Est veronese: il fascino dell'inversione

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  • Angelo
    Consiglio direttivo
    • Jun 2006
    • 12323

    #16
    Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

    Originariamente inviato da Flavio65 Visualizza il messaggio
    Grazie dei complimenti, io lo fisso così, ma occhio che sia bloccato bene.
    Buono, è anche un pò più in alto e non fa mai male. Dici che nonostante siamo a 120cm da terra (ad occhio) sovrastima di 1-2°C?
    https://www.meteoarena.com/

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    • Flavio65
      Utente Registrato
      • Sep 2006
      • 1492

      #17
      Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

      Più che altro penso sia l'attrito dell'aria ...


      Inviato dal mio VF-795 utilizzando Tapatalk
      Siamo una fluttuazione quantica del nulla, ma non ce ne dobbiamo vergognare.

      Caldiero (Vr) Pedemontana Est Verona

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      • Flavio65
        Utente Registrato
        • Sep 2006
        • 1492

        #18
        Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

        Solo che in questo caso l'attrito anziché generare uno riscaldamento della sonda e quindi far aumentare la temperatura segnalata, fa esattamente l'incontrario e indica una temperatura di 1/1.5°C PIU' FREDDA RISPETTO AL REALE.

        Per sovrastima intendevo questo, giusto per capirci bene Angelo.

        Credo sia una caratteristica e un limite di questo tipo di strumento (anche i precedenti che usavo avevano lo stesso problema).

        Ripeto, l'importante è "misurare" mentre si viaggia a velocità costante, perché appena si rallenta troppo o ci si ferma entra in gioco il calore generato dal motore e la fuoriuscita dell'aria calda dall'interno dell'abitacolo attraverso lo spiffero del finestrino.

        I 40 km/ora mi sembrano il giusto compromesso, ti permettono di muoverti bene e misurare quasi in real time diversi siti , anche in vallate vicine..
        Siamo una fluttuazione quantica del nulla, ma non ce ne dobbiamo vergognare.

        Caldiero (Vr) Pedemontana Est Verona

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        • Massimo M.
          Socio Estremo Meteo4
          • Aug 2014
          • 9469

          #19
          Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

          Originariamente inviato da Flavio65 Visualizza il messaggio
          Solo che in questo caso l'attrito anziché generare uno riscaldamento della sonda e quindi far aumentare la temperatura segnalata, fa esattamente l'incontrario e indica una temperatura di 1/1.5°C PIU' FREDDA RISPETTO AL REALE.

          Per sovrastima intendevo questo, giusto per capirci bene Angelo.

          Credo sia una caratteristica e un limite di questo tipo di strumento (anche i precedenti che usavo avevano lo stesso problema).

          Ripeto, l'importante è "misurare" mentre si viaggia a velocità costante, perché appena si rallenta troppo o ci si ferma entra in gioco il calore generato dal motore e la fuoriuscita dell'aria calda dall'interno dell'abitacolo attraverso lo spiffero del finestrino.

          I 40 km/ora mi sembrano il giusto compromesso, ti permettono di muoverti bene e misurare quasi in real time diversi siti , anche in vallate vicine..
          Non ho capito il ragionamento sull' attrito ma credo che l'attrito non sia in grado di generare il minimo riscaldamento/raffreddamento.

          Semmai Flavio a quell'altezza ed a bassa velocità ci potrebbe essere un sollevamento di aria più o meno laminare dagli strati più bassi e più freddi.
          Last edited by Massimo M.; 22-01-2016, 19:46.
          non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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          • Massimo M.
            Socio Estremo Meteo4
            • Aug 2014
            • 9469

            #20
            Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

            La morfologia del territorio, il suo uso e l'urbanizzazione incidono sulle temperature del suolo o dei primi strati dell' atmosfera.

            L'aria fredda si comporta quasi come un liquido e scendendo nelle valli occupa le depressioni. Ma il flusso deve rimanere laminare altrimenti la turbolenza crea rimescolamento. Le vallate più grandi sono quelle in cui il flusso catabatico é più intenso e maggiore é quindi il rischio di rimescolamento.

            Se guardiamo le nostre zone negli ultimi decenni ci sono state modificazioni antropiche in grado di modificare la stratificazione locale.

            I centri abitati mostrano un effetto isola di calore da un lato e interagiscono con la brezza dall' altro. Accade quindi che nelle vallate a monte dei centri abitati si registra un rallentamento della brezza mentre nel centro abitato si forma turbolenza che rimescola.

            Le infrastrutture creano invece barriere in grado di formare dei bacini di aria fredda. Dalle nostre parti questi elementi sono rappresentati dalla linea ferroviaria dal rilevato dell' autostrada o dagli argini dei fiumi .

