I continui errori mediatici a cui è sottoposta la meteorologia mi hanno indotto a scrivere un articolo. Per ora è solo una bozza, chi ha correzioni da fare si faccia avanti
Alcuni importanti errori nella divulgazione mediatica della meteorologia
I giornali, poi la radio, la televisione ed ora anche internet sono sempre stati degli organi di divulgazione delle notizie, una serie di servizi che dovrebbe garantire una corretta informazione oltre che fornire una cultura di base su certi argomenti. In realtà succede invece che quello che conta è solo come poter vendere al meglio la notizia tralasciando spesso la parte tecnica dell’argomento.
In questo caso andrò a parlare del mio argomento, la meteorologia (tralascio gli altri argomenti ma presumo che anche su materie di lavoro, economia e politica non siamo messi meglio).
Un errore che spesso scorgo negli articoli di giornale è la falsa credenza che una stazione meteorologica serva a fare una previsione diretta: in un futuro abbastanza lontano forse riusciremo a fare ciò, intanto ci accontentiamo che questa serva a raccogliere dati sul clima di una determinata zona.
Dopo una bella sfuriata temporalesca leggo spesso al mattino seguente titoloni su trombe d’aria: niente di più sbagliato! Esistono molti casi in cui si sviluppano fortissime raffiche di vento durante l’evento temporalesco, che riescono a fare danni notevoli. Prima di parlare di tromba d’aria (o tornado), bisogna pensarci su svariate volte.
“Pericolo, toccati i 45° a Treviso! 42° a Milano!” Sì certo, questi valori si possono toccare ma nell’ambito della temperatura percepita dal nostro organismo. Ed è soprattutto bene non fidarsi dei display termometrici che inquadrano i servizi dei telegiornali: quei dispositivi elettronici hanno il potere di sovrastimare parecchio perché la sonda termometrica ad essi associata è esposta direttamente alla luce del sole, violando di fatto le norme dell’ OMM.
“Alle prese con il caldo torrido e tanta afa”.. che erroraccio! Il caldo torrido è un caldo secco, perciò se abbiamo tanta umidità e quindi tanta afa si parlerà di caldo afoso, che per come lo percepisce il nostro organismo è tutto un altro paio di maniche.
“Neve e gelo dalla Siberia!” Oppure “Tutto il Nord nella morsa del gelo polare”....Altro errore colossale. In alcuni rari casi la neve ed il gelo arrivano con l’aria fredda proveniente direttamente dalle fredde steppe russe (13 dicembre 2001 ad esempio), però in altri casi ci sono discese di perturbazioni dal nord europa oppure una perturbazione mite (ma non troppo ovviamente) scivola dolcemente sopra la nostra pianura, già fredda in partenza, regalando nevicate anche di una certa rilevanza, con temperature nei dintorni dello 0°, ma quel valore termico d’inverno durante una nevicata è normalissimo, non si può parlare di certo di “gelo siberiano” o “gelo polare”. Oltretutto durante le nevicate da sovrascorrimento mite a goderne è soprattutto il nordovest e la pianura emiliana, in Veneto spesso piove(e magari con temperature inferiori di quelle che a Milano nevica).
Alcuni importanti errori nella divulgazione mediatica della meteorologia
I giornali, poi la radio, la televisione ed ora anche internet sono sempre stati degli organi di divulgazione delle notizie, una serie di servizi che dovrebbe garantire una corretta informazione oltre che fornire una cultura di base su certi argomenti. In realtà succede invece che quello che conta è solo come poter vendere al meglio la notizia tralasciando spesso la parte tecnica dell’argomento.
In questo caso andrò a parlare del mio argomento, la meteorologia (tralascio gli altri argomenti ma presumo che anche su materie di lavoro, economia e politica non siamo messi meglio).
Un errore che spesso scorgo negli articoli di giornale è la falsa credenza che una stazione meteorologica serva a fare una previsione diretta: in un futuro abbastanza lontano forse riusciremo a fare ciò, intanto ci accontentiamo che questa serva a raccogliere dati sul clima di una determinata zona.
Dopo una bella sfuriata temporalesca leggo spesso al mattino seguente titoloni su trombe d’aria: niente di più sbagliato! Esistono molti casi in cui si sviluppano fortissime raffiche di vento durante l’evento temporalesco, che riescono a fare danni notevoli. Prima di parlare di tromba d’aria (o tornado), bisogna pensarci su svariate volte.
“Pericolo, toccati i 45° a Treviso! 42° a Milano!” Sì certo, questi valori si possono toccare ma nell’ambito della temperatura percepita dal nostro organismo. Ed è soprattutto bene non fidarsi dei display termometrici che inquadrano i servizi dei telegiornali: quei dispositivi elettronici hanno il potere di sovrastimare parecchio perché la sonda termometrica ad essi associata è esposta direttamente alla luce del sole, violando di fatto le norme dell’ OMM.
“Alle prese con il caldo torrido e tanta afa”.. che erroraccio! Il caldo torrido è un caldo secco, perciò se abbiamo tanta umidità e quindi tanta afa si parlerà di caldo afoso, che per come lo percepisce il nostro organismo è tutto un altro paio di maniche.
“Neve e gelo dalla Siberia!” Oppure “Tutto il Nord nella morsa del gelo polare”....Altro errore colossale. In alcuni rari casi la neve ed il gelo arrivano con l’aria fredda proveniente direttamente dalle fredde steppe russe (13 dicembre 2001 ad esempio), però in altri casi ci sono discese di perturbazioni dal nord europa oppure una perturbazione mite (ma non troppo ovviamente) scivola dolcemente sopra la nostra pianura, già fredda in partenza, regalando nevicate anche di una certa rilevanza, con temperature nei dintorni dello 0°, ma quel valore termico d’inverno durante una nevicata è normalissimo, non si può parlare di certo di “gelo siberiano” o “gelo polare”. Oltretutto durante le nevicate da sovrascorrimento mite a goderne è soprattutto il nordovest e la pianura emiliana, in Veneto spesso piove(e magari con temperature inferiori di quelle che a Milano nevica).
.Temo che questi errori mediatici continueranno,forse sara' sempre peggio anzi...
Comment