Sto leggendo il libro del febbraio '56!

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  • Massimiliano
    Consiglio direttivo
    • Jul 2006
    • 23726

    Sto leggendo il libro del febbraio '56!

    Libro pubblciato da MTG e scritto da Marco Rossi.
    E' molto interessante vi è la cronaca giorno per giorno di tutto ciò che successe in quel mese memorabile.
    Il nord alle prese con un freddo pazzesco e molta neve,il centro sud con le più potenti nevicate del secolo scorso.
    Quel mese rappresenta la leggenda meteo.
    Non parliamo poi dell'europa un'unico vero e proprio freezer a cielo aperto!
    Ebbene io credo e lo dico qua ora,che una cosa simile non si ripeterà più per le nostre generazioni.
    Intendo nostre,cioè noi e figli.
    Io credo che entro i prossimi 100 anni non avremo più situazioni simili.
    E' un azzardo?
    Può darsi,lo dico sperando di essere vilmente sconfessato,ma credo che ciò che successe in quell'anno faccia parte di un'altra era climatica.
    A noi non resta che i libri,qualche video e la fantasia.
    ha sempre fatto caldo e ne farà di più!
  • Emanuele
    Utente Registrato
    • Jul 2006
    • 5518

    #2
    Parlando con alcuni "veci" di Pescantina mi hanno parlato di un inverno durante la seconda guerra mondiale freddissimo e molto nevoso tanto che l'Adige era completamente ghiacciato e la gente ci camminava sopra attraversando la sponda tra Bussolengo e Pescantina!
    Quante persone che pensano di essere serie ci sono in giro ma alla fine sono solo dei paiasi.

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    • saspu
      Utente Registrato
      • Aug 2006
      • 1593

      #3
      invece secondo me possono capitare.. e con magiori possibilità negli anni venturi... una cosa tipica del clima moderno sono le estremizazioni... quindi nn credo proprio sia da eliminare l ipotesi di un inverno con le contropalle :d
      FRATELLI, BASTARDI, GENTILUOMINI......
      No one likes us, no-one likes us
      no one likes us we don’t care.

      Comment

      • saspu
        Utente Registrato
        • Aug 2006
        • 1593

        #4
        ma il libro lo trovi in libreria o lo devi prender via internet ???
        FRATELLI, BASTARDI, GENTILUOMINI......
        No one likes us, no-one likes us
        no one likes us we don’t care.

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        • Massimiliano
          Consiglio direttivo
          • Jul 2006
          • 23726

          #5
          Originariamente inviato da saspu
          invece secondo me possono capitare.. e con magiori possibilità negli anni venturi... una cosa tipica del clima moderno sono le estremizazioni... quindi nn credo proprio sia da eliminare l ipotesi di un inverno con le contropalle :d
          Se mi dici,una nevicata grossa,oppure un'irruzione che porti valori di temp anche a livelli record ,per 2 o 3 giorni sono d'accordo.
          Se parliamo di 1 mese intero q queli livelli là,invece no!
          Fu un mese intero nel freezer,è una situazione al giorno d'oggi irripetibili.
          Il libro te lo manda MTG,vai sul sito e devi ordinarlo,via internet!
          ha sempre fatto caldo e ne farà di più!

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          • #6
            Originariamente inviato da Massimiliano
            Libro pubblciato da MTG e scritto da Marco Rossi.
            E' molto interessante vi è la cronaca giorno per giorno di tutto ciò che successe in quel mese memorabile.
            Il nord alle prese con un freddo pazzesco e molta neve,il centro sud con le più potenti nevicate del secolo scorso.
            Quel mese rappresenta la leggenda meteo.
            Non parliamo poi dell'europa un'unico vero e proprio freezer a cielo aperto!
            Ebbene io credo e lo dico qua ora,che una cosa simile non si ripeterà più per le nostre generazioni.
            Intendo nostre,cioè noi e figli.
            Io credo che entro i prossimi 100 anni non avremo più situazioni simili.
            E' un azzardo?
            Può darsi,lo dico sperando di essere vilmente sconfessato,ma credo che ciò che successe in quell'anno faccia parte di un'altra era climatica.
            A noi non resta che i libri,qualche video e la fantasia.

