Prima di pubblicarlo voglio un vostro parere

Collapse
X
 
  • Filter
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Siro Morello
    Consiglio Direttivo
    • Aug 2006
    • 5662

    Prima di pubblicarlo voglio un vostro parere

    Il cazzeggiamento forzato di questi giorni a causa di una pessima influenza mi ha portato alla stesura definitiva del resoconto di questo inverno.
    però prima di pubblicarlo voglio un vostro parere.. così magari c'è qualche correzione da fare

    L’inverno 2009/10 ha avuto parvenze di straordinarietà , anche se poi la realtà dice ben altro. Ora attraverso la descrizione dei fatti e l’uso di alcuni dati andremo a vedere cos’è stato straordinario e cos’è stato normale.

    Il mese di dicembre è iniziato con una fase molto mite che già era in atto da metà novembre. Nella prima decade le temperature non sono mai scese sotto lo 0° mentre le massime hanno superato i 10°, il clima è sembrato più tardo autunnale che invernale.
    Con l’inizio della seconda decade si è fatta strada aria più fredda che ha abbassato di botto le temperature: le massime sono scese sotto i 10°, poi sotto i 5° e infine sotto lo 0°, le minime sono scese sotto lo 0°, poi nei dintorni dei -5° ed infine anche sotto i -10°.
    La seconda decade è stata oltretutto ricca di nevicate, la neve ha fatto la sua comparsa il 14, il 17 e il 18/19. Nell’ultima data citata la neve ha ricordato le epiche nevicate del febbraio ’91: in pianura ha nevicato con temperature comprese tra -2 e -4° a seconda delle località.
    Nella terza decade è iniziato un lento riscaldamento per via di correnti atlantiche, la lentezza di questo riscaldamento ha causato nuove nevicate e anche un importante episodio di gelicidio il giorno 22. Dal 23 è iniziato il definitivo riscaldamento ed a Natale c’erano temperature massime comprese tra 8 e 12°, quando solo 5 giorni prima erano comprese tra -1° e -5°.
    Dopo Natale la mitezza ha iniziato a vacillare, qualche spazio di sereno in mezzo alle correnti atlantiche ha permesso ad alcune località di finire leggermente sotto lo 0°.

    Gennaio, dopo un capodanno mite ecco che il giorno 2 c’è l’ingresso di un nocciolo freddo che ha portato piogge, e con il calo termico a fine evento ha lasciato spazio a qualche fiocco in mezzo alla pioggia. Con il rasserenamento il giorno 3 ha avuto gelate diffuse.
    Il giorno 4 un primo sovrascorrimento mite su cuscino freddo ha prodotto le prime deboli nevicate sulla regione, il giorno 5 ne è arrivato un secondo, un po’ più forte che però ha fatto piovere in molte zone, mentre nell’angolo più sudoccidentale della regione sono caduti fino a 8-9 cm di neve.
    Dal giorno 6 c’è stato l’ingresso di correnti sciroccali, successivamente c’è stata una fase di cieli nuvolosi che, nonostante l’arrivo di aria più fredda in quota, hanno limitato i cali notturni ma anche la salita delle massime diurne: gennaio infatti ha avuto una media massime bassa .
    C’è stata pure la ricomparsa della nebbia, che però è stata alta: il risultato è stato di giornate con bassissima escursione termica ma mai si sono registrate giornate di ghiaccio.
    Sul finire del mese c’è stato il ritorno della neve il giorno 26, la sera del 29 gennaio e la notte del 30/prima mattina del 31: non molti gli accumuli registrati ma il conto delle nevicate nel frattempo è salito già su livelli record dell’ultimo ventennio.

    L’aria fredda al seguito della perturbazione del 31 gennaio ha fatto iniziare febbraio con temperature molto fredde comprese tra -4° e -8° al primo mattino. Gelate diffuse ma gradualmente di minore intensità fino al giorno 4. Una successiva perturbazione atlantica ha portato cospicue piogge e temperature più miti.
    Sul finire della decade però è tornata la neve, il mancato aggancio con un nucleo gelido proveniente dal nord europa non ha portato a grandi cose, ecco quindi che nel momento di maggiore intensità delle precipitazioni le temperature sono a malapena scese sotto il grado pur con una -5/-6° in quota e la nevicata perciò è stata classificata come coreografica o tracce.
    Cieli più stabili nei giorni successivi e il normale decadimento dell’inversione termica diurna ha prodotto giornate con minime leggermente negative e massime che gradualmente si sono portate da 7° a 12°.
    Sul finire della seconda decade/inizio terza decade ci sono state altre interferenze atlantiche. Negli ultimi giorni c’è stata un esplosione di primavera con massime sui 13-15°


