Fu per il Regno Unito un mese eccezionale: da piccola età glaciale, con la famosa immagine che ritrae la Gran Bretagna completamente ricoperta dalla neve, dalla Cornovaglia fino alle isole Orcadi
Inverno che partì decisamente presto, già dall'ultima di decade di novembre in Europa, con frequenti discese artiche dovute all'onnipresente disposizione dell'anticiclone Atlantico lungo i meridiani fino ed oltre la Groenlandia


L'inizio di dicembre fu ancora gelido e perturbato per l'Europa centro-settentrionale con un lento ma decisivo spostamento dei flussi di correnti da N a NE


Il coinvolgimento della penisola italiana alle correnti fredde diventa graduale dopo l'Immacolata quando si apre la porta balcanica


Tra il giorno 12 e 13 una temporanea disposizione dell'alta pressione atlantica più a est consente la discesa di un lobo di aria artica misto continentale dalla Finlandia.
Sul nord Italia entra franca da ENE l'isoterma -12 a 850 hpa, sulle centrali adriatiche cominciano copiose nevicate fin sulla costa e che nei giorni successivi coinvolgeranno anche la costa basso veneta e parte del polesine anche in episodi brevi e per pochi cm di accumulo

Il picco del gelo in Italia lo abbiamo tra il 15 ed il 16, un freddo che coinvolge contemporaneamente tutta la penisola, cosa di per se non frequente tanto che la seconda decade di questo mese diventa una delle più fredde, su base nazionale, da quando esistono le misurazioni
Ma il tempo sta nuovamente per cambiare, un nuovo impulso meridiano dell'anticiclone atlantico, sempre protagonista di questo scorcio di stagione, spinge la discesa verso l'Europa dell'interno vortice polare come ben si vede anche dalla mappa emisferica


In realtà la discesa si fermerà ancora sull'Europa centro-occidentale coinvolgendo ancora una volta il Regno Unito, il nord Italia invece viene coinvolto solo marginalmente e per breve tempo dal Vp comunque in grado di apportare una temporanea curvatura delle correnti da SW tali da originare una nevicata il giorno 17 compresa tra i 5 e i 10 cm sul NE italiano
Seguono poi il giorno 18 e 19 due notti serene ma gelide con valori che scendono diffusamente oltre i -10 con punte di -13 in polesine
La parentesi più fredda si chiude qui, già all'inizio della terza decade del mese la situazione si rovescia con le correnti atlantiche che tornano a bussare prepotentemente alla porta con piogge torrenziali e copiose nevicate sulle Alpi a quote via via sempre più elevate....le precipitazioni abbondanti e la fusione nivale in montagna minacciano una nuova alluvione (ricordiamo che eravamo nemmeno a due mesi dall'alluvione del 1 novembre 2010).
Fortunatamente dalla sera del giorno di Natale una nuova diminuzione delle temperature scongiura questo rischio, anzi, la nuova fase di gelo regala uno degli spettacoli più rari cui abbia mai assistito: l'acqua che gela sopra i campi allagati
Questo è l'ultimo episodio significativo di un inverno che poi proseguirà nel mese di gennaio e febbraio abbastanza anonimo, mentre poi a marzo si riproporrà una nuova fase perturbata con nuovi pericoli idrogeologici...
Ecco il racconto di Steva in quei giorni di dicembre: in particolare rammentiamo la lunga fase di gelo (oltre 100 ore sottozero), la galaverna, poi la neve ed infine il ghiaccio sopra le valli
Buona lettura
Inverno che partì decisamente presto, già dall'ultima di decade di novembre in Europa, con frequenti discese artiche dovute all'onnipresente disposizione dell'anticiclone Atlantico lungo i meridiani fino ed oltre la Groenlandia


L'inizio di dicembre fu ancora gelido e perturbato per l'Europa centro-settentrionale con un lento ma decisivo spostamento dei flussi di correnti da N a NE


Il coinvolgimento della penisola italiana alle correnti fredde diventa graduale dopo l'Immacolata quando si apre la porta balcanica


Tra il giorno 12 e 13 una temporanea disposizione dell'alta pressione atlantica più a est consente la discesa di un lobo di aria artica misto continentale dalla Finlandia.
Sul nord Italia entra franca da ENE l'isoterma -12 a 850 hpa, sulle centrali adriatiche cominciano copiose nevicate fin sulla costa e che nei giorni successivi coinvolgeranno anche la costa basso veneta e parte del polesine anche in episodi brevi e per pochi cm di accumulo

Il picco del gelo in Italia lo abbiamo tra il 15 ed il 16, un freddo che coinvolge contemporaneamente tutta la penisola, cosa di per se non frequente tanto che la seconda decade di questo mese diventa una delle più fredde, su base nazionale, da quando esistono le misurazioni
Ma il tempo sta nuovamente per cambiare, un nuovo impulso meridiano dell'anticiclone atlantico, sempre protagonista di questo scorcio di stagione, spinge la discesa verso l'Europa dell'interno vortice polare come ben si vede anche dalla mappa emisferica


In realtà la discesa si fermerà ancora sull'Europa centro-occidentale coinvolgendo ancora una volta il Regno Unito, il nord Italia invece viene coinvolto solo marginalmente e per breve tempo dal Vp comunque in grado di apportare una temporanea curvatura delle correnti da SW tali da originare una nevicata il giorno 17 compresa tra i 5 e i 10 cm sul NE italiano
Seguono poi il giorno 18 e 19 due notti serene ma gelide con valori che scendono diffusamente oltre i -10 con punte di -13 in polesine
La parentesi più fredda si chiude qui, già all'inizio della terza decade del mese la situazione si rovescia con le correnti atlantiche che tornano a bussare prepotentemente alla porta con piogge torrenziali e copiose nevicate sulle Alpi a quote via via sempre più elevate....le precipitazioni abbondanti e la fusione nivale in montagna minacciano una nuova alluvione (ricordiamo che eravamo nemmeno a due mesi dall'alluvione del 1 novembre 2010).
Fortunatamente dalla sera del giorno di Natale una nuova diminuzione delle temperature scongiura questo rischio, anzi, la nuova fase di gelo regala uno degli spettacoli più rari cui abbia mai assistito: l'acqua che gela sopra i campi allagati
Questo è l'ultimo episodio significativo di un inverno che poi proseguirà nel mese di gennaio e febbraio abbastanza anonimo, mentre poi a marzo si riproporrà una nuova fase perturbata con nuovi pericoli idrogeologici...
Ecco il racconto di Steva in quei giorni di dicembre: in particolare rammentiamo la lunga fase di gelo (oltre 100 ore sottozero), la galaverna, poi la neve ed infine il ghiaccio sopra le valli
Buona lettura


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