            Come scritto dall'autore il febbraio 1956 non è certo stato un mese nevoso per gran parte della PP, anzi in molti casi è stato perfino inferiore alle medie anche di recenti inverni.....
            Sul freddo non si discute, ma le depressioni e le precipitazioni si sono concentrate sempre per il Centro-Sud con numero di nevicate record da Roma in giù.
            Milano, Torino, Bologna, Parma sono rimaste con davvero poche nevicate, anche se per il gelo hanno persistito per tutto il mese.
            Discorso diverso per il FVG, Veneto e Romagna, ma nel libro non ci sono molti riferimenti.
            Nel febbraio 1929 invece fù l'esatto contrario, incredibile per il Centro-Nord e quasi normale al Sud.
            Cmq un ottimo libro, anche se le pubblicazioni delle carte in B/N sono davvero difficili da decifrare.

            Saluti

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            • #7
              Originariamente inviato da Emanuele
              Parlando con alcuni "veci" di Pescantina mi hanno parlato di un inverno durante la seconda guerra mondiale freddissimo e molto nevoso tanto che l'Adige era completamente ghiacciato e la gente ci camminava sopra attraversando la sponda tra Bussolengo e Pescantina!

              Molto probabilmente si riferiscono all'inverno del 1944/45 o a quello del 1946/47


              INVERNO 1944/45

              Siamo di nuovo di fronte ad un inverno molto più freddo delle medie storiche e l’anomalia varia dai –2°C ai –2,7°C un po’ su tutto il NE.
              Se mi permettete il paragone sembra come andamento il 1984/85, perché dicembre e febbraio risultano in media, ma gennaio è qualcosa di storico!!
              Purtroppo il periodo particolare di cui stiamo parlando difetta di carte isobariche, ma si intuisce chiaramente che verso il giorno 7/8 qualcosa di grosso succede in Italia…..
              Dopo i primi 4 giorni in cui si registrano minime di –6/-9°C e massime di 5/6°C, una perturbazione irrompe il giorno 5 (**), e scarica su tutto i NE oltre 10 cm farinosi che vengono seguiti da afflussi sempre più corposi di aria gelida, tanto che tra il giorno 9 e il 12 le temperature sul NE arrivano a livelli polari, con minime tra –16°C e –21°C e giornate di ghiaccio con massime di –3/-4°C.
              Oltretutto lo stesso giorno 12 arriva una corposa perturbazione Mediterraneo che scarica oltre 30cm sul Veneto e FVG e oltre 40cm in ER, con venti ancora molto freddi di Bora.
              Dal giorno 13 a fine mese si susseguono giornate gelide con minime tra i –8°c e i –13°C e massime che raggiungono a fatica i 2/3°C, a cui si aggiungono altre precipitazioni nevose il giorno 26 (sui 15-20cm diffusi)……
              La media di gennaio risulta di ben –2,4°C, un valore che comporta anomalie di oltre 4°C su tutto il NE……e secondo valore di sempre nelle serie storiche di oltre 80/90anni!!
              Ma chi sarà allora il n°1 di questa classifica nel mese di gennaio?
              Il prox inverno che andremo ad analizzare ci regalerà la soluzione……



