Sì, guardatele bene, perchè esse rappresentanto l'apice degli effetti dell'anomalia calda iniziata a settembre e protrattasi sino ad oggi, 21 gennaio 2006, sulle Prealpi vicentine. Si tratta degli ultimi scatti d'autunno, in attesa dell'arrivo del tanto sospirato inverno.
Le foto sono scattate dal sottoscritto nel corso dell'escursione odierna sul Monte Novegno, Monte Priaforà e Cima Rione, a quote oscillanti tra i 1500 ed i 1700 metri.
Se i moderatori ritengono che il post sia più idoneo in altra sezione sono invitati a spostarlo, lo inserisco in questa pagina in quanto, oltre alle considerazioni di meteorologia generale inerenti i segnali mandati dal cielo circa il prossimo cambio radicale di stagione (leggi nubi di alto livello) visibili nelle immagini, molto altro esse possono dire.
Si possono fare anche molte considerazioni circa l'assenza totale di neve in un luogo come busa Novegno, altopiano carsico a 1500 metri di quota, capace di conservare freddo e neve tranquillamente fino a maggio inotrato.
Si possono fare considerazioni circa le arvicole e le marmotte (presenti in gran numero in loco), che fanno capolino dalle loro tane sbigottite, chiedendosi se è già ora di uscire dal letargo.
Si possono fare considerazioni circa la misera copertura nevosa resistita da inizio dicembre, rimasta negli acrocori sommitali del Pasubio e del Carega, anche nei versanti rivolti a nord.
Si possono fare considerazioni circa le distese di erica in fiore e sui faggi ingemmati.
Spazio alle immagini ora!
Cespuglio di erica in fiore, sicuramente questo fiore resistente e precoce non è raro che fiorisca già a febbraio nei luoghi in costiera dove la neve scompare, ma siamo decisamente in anticipo....

Il versante Nord del Carega, con l'innevamento minimale della finora pessima stagione d'accumulo 2006/2007: dopo la brevi nevicate del 9 e 16/17 dicembre, il nulla, con zero termico costantemente oltre i 2000 metri. Gli effetti sono visibili anche nei vaj e valloni posti a nord, dove il sole non batte mai in questo periodo dell'anno.

Sempre dalla vetta del Rione, nel mare di strati bassi, che avvolge pianura, collina e prealpi, fin verso i 1500 metri, emergono le cime delle Prealpi Vicentine, tra cui a destra lo scoglio roccioso del Priaforà (1615 mt), sullo sfondo le elevazioni dell'altopiano d'Asiago, tra le quali si erge, come un bianco miraggio, il Portule, ancora stoicamente innevato.

Bande di Cirrus Fibratus radiatus, trascinate dalle forti correnti occidentali in quota, annunciano il peggioramento incipiente. In basso calma totale, con stagnazione degli strati, mentre il massiccio del Pasubio sullo sfondo mostra l'estrema modestia dell'innevamento residuo resistito alle temperature tropicali dell'ultimo mese nell'altopiano sommitale, oltre i 2000 metri. Si nota, sulla destra dell'immagine, anche l'Adamello e la Presanella, gran periodo di dieta per i ghiacciai alpini!

Scenario da favola con le Piccole Dolomiti che si ergono oltre il mare di nebbia: da sinistra a destra il Gruppo del Carega, il Plische, il Tre Croci, la Zevola, Gramolon e le puntine di cima del Mesole, Campetto e cima Marana, che sono quasi affogate nel mare bianco.

Le gemme dei faggi pronte a sbocciare, siamo a 1600 metri di quota....

IL deserto di Busa Novegno.....

Saluto a tutti!!!!
S
Le foto sono scattate dal sottoscritto nel corso dell'escursione odierna sul Monte Novegno, Monte Priaforà e Cima Rione, a quote oscillanti tra i 1500 ed i 1700 metri.
Se i moderatori ritengono che il post sia più idoneo in altra sezione sono invitati a spostarlo, lo inserisco in questa pagina in quanto, oltre alle considerazioni di meteorologia generale inerenti i segnali mandati dal cielo circa il prossimo cambio radicale di stagione (leggi nubi di alto livello) visibili nelle immagini, molto altro esse possono dire.
Si possono fare anche molte considerazioni circa l'assenza totale di neve in un luogo come busa Novegno, altopiano carsico a 1500 metri di quota, capace di conservare freddo e neve tranquillamente fino a maggio inotrato.
Si possono fare considerazioni circa le arvicole e le marmotte (presenti in gran numero in loco), che fanno capolino dalle loro tane sbigottite, chiedendosi se è già ora di uscire dal letargo.
Si possono fare considerazioni circa la misera copertura nevosa resistita da inizio dicembre, rimasta negli acrocori sommitali del Pasubio e del Carega, anche nei versanti rivolti a nord.
Si possono fare considerazioni circa le distese di erica in fiore e sui faggi ingemmati.
Spazio alle immagini ora!
Cespuglio di erica in fiore, sicuramente questo fiore resistente e precoce non è raro che fiorisca già a febbraio nei luoghi in costiera dove la neve scompare, ma siamo decisamente in anticipo....
Il versante Nord del Carega, con l'innevamento minimale della finora pessima stagione d'accumulo 2006/2007: dopo la brevi nevicate del 9 e 16/17 dicembre, il nulla, con zero termico costantemente oltre i 2000 metri. Gli effetti sono visibili anche nei vaj e valloni posti a nord, dove il sole non batte mai in questo periodo dell'anno.
Sempre dalla vetta del Rione, nel mare di strati bassi, che avvolge pianura, collina e prealpi, fin verso i 1500 metri, emergono le cime delle Prealpi Vicentine, tra cui a destra lo scoglio roccioso del Priaforà (1615 mt), sullo sfondo le elevazioni dell'altopiano d'Asiago, tra le quali si erge, come un bianco miraggio, il Portule, ancora stoicamente innevato.
Bande di Cirrus Fibratus radiatus, trascinate dalle forti correnti occidentali in quota, annunciano il peggioramento incipiente. In basso calma totale, con stagnazione degli strati, mentre il massiccio del Pasubio sullo sfondo mostra l'estrema modestia dell'innevamento residuo resistito alle temperature tropicali dell'ultimo mese nell'altopiano sommitale, oltre i 2000 metri. Si nota, sulla destra dell'immagine, anche l'Adamello e la Presanella, gran periodo di dieta per i ghiacciai alpini!
Scenario da favola con le Piccole Dolomiti che si ergono oltre il mare di nebbia: da sinistra a destra il Gruppo del Carega, il Plische, il Tre Croci, la Zevola, Gramolon e le puntine di cima del Mesole, Campetto e cima Marana, che sono quasi affogate nel mare bianco.
Le gemme dei faggi pronte a sbocciare, siamo a 1600 metri di quota....
IL deserto di Busa Novegno.....
Saluto a tutti!!!!
S


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