa stratificazione sarebbe stabile e non ci sarebbe la circolazione termoalina. La minor convezione marina e la maggior evaporazione dell’acqua iniziali causano un lento aumento della salinità dello strato superficiale d’acqua. Ad un certo punto l’aumento della densità dovuto alla maggior salinità riattiva per settori la convezione portando in superficie le acque profonde, più fredde e meno salate. Particolari condizioni climatiche possono essere l’elemento scatenante dei fenomeni di perdita di galleggiamento. Il Nino del 1997 potrebbe essere stato un fenomeno scatenante che potrebbe avere avuto ripercussioni a catena su altri settori oceanici globali. È per questa ragione che la variabilità climatica naturale o naturale modificata dal GW varia spesso per shift.
    Ultima modifica di Massimo M.; 31-01-2024 a 10:28
    non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

  6. #136
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
    Aggiungo alla discussione di Gianni alcuni aspetti che possono essere utili:

    1) La radiazione solare è + o - una costante;
    2) In condizioni di "equilibrio radiativo" anche la radiazione emessa dalla terra è una costante e quindi, raggiunte le condizioni di equilibrio, l’aumento dell'effetto serra non modifica la radiazione emessa rispetto alle condizioni di equilibrio precedenti.
    3) Se in condizioni di equilibrio radiativo la radiazione complessiva emessa dalla terra deve essere costante ad un aumento della temperatura superficiale deve corrispondere per forza una riduzione della temperatura in quota, con un aumento del gradiente termico verticale.
    4) Nelle zone tropicali e in parte in quelle temperate questa differenza tra suolo e quota è compensata dalla convezione, cioè l'aria al suolo si scalda fintantoché non si supera il gradiente verticale convettivo, oltre l'aria calda sale. È per questa ragione che le zone polari e in genere le zone ad atmosfera stratificata risentono maggiormente del riscaldamento per l'effetto serra.

    Nei punti sopra ho messo tra virgolette le condizioni di "equilibrio radiativo". Se oggi, istantaneamente, configuro il sistema terra con un aumento dell’effetto serra che produca +2°C sulla superficie, questa temperatura verrà raggiunta stabilmente solo quando tutto il sistema terra si sarà settato su un nuovo equilibrio radiativo. Ci sarà quindi una fase in cui la radiazione emessa dalla terra sarà leggermente inferiore a quella solare perché il sistema terra sta accumulando calore a livello della crosta superficiale. L'accumulo riguarda principalmente il riscaldamento dei suoli/sottosuoli che richiede tempi nell'ordine di anni e degli oceani che richiede probabilmente migliaia di anni. L’accumulo di calore nell’atmosfera è praticamente trascurabile, per la scarsa capacità termica dei gas e quindi l’atmosfera si adatta rapidamente alla variazione dell’effetto serra e dell’emissione radiativa della crosta. In questa fase di squilibrio il rapporto tra le temperature continentali e quelle oceaniche superficiali sarà maggiore rispetto alla condizione di equilibrio.
    Poiché gli oceani hanno tempi millenari per il raggiungimento dell’equilibrio radiativo si può affermare che la terra non è probabilmente mai stata in perfetto equilibrio radiativo; forse solo nelle epoche glaciali.
    Il riscaldamento degli oceani non segue un percorso lineare perché inizialmente tende a scaldarsi solo la superficie marina, con un aumento della tendenza al galleggiamento dell’acqua in superficie, alla stratificazione oceanica e alla limitazione della convezione marina. Nelle zone polari l’acqua fredda prodotta tende ad inabissarsi nelle profondità marine. L’oceano si stratifica quindi per densità dovuta alla diversa salinità (aloclino) e alla diversa temperatura (termoclino). Se la densità di queste due masse d’acqua calde e fredde dipendesse solo dalla temperatura questa stratificazione sarebbe stabile e non ci sarebbe la circolazione termoalina. La minor convezione marina e la maggior evaporazione dell’acqua iniziali causano un lento aumento della salinità dello strato superficiale d’acqua. Ad un certo punto l’aumento della densità dovuto alla maggior salinità riattiva per settori la convezione portando in superficie le acque profonde, più fredde e meno salate. Particolari condizioni climatiche possono essere l’elemento scatenante dei fenomeni di perdita di galleggiamento. Il Nino del 1997 potrebbe essere stato un fenomeno scatenante che potrebbe avere avuto ripercussioni a catena su altri settori oceanici globali. È per questa ragione che la variabilità climatica naturale o naturale modificata dal GW varia spesso per shift.

    Ciao Massimo !

    Il mio riferimento all'ORL è relativo anche ai dati nel grafico SOI
    Quando il SOI aumenta ( il pacifico raffredda ) aumenta l'ORL e diminuisce la cessione di calore per convezione.
    Viceversa quando il SOI cala ( il pacifico riscalda ) diminuisce l'ORL e aumenta la cessione di calore per convezione.