              INVERNO 1946/47


              Insieme all’inverno 1941/42 rappresenta il secondo inverno più freddo mai registrato dal 1900 ad oggi dopo il 1928/1929, con una media di –0,1°C.
              Dicembre si presenta senza particolari ondate di gelo, ma tanta nebbia e forti inversioni termiche, alla fine risulterà sul NE con anomalie di -1,2/-1,4°C dalla media normale.
              Gennaio 1947 risulta come il più freddo mai registrato (dal 1900 ad oggi) su gran parte del NE, con una anomalia che risulterà variabile tra –4,2°C e i –4,8°C rispetto alla media!!!! (tanto per fare un esempio il famoso 1985 non superò –3,5°C nei casi più estremi…….).
              La figura predominante in Europa è un Orso Russo in forma splendida che piazza i suoi massimi tra la Scandinavia e l’Europa settentrionale e favorisce correnti gelide per tutto il mese, salvo una relativa pausa tra il 14 e il 19.
              Nei primi 13 giorni le minime oscillano tra i –6°C e i –16°C e le giornate di ghiaccio toccano in molte città del NE valori da Nord Europa con cadute di neve il 6 e il 13 con 20/25cm complessivi.
              In particolare rimane molto particolare la giornata del 5 gennaio (sembra strano ma ricorre sempre questa data in eventi storici…..) in cui le massime non superano i –5°C e la Bora supera gli 80Km/h su gran parte delle pianure, anche interne.
              Come detto le massime tornano qualche grado soprazero nella parte centrale del mese, ma di nuovo l’Orso Russo mette un’altra zampata, con altre 8 giornate di ghiaccio negli ultimi 10 giorni!!!
              Le minime oscillano stabilmente tra i –5 e i –11°C e le giornate di ghiaccio fanno registrare massime mai al di sopra dei –2°C e neve il 25 e 26 con circa 15-20cm.
              Nuovamente in questa fase la Bora domina la scena e soffia spesso sopra i 70km/h anche all’interno della nostra regione.
              In Europa si hanno per lunghi periodi minime tra –15 e –20°C, anche in Francia, nell’Europa centrale e orientale si superano spesso i –25°C e punte di –30°C su Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria.
              Febbraio inizia ancora sotto un gran gelo con minime oltre i –7°C, poi per gran parte del mese domina Alta pressione e nebbie gelide che portano anche questo mese con scarti di oltre i –3/-3,3°C su Veneto ed Emilia.



              ARTICOLO ORIGINALE DEL 7 gennaio 1947:

              Un’ondata di freddo polare, effetto dello spostamento verso le regioni orientali dell’Europa delle temperature gelate della Siberia, si è abbattuta su tutti i Paesi del vecchio continente, rendendo particolarmente dura la situazione delle popolazioni già provate dalla scarsa alimentazione e dalla assoluta mancanza di combustibili per il riscaldamento.
              Temperature bassissime si sono registrate l’altra notte e ieri in Veneto: Ecco alcuni valori MIN e Max:
              Venezia: -11,2°C/-3,2°C blocchi di ghiaccio vagano per la laguna…..
              Padova: -12,1°C
              Treviso: -12,0°C
              Udine: -11,0°C
              Vicenza: -14,0°C
              Trento: -11,4°C
              Bolzano: -18,0°C
              Belluno: -18,0°C
              Cavalese: -22°C
              S.Martino di Castrozza: -24°C
              Feltre: -25°C
              Asiago: -31°C

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              • lamiera
                Socio Estremo Meteo4
                • Jun 2006
                • 13034

                #8
                Originariamente inviato da Massimiliano
                Se mi dici,una nevicata grossa,oppure un'irruzione che porti valori di temp anche a livelli record ,per 2 o 3 giorni sono d'accordo.
                Se parliamo di 1 mese intero q queli livelli là,invece no!
                Fu un mese intero nel freezer,è una situazione al giorno d'oggi irripetibili.
                Il libro te lo manda MTG,vai sul sito e devi ordinarlo,via internet!
                Ciao Max ! Te ne rincuori sempre !
                SO MASSA VECIO PER PERDERE "TEMPO" !

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                • Icecube
                  Utente Registrato
                  • Jun 2006
                  • 9399

                  #9
                  Originariamente inviato da meteos66
                  Molto probabilmente si riferiscono all'inverno del 1944/45 o a quello del 1946/47


