| Preceduto dal rumoreggiare continuo del tuono, un vero e proprio nubifragio si è abbattuto ieri, poco dopo le 13, su Verona e su gran parte della provincia. Ha posto termine ad una siccità primaverile, iniziata il 6 maggio, che stava creando notevoli problemi alle colture, problemi aggravati anche da un caldo precoce, che aveva fatto salire la colonnina di mercurio anche oltre i 33 gradi nelle ore pomeridiane. Si tenga pure presente la notevole carenza di precipitazioni nei mesi precedenti e nello scorso autunno, con un vero e proprio record negativo. Il quantitativo di pioggia, registrato dal pluviometro è stato di 35 millimetri, una misura notevole perché concentrato in circa mezz’ora. Le colture ne hanno beneficiato relativamente perché i rovesci erano troppo intensi e l’acqua scorreva soprattutto in superficie. Il temporale è stato accompagnato da raffiche di vento che hanno superato i 100 chilometri orari. Purtroppo il vento impetuoso ha distrutto alcuni strumenti dell’osservatorio, che dovranno essere rimpiazzati al più presto. La temperatura è scesa bruscamente da 24° a 12 gradi e mezzo in pochi minuti. C’è stata anche della grandine, fortunatamente di piccole dimensioni. L’avvento della perturbazione è stato senza dubbio favorito dal vero e proprio crollo della pressione atmosferica, arrivata a soli 992 millibar, un valore tra i più bassi registrati in questo mese nel passato. Di conseguenza una massa d’aria fredda, originaria dal nord-Atlantico, ha scavalcato la barriera alpina, venendo a contatto con l’aria assai più calda circolante in Valpadana. Anche in passato in maggio, si sono registrate diverse manifestazioni temporalesche. Il mese statisticamente più favorito da questi fenomeni atmosferici è tuttavia giugno almeno per il Veronese. Oggi torneranno le schiarite e buone condizioni si prevedono anche per mercoledì e buona parte di giovedì. Successivamente sembra probabile un ritorno dell’instabilità. Comunque, per altri giorni ancora, la temperatura si manterrà piuttosto al di sotto dei valori normali. Emilio Bellavite tratto da www.larena.it |
La nota di Emilio Bellavite
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La nota di Emilio Bellavite
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L’improvviso temporale si è scatenato intorno alle 14.30. La prima a risentirne è stata la viabilità urbana
Due ore di pioggia, città in tilt Piazza Erbe finisce sottosopra
È «diluviato» meno di due ore, ma sono state sufficienti per mandare in tilt la città. I tombini malfunzionanti forse anche a causa dei tanti lavori in corso e per il fatto che spesso, soprattutto in centro, vengono utilizzati per scoparci dentro i mozziconi, non sono riusciti a far colare via l’acqua che ha allagato le strade. E a peggiorare la situazione ci si è messa anche la grandine.
In piazza Erbe la tromba d’aria ha sollevato un ombrellone con tanto di basamento, per un totale di 120 chili e l’ha scaraventato dall’altra parte contro la porta a vetri del negozio Dimensione danza.
«Vedendo il temporale sono uscito a chiudere gli ombrelloni», dice Max, proprietario del bar Della Ragione, «mi è partito, ha attraversato la piazza ed è finito contro la vetrata dall’altra parte. Per fortuna le ragazze dei banchi non c’erano. Se fosse passato qualcuno sarebbe stata una tragedia».
In piazza Erbe ci sono almeno otto ombrelloni, quelli che al momento della tromba d’aria erano aperti, completamente distrutti. E alcuni bar sempre della piazza si sono allagate le cantine.
In via Prato Santo si sono allagati garage, e c’è chi s’è trovato persino le auto mezze sommerse.
In via Santa Chiara un’autobus è stato costretto a fermarsi perchè il vento aveva fatto volare i cassonetti in mezzo alla strada e sempre i soliti tombini che non facevano colare l’acqua hanno fatto sì che si allagasse persino l’interno del bus. Dentro viaggiavano quattro anziane che sono state costrette a salire in piedi sui seggiolini fino a quando un giovane che passava per strada non ha dato una mano, spostando gli ostacoli, per permettere al pullman di ripartire.
Solito allagamento anche in tangenziale Nord. In direzione porta Palio il solito mezzo metro di acqua ha allagato il sottopasso. Gli automobilisti sono stati costretti a fermarsi in attesa dell’arrivo della polizia municipale.
Problemi anche all’asilo nido Baby Ateneo di via dell’Artigliere. In concomitanza con il nubifragio, l’acqua ha inondato il pavimento di alcune stanze penetrando dagli infissi e dalla grata del pavimento della cucina. Vista la situazione, le maestre hanno dovuto telefonare ai genitori dei bimbi che frequentano l’asilo e chiedere loro di andare al più presto a prendere i figli.
Traffico bloccato nel vallo di Santo Stefano, negozi allagati e tombini che sputavano fuori ciò che avrebbe dovuto stare dentro.
In tilt la viabilità in viale Piave dove sono intervenuti vigili del fuoco, protezione civile e polizia municipale per l’allagamento del sottopasso.
Stesse scene in via colonnello Galliano. In via Turbina invece un palo della luce è stato divelto dal vento ed è finito sopra un’auto danneggiandola.
In via Leoncino s’è aperta una mini voragine e la ruota di un’automobile s’è incastrata dentro. Ovunque sono statiimpegnati i vigilid el fuoco, soprattutto nei prosciugamenti che sono durati fino a tarda sera.
In provincia, in tangenziale 450, prima di Peschiera l’auto di alcuni turisti austriaci, forse per la scarsa visibilità è finita contro un camion che trasportava immondizie. Due i feriti, non gravi, portati all’ospedale di Peschiera. Sul posto la polizia stradale di Bardolino e Verona Emergenza. (a.v.)
(Fotoservizio di Costantino Fadda, Giorgio Marchiori e Luigi Pecora)
da www.larena.it
E ora di finilra questa è una TROMBA D'ARIA!!!
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