Bozza per un articolo

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  • Siro Morello
    Consiglio Direttivo
    • Aug 2006
    • 5662

    Bozza per un articolo

    I continui errori mediatici a cui è sottoposta la meteorologia mi hanno indotto a scrivere un articolo. Per ora è solo una bozza, chi ha correzioni da fare si faccia avanti


    Alcuni importanti errori nella divulgazione mediatica della meteorologia

    I giornali, poi la radio, la televisione ed ora anche internet sono sempre stati degli organi di divulgazione delle notizie, una serie di servizi che dovrebbe garantire una corretta informazione oltre che fornire una cultura di base su certi argomenti. In realtà succede invece che quello che conta è solo come poter vendere al meglio la notizia tralasciando spesso la parte tecnica dell’argomento.

    In questo caso andrò a parlare del mio argomento, la meteorologia (tralascio gli altri argomenti ma presumo che anche su materie di lavoro, economia e politica non siamo messi meglio).

    Un errore che spesso scorgo negli articoli di giornale è la falsa credenza che una stazione meteorologica serva a fare una previsione diretta: in un futuro abbastanza lontano forse riusciremo a fare ciò, intanto ci accontentiamo che questa serva a raccogliere dati sul clima di una determinata zona.

    Dopo una bella sfuriata temporalesca leggo spesso al mattino seguente titoloni su trombe d’aria: niente di più sbagliato! Esistono molti casi in cui si sviluppano fortissime raffiche di vento durante l’evento temporalesco, che riescono a fare danni notevoli. Prima di parlare di tromba d’aria (o tornado), bisogna pensarci su svariate volte.

    “Pericolo, toccati i 45° a Treviso! 42° a Milano!” Sì certo, questi valori si possono toccare ma nell’ambito della temperatura percepita dal nostro organismo. Ed è soprattutto bene non fidarsi dei display termometrici che inquadrano i servizi dei telegiornali: quei dispositivi elettronici hanno il potere di sovrastimare parecchio perché la sonda termometrica ad essi associata è esposta direttamente alla luce del sole, violando di fatto le norme dell’ OMM.

    “Alle prese con il caldo torrido e tanta afa”.. che erroraccio! Il caldo torrido è un caldo secco, perciò se abbiamo tanta umidità e quindi tanta afa si parlerà di caldo afoso, che per come lo percepisce il nostro organismo è tutto un altro paio di maniche.

    “Neve e gelo dalla Siberia!” Oppure “Tutto il Nord nella morsa del gelo polare”....Altro errore colossale. In alcuni rari casi la neve ed il gelo arrivano con l’aria fredda proveniente direttamente dalle fredde steppe russe (13 dicembre 2001 ad esempio), però in altri casi ci sono discese di perturbazioni dal nord europa oppure una perturbazione mite (ma non troppo ovviamente) scivola dolcemente sopra la nostra pianura, già fredda in partenza, regalando nevicate anche di una certa rilevanza, con temperature nei dintorni dello 0°, ma quel valore termico d’inverno durante una nevicata è normalissimo, non si può parlare di certo di “gelo siberiano” o “gelo polare”. Oltretutto durante le nevicate da sovrascorrimento mite a goderne è soprattutto il nordovest e la pianura emiliana, in Veneto spesso piove(e magari con temperature inferiori di quelle che a Milano nevica).
    Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano
  • ulisse
    Consiglio Direttivo
    • Jul 2006
    • 12774

    #2
    Va gia' bene cosi'.Temo che questi errori mediatici continueranno,forse sara' sempre peggio anzi...
    Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
    MAI CA NEVEGA!!!!

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    • temporalon
      Socio Estremo Meteo4
      • Jul 2006
      • 26285

      #3
      Purtroppo sì, è vero, della meteorologia la maggior parte delle persone, hanno una conoscenza molto superficiale e quelle poche informazioni che possiedono non sono, il più delle volte, corrette. Vi è da dire che, anch'io, prima di informarmi in maniera più approfondita, credevo che la capannina del termometro andasse installata all'ombra e con un lato aperto per favorire la circolazione dell'aria. Niente di più sbagliato per ottenere misurazioni affidabili! Come per tutte le cose, ognuno per il suo mestiere. I giornalisti devono scrivere un po' su tutti gli argomenti e a volte fan fatica a conoscere ciò di cui stanno scrivendo.
      Comunque secondo me è un bel articolo Siro il tuo.
      storico dei miei dati su
      www.marcometeocerea.altervista.org

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      • Roberto MM

        #4
        Ottima idea quella di Siro, sono pienamente d'accordo, bisogna far sentire la nostra voce!

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        • capo
          Consiglio Direttivo
          • Aug 2006
          • 6341

          #5
          Anche secondo me è ottimo così
          Cristina

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          • Siro Morello
            Consiglio Direttivo
            • Aug 2006
            • 5662

            #6
            Stesura di bozza in collaborazione con Nordestmeteo /serenissima

            I continui errori mediatici riguardanti la scienza della meteorologia, ci hanno indotto a scrivere questo articolo che vuole essere di chiarimento ai giornalisti che nei loro servizi si occupano di essa.
            Spesso gli errori nella divulgazione dei fatti sono numerosi e palesi, specie quando le manifestazioni meteorologiche sono intense e violente e pertanto diventa necessario trattare tali eventi nelle notizie di cronaca.
            I media dovrebbero, oltre che a garantire una corretta informazione, fornire una cultura di base su determinati argomenti, tanto più se riguardanti materie tecnico-scientifiche. In realtà succede invece che ciò che più conta, è solamente trovare la via più facile per poter vendere al meglio la notizia tramite frasi ad effetto, tralasciando quindi l'aspetto oggettivo e didattico dell’argomento.

