L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

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  • Flavio65
    Utente Registrato
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    #16
    Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

    Originariamente inviato da Angelo Visualizza il messaggio
    Prima di tutto super bravo a Flavio per aver aperto la discussione!!

    Non ho letto, spero di farlo nei prossimi giorni.
    Tutto è ovvio quando qualcuno te lo spiega, quindi ben venga discuterne. Credo che la causa principale delle minor precipitazioni e della maggior temperatura (se non altro a parità di quota) di Giazza risieda fondamentalmente nell'orografia locale, ossai l'alta val d'Illasi è l'unica valle così stretta e profonda di tutto il sistema che va dalla pianura vicentina nord occidentale alla Vallagarina.
    Tuttavia il discorso di Massimo è certamente meritevole di approfondimento.
    E' un fatto noto che, parlo in generale, i massimi precipitativi possono trovarsi in corrispondenza dell'ostacolo orografico o enne km più a valle, in base alla caratteristiche termodinamiche della colonna d'aria, quindi vanno verificate entrambe le ipotesi.

    In ogni caso il bello dell'orografia complessa è proprio questo, che si mescola in modo difficile da decifrare con la dinamica generale e suddividere i contributi diventa arduo.
    Intanto Angelo ti ringrazio perché lo sai che ti stimo tantissimo.
    Il mio intento è cercare di capire se oltre ad aspetti termodinamici in cui non entro nel merito perché purtroppo non ho la preparazione tua e di Massimo vi possono essere anche aspetti orografici che incidono su un fenomeno che osservo fin da ragazzo.
    Nell'ultimo intervento ho però detto un'inesattezza che può creare confusione; la catena delle "Tre Croci"(Terrazzo,Zevola, Plische) non c'entra nulla. Intendevo naturalmente i Monti che ho citato all'inizio, che stanno immediatamente a est e cioè: M. Telegrafo e M. Lobbia, cime tra i 1500 e 1600 metri.
    Siamo una fluttuazione quantica del nulla, ma non ce ne dobbiamo vergognare.

    Caldiero (Vr) Pedemontana Est Verona

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    • Massimo M.
      Socio Estremo Meteo4
      • Aug 2014
      • 9469

      #17
      Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

      Le tipologie di foehn sono molteplici. Si possono distinguere tuttavia due macrocategorie:

      Downslope winds o foehn basso: avviene quando l’aria sollevata è molto più pesante dell’aria alla quota del sollevamento. In questo caso l’aria scende dal pendio violentemente e si sviluppa quasi con in moto idraulico, come se fosse un fluido che si muove in un gas. Questo può accadere quando in un profilo molto stabile l’aria viene forzata a salire per una rilevante altezza. Oppure quando ai lati di una barriera orografica sono presenti masse d’aria diverse e l’aria più fredda tracima lungo il versante dove è presente l’aria più calda. Tra questi casi la bora, il chinooks nelle Montagne rocciose e nelle valli alpine che arrivano allo spartiacque alpino come ad esempio al passo del Brennero. Per quanto riguarda l’alta val d’Illasi l’unica possibilità concreta per questo tipo di foehn è il trabocco d’aria dalla valle dei Ronchi e questo può accadere quando all’interno dell’arco alpino è presente dell’aria più fredda con uno strato di inversione più alto del passo Pertica (>1500). Con il flusso sciroccale o con il vento di barriera di bora da est secondo me non può formarsi questo tipo di foehn o è difficilissimo. L’aria della val d’Illasi appartiene in genere al bacino padano per cui l’aria che risale dal cuneo di Schio ha la stessa natura di quella della Val d’Illasi. Per cadere a Giazza l’aria dovrebbe risalire almeno di un’altezza pari al dislivello tra Giazza (800) e il passo più basso, Passo Ristele (1650) in val Fraselle. Ma il foehn lessinico in genere non è in grado di generare downslope winds. Solo nel caso sia presente un vento di barriera freddo ci può essere un vento con caduta idraulica dalle colline poste allo sbocco delle valli, dove il dislivello da superare è basso. Ad esempio noto he spesso che in queste condizioni nelle stazioni di Montorio e Mizzole c’è foehn basso con vento molto forte. I Lessini sono aperti a sud e l’aria proveniente da est può sollevarsi o può aggirare i Lessini da sud. Per cui il sollevamento dell’aria è limitato in altezza dalla possibilità di sfuggire a sud, dove il dislivello è minimo o nullo. Più l’aria è stabile più tende ad aggirare l’ostacolo.

