Riflessioni

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  • andrea.corigliano
    • Apr 2026

    Riflessioni

    Per come procede il tempo da diversi anni a questa parte, meravigliarsi ormai non serve più a nulla, visto che magari lo stupore di fronte a fenomeni inusuali che si poteva riscontrare fino ad un decennio diventa ora abitudine con una fermezza sempre più crescente. Nel suo complesso l’atmosfera segue e continua a seguire una dinamica evolutiva che sembra perennemente improntata a contrapporre due grandi famiglie di fenomenologie che, ad alterne vicende, transitano sul Mediterraneo e l’Italia e che arrivano persino a sconvolgere quei ritmi biologici imposti da madre natura. Infatti, visto che l’atmosfera è essa stessa parte integrante del mondo che ci circonda, sembrerebbe quasi di assistere a una lotta incomprensibile tra ciò che flora e fauna desiderano (prepararsi all’inverno) e ciò che i moti dell’alto vogliono imporre (il ritorno di condizioni estive). Cascheremmo così nel paradosso più assoluto vedere la Natura che…va contro la Natura, non vi pare? Tutto sta andando come se le correnti atmosferiche, che prima procedevano in fase con le aspettative del mondo animale e vegetale, non siano più in grado di portare il giusto equilibrio in quell’avvicendamento climatico che sono le normali stagioni. Certo… il detto che le mezze stagioni non esistono più è ormai vecchio…, ma per quanto mi riguarda continuo a vedere tutto ciò non tanto come un cambiamento dello stile…di vita del clima, quanto piuttosto in una ricerca impulsiva di uno stile di vita che ancora non c’è: cioè… il clima sta cambiando metodi e strategie per ottenere lo stesso risultato che otteneva prima in modo più lineare ma ancora non è cambiato lui stesso. Ad essere sincero, infatti, mi lascia veramente stupefatto vedere come il clima, notoriamente definito come un “parametro stabile in intervalli temporali relativamente brevi”, abbia in questi ultimi anni aumentato esponenzialmente il suo grado di variabilità in modo talmente cruento da sconvolgere il suo stesso significato. Non posso pensare a questo ultimo concetto e arrivare a concepirlo in modo diverso solo perché i conti statistici e le dinamiche atmosferiche fuoriescono da quel letto in cui è contenuta la definizione stessa di clima. Ragion per cui, a mio avviso, stiamo solo camminando nell’anticamera di un cambiamento che è attualmente caratterizzato da un assestamento dei parametri atmosferici. Il cambiamento climatico deve ancora arrivare, perché deve ancora arrivare quella nuova configurazione di equilibrio che, rimettendo le cose a posto, farà oscillare di nuovo debolmente i dati attorno ad un nuovo valore medio: le forti oscillazioni degli ultimi tempi sono, a mio avviso, solo di passaggio.

    Un saluto a tutti
  • Emanuele
    Utente Registrato
    • Jul 2006
    • 5518

    #2
    Ciao Andrea,
    se verrai alla conferenza come mi auspico vedrai che quanto da te appena detto viene confermato dallo studio dei dati fatto dal Dott. Frontero.
    Ti ringrazio per i tuoi splendidi interventi che fai nel nostro piccolo forum.
    Emanuele
    Quante persone che pensano di essere serie ci sono in giro ma alla fine sono solo dei paiasi.

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    • Angelo
      Consiglio direttivo
      • Jun 2006
      • 12323

      #3
      Ciao Andrea!!

      Complimenti per il bell'articolo che è assolutamente condivisibile. Su una cosa non sono d'accordo con te, a sensazione: non credo che necessariamente arriveremo ad un nuovo punto di equilibrio. Penso sia più logico attendersi sia delle nuove medie di riferimento ma anche delle nuove varianze, ampie come le attuali se non di più, figlie del surplus energetico.

      Ovviamente è solo una considerazione, nessun fatto a riprova.

      Ci vediamo sabato prossimo
      https://www.meteoarena.com/

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      • andrea.corigliano

        #4
        Originariamente inviato da Emanuele
        Ciao Andrea,
        se verrai alla conferenza come mi auspico vedrai che quanto da te appena detto viene confermato dallo studio dei dati fatto dal Dott. Frontero.
        Ti ringrazio per i tuoi splendidi interventi che fai nel nostro piccolo forum.
        Emanuele
        Sono lusingato...
        Credo che, se sarà possibile, uno scambio di opinioni con il dott. Frontero lo farò molto volentieri. Porterò anche i miei dati sulle estati degli ultimi 9 anni alla Spezia e l'analisi che ho postato a suo tempo sul forum di MeteoNetWork.

        e grazie per la disponibilità

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        • andrea.corigliano

          #5
          Originariamente inviato da Angelo
          Ciao Andrea!!

          Complimenti per il bell'articolo che è assolutamente condivisibile. Su una cosa non sono d'accordo con te, a sensazione: non credo che necessariamente arriveremo ad un nuovo punto di equilibrio. Penso sia più logico attendersi sia delle nuove medie di riferimento ma anche delle nuove varianze, ampie come le attuali se non di più, figlie del surplus energetico.

          Ovviamente è solo una considerazione, nessun fatto a riprova.

          Ci vediamo sabato prossimo
          Innanzitutto ti saluto con piacere.
          Quanto a questo punto di equilibrio ti espongo il mio punto di vista (scusami il gioco di parole...)

          Lo stato di equilibrio di un qualsiasi sistema fisico (e quindi anche del clima) rappresenta la “legge” fondamentale per la sua conservazione nel tempo. Quindi, un equilibrio ci deve sempre essere, onde evitare uno scompenso di energia che venga a creare la formazione di due entità opposte e distinte unite esclusivamente da intensi gradienti. Guarda ad esempio solo la circolazione messa in moto da oceano e atmosfera per equilibrare le masse calde equatoriali con quelle fredde polari. È solo uno dei tanti marchingegni adoperati dalla natura per sminuire gli opposti. Il problema che stiamo avendo in questi decenni è proprio questo: la mancata conservazione del clima nel tempo, una conservazione sta venendo sempre più a mancare come dimostra l’alta variabilità climatica dell’ultima estate, ad esempio.

          Il fatto che il clima non sia più una entità “conservativa” è un chiaro sintomo di questa ricerca di equilibrio da parte di un valore medio in cui il sistema desidera portarsi attraverso una nuova combinazione di parametri ancora da identificare.


          ...e a sabato!

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