Alla vigilia di questo febbraio avevamo avvertito della possibile forte influenza della QBO positiva nel proseguo del mese ed ahimè dell’inverno, possiamo dire alla luce di quelle che alla fine sono state le caratteristiche del mese giunto ormai alla sua metà, che la nostra previsione è stata ampiamente confermata da un vero e proprio dominio dell’alta pressione azzorriana e un declino pressoché inesorabile dell’inverno in essere che, a meno di clamorosi colpi di coda, potrebbe in verità chiudersi senza l’agognato acuto. Oggi però vogliamo porre lo sguardo al primo mese della primavera meteorologica (marzo) spesso foriero di invernate tardive e di forti contrasti. Il nostro approccio alla previsione stagionale, o semi stagionale, ormai consolidato, si poggia su due predictor, uno pienamente troposferico (indice MEI) l’altro pienamente stratosferico (coppia ciclo solare-QBO). Bene ci attendiamo ancora una QBO fortemente positiva seppure già forse in precoce declino in un contesto di minimo solare, e una NINA STRONG, con un indice MEI che nel mese di dicembre con un valore di -1,624 ha fatto segnare il minimo più basso, nel mese di dicembre, della storia dopo quello del 1974 (-1,913). Bene diciamo subito che il marzo che verrà costituisce un vero e proprio UNICUM climatico da quando possediamo serie storiche di MEI e QBO. Infatti non abbiamo mai registrato un anno contraddistinto da MINIMO SOLARE- QBO POSITIVA e NINA STRONG, infatti gli unici episodi di accoppiata QBO POSITIVA-MINIMO SOLARE sono avvenuti nel 1986 e nel 2009 quando pur trovandoci in fase di nina questa risultò debole. Dunque potremo solamente affidarci all’analisi dei marzo di questi due anni, aggiungendo, a parte considerazioni sui marzo contraddistinti da NINA STRONG.


Ecco le due immagini che descrivono la situazione climatica degli anni 1986 e 2009, nella prima si può notare come a livello emisferico il VP sia molto compatto e forte (evidente infatti in zona polare anomalie di geopotenziale negativo) con una altrettanto forte alta pressione in pieno Atlantico. A livello europeo invece si evince come ad una sostanziale stabilità del VP in zona polare non corrisponda una stabilità sul Mediterraneo dove una tendenza a episodi di circolazione secondaria continentale dovuta all'insorgere di Scandinavian Pattern e fusione fra alte pressioni occidentali e orientali (evidente la relativa anomalia di geopotenziale positiva in zona finnico russa). Fonte NOAA-analisi Meteoscienze.
Partiamo dunque dall’analisi climatica degli anni 1986 e 2009, evidente come i mesi di marzo di questi due anni siano stati caratterizzati da un VP decisamente in palla, affiancato da una alta pressione delle Azzorre protesa quando sui meridiani quando sui paralleli, con le azioni fredde di tipo continentale, per lo più attivate da circolazioni secondarie, Scandinavian Pattern, che da azioni dirette del VP, troppo compatto per subire sollecitazioni tali da andare a interessare direttamente l’ Europa. Tutto ciò delinea dunque un marzo, in queste due annate, sostanzialmente in media termica, secco con qualche buona occasione nevosa per le regioni meridionali per azioni continentali o artico-continentali. Come abbiamo detto però appare determinante quest’anno l’azione della NINA STRONG, per cui abbiamo plottato le situazioni di geopotenziale, emisferiche ed europee di tutti gli anni contraddistinti da indice MEI dicembre/gennaio (gli ultimi dati a noi noti si riferiscono al mese che va dal 15 dicembre al 15 gennaio) inferiore al -1. Vediamo subito come la situazione del VP nord emisferico appaia diametralmente opposta rispetto a quella appena descritta. Appare in effetti evidente una anomalia positiva dei geopotenziali in zona polare con anomalie diametralmente opposte in Atlantico, ad indicare un VP in grande difficoltà durante questi anni. Dunque alla fine prendendo per buona l’azione diametralmente opposta determinata dall’accoppiata QBO-MINIMO SOLARE, in condizioni di NINA STRONG potremmo pensare ad un marzo sulla falsa riga di quelli del 1986 e del 1999, con una maggiore propensione a circolazioni secondarie e allo SCAND+ o anche SCAND ++ con possibili azioni fredde continentali con target principale sulle regioni meridionali. Vedremo, senza dubbio situazione molto interessante climatologicamente appunto perché unica nel suo genere.