      Foehn alto: Questo foehn è legato alla formazione delle mountain wave e alla loro propagazione in media e alta troposfera, come avevo spiegato in questa discussione

      Il gradiente pluviometrico è legato soprattutto a questo tipo di effetto orografico in quanto la propagazione dell’onda va ad interessare le quote dove si forma la precipitazione.
      Questo tipo di foehn secondo me non po’ verificarsi in quanto il movimento ondulatorio delle particelle è caratterizzato da un periodo di oscillazione e l’alta val d’Illasi è troppo stretta (corta nella direzione del vento da E/NE) per permettere un’ampia oscillazione. Quando lo spazio di caduta è limitato le correnti in quota scavalcano sempre la valle.
      Tuttavia, la Val Fraselle che è disposta a NE di Giazza offre una maggiore ampiezza all’oscillazione. Per cui in questa valle ci potrebbe essere una maggior ampiezza dell’onda orografica.


      Quando c’è la tendenza all’estrazione dell’aria dalla vallata l’aria di compensazione potrebbe quindi provenire dal passo Pertica o dalla Val Fraselle. Per indagare il fenomeno sarebbe indispensabile ripristinare la stazione di Giazza e magari piazzare una stazione al Pertica.
      Sull’aspetto delle temperature abbiamo evidenti conferme che in alcune occasioni a Giazza c’è una scaldata. Per quanto riguarda le precipitazioni bisognerebbe verificare se il fenomeno è locale o più esteso e servirebbero più centraline. Evidenzio tuttavia che l’8 dicembre anche a San Valentino ci sono state poche precipitazioni e in generale a parte il 1985 non ho mai visto più di 50 cm di neve al suolo.
      non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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      • Flavio65
        Utente Registrato
        • Sep 2006
        • 1492

        #18
        Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

        Originariamente inviato da Flavio65 Visualizza il messaggio
        Non abbiamo dati certi per dimostrarlo, se non fonti giornalistiche che lasciano il tempo che trovano, ma anche nella famosa e storica nevicata del 26-27 gennaio 2006, che derivava da una situazione sinottica con convergenza alta e quindi con forte gradiente precipitativo sud-nord (con il cuneo di Schio che faceva il pieno), scommetto che tra gli abitati di Sant'Andrea e Giazza non vi sono stati grosse differenze di accumuli. 50cm vs 50?? quando avremmo dovuto avere quantomeno 50 vs 70 a favore di Giazza. Hanno citato la metrata di Revolto, ok ma là è un'altra storia.
        Stesso discorso vale per " da S.Andrea non si saliva più per la troppa neve"; ovvio, è da lì che cominciano le pendenze..
        Riporto su questo intervento per fare capire meglio cosa intendevo dire Massimo. Ho parlato forse in maniera impropria di "ombra pluviometrica" che in genere è associata ad un effetto favonico vero e proprio. Giustamente, tu hai cercato di spiegare come sia praticamente impossibile che un favonio generato da correnti ascensionali che scavalcano le dorsali appena a est dell'alta valle, possa cadere in corrispondenza di Giazza. Troppo stretta e vicina la valle di Giazza con correnti con caratteristiche termodinamiche di quel tipo. Quello che in realtà intendevo, facendo anche l'esempio degli accumuli nevosi del 26 gennaio 2006, (50 vs 50 e non 50 vs zero! tra S.Andrea e Giazza), è che orografia a est dell'alta Val D'Illasi, va a falsare quello che dovrebbe essere il normale gradiente pluviometrico sud-nord in presenza di peggioramenti sciroccali classici in cui l'alto recoarese fa il pieno. Quindi invece che di Foehn, sarebbe più giusto parlare di uno "Scarto da Stau" più brutale da Selva di Progno fino a Giazza. Ma solo per motivi orografici. Purtroppo non possiamo provare nulla finché non avremo strumentazione posizionata tra Badia Calavena e Giazza. Per fare un esempio, credo che quello che potrebbe succedere in termini pluviometrici nella valle con sciroccata potrebbe essere questo: Illasi 30 mm; Tregnago 40 mm Badia/S.Andrea 50-60 mm, Selva di Progno 40 mm e Giazza 30 mm. Noi vediamo sempre e solo San Bortolo che è su un altro pianeta e proporzionalmente a questi dati potrebbe avere all'incirca 100 mm. Lo "Scarto da Stau" brutale chiaramente si ripercuote in talune situazioni anche sulle temperature al suolo in quella zona.
        Siamo una fluttuazione quantica del nulla, ma non ce ne dobbiamo vergognare.

