1929/1985 chi vince?

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  • meteos66
    • Apr 2026

    1929/1985 chi vince?



    Questa discussione nasce da un gentile richiesta di Marco.....e per iniziarla vi allego i dati ufficiali ricavati da varie fonti nel 1929 su diverse città Italiane.
    Dopo si possono aggiungere commenti e dati del 1985......

    Saluti
  • Marco C.
    Consiglio direttivo
    • Jun 2006
    • 15660

    #2
    se non sbaglio meteos Rovigo raggiunse -24° nel 1929 o no?

    Comment


    • #3
      Originariamente inviato da Marco C.
      se non sbaglio meteos Rovigo raggiunse -24° nel 1929 o no?
      Sì......ma in periferia, a quel tempo la stazione meteo di Rovigo era in centro città.
      A Badia Polesine, anche se non in forma ufficiale (termometro fissato sulle rive dell'Adige) fece registrare -26°C

      Comment


      • #4
        Più che i valori minimi assoluti cmq, mi concentrerei sulle medie delle temp minime.
        Sono queste forse la vera chiave di un febbraio gelido, tanto che in PP si ebbero valori anche di -10°C inferiori alla media normale!!!

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        • Marco C.
          Consiglio direttivo
          • Jun 2006
          • 15660

          #5
          Originariamente inviato da meteos66
          Sì......ma in periferia, a quel tempo la stazione meteo di Rovigo era in centro città.
          A Badia Polesine, anche se non in forma ufficiale (termometro fissato sulle rive dell'Adige) fece registrare -26°C

          Quindi è ipotizzabile pensare che alcune zone dell'alto Polesine abbiano sfondato quota -25° nel 29
          Al telefono ragionavo prima con lamiera dicendo che in situazioni di irraggiamento notturno dovuto all'effetto albedo e alla nebbia bassa, le località della bassa possono registrare temp. più basse rispetto a quelle dell'alta pianura...es. i -17° di Rovigo del 1991

          emblematici sono i record del 1985 della bassa pianura emiliana e dell'alta romagna

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          • #6
            1929!

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            • #7
              Originariamente inviato da Marco C.
              Quindi è ipotizzabile pensare che alcune zone dell'alto Polesine abbiano sfondato quota -25° nel 29
              Al telefono ragionavo prima con lamiera dicendo che in situazioni di irraggiamento notturno dovuto all'effetto albedo e alla nebbia bassa, le località della bassa possono registrare temp. più basse rispetto a quelle dell'alta pianura...es. i -17° di Rovigo del 1991

              emblematici sono i record del 1985 della bassa pianura emiliana e dell'alta romagna

              Già......ragionamento ineccepibile, e per rimanere in argomento eccovi e dati ufficiali in ER.

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              • #8
                La cosa curiosa è che nel febbraio 1991 nel Polesine si registrarono le minime più basse di tutto il NE.....mentre nel 1985 qualcosa non andò nel verso giusto.
                La nebbia fitta probabilmente ha impedito lo sfondamento dei -20°C come a Ferrara e su gra parte dell'Emilia.
                In compenso la media delle temp. max sono tra le più basse in assoluto......

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                • #9
                  Io ho dei valori riguardanti però gli aeroporti del Gennaio 1985 di sole 3 città presenti anche nella tabella e risulta che:

                  PIACENZA: min più bassa -22°C il 10/01
                  media min (di tutto Gennaio sia chiaro) -7.78°C
                  media max 0.36°C

                  VERONA VILLAFRANCA: min più bassa -18,4°C l'11/01
                  media min -5.13°C
                  media max 1.96°C

                  VENEZIA TESSERA: min più bassa -12°C il 7-11/01
                  media min -3.97°C
                  media max 2.40°C

                  Confrontando con i dati del 1929 tutte e tre sono state più fredde, per quanto riguarda le medie, nel 1929. Piacenza e VR Villafranca hanno avuto temperature minime assolute più fredde nell' 85 però.

