GENNAIO:
Prosegue la trafila di mesi invernali che sembrano maggiormente autunno. Molto mite se non altro piovoso e riporta un po’ di neve in montagna chiude ad oltre 2° sopra le proprie medie termiche.

L’inizio del mese è quello che ha una maggiore parvenza invernale a causa della presenza delle nebbie e di varie gelate notturne. L’anno è iniziato sotto la protezione integrale dell’alta delle Azzorre che copre ogni spazio senza lasciare nulla a qualsiasi altro tentativo di cambiamento del tempo. Sulla parte settentrionale del continente il vortice polare in pienissima forma ,sforna una perturbazione dietro l’altra, che colpiscono solo la parte centro settentrionale del continente mentre tutta quella meridionale è coperta senza limiti dall’alta oceanica che ha instaurato il regno delle nebbie in pianura padana. Per quasi tutta la seconda decade non succede praticamente nulla con alta sovrana e i vari tentativi dei vortici atlantici di scalfirla non producono alcun risultato. Bisogna attendere il giorno 17 per il primo vero cambiamento di una certa consistenza,infatti l’alta pressione si rinforza sull’Europa orientale,lasciando così modo alle correnti atlantiche instabili di spezzare l’egemonia stabile e di far penetrare alcune perturbazioni,torna tra il 18 ed il 19 la neve in montagna e molto abbondante, mentre al piano si registrano piogge copiose. Il clima su tutto il continente permane mite per il periodo e non si segnalano ondate di freddo praticamente da nessuna parte. Il vortice polare prosegue nel suo assoluto attivismo e impedisce qualsiasi colata fredda dal polo o dall’artico e così l’unica variante alla stabilità sono i vortici depressionari,uno dei quali invia un’altra perturbazione il giorno 27 ed una maggiormente intensa il 28. Ancora una volta la montagna riceve buone nevicate a quote decenti per il periodo,perché la qualità dell’aria che accompagna la pioggia e la più fredda possibile per queste situazioni bariche,provenendo dal nord atlantico. Il mese chiude con un forte recupero dell’alta pressione africana che invadendo le nostre regioni senza le nebbie, porta i termometri durante il giorno ben oltre le medie e con valori quasi primaverili.
Prosegue la trafila di mesi invernali che sembrano maggiormente autunno. Molto mite se non altro piovoso e riporta un po’ di neve in montagna chiude ad oltre 2° sopra le proprie medie termiche.

L’inizio del mese è quello che ha una maggiore parvenza invernale a causa della presenza delle nebbie e di varie gelate notturne. L’anno è iniziato sotto la protezione integrale dell’alta delle Azzorre che copre ogni spazio senza lasciare nulla a qualsiasi altro tentativo di cambiamento del tempo. Sulla parte settentrionale del continente il vortice polare in pienissima forma ,sforna una perturbazione dietro l’altra, che colpiscono solo la parte centro settentrionale del continente mentre tutta quella meridionale è coperta senza limiti dall’alta oceanica che ha instaurato il regno delle nebbie in pianura padana. Per quasi tutta la seconda decade non succede praticamente nulla con alta sovrana e i vari tentativi dei vortici atlantici di scalfirla non producono alcun risultato. Bisogna attendere il giorno 17 per il primo vero cambiamento di una certa consistenza,infatti l’alta pressione si rinforza sull’Europa orientale,lasciando così modo alle correnti atlantiche instabili di spezzare l’egemonia stabile e di far penetrare alcune perturbazioni,torna tra il 18 ed il 19 la neve in montagna e molto abbondante, mentre al piano si registrano piogge copiose. Il clima su tutto il continente permane mite per il periodo e non si segnalano ondate di freddo praticamente da nessuna parte. Il vortice polare prosegue nel suo assoluto attivismo e impedisce qualsiasi colata fredda dal polo o dall’artico e così l’unica variante alla stabilità sono i vortici depressionari,uno dei quali invia un’altra perturbazione il giorno 27 ed una maggiormente intensa il 28. Ancora una volta la montagna riceve buone nevicate a quote decenti per il periodo,perché la qualità dell’aria che accompagna la pioggia e la più fredda possibile per queste situazioni bariche,provenendo dal nord atlantico. Il mese chiude con un forte recupero dell’alta pressione africana che invadendo le nostre regioni senza le nebbie, porta i termometri durante il giorno ben oltre le medie e con valori quasi primaverili.











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