Evidente sia a livello emisferico che continentale la tendenza in anni di NINA strong a importanti anomalie geopotenziali positive in zona polare nei mesi di marzo. Andando a comporre questa tendenza con quella allo Scandinavian Pattern e circolazione secondaria vista nell'analisi precedente appare evidente non solo la difficoltà attuale dei modelli a delineare situazioni climatiche a lungo termine con imput così divergenti, ma appare interessante avanzare una possibile ipotesi previsionale basata su una possibile marcata propensione a importanti SCANDINAVIAN PATTERN nel prossimo mese forieri di possibili azioni continentali anche importanti. Vedremo, sicuramente situazione da analizzare attentamente. Fonte NOAA-analisi Meteoscienze.


Ecco le due immagini che descrivono la situazione climatica degli anni 1986 e 2009, nella prima si può notare come a livello emisferico il VP sia molto compatto e forte (evidente infatti in zona polare anomalie di geopotenziale negativo) con una altrettanto forte alta pressione in pieno Atlantico. A livello europeo invece si evince come ad una sostanziale stabilità del VP in zona polare non corrisponda una stabilità sul Mediterraneo dove una tendenza a episodi di circolazione secondaria continentale dovuta all'insorgere di Scandinavian Pattern e fusione fra alte pressioni occidentali e orientali (evidente la relativa anomalia di geopotenziale positiva in zona finnico russa). Fonte NOAA-analisi Meteoscienze.
Partiamo dunque dall’analisi climatica degli anni 1986 e 2009, evidente come i mesi di marzo di questi due anni siano stati caratterizzati da un VP decisamente in palla, affiancato da una alta pressione delle Azzorre protesa quando sui meridiani quando sui paralleli, con le azioni fredde di tipo continentale, per lo più attivate da circolazioni secondarie, Scandinavian Pattern, che da azioni dirette del VP, troppo compatto per subire sollecitazioni tali da andare a interessare direttamente l’ Europa. Tutto ciò delinea dunque un marzo, in queste due annate, sostanzialmente in media termica, secco con qualche buona occasione nevosa per le regioni meridionali per azioni continentali o artico-continentali. Come abbiamo detto però appare determinante quest’anno l’azione della NINA STRONG, per cui abbiamo plottato le situazioni di geopotenziale, emisferiche ed europee di tutti gli anni contraddistinti da indice MEI dicembre/gennaio (gli ultimi dati a noi noti si riferiscono al mese che va dal 15 dicembre al 15 gennaio) inferiore al -1. Vediamo subito come la situazione del VP nord emisferico appaia diametralmente opposta rispetto a quella appena descritta. Appare in effetti evidente una anomalia positiva dei geopotenziali in zona polare con anomalie diametralmente opposte in Atlantico, ad indicare un VP in grande difficoltà durante questi anni. Dunque alla fine prendendo per buona l’azione diametralmente opposta determinata dall’accoppiata QBO-MINIMO SOLARE, in condizioni di NINA STRONG potremmo pensare ad un marzo sulla falsa riga di quelli del 1986 e del 1999, con una maggiore propensione a circolazioni secondarie e allo SCAND+ o anche SCAND ++ con possibili azioni fredde continentali con target principale sulle regioni meridionali. Vedremo, senza dubbio situazione molto interessante climatologicamente appunto perché unica nel suo genere.


Evidente sia a livello emisferico che continentale la tendenza in anni di NINA strong a importanti anomalie geopotenziali positive in zona polare nei mesi di marzo. Andando a comporre questa tendenza con quella allo Scandinavian Pattern e circolazione secondaria vista nell'analisi precedente appare evidente non solo la difficoltà attuale dei modelli a delineare situazioni climatiche a lungo termine con imput così divergenti, ma appare interessante avanzare una possibile ipotesi previsionale basata su una possibile marcata propensione a importanti SCANDINAVIAN PATTERN nel prossimo mese forieri di possibili azioni continentali anche importanti. Vedremo, sicuramente situazione da analizzare attentamente. Fonte NOAA-analisi Meteoscienze.
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