Neve del 26-27 Gennaio 06. Microclimi a confronto!

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  • Simone
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    • Jun 2006
    • 8100

    Neve del 26-27 Gennaio 06. Microclimi a confronto!

    Ieri ancora una volta si parlava con Davide Rosa delle interessantissime peculiarità della nevicata del 26-27 Gennaio, specificatamente per le provincie di Verona e di Vicenza.
    Ecco quanto mi testimoniava Davide tramite sms sul "lato orientale":

    "Errore Madornale di NMM ( sempre per le correnti al suolo nel medio e alto vicentino ) tra il 26 ed il 27 gennaio 2006.
    La NMM delle 06utc mette i vettori da ENE belli tesi da Bassano a Malo, da Cittadella a Vicenza...quando in realtà i vari dati orari di ARPAV ( di cui Davide è in possesso ) mostrano un vento costantemente da NE a Quinto vicentino ma di direzione variabile ( O-NO-N) di Malo con intensità debole o debolissima.
    La nevicata notturna tra il 26 ed il 27 a Vi e Cavazzale si è depositata con assoluta calma di vento.
    Il vero NE a Malo, Cavazzale, Vicenza si è sentito solo in tarda serata del 27 ma a giochi fatti.
    Continuo ad avere la stessa idea: la massa entrante da NE IN OPPOSIZIONE ALLA MASSA MAGGIORMENTE "STAGNANTE"( sempre al suolo) orginantesi dal'orografia ad "L" rovescia della pianura vicentina è costretta a sollevarsi, sollevando via via le masse d'aria alle quote superiori!
    Sollevamento ripreso, più avanti a 250-350 m dalle colline della giunzione Berico-Lessinica x dare un'impulso locale alle precipitazioni in zona Montecchio Altavilla.
    Non si possono spiegare con un "improbabile imbuto" i 18mm di equivalente in acqua ( in 16 ore) di differenza tra VI-città e Quinto ne gli 8 cm di differenza di neve accumolati tra Vi città e montecchio.
    Tali differenze sarebbero più graduali se da E verso O risultasse valida la teoria "imbutiforme"
    E invece salto abissale tra Quinto e Vi-Ospedal, poca roba in più verso Vi-W e Altavilla e nuovo saltino a Montecchio.
    E poi c'è il discorso del vento al suolo che non torna nella teoria dell'imbuto!


    Che dire, l'ipotesi di Davide è estremamente affascinante anche se bisogna lavorarci sopra ancora parecchio!

    Appassionato di meteorologia!
  • Simone
    Utente Registrato
    • Jun 2006
    • 8100

    #2
    Nel corso della nevicata di quei giorni, non solo Verona ma anche parte della Pedemontana vicentina ( Marostica, Molvena, Bassano centro/nord, talora Breganze etc )andarono parzialmente in acqua o videro una riduzione delle precipitazioni per via di un particolare effetto favonico che tende a svilupparsi in seguito all'azione del monte Grappa sulle fredde correnti alle basse quote in movimento dalla val Belluna in direzione SW.
    Correnti che possono essere rintracciate tra i piani isobarici di 900 e 850 hpa
    In pratica una forte corrente da NE in scorrimento nella val Belluna genera una media-forte catabasi che inizia ad esplicarsi in parte dell'abitato di Bassano ( ma anche leggermente più ad est ) e procede poi in direzione SE a coinvolgere i comuni limitrofi seguendo l'orografia della pedemontana.
    Solo che ad un certo punto, dopo le colline di Breganze, l'effetto è andato attenuandosi fino a scomparire ed addirittura, nella vicina Schio la ventilazione al suolo era assente mentre è possibile che continuasse ad agire una componente assia meno perniciosa intorno ai 925hpa.