                  INVERNO 1944/45

                  Siamo di nuovo di fronte ad un inverno molto più freddo delle medie storiche e l’anomalia varia dai –2°C ai –2,7°C un po’ su tutto il NE.
                  Se mi permettete il paragone sembra come andamento il 1984/85, perché dicembre e febbraio risultano in media, ma gennaio è qualcosa di storico!!
                  Purtroppo il periodo particolare di cui stiamo parlando difetta di carte isobariche, ma si intuisce chiaramente che verso il giorno 7/8 qualcosa di grosso succede in Italia…..
                  Dopo i primi 4 giorni in cui si registrano minime di –6/-9°C e massime di 5/6°C, una perturbazione irrompe il giorno 5 (**), e scarica su tutto i NE oltre 10 cm farinosi che vengono seguiti da afflussi sempre più corposi di aria gelida, tanto che tra il giorno 9 e il 12 le temperature sul NE arrivano a livelli polari, con minime tra –16°C e –21°C e giornate di ghiaccio con massime di –3/-4°C.
                  Oltretutto lo stesso giorno 12 arriva una corposa perturbazione Mediterraneo che scarica oltre 30cm sul Veneto e FVG e oltre 40cm in ER, con venti ancora molto freddi di Bora.
                  Dal giorno 13 a fine mese si susseguono giornate gelide con minime tra i –8°c e i –13°C e massime che raggiungono a fatica i 2/3°C, a cui si aggiungono altre precipitazioni nevose il giorno 26 (sui 15-20cm diffusi)……
                  La media di gennaio risulta di ben –2,4°C, un valore che comporta anomalie di oltre 4°C su tutto il NE……e secondo valore di sempre nelle serie storiche di oltre 80/90anni!!
                  Ma chi sarà allora il n°1 di questa classifica nel mese di gennaio?
                  Il prox inverno che andremo ad analizzare ci regalerà la soluzione……



                  INVERNO 1946/47


                  Insieme all’inverno 1941/42 rappresenta il secondo inverno più freddo mai registrato dal 1900 ad oggi dopo il 1928/1929, con una media di –0,1°C.
                  Dicembre si presenta senza particolari ondate di gelo, ma tanta nebbia e forti inversioni termiche, alla fine risulterà sul NE con anomalie di -1,2/-1,4°C dalla media normale.
                  Gennaio 1947 risulta come il più freddo mai registrato (dal 1900 ad oggi) su gran parte del NE, con una anomalia che risulterà variabile tra –4,2°C e i –4,8°C rispetto alla media!!!! (tanto per fare un esempio il famoso 1985 non superò –3,5°C nei casi più estremi…….).
                  La figura predominante in Europa è un Orso Russo in forma splendida che piazza i suoi massimi tra la Scandinavia e l’Europa settentrionale e favorisce correnti gelide per tutto il mese, salvo una relativa pausa tra il 14 e il 19.
                  Nei primi 13 giorni le minime oscillano tra i –6°C e i –16°C e le giornate di ghiaccio toccano in molte città del NE valori da Nord Europa con cadute di neve il 6 e il 13 con 20/25cm complessivi.
                  In particolare rimane molto particolare la giornata del 5 gennaio (sembra strano ma ricorre sempre questa data in eventi storici…..) in cui le massime non superano i –5°C e la Bora supera gli 80Km/h su gran parte delle pianure, anche interne.
                  Come detto le massime tornano qualche grado soprazero nella parte centrale del mese, ma di nuovo l’Orso Russo mette un’altra zampata, con altre 8 giornate di ghiaccio negli ultimi 10 giorni!!!
                  Le minime oscillano stabilmente tra i –5 e i –11°C e le giornate di ghiaccio fanno registrare massime mai al di sopra dei –2°C e neve il 25 e 26 con circa 15-20cm.
                  Nuovamente in questa fase la Bora domina la scena e soffia spesso sopra i 70km/h anche all’interno della nostra regione.
                  In Europa si hanno per lunghi periodi minime tra –15 e –20°C, anche in Francia, nell’Europa centrale e orientale si superano spesso i –25°C e punte di –30°C su Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria.
                  Febbraio inizia ancora sotto un gran gelo con minime oltre i –7°C, poi per gran parte del mese domina Alta pressione e nebbie gelide che portano anche questo mese con scarti di oltre i –3/-3,3°C su Veneto ed Emilia.