                  Comment

                  • SergioF
                    Utente Registrato
                    • Aug 2006
                    • 2273

                    #10
                    Sinceramente ,non ho preferenze

                    Che inverni ragazzi.... mi "accontenterei" anche del febbraio 1991... ma che roba ragazzi

                    Non ci resta che sperare
                    Stazione Davis Vantage Pro 1 wireless semiurbana

                    Comment


                    • #11


                      Sperando di non annoiare troppo ecco alcuni accumuli nel famoso inverno 1928/29

                      Cento: 102cm
                      Ferrara: 58cm
                      Codigoro: 58cm
                      Bologna: 126cm
                      Loiano: 292cm
                      Imola: 155cm
                      Faenza: 156cm
                      Forlì: 106cm
                      Cesenatico:110cm
                      Rimini: 121cm
                      Rovigo: 120cm
                      Padova: 102cm
                      Venezia: 65cm
                      Vicenza: 133cm
                      Treviso: 108cm

                      Nell'Appenino ER:

                      Pietralta: 657cm
                      Bolognola: 672cm
                      Minaglione: 673cm
                      Monghidoro: 345cm
                      Pian di balestra: 487cm


                      Ed eccovi un articolo del 1929 in Polesine e poi la mia descrizione della gg più fredda del 1985.....(anzi del secolo)

                      Buona lettura


                      La giornata più fredda e più orribile (11 febbraio1929 tratta dalla Gazzetta di Rovigo).

                      Fino a qualche anno fa gli avvenimenti cittadini avevano quasi sempre qualche precedente….
                      Non era infrequente il caso di sentire qualche vecchio amico il quale fosse in grado di ricordare che trenta, quaranta, cinquantanni fa era successo qualcosa di simile se non di peggio.
                      Orbene di fronte allo sconvolgimento celeste e terrestre che da un mese siamo testimoni e ….attori, nessuno ha osato affermare che nella storia di Rovigo vi sia qualche precedente.
                      No, Rovigo ha battuto tutti i grandi record…..
                      Il grande fenomeno per cui tutta l’Europa è messa sottosopra dal flusso di aria glaciale scendente dalle regioni del Polo, e che fa rassomigliare Rovigo a Tomak, a Irkutsk e ad altre nobili località siberiane non ha precedente in questo secolo.
                      La giornata di ieri deve averci fatto però toccare il limite massimo, così osiamo sperare….mentre nulla ci rimane da invidiare, tanto che da Trieste giunge notizia che la bora ha superato i 122Km/h dando alla città un aspetto terrificante, visto che l’orizzonte marino scompariva nel lembo torbido dei giorni d’uragano e nell’accavallamento delle onde, e in quella vaporosità, contro cui andava a cozzare il vento insensato, grandeggiavano con profili perduti le sagome dei piroscafi venuti ad appoggiarsi alla rada, mettendosi di contro vento, o accostatasi alla diga, che ora emergeva, ora sprofondava tutta sotto il tumulto del mare.
                      Quando essa emergeva, somigliava a un mostro informe di ghiaccio, tutto creste e frastagli; il pensiero sbigottiva a immaginare nel casello del custode, unico e solo essere umano in quello spavento, a cui era difficile dare il cambio senza arrischiare la vita nella tempesta!
                      Da ieri l’altro Rovigo gode la delizia d’una nuova bufera di neve che a tratti imperversa con violente raffiche di vento gelido. Un inverno simile a questo non è ricordato negli annali Rodigini.
                      I dati di ieri all’osservatorio meteorologico segnano 747,6 di pressione, umidità del 75%, massima di –8,2 e minima di –10,5, neve fusa 20cm.
                      Alle 21 la neve ha iniziato una copiosa ripresa sempre accompagnata dalle raffiche di vento, che contribuiscono ad ammucchiarla nei punti più esposti della città, formando piccole dune mobili, a causa della qualità farinosa.
                      Alle 24 la candida visitatrice ha accentuato la sua caduta un ritmo…..da record, dopo qualche ora se ne misuravano 60cm!