    Quanto al Nino del 1997 scatenante ripercussioni su altri oceani non riesco a vederlo quanto a teoria.

    PDO in media di calo dal 1979 ad oggi senza alcun segnale di variazione in seno all'episodio di Nino del 97



    AMO in crescita e senza segnale alcuno col Nino del 97



    Quanto alla radiazione solare, si , è più o meno una costante con le sue variazioni anche significative in termini di assorbimento e di rilascio in tempi non possibile quanto a stima.
    Ne in quelle satellitari, qui sotto, ne in quelle ricostruite, ancor piu sotto




  7. #137
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da gianni Visualizza il messaggio

    Quanto al Nino del 1997 scatenante ripercussioni su altri oceani non riesco a vederlo quanto a teoria.

    PDO in media di calo dal 1979 ad oggi senza alcun segnale di variazione in seno all'episodio di Nino del 97



    AMO in crescita e senza segnale alcuno col Nino del 97



    Quanto alla radiazione solare, si , è più o meno una costante con le sue variazioni anche significative in termini di assorbimento e di rilascio in tempi non possibile quanto a stima.
    Ne in quelle satellitari, qui sotto, ne in quelle ricostruite, ancor piu sotto

    Non so se l’ENSO abbia avuto ripercussioni SST in altre aree oceaniche, era solo per dire che eventi meteorologici forti e prolungati possono attivare o disattivare la convezione (ventilazione) profonda oceanica con shift delle SSTA che possono avere anche ciclicità centennali. Tali cambiamenti incidono in generale sulla circolazione termoalina che è globalmente connessa e sulla disposizione barica nella zona tropicale e nelle zone di competenza delle Rossby. Tenendo presente che la circolazione termoalina è estremamente lenta non è detto che il segnale ENSO si veda nell'immediato sulle SST. Nell'immediato è più facile rilevare delle teleconessioni atmosferiche che sono più rapide a propagarsi.
    Comunque nell’estate 1998 si raggiunse un picco elevato delle SST del nord Atlantico che segnarono il passaggio definitivo alla fase + dell’AMO. Anche l’indice EA (che non riguarda le SST) ebbe uno shift come già detto.
    Ultima modifica di Massimo M.; 01-02-2024 a 08:10
    non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

  8. #138
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    Predefinito Re: Inverno 2023-2024

    Quote Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
    Non so se l’ENSO abbia avuto ripercussioni SST in altre aree oceaniche, era solo per dire che eventi meteorologici forti e prolungati possono attivare o disattivare la convezione (ventilazione) profonda oceanica con shift delle SSTA che possono avere anche ciclicità centennali. Tali cambiamenti incidono in generale sulla circolazione termoalina che è globalmente connessa e sulla disposizione barica nella zona tropicale e nelle zone di competenza delle Rossby. Tenendo presente che la circolazione termoalina è estremamente lenta non è detto che il segnale ENSO si veda nell'immediato sulle SST. Nell'immediato è più facile rilevare delle teleconessioni atmosferiche che sono più rapide a propagarsi.
    Comunque nell’estate 1998 si raggiunse un picco elevato delle SST del nord Atlantico che segnarono il passaggio definitivo alla fase + dell’AMO. Anche l’indice EA (che non riguarda le SST) ebbe uno shift come già detto.
    Oddio, l'EA è correlato all'AMO.
    Dal 1976, quando le sst Nord Atlantiche sono andate aumentando, contemporaneamente l'EA negativo è andato calando e aumentando l'EA positivo.
    Consecutivamente, con l'instaurarsi dell'AMO positiva dal 1995, l'EA positivo è andato consolidando...

    AMO



    Link Indice amo NOAA

    https://stateoftheocean.osmc.noaa.gov/atm/amo.php

    Indice EA



    L'EA positivo ( gpt più bassi in nord est atlantico e più elevati in europa mediterraneo occidentale) significa maggior presenza di promontori nord africani in mediterraneo/europa occidentale associati a basse pressioni in nord est atlantico.

  9. #139
    Socio Estremo Meteo4 L'avatar di Massimo M.
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    Guardando le dinamiche stratosferiche nella secoda decade di febbraio è previsto un secondo attacco al VPS che potrebbe portare ad un ESE warm. Vedremo.. intanto nel fine settimana ci beccheremo una perturbazione strong con QN indecenti per il periodo..
    non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

  10. #140
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    Quote Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
    Guardando le dinamiche stratosferiche nella secoda decade di febbraio è previsto un secondo attacco al VPS che potrebbe portare ad un ESE warm. Vedremo.. intanto nel fine settimana ci beccheremo una perturbazione strong con QN indecenti per il periodo..
    Non esagerare Massimo... Probabilmente sul Telegrafo fioca...

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    Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
    MAI CA NEVEGA!!!!

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