                  ARTICOLO ORIGINALE DEL 7 gennaio 1947:

                  Un’ondata di freddo polare, effetto dello spostamento verso le regioni orientali dell’Europa delle temperature gelate della Siberia, si è abbattuta su tutti i Paesi del vecchio continente, rendendo particolarmente dura la situazione delle popolazioni già provate dalla scarsa alimentazione e dalla assoluta mancanza di combustibili per il riscaldamento.
                  Temperature bassissime si sono registrate l’altra notte e ieri in Veneto: Ecco alcuni valori MIN e Max:
                  Venezia: -11,2°C/-3,2°C blocchi di ghiaccio vagano per la laguna…..
                  Padova: -12,1°C
                  Treviso: -12,0°C
                  Udine: -11,0°C
                  Vicenza: -14,0°C
                  Trento: -11,4°C
                  Bolzano: -18,0°C
                  Belluno: -18,0°C
                  Cavalese: -22°C
                  S.Martino di Castrozza: -24°C
                  Feltre: -25°C
                  Asiago: -31°C
                  Sono cose fuori di testa!
                  Rimango sempre affascinato quando leggo di cose che sono successe 60anni fa..
                  E pensare che era il periodo in cui la gente moriva di freddo in casa propria...
                  Mentre adesso nulla...
                  - Luca -
                  Vivo in una terra che non conosce i disagi portati dalla neve

                  Comment


                  • #10
                    Volevo rispondere a Max che non vede più possibile inverni rigidi in stile 1955/56, così riporto in maniera molto parziale un articolo che spero verrà pubblicato su Meteoveneto (sempre se Sas avrà tempo e modo ).
                    E' solo la parte iniziale, senza purtroppo un supporto grafico che cmq vi farò vedere al più presto nella settimana prox, ma testimonia chiaramente come il recente inverno 2005/06 è entrato negli annali storici senza alcun dubbio!!
                    Intanto leggete e scusate se qualche volta il senso non è proprio lineare, ma è stato un mix tra due articoli stranieri:


                    NAO NEGATIVO E FREDDI INVERNI EURASIATICI: QUANTO FU ECCEZIONALE L’INVERNO 1962/1963?