                      (17 febbraio 1929 tratta dalla Gazzetta di Rovigo)

                      Un telegramma da Oslo annuncia che il punto situato all’estremo nord della Norvegia, ha avuto la temperatura più calda d’Europa con +8°C e che in Groenlandia gli esquimesi soffrono il caldo e la fame perché la mancanza di neve impedisce loro di utilizzare le slitte per andare a caccia.
                      Svarioni meteorologici, l’Europa centrale, intanto, s’è tramutata in intera Siberia ed il freddo non manca anche da noi. Ci giunge notizia che in alcune zone della Polonia e Germania non si posso sotterrare i morti per il terreno gelato duro come il marmo e il termometro segna punte di –45°C.
                      A Rovigo si troverebbero bene gli esquimesi, visto che nella notte si sono superari i –22°C.
                      Tuttavia il sole è uscito ieri su un bel cielo azzurro come un drappo di seta. Dopo tanti giorni di grigio e di tempeste di neve riempie i cuori di allegria!



                      Ed ecco allora che il clima batte se stesso e l’11 gennaio 1985 si registra la giornata più fredda che si ricordi nel XIX secolo:

                      Nella sera del giorno 10 registro la più bassa temperatura per le ore 23, ci sono –13,8°C, la visibilità non è buona per densa foschia, il vento è debole da W, il cielo diventa biancastro, il ghiaccio è presente su ogni cosa e la UR sale al 90%, passano circa due ore e la nebbia avvolge tutto, la visibilità è sui 150mt, ma la cosa curiosa è che si congela direttamente e cade come piccoli cristalli che luccicano illuminati dalla luce artificiale dei lampioni.
                      Sono ormai le 1:30 del giorno 11, la temperatura scende a –14,7°C, il vento è debole da W, nonostante indossi abiti pesanti e guanti l’umidità mi entra nelle ossa, alberi è cose si ricoprono rapidamente di ghiaccio e galaverna, entro in casa cerco di riposare qualche ora, la mia stanza ha una visione piuttosto ampia e un lampione mi indica la visibilità che sembra molto scarsa, ma mi accorgo che sul doppiovetro vedo comparire loro……i fiori di ghiaccio, salgono dal basso e sembrano felci stilizzate, aprendo il vetro all’interno della stanza il calore li scioglie, cerco di guardare la visibilità che sembra migliorata, vado a letto, e mi sveglio qualche ora dopo…..
                      Ho tirato le tende e rimango senza fiato, le felci ghiacciate hanno riempito i vetri, si intrecciano tra loro, creano strani disegni che sembrano fiori, non li avevo mai visti così spessi, la tanta condensa per il caldo della stanza produce uno spessore di qualche millimetro e sembrano in rilievo, rimango affascinato dalla loro bellezza, la sonda del termometro segna –19°C, mi vesto in fretta, scendo le scale e apro la porta, una folata gelata mi sveglia del tutto, è incredibile come sia tutto bianco, ci saranno almeno 2-3cm di ghiaccio e continua la nebbia a cristallizzare, gli strumenti sono gelati all’interno della capannina!
                      Alle 7:10 registro la minima di –19,4°C, è il secondo valore di sempre da quando si registrano i dati meteorologici a Rovigo, devo accompagnare mia madre al lavoro, le scuole sono chiuse per il gelo visto che le caldaie non riescono a tenere una temperatura decente per le lezioni.
                      La macchina dovevamo lasciarla fuori in strada, era incrostata di ghiaccio vetrificato, devo scaldare la chiave per inserirla nella serratura della portiera, e tiro con tutte le forze, si apre, all’interno della macchina ci sono –20, si è gelata perfino la plancia, con mia grande sorpresa la macchina parte dopo il terzo tentativo, borbotta, sbuffa, la batteria nuova fa il suo dovere e il liquido anticongelamento lo avevo preparato per i –35°C!!!!!
                      Ci metto venti minuti per rendere la macchina con una temperatura sopportabile, la nebbia intanto sembra infittirsi, la visibilità scende sotto i 100mt, l’umidità è terribile con i –19°C, gli alberi e cose sembrano vestiti da sposa con ghirlande e perline, oltre a ghiaccioli che si allungano verso il basso dai tetti e balconi per le due precedenti nevicate, le strade sono una lastrone gelato nella zona dove abito, ma quelle principali sono abbastanza praticabili.
                      Appena accompagnato mia madre, mi dirigo verso il fiume Adige, vedo tanta gente che si sporge dal ponte e molta che ci cammina sopra, perfino con qualche motorino e perfino una fiat 500, la nebbia diventa meno fitta, alle 10 la temperatura è ancora a –15, scendo dalla macchina rimango senza fiato nel vedere un simile spettacolo, il sole esce anche se sembra freddo pure lui, il lato esposto a sud scioglie in parte la galaverna che qui in campagna supera i 3-4cm, il letto dell’Adige è un lastrone non uniforme, dal giorno 8 hanno iniziato a scendere lastroni sempre più spessi e piano piano, come un puzzle gigantesco si sono fusi tra loro, in certi punti emergono come sollevati da una forza invisibile, in altri si vede quasi la corrente al di sotto, in alcuni punti lo strato misura dai 15 ai 20cm, il vento continua a soffiare da W e la temperatura massima si raggiunge verso le 14:10 con –7,4°C, è ufficialmente la giornata più fredda dal 1900, la visibilità peggiora nuovamente verso le 15:30 dopo che l’umidità era riuscita a scendere fino ad un 58%
                      Dopo solo mezzora sale all’80%, la temperatura cala improvvisamente a -12,2°C per un improvviso vento gelido da NW, la nebbia avanza ad ondate, c’è ancora gente sull’Adige, bambini che giocano, il traffico è davvero pochissimo, vado a prendere mia madre al lavoro, torno alle 18 e il termometro segna –13,8, con la nebbia di nuovo protagonista, torno nella mia stanza e vedo i fiori di ghiaccio riformarsi….
                      Dopo cena faccio una passeggiata, il cielo è stellato, la nebbia ha uno spessore limitato, non vedo nessuno in giro, il vento debole da W acuisce la sensazione di freddo oltre all’umidità oltre il 90%.
                      Alle 22 torno dalla mia capannina, lo strato di ghiaccio è ormai di qualche cm, la temperatura è sui -15,8°C, prendo un bicchiere d’acqua e lo verso su un paio di gradini di una scala esterna, calcolo circa tre minuti per il congelamento, tornano a turbinare nell’aria i cristalli di nebbia, sembrano brillantini, tutto è silenzioso, tutto è gelato, la giornata più fredda si conclude e guardo ancora una volta quei fiori di ghiaccio che cambiano forma……..


