Il paradosso del riscaldamento globale e degli inverni freddi?

Collapse
X
 
  • Filter
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Massimo M.
    Socio Estremo Meteo4
    • Aug 2014
    • 9469

    #16
    Re: Il paradosso del riscaldamento globale e degli inverni freddi?

    Originariamente inviato da gianni Visualizza il messaggio
    Se la cella di walker viene modificata forzatamente dalla maggior convezione nel continente africano forzandola a restare sulla terraferma e meno a mare in teoria si dovrebbe assistere a una generale tendenza a rimanere in condizioni di doppia cella indiana come in fase neutra enso
    Non sono informato sulle relazioni tra ENSO e regime pluviometrico del Sahel. Il regime ENSO è la circolazione di walker più forte ed ha un forte impatto su tutte le celle di walker.
    Ipotizzo invece che la convergenza divergenza della circolazione di walker sul continente africano sia una circolazione debole la cui influenza è limitata alle celle adiacenti e quindi si estende solo all'oceano indiano e all'Atlantico. La circolazione pacifica è così forte che si fa largo e si prende i suoi spazi a prescindere dalle altre circolazioni.

    Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
    non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

    Comment

    • gianni
      Utente Registrato
      • Jul 2020
      • 70

      #17
      Re: Il paradosso del riscaldamento globale e degli inverni freddi?

      Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
      Non sono informato sulle relazioni tra ENSO e regime pluviometrico del Sahel. Il regime ENSO è la circolazione di walker più forte ed ha un forte impatto su tutte le celle di walker.
      Ipotizzo invece che la convergenza divergenza della circolazione di walker sul continente africano sia una circolazione debole la cui influenza è limitata alle celle adiacenti e quindi si estende solo all'oceano indiano e all'Atlantico. La circolazione pacifica è così forte che si fa largo e si prende i suoi spazi a prescindere dalle altre circolazioni.

      Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
      Io credo ci sia una connessione tra le celle di walker pacifica e indiana
      In condizioni neutre parte del ramo ascendente del primo pezzo della doppia cella indiana si trova in terra sul continente africano e parte si trova in mare, gli alisei raschiando la superficie marina accumulano acqua calda sul bordo occidentale dell'oceano indiano e accumulandosi sempre più il ramo ascendente splitta verso oriente spostandosi direttamente sul mare e la doppia cella viene a mancare andando costituirsi una sola cella..ascendente sull'ovest indiano e discendente sul pacifico occidentale ( Indonesia)
      In questo modo gli alisei sul pacifico si indeboliscono mano a mano e l'acqua calda prima accumulata sul bordo occidentale pacifico trasbordo sul lato orientale andando a instaurare " el Nino "

      Comment

      • Massimo M.
        Socio Estremo Meteo4
        • Aug 2014
        • 9469

        #18
        Re: Il paradosso del riscaldamento globale e degli inverni freddi?

        Originariamente inviato da gianni Visualizza il messaggio
        Io credo ci sia una connessione tra le celle di walker pacifica e indiana
        In condizioni neutre parte del ramo ascendente del primo pezzo della doppia cella indiana si trova in terra sul continente africano e parte si trova in mare, gli alisei raschiando la superficie marina accumulano acqua calda sul bordo occidentale dell'oceano indiano e accumulandosi sempre più il ramo ascendente splitta verso oriente spostandosi direttamente sul mare e la doppia cella viene a mancare andando costituirsi una sola cella..ascendente sull'ovest indiano e discendente sul pacifico occidentale ( Indonesia)
        In questo modo gli alisei sul pacifico si indeboliscono mano a mano e l'acqua calda prima accumulata sul bordo occidentale pacifico trasbordo sul lato orientale andando a instaurare " el Nino "
        L'effetto continentale sulla cella di walker va letto nell'ambito del ciclo diurno, in cui se c'è umidità sulla terra ferma questa viene spesa nella convezione profonda rafforzando la brezza di mare diurna e il indebolendo quella di terra notturna. Mediamente sul continente si crea un ramo ascendente.

        Viceversa su un continente secco manca la convezione profonda la brezza di mare è inibita ed è rafforzata quella di terra. Mediamente sul continente si realizza un ramo discendente.

        Nella pompa diurna la temperatura dell'oceano gioca un ruolo minore.

        Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
        non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

        Comment

        • gianni
          Utente Registrato
          • Jul 2020
          • 70

          #19
          Re: Il paradosso del riscaldamento globale e degli inverni freddi?

          Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
          L'effetto continentale sulla cella di walker va letto nell'ambito del ciclo diurno, in cui se c'è umidità sulla terra ferma questa viene spesa nella convezione profonda rafforzando la brezza di mare diurna e il indebolendo quella di terra notturna. Mediamente sul continente si crea un ramo ascendente.

          Viceversa su un continente secco manca la convezione profonda la brezza di mare è inibita ed è rafforzata quella di terra. Mediamente sul continente si realizza un ramo discendente.

          Nella pompa diurna la temperatura dell'oceano gioca un ruolo minore.

          Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
          chiaro, ma non mi volevo agganciare alle variazione in precipitazioni nel sahel in quanto il ramo ascendente del primo pezzo della doppia walker indiana sta sulla equatoriale e subequatoriale africana ( repubblica democratica del congo, congo, gabon, la repubblica centrafricana, l'uganda, il sudan del sud... )

          In quanto all'aumento delle precipitazioni nel Sahel penso si debba leggere la sua influenza sulla circolazione di walker in un contesto di estensione della fascia intertropicale

          Comment

          Working...