                    Introduzione

                    Sin dalla metà degli anni ’80 frequenti fasi positive dell’oscillazione del nord atlantico (NAO) collegate ad una differenza di pressione più alta del normale tra l’alta delle Azzorre e il centro della bassa Islandese e più intensi venti da ovest,hanno portato a temperature superiori invernali sulla maggior parte dell’Europa occidentale. Inverni più rigidi furono maggiormente frequenti tra gli anni ’50 e gli anni ’80.
                    Anche se si verificarono inverni miti simili a quelli recenti essi si alternarono con altri più rigidi. Quello che si ricorda meglio è l’inverno ‘62/’63 con temperature ben al di sotto dello zero nella maggior parte dell’Europa l’inusuale accumulo. Con l’eccezione dell’Irlanda occidentale, la maggior parte delle isole Britanniche furono coperte da una coltre di neve per quasi tutto l’inverno. Citando una storia curiosa si dice che le rigide condizioni climatiche di quell’inverno portarono l’allora poco conosciuto cantante Bob Dylan durante la sua permanenza a Londra a bruciare dei mobili del suo appartamento per rimanere al caldo! Nel continente Europeo fu l’unica volta nel ventesimo secolo che grandi laghi come quello di Costanza e di Zurigo furono completamente coperti di ghiaccio, e il disgelo iniziò solo a Marzo. Inverni freddi come quello preso in esame sono generalmente associati ad un indice NAO negativo: caratterizzato da deboli venti occidentali (differenza di pressione tra la bassa dell’Islanda e l’alta delle Azzorre più bassa del normale) ed un’influenza ridotta nell’Europa occidentale.
                    L’indice NAO, l’andamento delle temperature primaverili della superficie marina nel nord Atlantico,possono essere usati come indicatori per la previsione delle condizioni durante l’ inverno seguente. Tuttavia prevedere quanto più fredda o più calda sarà la stagione invernale ed in quali aree le anomalie si presenteranno in maniera maggiormente pronunciata è soggetto a grandi incertezze. Un indice NAO negativo durante i mesi invernali non sempre coincide con condizioni di grande freddo nelle stesse zone. Un esempio recente è l’inverno2005/2006. Malgrado l’indice NAO chiaramente negativo sulla maggior parte della Gran Bretagna le temperature rimasero vicine ai valori medi furono chiaramente superiori a quelli avuti nel ‘62/’63. Tuttavia l’inverno 2005/2006 fu il più freddo dall’’86 in zone dell’Europa centrale,orientale e meridionale.Questo dimostra che anche se l’indice NAO fornisce una indicazione sul fatto che l’inverno potrà essere più freddo o più caldo della media, la distribuzione delle maggiori anomalie riguardanti le temperature può variare. In questo studio,useremo dati delle rianalisi fornite dal Centro Nazionale di previsione ambientale e dal Centro Nazionale della Ricerca dell’Atmosfera per le temperature della superficie marina e per le pressioni a livello del mare per raffrontare l’inverno ‘62/’63 con altri inverni associati con indici NAO negativi e con temperature molto basse sulle regioni Eurasiatiche. Lo scopo è evidenziare quanto fu eccezionale l’inverno ‘62/’63 confrontandolo con altri inverni rigidi in termini di ampiezza e durata dell’anomalia termica. Il fatto che l’inverno ‘62/’63 sia cosi ben ricordato è dovuto alla caratteristiche di un inverno medio sulla maggior parte della Gran Bretagna e dell’Europa occidentale; generalmente le temperature sono al di sopra dello zero e le nevicate sono di breve durata. Tuttavia, un cambiamento della temperatura di pochi gradi è in grado di trasformare il tradizionale verde inverno Britannico in uno nevoso e quindi bianco,quindi rendendo la differenza persino più ovvia. In confronto,altre aree dell’Europa/Eurasia sono caratterizzate da inverni nella media nei quali neve e ghiaccio sono comuni, Perciò le anomalie negative sono più propense a passare inosservate;un inverno può essere più freddo del normale ma non cambia i suoi colori.


                    Anomalie del freddo invernale

                    Adesso considereremo l’ampiezza dell’anomalia riguardante la temperatura a 2 metri di altezza nel caso di inverni particolarmente rigidi nel periodo 1948/2006. L’analisi dei dati NCEP/NCAR utilizzata in questo studio è stata ottenuta da un modello numerico nel quale sono state assimilate le osservazioni. Perciò, variazioni tra i dati strumentali e i valori di analisi sono verosimili se i valori sono comparati alle rispettive locazioni e periodi dove i dati strumentali sono sparsi ed il modello potrebbe introdurre caratteristiche che non riflettono realmente gli eventi climatici. Comunque, i dati della temperatura di superficie usati principalmente in questo studio sono quelli in quantità più affidabile:per prima cosa sono state inserite un grande numero di osservazioni di temperatura superficiale;e per secondo i rilevamenti delle stesse furono soggetti a basso indice di errore.


                    Eurasia

                    Le anomalie delle temperature invernali riguardanti sei inverni rigidi nel periodo 1948/2006 sono illustrate in fig. 2. I valori illustrati sono le differenze tra la temperatura media da dicembre a febbraio in un determinato inverno e la temperatura media di tutti gli anni considerati cioè ‘48/’06 . Nella seconda metà del ventesimo secolo in questa regione si distinguono quattro inverni particolarmente rigidi :’55/’56 - ‘62/’63- ‘68/’69 - ‘84/’85. Inoltre, due recenti anomalie sono descritte per gli inverni ‘95/’96 e 05/’06 . Tutti questi inverni coincidono con un indice NAO negativo ma le caratteristiche spaziali delle anomalie di temperatura possono essere molto diverse in ciascun caso.