    Alla fine del resoconto ne esce di un inverni finito praticamente in media. Come scusi? Ma se c’è stato molto freddo… verrebbe da dire. In realtà guardando i dati di alcune località del NE si nota chiaramente che l’inverno è finito di solo 0.5° sotto la media (mi scuso fin da ora per la poca precisione, ma in questo campo trovare discrepanze di qualche decimo è normale, mi mantengo sul generico, i pignoli sappiano perdonarmi), poiché oltre che con i picchi bassi dell’11-22 dicembre e del gennaio dalla media massime bassa, c’è da fare i conti anche con la prima decade di dicembre mite, la scaldata di natale e l’ultima decade di febbraio molto mite.
    La parvenza di inverno rigido, dal mio punto di vista, si è avuta perché negli ultimi inverni l’anomalia positiva era stata più che alta.
    La stagione si è comunque rivelata nel complesso la più fredda, o tra le più fredde, dell’ultimo ventennio e questo ovviamente non è cosa da poco.

    Tra le cose che sono mancate di più c’è da annotare l’assidua assenza di fasi di alta pressione e cieli stabili, che in pieno inverno dovrebbero garantire lunghe serie di minime sotto lo 0°.
    D’altra parte però la dinamicità invernale, dovuta al fatto che la regione è stata spesso il crocevia di scontri tra la “Balena Canadese” e “L’orso russo” , ha costituito come elemento principale la neve, soprattutto nel Basso Veneto: ci sono state 10 nevicate + 2 nevicate a marzo, quando negli inverni di questo tipo nell’ultimo ventennio nevicava 5-7 volte. Ovviamente i più meticolosi dicono che contano i giorni di neve, ecco allora che per merito di alcune nevicate con accumulo avute a cavallo di 2 giorni, i giorni di neve sono stati tra i 9 e i 12 a seconda delle località.



    Se osserviamo la cartina qui sopra, che si riferisce alla neve accumulata tra il 14 dicembre e l’11 marzo, notiamo con piacere che alcune zone del basso Veneto hanno superato addirittura i 60 cm, molte zone del vicentino, padovano e veneziano i 50 cm. Toccati e superati i 30 cm anche in alcune zone del veronese. Sono poche le zone che hanno avuto accumuli inferiori a 30 cm.

    Nei prossimi inverni 12 nevicate e 50 cm di accumulo verranno più che rimpianti, anche se da buon nivofilo la speranza è sempre quella di ripetere l’impresa.
    Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano
  • ulisse
    Consiglio Direttivo
    • Jul 2006
    • 12774

    #2
    Per me e' ottimo Siro!
    Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
    MAI CA NEVEGA!!!!

    Comment

    • Siro Morello
      Consiglio Direttivo
      • Aug 2006
      • 5662

      #3

      Una cartina dell'isac-cnr sulle anomalie complessive invernali, presa da MTG

      Decimo più..decimo meno...
      Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano

      Comment

      • Massimiliano
        Consiglio direttivo
        • Jul 2006
        • 23726

        #4
        Direi molto bene Siro,hai detto un pò tutto quello che si deve dire.
        Affina un pelo l'italiano,tipo "di botto",magari sostituiscilo con "improvvisamente",ma va bene così.
        Per quel che riguarda il contenuto molto bene.
        ha sempre fatto caldo e ne farà di più!

        Comment

        • Siro Morello
          Consiglio Direttivo
          • Aug 2006
          • 5662

          #5
          Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano

          Comment

          • Siro Morello
            Consiglio Direttivo
            • Aug 2006
            • 5662

            #6
            Originariamente inviato da Massimiliano Visualizza il messaggio
            Direi molto bene Siro,hai detto un pò tutto quello che si deve dire.
            Affina un pelo l'italiano,tipo "di botto",magari sostituiscilo con "improvvisamente",ma va bene così.
            Per quel che riguarda il contenuto molto bene.
            è sempre stato il mio tallone d'achille... l'importante è capirsi
            Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano

            Comment

            • Massimiliano
              Consiglio direttivo
              • Jul 2006
              • 23726

              #7
              Originariamente inviato da Siro Morello Visualizza il messaggio
              è sempre stato il mio tallone d'achille... l'importante è capirsi
              ah ah ah,su questo non c'è dubbio!
              ha sempre fatto caldo e ne farà di più!