    Ma rileggiendo le disamine di quei giorni viene alla luce una cosa ancora più interessante: che il vento al suolo di Malo, come dice il buon Davide, era mediamente da O/NO, dunque in palese opposizione a tutto quello che soffiava su gran parte della medio-alta pianura veneta.
    Come è potuto accadere?
    E' chiaro quindi che da qualche parte, tra Breganze e Malo il vento al suolo deve girare, mentre appena più a nord ( Schio ) questo pare assente.
    Solamente l'orografia "arcuata" può indurre una simile "forzante rotatoria" al suolo, forzante che deve però venire subito meno negli strati appena superiori dove continua a soffiare l'E/NE, tanto è vero che gli accumoli di Malo e ancor meglio di Valdagno a fine evento furono maggiori delle zone limitrofe, indice che era in corso stau da est sui rilievi sottovento.
    IN quella zona deve esistere dunque un buono shear verticale e dunque una parziale esaltazione dei fenomeni tra il suolo ( NW) e la bassa quota E/NE.

    Muovendoci più a SE, in direzione della città, per Davide continuiamo a trovare traccie di questa ventilazione "indotta" da NO, ( attenzione però che è solo un ipotesi, non ci sono dati a confermarlo ) addirittura debolissime traccie di NO potrebbero essere state presenti a Vicenza e limitrofi durante la nevicata del giorno 26, ventilazione da NO che andrebbe a "smorzare completamente" il NE al suolo sulla città Berica e nelle vicinanze.
    Questo spiegherebbe la calma di vento che ha interessato Vicenza ed interland nel giorno 26 mentre a poche decine di km di distanza il vento da est spirava ababstanza sostenuto e teoricamente sarebbe dovuto entrare anche nel capoluogo Berico.

    Seguendo il discorso di Davide dovrebbero quindi esistere a E della città delle linee di convergenza tra un debolissimo, "quasi strumentale" vento al suolo da NO e quello più intenso da NE che sarebbe spinto verso l'alto scavalcando "l'aria stagnante" immediatamente ad W.
    Durante questo solevamento avrebebro luogo le maggiori precipitazioni.
    Personalmente potrei pensare che un piccolo aiuto possa provenire anche da differenti valori igrometrici tra l'aria più secca di estrazione nord occidentale e quella più umida che stava entrando progressivamente in Val Padana da est.
    L'aria secca, ricordo, è più densa di quella umida.

    Una buona domanda potrebbe essere quella di cercare di capire quale efeftto ha la lama secca in discesa dal Grappa nella rotazione della corrente al suolo prima di Malo e dunque della formazione della lingua che si muove in direzione SE verso Vicenza città, questa lingua potrebbe far ababssare legegrmente il dewpoint abbassando di poco ( ma magari significativo ) la temperatura grazie all'aumentata capacità delle precipitazioni di assorbire calore dalla colonna d'aria.

    Appassionato di meteorologia!

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    • Marco C.
      Consiglio direttivo
      • Jun 2006
      • 15660

      #3
      In pratica una forte corrente da NE in scorrimento nella val Belluna genera una media-forte catabasi che inizia ad esplicarsi in parte dell'abitato di Bassano ( ma anche leggermente più ad est ) e procede poi in direzione SE a coinvolgere i comuni limitrofi seguendo l'orografia della pedemontana
      SW volevi dire?

      Comunque aldilà del discorso che vale per la pedemontana che personalmente trovo convincente, ovvero che sia la disposizione orografica della suddetta zona ad inibire l'eventuale effetto favonico che nasce ad est di Bassano e che termina all'altezza di Breganze (teoria che peraltro manderebbe in soffitta l'idea che sia stato un effetto stau classico a causare l'abbondanza di prec. in tali zone, ovvero il NE che ''sbatte'' sul rilievo prealpino vicentino)...quello che non mi spiego è come il NE sia costretto a sollevarsi ad E di Vicenza, cioè la causa forzante...due spiegazioni mi vengono in mente ma non mi convince pienamente nessuna:

      1 il NW che arriva da Malo alla quota isobarica di 900 hpa è più intenso di quanto rilevato da Davide al suolo e contrasta con il NE in tale area (periferia orientale del capoluogo)

      2 un disturbo dell'orografia berica crea un gioco di correnti, sempre a piani di qualche centinaio di m superiori al suolo, che causano l'arresto del NE e una zona di calma di vento dove s'inserisce la debole brezza proveniente da NW

      Sicuramente un'indagine affascinante e sarebbe bello che Davide di persona arrricchisse di persona questo 3d con le sue considerazioni
      Last edited by Marco C.; 29-08-2006, 09:43.