                    · Inverno’55/’56 le anomalie al di sotto dei -5 gradi si trovano nella Russia occidentale e minori anomalie si estendono in Europa occidentale. Nell’area estesa dal medio oriente sino al mar Caspio l’inverno fu principalmente più caldo della media.
                    · Inverno ‘62/’63 le maggiori anomalie sono concentrate nell’Europa occidentale con valori di –5 gradi in una zona compresa tra il nord della Francia e la Polonia e valori da –1 a –5 in la Gran Bretagna. Deviazioni positive si trovano a sud est di una diagonale dall’Africa occidentale agli Urali settentrionali in Russia.
                    · Inverno ‘68/’69 condizioni prevalenti di freddo eccezionale nella maggior parte dell’Eurasia. Una vasta area estesa dal mar Nero fino alla Siberia orientale registrò anomalie di temperatura al di sotto dei –5 comparate con la media 1948/2006. Nella Siberia centrale i valori sono inferiori ai –10. Minori anomalie si verificarono nell’Europa occidentale dove le condizioni invernali furono vicine ai valori medi in molte aree.
                    · Inverno ‘84/’85 l’area interessata è simile a quella dell’inverno ‘68/’69 ma in Siberia l’ampiezza dell’anomalia fu meno pronunciata. Le maggiori anomalie si verificarono in un’area compresa tra i Balcani e la Scandinavia e nella Russia occidentale e la Siberia.In particolare in Finlandia e nella Russia occidentale le temperature medie furono più di 5 gradi al di sotto della norma.
                    · Inverno ‘95/’96 un area comprendente Polonia Germania settentrionale e Scandinavia meridionale venne caratterizzata da anomalie di circa –3 gradi e solo relativamente minori anomalie interessarono la Russia. Durante quell’inverno l’Europa occidentale subì piccole deviazioni da 0 a –1 gradi rispetto alla media.
                    · Inverno ‘05/’06 : con l’eccezione della Scandinavia e della maggior parte della Gran Bretagna, esso fu caratterizzato da anomalie negative dai –1 ai –3 gradi nella maggior parte d’Europa. Le anomalie più significative si verificarono nella Siberia centrale con –5 gradi. Con anomalie di –2 la penisola Iberica visse l’inverno più freddo tra quelli presi in esame. E’ insignificante che durante lo ‘05/’06 condizioni di caldo eccezionale prevalsero sull’Artico. In contrasto con l’’84/’85 dove l’anomalia calda fu confinata al settore atlantico dell’oceano Artico,un’area più vasta registrò un caldo anomalo nel ‘05/’06.


                    Nord America


                    Anche se non è lo scopo principale di questo articolo, può essere interessante dare un’occhiata alle anomalie riguardanti il nord America. Una caratteristica comune a tutte le anomalie rappresentate in fig. 2 è l’anomalia positiva in Groenlandia e sul mare del Labrador. Questa è l’anomalia di temperatura che ci si aspetta durante le fasi negative del NAO. Sul mare del Labrador le anomalie calde sono particolarmente pronunciate negli inverni ‘62/’63 e ‘68/’69 con valori superiori ai 5 gradi. Circa il continente americano non c’è un modello coerente. L’inverno del ‘62/’63 coincise con condizioni di freddo nella parte orientale del continente mentre prevalsero le anomalie positive sulla costa occidentale. Una conformazione simile, sebbene spostata verso ovest, la troviamo nel ‘84/’85 con l’anomalia fredda interessante le aree centrali e la costa ovest ad eccezione dell’Alaska dove le temperature furono più calde del normale. Gli inverni ‘68/’69 e ‘95/’96 sono caratterizzati da una anomalia negativa lungo una diagonale dall’Alaska fino agli Stati Uniti orientali e da una anomalia positiva nella parte orientale degli USA. Una situazione simile la notiamo nel ‘55/’56 ma in questo caso l’anomalia non segue l’intera diagonale dall’Alaska sino agli USA orientali e le temperature sono al di sopra della media nella gran parte degli USA. Nell’inverno ‘05/’06 con l’eccezione dell’angolo nord occidentale degli USA le temperature furono ben al di sopra della media su tutto il continente nord americano con le maggiori anomalie presenti sul Canada settentrionale.
                    Last edited by ospite; 13-05-2007, 17:00.