              Comment

              • lamiera
                Socio Estremo Meteo4
                • Jun 2006
                • 13034

                #8
                Ciao Siro , mi piace molto , se posso , rimarcherei il fatto che gli accumuli sono complessivi , parlando con i non appassionati mi sono accorto che e' un concetto che non hanno molto chiaro .

                Ciaoz
                SO MASSA VECIO PER PERDERE "TEMPO" !

                Comment

                • Siro Morello
                  Consiglio Direttivo
                  • Aug 2006
                  • 5662

                  #9
                  Originariamente inviato da lamiera Visualizza il messaggio
                  Ciao Siro , mi piace molto , se posso , rimarcherei il fatto che gli accumuli sono complessivi , parlando con i non appassionati mi sono accorto che e' un concetto che non hanno molto chiaro .

                  Ciaoz
                  Le osservazioni sono ben accette.. l'ho pubblicato sul forum apposta per ricevere delle correzioni che potrebbero migliorare l'articolo
                  Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano

                  Comment

                  • FulvioTs
                    Utente Registrato
                    • Jun 2007
                    • 6485

                    #10
                    Ottima analisi, complimenti.

                    Comment


                    • #11
                      Originariamente inviato da Siro Morello Visualizza il messaggio
                      Il cazzeggiamento forzato di questi giorni a causa di una pessima influenza mi ha portato alla stesura definitiva del resoconto di questo inverno.
                      però prima di pubblicarlo voglio un vostro parere.. così magari c'è qualche correzione da fare

                      L’inverno 2009/10 ha avuto parvenze di straordinarietà , anche se poi la realtà dice ben altro. Ora attraverso la descrizione dei fatti e l’uso di alcuni dati andremo a vedere cos’è stato straordinario e cos’è stato normale.

                      Il mese di dicembre è iniziato con una fase molto mite che già era in atto da metà novembre. Nella prima decade le temperature non sono mai scese sotto lo 0° mentre le massime hanno superato i 10°, il clima è sembrato più tardo autunnale che invernale.
                      Con l’inizio della seconda decade si è fatta strada aria più fredda che ha abbassato di botto le temperature: le massime sono scese sotto i 10°, poi sotto i 5° e infine sotto lo 0°, le minime sono scese sotto lo 0°, poi nei dintorni dei -5° ed infine anche sotto i -10°.
                      La seconda decade è stata oltretutto ricca di nevicate, la neve ha fatto la sua comparsa il 14, il 17 e il 18/19. Nell’ultima data citata la neve ha ricordato le epiche nevicate del febbraio ’91: in pianura ha nevicato con temperature comprese tra -2 e -4° a seconda delle località.
                      Nella terza decade è iniziato un lento riscaldamento per via di correnti atlantiche, la lentezza di questo riscaldamento ha causato nuove nevicate e anche un importante episodio di gelicidio il giorno 22. Dal 23 è iniziato il definitivo riscaldamento ed a Natale c’erano temperature massime comprese tra 8 e 12°, quando solo 5 giorni prima erano comprese tra -1° e -5°.
                      Dopo Natale la mitezza ha iniziato a vacillare, qualche spazio di sereno in mezzo alle correnti atlantiche ha permesso ad alcune località di finire leggermente sotto lo 0°.

                      Gennaio, dopo un capodanno mite ecco che il giorno 2 c’è l’ingresso di un nocciolo freddo che ha portato piogge, e con il calo termico a fine evento ha lasciato spazio a qualche fiocco in mezzo alla pioggia. Con il rasserenamento il giorno 3 ha avuto gelate diffuse.
                      Il giorno 4 un primo sovrascorrimento mite su cuscino freddo ha prodotto le prime deboli nevicate sulla regione, il giorno 5 ne è arrivato un secondo, un po’ più forte che però ha fatto piovere in molte zone, mentre nell’angolo più sudoccidentale della regione sono caduti fino a 8-9 cm di neve.
                      Dal giorno 6 c’è stato l’ingresso di correnti sciroccali, successivamente c’è stata una fase di cieli nuvolosi che, nonostante l’arrivo di aria più fredda in quota, hanno limitato i cali notturni ma anche la salita delle massime diurne: gennaio infatti ha avuto una media massime bassa .
                      C’è stata pure la ricomparsa della nebbia, che però è stata alta: il risultato è stato di giornate con bassissima escursione termica ma mai si sono registrate giornate di ghiaccio.
                      Sul finire del mese c’è stato il ritorno della neve il giorno 26, la sera del 29 gennaio e la notte del 30/prima mattina del 31: non molti gli accumuli registrati ma il conto delle nevicate nel frattempo è salito già su livelli record dell’ultimo ventennio.

