Il convegno di negazionisti di sabato scorso a Verona

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  • Angelo
    Consiglio direttivo
    • Jun 2006
    • 12323

    #61
    Re: Il convegno di negazionisti di sabato scorso a Verona

    Originariamente inviato da alessandro Visualizza il messaggio
    Angelì, quello era Annibale...

    Gioco la carta privazione di sonno da 9 mesi
    https://www.meteoarena.com/

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    • Simo94
      Consiglio direttivo
      • Nov 2015
      • 3042

      #62
      Re: Il convegno di negazionisti di sabato scorso a Verona

      Di Roberto Ingrosso

      Questo studio conferma, qualora ve ne fosse bisogno, la bontà dei modelli climatici nel fare proiezioni, in particolare per un parametro come la temperatura.

      Sappiamo da oltre 40 anni, grazie a questi modelli (in realtà grazie alla fisica del clima alla base degli stessi), che la temperatura del Pianeta sarebbe aumentata a causa delle nostre emissioni.
      Gli scienziati del tempo sono paragonabili a tante "Cassandre", rimasti inascoltati per decenni.

      Loro avevano ragione, i negazionisti torto. E' un fatto.

      Environmental engineer
      ⛈️ Previsore meteo Pretemp.it e Meteo4 Verona
      MeteoArena https://www.meteoarena.com/ rappresentante unico in Italia di www.meteoblue.com

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      • Massimo M.
        Socio Estremo Meteo4
        • Aug 2014
        • 9469

        #63
        Re: Il convegno di negazionisti di sabato scorso a Verona



        Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
        non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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        • Simo94
          Consiglio direttivo
          • Nov 2015
          • 3042

          #64
          Re: Il convegno di negazionisti di sabato scorso a Verona

          PREDIZIONI DI UN FUTURO PASSATO

          Quando si parla di clima e di AGW (Anthropogenic Global Warming) si finisce sempre a parlare di “qual è il consenso della comunità scientifica?”. Di solito il numero 97% viene tirato fuori, oppure l’ “estremamente probabile” (99% di possiblità) fornito dall’IPCC nei suoi report. Ma alcuni fanno notare: non è così che funziona la Scienza, e Galileo era solo contro tutti, con la sua Verità!

          In effetti, hanno in parte ragione. Come si valuta la bontà o meno di una teoria scientifica? Lo si fa osservando le predizioni che una teoria fa sui risultati di un esperimento, che sia la caduta di un grave o il Bosone di Higgs. Nel caso della climatologia, di laboratorio ce n’è uno solo nel mondo reale: il nostro pianeta. La nostra teoria del cambiamento climatico fu sviluppata a partire dal 1880, quando Ahrrenius osservò che la CO2 in un contenitore assorbiva alcune particolari lunghezze d’onda e si scaldava, e scrisse che “se continuiamo a bruciare carbone producendo CO2, triplicando la sua concentrazione in atmosfera ci ritroveremmo con 9 gradi in più in Artico” (molto vicino alle correnti stime). I conti continuarono carta e penna finché, con lo sviluppo dei moderni computer e con le nostre nuove capacità osservative delle componenti dell’atmosfera, si cominciarono a costruire i primi modelli climatici al calcolatore.

          Un nuovo articolo appena pubblicato su Geophysical Research Letters si è quindi chiesto: le predizioni fatte da quei modelli a partire dal 1970 per i 50 anni successivi, come sono state? La risposta, non sorprendentemente, è stata quanto segue: su 17 modelli indipendenti testati che nel tempo hanno fornito previsioni fino all’anno 2017, quasi tutti (ben 14 su 17!) hanno abilmente predetto l’andamento della temperatura superficiale globale in relazione all’aumento della CO2 con precisione. Dei restanti 3, due hanno predetto un riscaldamento un poco inferiore a quello che si è poi verificato e solo 1 è stato un poco “catastrofista”! E, si noti, stiamo parlando di modelli molto semplici, sviluppati agli albori della moderna scienza del clima. I moderni modelli climatici (che verranno usati per il prossimo report IPCC AR6) sono molto più ricchi di dettagli e, costantemente, le migliorie apportate li hanno resi sempre più bravi sia a simulare il clima odierno e passato sia a darci, con maggior fiducia, delle proiezioni per quello futuro.

          Si spera che questo studio sia una pietra tombale sugli infiniti argomenti da parte di certa stampa e certi strampalati accademici circa presunti climatologi catastrofisti che per qualche ragione desiderano spaventare la popolazione senza alcuna base teorica per le loro predizioni. Lungi dall’essere inventori di sventure, le nostre previsioni si sono verificate con puntualità, e gli stessi principi fisici che le hanno guidate in passato lo faranno per il prossimo futuro, la cui traiettoria a questo punto dipende solo da una cosa: noi.

          Articolo di Daniele Visioni, fisico dell'atmosfera e ricercatore presso la Sibley School of Mechanical and Aerospace Engineering della Cornell University (Ithaca, NY)

          Fonti: https://agupubs.onlinelibrary.wiley....9/2019GL085378

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          Environmental engineer
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