GENNAIO:
Gennaio che rispecchia un andamento classico della stagione,presenta peggioramenti che portano neve in quota e lunghi periodi di nebbia pur sempre a quote medio alte. Lievemente sotto media termica ed in perfetta media pluvio.

I primi giorni dell’anno sono molto freddi e di stampo invernale,le giornate si presentano serene e le mattine registrano le classiche gelate. Dal 3 giunge una cruda nuvolosità che rende il clima particolarmente rigido, l’alta pressione ha messo radici in pieno oceano ma con una propaggine copre anche le nostre zone,in ogni caso questa posizione favorisce discesa di aria fredda dall’artico che arriva da noi il giorno 5,il contrasto crea un breve peggioramento. Il giorno dell’Epifania la precipitazione è subito nevosa e stende veli sui prati e sui terreni erbosi ma senza creare accumuli, dal pomeriggio la neve diventa pioggia ghiacciata mentre in collina da 300mt è un pieno di neve. Molto perturbato anche il giorno seguente con neve che rimane a quote bassissime mentre in pianura ora piove intensamente, dopo una breve pausa un secondo nucleo perturbato arriva il 10 dal mare del Nord e a causa del minimo che tende ad abbassarsi di latitudine vengono richiamate blande correnti da meridione e per questo il rialzo termico porta la neve a quote maggiori,rispetto i giorni precedenti. siamo alla conclusione della lunga fase perturbata perché ora inizia un periodo di tempo stabile dominato dalle alte pressioni. L’alta sub tropicale invade le nostre regioni raggiungendo l’apice a metà mese,questo crea le condizioni per la formazioni di fitte nebbie che però sostano a quote medio alte pertanto in pianura il cielo rimane grigio come fosse nuvoloso per parecchi giorni. A fine decade l’alta prende una fisionomia africana ma siamo ad un nuovo punto di svolta, una blanda circolazione atlantica riporta qualche goccia prima che l’alta delle Azzorre di nuovo in grande forma sulle isole britanniche riesca a proteggere di nuovo il nord Italia,lasciando il maltempo al centro sud. Il cielo torna finalmente azzurro ma proprio per questo le gelate si fanno più intense nel corso dei giorni, il mese chiude con un clima invernale senza alcun eccesso e con cieli variabili nel settentrione mentre le regioni centrali e meridionali proseguono nella loro fase estremamente perturbata.
Gennaio che rispecchia un andamento classico della stagione,presenta peggioramenti che portano neve in quota e lunghi periodi di nebbia pur sempre a quote medio alte. Lievemente sotto media termica ed in perfetta media pluvio.

I primi giorni dell’anno sono molto freddi e di stampo invernale,le giornate si presentano serene e le mattine registrano le classiche gelate. Dal 3 giunge una cruda nuvolosità che rende il clima particolarmente rigido, l’alta pressione ha messo radici in pieno oceano ma con una propaggine copre anche le nostre zone,in ogni caso questa posizione favorisce discesa di aria fredda dall’artico che arriva da noi il giorno 5,il contrasto crea un breve peggioramento. Il giorno dell’Epifania la precipitazione è subito nevosa e stende veli sui prati e sui terreni erbosi ma senza creare accumuli, dal pomeriggio la neve diventa pioggia ghiacciata mentre in collina da 300mt è un pieno di neve. Molto perturbato anche il giorno seguente con neve che rimane a quote bassissime mentre in pianura ora piove intensamente, dopo una breve pausa un secondo nucleo perturbato arriva il 10 dal mare del Nord e a causa del minimo che tende ad abbassarsi di latitudine vengono richiamate blande correnti da meridione e per questo il rialzo termico porta la neve a quote maggiori,rispetto i giorni precedenti. siamo alla conclusione della lunga fase perturbata perché ora inizia un periodo di tempo stabile dominato dalle alte pressioni. L’alta sub tropicale invade le nostre regioni raggiungendo l’apice a metà mese,questo crea le condizioni per la formazioni di fitte nebbie che però sostano a quote medio alte pertanto in pianura il cielo rimane grigio come fosse nuvoloso per parecchi giorni. A fine decade l’alta prende una fisionomia africana ma siamo ad un nuovo punto di svolta, una blanda circolazione atlantica riporta qualche goccia prima che l’alta delle Azzorre di nuovo in grande forma sulle isole britanniche riesca a proteggere di nuovo il nord Italia,lasciando il maltempo al centro sud. Il cielo torna finalmente azzurro ma proprio per questo le gelate si fanno più intense nel corso dei giorni, il mese chiude con un clima invernale senza alcun eccesso e con cieli variabili nel settentrione mentre le regioni centrali e meridionali proseguono nella loro fase estremamente perturbata.











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