                      L’aria fredda al seguito della perturbazione del 31 gennaio ha fatto iniziare febbraio con temperature molto fredde comprese tra -4° e -8° al primo mattino. Gelate diffuse ma gradualmente di minore intensità fino al giorno 4. Una successiva perturbazione atlantica ha portato cospicue piogge e temperature più miti.
                      Sul finire della decade però è tornata la neve, il mancato aggancio con un nucleo gelido proveniente dal nord europa non ha portato a grandi cose, ecco quindi che nel momento di maggiore intensità delle precipitazioni le temperature sono a malapena scese sotto il grado pur con una -5/-6° in quota e la nevicata perciò è stata classificata come coreografica o tracce.
                      Cieli più stabili nei giorni successivi e il normale decadimento dell’inversione termica diurna ha prodotto giornate con minime leggermente negative e massime che gradualmente si sono portate da 7° a 12°.
                      Sul finire della seconda decade/inizio terza decade ci sono state altre interferenze atlantiche. Negli ultimi giorni c’è stata un esplosione di primavera con massime sui 13-15°


                      Alla fine del resoconto ne esce di un inverni finito praticamente in media. Come scusi? Ma se c’è stato molto freddo… verrebbe da dire. In realtà guardando i dati di alcune località del NE si nota chiaramente che l’inverno è finito di solo 0.5° sotto la media (mi scuso fin da ora per la poca precisione, ma in questo campo trovare discrepanze di qualche decimo è normale, mi mantengo sul generico, i pignoli sappiano perdonarmi), poiché oltre che con i picchi bassi dell’11-22 dicembre e del gennaio dalla media massime bassa, c’è da fare i conti anche con la prima decade di dicembre mite, la scaldata di natale e l’ultima decade di febbraio molto mite.
                      La parvenza di inverno rigido, dal mio punto di vista, si è avuta perché negli ultimi inverni l’anomalia positiva era stata più che alta.
                      La stagione si è comunque rivelata nel complesso la più fredda, o tra le più fredde, dell’ultimo ventennio e questo ovviamente non è cosa da poco.

                      Tra le cose che sono mancate di più c’è da annotare l’assidua assenza di fasi di alta pressione e cieli stabili, che in pieno inverno dovrebbero garantire lunghe serie di minime sotto lo 0°.
                      D’altra parte però la dinamicità invernale, dovuta al fatto che la regione è stata spesso il crocevia di scontri tra la “Balena Canadese” e “L’orso russo” , ha costituito come elemento principale la neve, soprattutto nel Basso Veneto: ci sono state 10 nevicate + 2 nevicate a marzo, quando negli inverni di questo tipo nell’ultimo ventennio nevicava 5-7 volte. Ovviamente i più meticolosi dicono che contano i giorni di neve, ecco allora che per merito di alcune nevicate con accumulo avute a cavallo di 2 giorni, i giorni di neve sono stati tra i 9 e i 12 a seconda delle località.



                      Se osserviamo la cartina qui sopra, che si riferisce alla neve accumulata tra il 14 dicembre e l’11 marzo, notiamo con piacere che alcune zone del basso Veneto hanno superato addirittura i 60 cm, molte zone del vicentino, padovano e veneziano i 50 cm. Toccati e superati i 30 cm anche in alcune zone del veronese. Sono poche le zone che hanno avuto accumuli inferiori a 30 cm.

                      Nei prossimi inverni 12 nevicate e 50 cm di accumulo verranno più che rimpianti, anche se da buon nivofilo la speranza è sempre quella di ripetere l’impresa.

                      Bellissimo articolo, ben fatto, analisi centratissima. Bravissimo!

                      Comment

                      • Andrea
                        Consiglio direttivo
                        • Jul 2006
                        • 13823

                        #12
                        ...Ottimo articolo... Esauriente e dettagliato...

                        Comment

                        Working...