            Anche le colture agricole modificano la risposta termica del suolo e interagiscono con le brezze.
            Una cinquantina di anni fa le vallate erano coltivate a seminativo e cereali oggi quasi esclusivamente a vigneto.
            I filari alberati molto diffusi sono stati rimossi.
            Anche le serre formano delle superfici più calde.
            Nella pedemontana veronese le temperature al suolo sono aumentate più per la modifica del suolo piuttosto che per la CO2
            non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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            • Flavio65
              Utente Registrato
              • Sep 2006
              • 1492

              #21
              Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

              Interessante! Ho già in mente una prova da fare..

              Inviato dal mio VF-795 utilizzando Tapatalk
              Siamo una fluttuazione quantica del nulla, ma non ce ne dobbiamo vergognare.

              Caldiero (Vr) Pedemontana Est Verona

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              • #22
                Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
                La morfologia del territorio, il suo uso e l'urbanizzazione incidono sulle temperature del suolo o dei primi strati dell' atmosfera.

                L'aria fredda si comporta quasi come un liquido e scendendo nelle valli occupa le depressioni. Ma il flusso deve rimanere laminare altrimenti la turbolenza crea rimescolamento. Le vallate più grandi sono quelle in cui il flusso catabatico é più intenso e maggiore é quindi il rischio di rimescolamento.

                Se guardiamo le nostre zone negli ultimi decenni ci sono state modificazioni antropiche in grado di modificare la stratificazione locale.

                I centri abitati mostrano un effetto isola di calore da un lato e interagiscono con la brezza dall' altro. Accade quindi che nelle vallate a monte dei centri abitati si registra un rallentamento della brezza mentre nel centro abitato si forma turbolenza che rimescola.

                Le infrastrutture creano invece barriere in grado di formare dei bacini di aria fredda. Dalle nostre parti questi elementi sono rappresentati dalla linea ferroviaria dal rilevato dell' autostrada o dagli argini dei fiumi .

                Anche le colture agricole modificano la risposta termica del suolo e interagiscono con le brezze.
                Una cinquantina di anni fa le vallate erano coltivate a seminativo e cereali oggi quasi esclusivamente a vigneto.
                I filari alberati molto diffusi sono stati rimossi.
                Anche le serre formano delle superfici più calde.
                Nella pedemontana veronese le temperature al suolo sono aumentate più per la modifica del suolo piuttosto che per la CO2
                analisi molto interessante e completamente condivisibile. Aggiungo anche le modificazione della rete idraulica agraria, un tempo c'era molta più acqua a pelo libero o cmq superficiale. Ora molti scoli sono intubati e i sistemi di drenaggio "asciugano" rapidamente i terreni. Senza dimenticare che zone come la Valtramigna erano caratterizzate anche da prati inondabili.
                Insomma come dici te una caratterizzazione del territorio che sicuramente interveniva sulla dinamiche termiche dei primi strati dell'aria

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                • Flavio65
                  Utente Registrato
                  • Sep 2006
                  • 1492

                  #23
                  Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                  Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
                  La morfologia del territorio, il suo uso e l'urbanizzazione incidono sulle temperature del suolo o dei primi strati dell' atmosfera.

                  L'aria fredda si comporta quasi come un liquido e scendendo nelle valli occupa le depressioni. Ma il flusso deve rimanere laminare altrimenti la turbolenza crea rimescolamento. Le vallate più grandi sono quelle in cui il flusso catabatico é più intenso e maggiore é quindi il rischio di rimescolamento.

                  Se guardiamo le nostre zone negli ultimi decenni ci sono state modificazioni antropiche in grado di modificare la stratificazione locale.

                  I centri abitati mostrano un effetto isola di calore da un lato e interagiscono con la brezza dall' altro. Accade quindi che nelle vallate a monte dei centri abitati si registra un rallentamento della brezza mentre nel centro abitato si forma turbolenza che rimescola.

                  Le infrastrutture creano invece barriere in grado di formare dei bacini di aria fredda. Dalle nostre parti questi elementi sono rappresentati dalla linea ferroviaria dal rilevato dell' autostrada o dagli argini dei fiumi .

                  Anche le colture agricole modificano la risposta termica del suolo e interagiscono con le brezze.
                  Una cinquantina di anni fa le vallate erano coltivate a seminativo e cereali oggi quasi esclusivamente a vigneto.
                  I filari alberati molto diffusi sono stati rimossi.
                  Anche le serre formano delle superfici più calde.
                  Nella pedemontana veronese le temperature al suolo sono aumentate più per la modifica del suolo piuttosto che per la CO2
                  E' il giusto sunto di come stanno le cose..
                  Siamo una fluttuazione quantica del nulla, ma non ce ne dobbiamo vergognare.