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                    • #11



                      Eccovi il grafico che volevo allegare a questa prima parte dell'articolo e che credo semplifichi il tutto

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                      • lamiera
                        Socio Estremo Meteo4
                        • Jun 2006
                        • 13034

                        #12
                        Ciao Andrea , gran dati e gandi interventi ! Davvero esaustivi !

                        Ciao vecio !
                        SO MASSA VECIO PER PERDERE "TEMPO" !

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                        • #13
                          Originariamente inviato da lamiera
                          Ciao Andrea , gran dati e gandi interventi ! Davvero esaustivi !

                          Ciao vecio !



                          Grazie Andrea,

                          ma è giusto dare le giuste informazioni e non sparare sempre a zero su inverni che non esisteranno più, quando un inverno come quello del 2005/06 ha scritto pagine di storia nella climatologia Europea, e in Spagna addirittura il più freddo e nevoso mai registrato ....
                          Se quelle gocce gelide invece di andare sulla Spagna avessero preso l'Italia? Poi non dimentichiamo ottimo innevamento delle nostre Alpi, PP centro-occidentale, con molta più neve del 1956!!

                          Saluti

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                          • Siro Morello
                            Consiglio Direttivo
                            • Aug 2006
                            • 5662

                            #14
                            Originariamente inviato da meteos66


                            Grazie Andrea,

                            ma è giusto dare le giuste informazioni e non sparare sempre a zero su inverni che non esisteranno più, quando un inverno come quello del 2005/06 ha scritto pagine di storia nella climatologia Europea, e in Spagna addirittura il più freddo e nevoso mai registrato ....
                            Se quelle gocce gelide invece di andare sulla Spagna avessero preso l'Italia? Poi non dimentichiamo ottimo innevamento delle nostre Alpi, PP centro-occidentale, con molta più neve del 1956!!

                            Saluti
                            Purtroppo si è portati a guardare il proprio orticello...
                            e a parte questo molta gente è propensa a memorizzare il grande evento e poi spalmare il singolo giudizio su tutto l'inverno, perciò il 2005/06 a molti veneti non ha detto niente perchè ci sono stati molti eventi nevosi ma di scarso quantitativo, mentre per i lombardi che hanno avuto una grossa nevicata a dicembre e una a gennaio è stato un super inverno (graziie anche una -14° a fine dicembre).

                            Interpretando i vari dati del 1928/29 e 1955/56 si scopre che sono stati inverni molto freddi, con freddo perdurante..ma ragionando bene bisogna distinguere l'inverno rigido dall'inverno nevoso...
                            Quando dicevano che sarebbe stato il peggior inverno del secolo ora so a cosa si riferivano

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Siro Morello
                              Purtroppo si è portati a guardare il proprio orticello...
                              e a parte questo molta gente è propensa a memorizzare il grande evento e poi spalmare il singolo giudizio su tutto l'inverno, perciò il 2005/06 a molti veneti non ha detto niente perchè ci sono stati molti eventi nevosi ma di scarso quantitativo, mentre per i lombardi che hanno avuto una grossa nevicata a dicembre e una a gennaio è stato un super inverno (graziie anche una -14° a fine dicembre).

                              Interpretando i vari dati del 1928/29 e 1955/56 si scopre che sono stati inverni molto freddi, con freddo perdurante..ma ragionando bene bisogna distinguere l'inverno rigido dall'inverno nevoso...
                              Ho mia sorella che lavora Milano dal 1995, e non ha mai visto un inverno così nevoso come quello del 2005/06....si sono contate almeno 10 nevicate con oltre 1cm (quindi come dice la norma OMM), poi l'evento estremo della nevicata di fine gennaio 2006, è stata paragonabile solo quella di fine anno 1996 come evento importante in anni recenti (tralasciando naturalmente quella storica del gennaio 1985).
                              Per il NW è stato un gran inverno, sia nevoso che freddo in generale, con diverse minime a due cifre negative tra la Lombardia, Emilia e Piemonte, sia a dicembre che gennaio.

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