        Caldiero (Vr) Pedemontana Est Verona

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        • Massimo M.
          Socio Estremo Meteo4
          • Aug 2014
          • 9469

          #19
          Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

          Originariamente inviato da Flavio65 Visualizza il messaggio
          Riporto su questo intervento per fare capire meglio cosa intendevo dire Massimo. Ho parlato forse in maniera impropria di "ombra pluviometrica" che in genere è associata ad un effetto favonico vero e proprio. Giustamente, tu hai cercato di spiegare come sia praticamente impossibile che un favonio generato da correnti ascensionali che scavalcano le dorsali appena a est dell'alta valle, possa cadere in corrispondenza di Giazza. Troppo stretta e vicina la valle di Giazza con correnti con caratteristiche termodinamiche di quel tipo. Quello che in realtà intendevo, facendo anche l'esempio degli accumuli nevosi del 26 gennaio 2006, (50 vs 50 e non 50 vs zero! tra S.Andrea e Giazza), è che orografia a est dell'alta Val D'Illasi, va a falsare quello che dovrebbe essere il normale gradiente pluviometrico sud-nord in presenza di peggioramenti sciroccali classici in cui l'alto recoarese fa il pieno. Quindi invece che di Foehn, sarebbe più giusto parlare di uno "Scarto da Stau" più brutale da Selva di Progno fino a Giazza. Ma solo per motivi orografici. Purtroppo non possiamo provare nulla finché non avremo strumentazione posizionata tra Badia Calavena e Giazza. Per fare un esempio, credo che quello che potrebbe succedere in termini pluviometrici nella valle con sciroccata potrebbe essere questo: Illasi 30 mm; Tregnago 40 mm Badia/S.Andrea 50-60 mm, Selva di Progno 40 mm e Giazza 30 mm. Noi vediamo sempre e solo San Bortolo che è su un altro pianeta e proporzionalmente a questi dati potrebbe avere all'incirca 100 mm. Lo "Scarto da Stau" brutale chiaramente si ripercuote in talune situazioni anche sulle temperature al suolo in quella zona.
          A prescindere dalla causa, se nella zona di Giazza dell'aria scende il fenomeno secondo me può essere classificato come foehn. Scendendo l'aria tende a seccarsi e quindi può "rubare" una parte della precipitazione.
          Il fiocco di neve rispetto alla goccia di pioggia è molto più vulnerabile all'evaporazione in quanto ha una superficie specifica molto più ampia.

          Inviato dal mio HUAWEI VNS-L31 utilizzando Tapatalk
          Last edited by Massimo M.; 14-12-2020, 13:29.
          non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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          • Massimo M.
            Socio Estremo Meteo4
            • Aug 2014
            • 9469

            #20
            Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

            In relazione alla configurazione prossima ventura del 25 evidenzio che oltre al favonio in alcune situazioni ci potrebbe essere anche un altro aspetto penalizzante mai discusso qui.

            Abbiamo detto che in certe situazioni si forma una linea di convergenza tra l'Est e il NE in bassa lessinia con il top delle precipitazioni a Tregnago. Ora anche se queste due masse d'aria convergenti hanno la stessa natura di fatto l'umidificazione della componente da NE dipende dalle precipitazioni sul settore alpino. Mentre l'umidificazione della componente da E risente della precipitazioni sulla pianura pedemontana veneta centro orientale.
            Inoltre come nel caso del 25/12/2020 la componente da NE può essere favonizzata per l’attraversamento della barriera alpina.



            Ecco quindi che la componente da NE può risentire di una componente favonica su scala alpina e può risultare più secca se le precipitazioni non interessano l'arco alpino.
            non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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            • Simone
              Utente Registrato
              • Jun 2006
              • 8100

              #21
              Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

              Poca anche ieri mi pare



              Foto di Sandro Lucchi
              Appassionato di meteorologia!

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              • Simone
                Utente Registrato
                • Jun 2006
                • 8100

                #22
                Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

                Questa stamattina all’alba. Tra l’altro pare che la temperatura non sia scesa nemmeno sotto zero
                Appassionato di meteorologia!

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                • Flavio65
                  Utente Registrato
                  • Sep 2006
                  • 1492

                  #23
                  Re: L'ombra pluviometrica dell'alta Val d'Illasi con lo scirocco!

                  Nel prox peggioramento credo che grazie alla stratificazione fredda esistente e all'eventuale omotermia che si creera' in alta valle, Giazza terrà bene anche di fronte ad un temporaneo rialzo termico mattutino che potrebbe portare temporaneamente il limite neve intorno ai 700-900 m.. Seppur con precipitazioni tutt'altro che abbondanti.
                  Siamo una fluttuazione quantica del nulla, ma non ce ne dobbiamo vergognare.

                  Caldiero (Vr) Pedemontana Est Verona

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