                      Saluti

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                      • capo
                        Consiglio Direttivo
                        • Aug 2006
                        • 6341

                        #12
                        Originariamente inviato da meteos66


                        Sperando di non annoiare troppo ecco alcuni accumuli nel famoso inverno 1928/29

                        Cento: 102cm
                        Ferrara: 58cm
                        Codigoro: 58cm
                        Bologna: 126cm
                        Loiano: 292cm
                        Imola: 155cm
                        Faenza: 156cm
                        Forlì: 106cm
                        Cesenatico:110cm
                        Rimini: 121cm
                        Rovigo: 120cm
                        Padova: 102cm
                        Venezia: 65cm
                        Vicenza: 133cm
                        Treviso: 108cm

                        Nell'Appenino ER:

                        Pietralta: 657cm
                        Bolognola: 672cm
                        Minaglione: 673cm
                        Monghidoro: 345cm
                        Pian di balestra: 487cm


                        Ed eccovi un articolo del 1929 in Polesine e poi la mia descrizione della gg più fredda del 1985.....(anzi del secolo)

                        Buona lettura

                        che spettacolo!!!
                        Una lettura ottima, grazie!
                        Cristina

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                        • #13
                          Che atmosfera...davvero surreale, eppure è successo, peccato fossi troppo piccolo per poter avere dei ricordi

                          Comunque grazie per avermi reso 'partecipe' del gran freddo rodigino di quel lontano '85...
                          Last edited by ospite; 17-09-2006, 17:21.

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                          • #14


                            Se vuoi un consiglio da chi ha qualche anno di più in questa passione per la climatologia, scrivi fin dal prox inverno le eventuali nevicate......su un diario o sul PC.
                            Ogni nevicata ha un suo sapore e sue caratteristiche, certe quando arriverà un altro 1985......vedrai che le sensazioni che hai provato nel leggere il mio scritto probabilmente ti verranno a mente

                            Saluti

                            Comment


                            • #15


                              Aggiungo una foto fatta proprio quel giorno......

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