                  Caldiero (Vr) Pedemontana Est Verona

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                  • Angelo
                    Consiglio direttivo
                    • Jun 2006
                    • 12323

                    #24
                    Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                    Magari la cosa fosse limitata alla pedemontana veronse: tutta la pianura padana è stata stravolta. Ma del resto, se mettiamo sui piatti della bilancia i costi/benefici tutto sommato direi che siamo ancora in attivo.
                    Ci sarebbe voluta una diversa cultura ambientalista già 60 anni, abbiamo certamente esagerato col consumo del suolo, ma se l'uomo non fosse mai intervenuto, vivremmo in un acquitrino.
                    https://www.meteoarena.com/

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                    • Angelo
                      Consiglio direttivo
                      • Jun 2006
                      • 12323

                      #25
                      Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                      Originariamente inviato da Flavio65 Visualizza il messaggio
                      Solo che in questo caso l'attrito anziché generare uno riscaldamento della sonda e quindi far aumentare la temperatura segnalata, fa esattamente l'incontrario e indica una temperatura di 1/1.5°C PIU' FREDDA RISPETTO AL REALE.

                      Per sovrastima intendevo questo, giusto per capirci bene Angelo.

                      Credo sia una caratteristica e un limite di questo tipo di strumento (anche i precedenti che usavo avevano lo stesso problema).

                      Ripeto, l'importante è "misurare" mentre si viaggia a velocità costante, perché appena si rallenta troppo o ci si ferma entra in gioco il calore generato dal motore e la fuoriuscita dell'aria calda dall'interno dell'abitacolo attraverso lo spiffero del finestrino.

                      I 40 km/ora mi sembrano il giusto compromesso, ti permettono di muoverti bene e misurare quasi in real time diversi siti , anche in vallate vicine..
                      Ok, io avevo capito il contrario e mi sembrava strano!

                      Sinceramente credo che la sonda sia talmente piccola che l'attrito non possa nulla. Certamente l'attrito tra auto e aria c'è eccome e genera calore, per non parlare del calore generato dal motore (decisamente di svariati ordini di grandezza superiore al calore generato da attrito).
                      Senza farsi troppe pippe, molto semplicemente a quella velocità sia l'eventuale sollevamento di aria fredda da terra, sia il calore del motore (e dell'attrito se volete) vengono dissipati in maniera del tutto efficace, non andando a influenzare la nostra sondina. Molto semplicemente l'altezza da terra e la mancanza di schermatura fanno la vera differenza e 1-2°C di sottostima della temperatura mi sembrano assolutamente verosimili.
                      Sarebbe bello avere una termografia dell'auto in movimento....
                      https://www.meteoarena.com/

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                      • #26
                        Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                        Originariamente inviato da Angelo Visualizza il messaggio
                        Magari la cosa fosse limitata alla pedemontana veronse: tutta la pianura padana è stata stravolta. Ma del resto, se mettiamo sui piatti della bilancia i costi/benefici tutto sommato direi che siamo ancora in attivo.
                        Ci sarebbe voluta una diversa cultura ambientalista già 60 anni, abbiamo certamente esagerato col consumo del suolo, ma se l'uomo non fosse mai intervenuto, vivremmo in un acquitrino.
                        di fatto viviamo in un acquitrino "periodico" e con ripercussioni più pesanti sulla popolazione e le cose

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                        • Massimo M.
                          Socio Estremo Meteo4
                          • Aug 2014
                          • 9469

                          #27
                          Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                          Eh eh...
                          Certo che siamo proprio precisini precisini....
                          non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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                          • Corrado
                            Consiglio direttivo - Moderatore
                            • Jun 2006
                            • 11615

                            #28
                            Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                            Secondo me il problema della misurazione errata potrebbe essere semplicemente l'effetto windchill
                            Bisognerebbe per curiosità avere un termometro con sonda abbastanza lunga e mettere questa appoggiata al tergilunotto posteriore e vedere le differenze
                            http://meteogrezzana.altervista.org/img/

                            Comment

                            • Corrado
                              Consiglio direttivo - Moderatore
                              • Jun 2006
                              • 11615

                              #29
                              Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                              Per la Valpantena le zone fredde sono segnate in blu sulla mappa
                              Quelle con altro colore a volte sono fredde a volte no dipende dalle condizioni
                              http://meteogrezzana.altervista.org/img/

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                              • Corrado
                                Consiglio direttivo - Moderatore
                                • Jun 2006
                                • 11615

                                #30
                                Re: Est veronese: il fascino dell'inversione

                                A Grezzana invece se voglio cercare il freddo quando ci arriva queste sono le zone
                                http://meteogrezzana.altervista.org/img/

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