            TORNADO, URAGANI, TEMPORALI - Troppo frequentemente al verificarsi di eventi temporaleschi di media potenza, seguono articoli giornalistici con titoli su trombe d’aria ed improbabili uragani. In realtà invece si tratta spesso di forti raffiche di vento tese e lineari che durante l’evento temporalesco scendono dal cumulonembo tangenti al suolo e riescono a volte anche a causare dei danni. Però prima di parlare di tromba d’aria (o molto più correttamente, di tornado), bisogna documentarsi sulla tipologia di danni che si sono verificati. Infatti è grazie a questa analisi che è possibile distinguere i due casi, cioè se essi sono stati prodotti da un forte vento che non ha “pausa” e proveniente da un' unica direzione (downburst), oppure se sono effettivamente stati causati da un evento vorticoso dovuto da una spiccata convergenza dei venti in quota. Nel primo caso avremo danni diffusi per qualche chilometro di larghezza e per gran parte del percorso seguito dal temporale (con indizi che lasciano presagire un' unica direzione di provenienza del vento); tali danni possono anche essere molto gravi ma può trattarsi sempre di downburst. Un downburst può anche causare l'asportazione completa di un tetto ma molto dipende dalla solidità della struttura stessa, da ciò si evince che non necessariamente un danno grave è associabile ad un tornado.
            Inoltre per aggettivare un temporale piuttosto forte (a carattere vorticoso o meno) non va mai usato il termine uragano, in quanto gli uragani sono immensi sistemi convettivi estesi per migliaia di chilometri, che si formano sugli oceani e che possono avere venti meno forti di un tornado anche se nell’immaginario collettivo si è portati a pensare l’opposto.
            Inoltre l’uragano fa parte della famiglia dei cicloni tropicali e si verifica quando le depressioni (o tempeste tropicali) sono caratterizzate da venti superiori a 118-120km/h e che prendono appunto il nome di Uragani sull'Atlantico e sul nord est Pacifico, di Tifoni sul nord ovest Pacifico, di Cycloni sul Pacifico meridionale (Australia) e sull'Oceano Indiano.
            Quindi un uragano è il nome che ha un ciclone tropicale in Atlantico ed in una parte del Pacifico e che ha venti superiori a 120km/h, velocità che un downburst temporalesco può superare anche se non è esteso per migliaia di km.

            CALDO ESTIVO - Quando non ci sono eventi violenti, ma comunque rilevanti come le ondate di calore, in estate compaiono spesso articoli sensazionalistici riguardanti le temperature massime raggiunte nelle principali città del Paese; ad esempio: “Pericolo, toccati i 45°C a Roma! 42°C a Milano!”
            Questi valori si possono certamente raggiungere, ma solo nell’ambito della temperatura percepita dal nostro organismo che in base ad altri parametri atmosferici “sente” una temperatura più elevata di quella realmente presente, con un' umidità elevata per esempio. Quindi è sempre bene distinguere e non fare confusione tra temperatura percepita e reale.
            Inoltre è bene non fidarsi dei display termometrici che vengono inquadrati nei servizi dai telegiornali: quei dispositivi elettronici non sono quasi mai attendibili poiché, oltre a non essere tarati come un termometro di una stazione professionale, la sonda termometrica associata spesso è esposta direttamente alla luce del sole, violando le norme dell’OMM (l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia) che stabiliscono che per essere valida, deve essere posizionata all’ombra.
            Per quanto riguarda gli aggettivi dati alle ondate di caldo è prassi comune identificare un caldo molto intenso con il termine torrido. Spesso si sente: “Alle prese con il caldo torrido e tanta afa”.
            Si tratta di un grossolano errore perché il caldo torrido è un caldo secco, perciò se abbiamo tanta umidità e quindi tanta afa si parlerà di caldo afoso, che il nostro organismo lo percepirà con maggior disagio in base a quanto detto prima.

            Ci auguriamo che per una giusta informazione le redazioni dei vari giornali si impegnino, se lo vorranno, a seguire questi semplici criteri in quanto la meteorologia, che impone la conoscenza di alcune basi e essendo una scienza, richiede costanza e coerenza. Specialmente da parte di chi mette ogni giorno negli occhi del grande pubblico le varie notizie riguardanti i fenomeni che quotidianamente avvengono più o meno intensamente. Siamo quindi convinti che una giusta informazione sia alla base della cultura di chi, in questi argomenti poco approfonditi, si affida a voi per saperne di più.

            Il gruppo di NordEstMeteo.it ringrazia per la cortese attenzione,
            Siro Morello, Fabio Murli, Paolo Franchetti, Michele Sartorello, Davide Rosa
            Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano

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