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      • Simone
        Utente Registrato
        • Jun 2006
        • 8100

        #4
        Ciao Marco..intendevo dire in effetti propio SW!

        Cmq devo dirti che secondo me la forzante che "spegne" il vento a Vicenz città non può essere un NW troppo "sparato" nei dintorni di Malo a 900/925hpa perchè quella è una quota dove lo stau sulle piccole Dolomiti comincia ad essere importante!
        Come dicevo ieri i superiori accumoli di Valdagno ma anche della stessa Malo stanno per me a dimostrare che li la ventilazione doveva essere da E/NE, almeno a 900hpa altrimenti che stau ci sarebbe stato?

        discorso dell'orografia berica...che dire, potrebbe ben aiutare in questo caso se fosse disposta a NE della città ma il punto è che fondamentalmente se ne sta a sw e quindi non riesco bene ad immaginarmi un tale effetto barriera in grado di sconvolgere in maniera così significativa le correnti al suolo.

        Insomma anche per me la grande croce resta queal di capire perchè sul vicentino il vento al suolo tende a latitare!

        Ps per la prima parte del tuo discorso, ovvero che le zone come quelle a nord di Thiene, Piovene etc non siano sottoposte a stau, be questo è parzialmente vero nel caso di correnti troppo orientali al suolo o di correnti troppo occidentali in quota!
        Che le salva tanto probabilmente ci sono anche quel paio di centinaia di metri di altezza in più che fanno sempre bene oltre alla frequente mancanza di ventilazione in situaizone ciclonica che già di suo peggiora per attrito leggermente la colonna d'aria.

        Intanto tornando al veronese è buffo vedere come da noi il vento tirava egualmente il 26 con "Vicenza immobile"ed il 27 con Vicenza che piano piano in tarda giornata "riprendeva il vento", dunque è propio vero che nulla ci cambia la ventilazione al suolo sul vicentino ma che la nostra croce si compie a 925 e pure quote superiori se la situazione lo permette!
        Last edited by Marco C.; 29-08-2006, 10:55.
        Appassionato di meteorologia!

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        • Marco C.
          Consiglio direttivo
          • Jun 2006
          • 15660

          #5
          Originariamente inviato da Simone
          Ciao Marco..intendevo dire in effetti propio SW!

          Cmq devo dirti che secondo me la forzante che "spegne" il vento a Vicenz città non può essere un NW troppo "sparato" nei dintorni di Malo a 900/925hpa perchè quella è una quota dove lo stau sulle piccole Dolomiti comincia ad essere importante!
          Come dicevo ieri i superiori accumoli di Valdagno ma anche della stessa Malo stanno per me a dimostrare che li la ventilazione doveva essere da E/NE, almeno a 900hpa altrimenti che stau ci sarebbe stato?

          discorso dell'orografia berica...che dire, potrebbe ben aiutare in questo caso se fosse disposta a NE della città ma il punto è che fondamentalmente se ne sta a sw e quindi non riesco bene ad immaginarmi un tale effetto barriera in grado di sconvolgere in maniera così significativa le correnti al suolo.

          Insomma anche per me la grande croce resta queal di capire perchè sul vicentino il vento al suolo tende a latitare!

          Ps per la prima parte del tuo discorso, ovvero che le zone come quelle a nord di Thiene, Piovene etc non siano sottoposte a stau, be questo è parzialmente vero nel caso di correnti troppo orientali al suolo o di correnti troppo occidentali in quota!
          Che le salva tanto probabilmente ci sono anche quel paio di centinaia di metri di altezza in più che fanno sempre bene oltre alla frequente mancanza di ventilazione in situaizone ciclonica che già di suo peggiora per attrito leggermente la colonna d'aria.

          Intanto tornando al veronese è buffo vedere come da noi il vento tirava egualmente il 26 con "Vicenza immobile"ed il 27 con Vicenza che piano piano in tarda giornata "riprendeva il vento", dunque è propio vero che nulla ci cambia la ventilazione al suolo sul vicentino ma che la nostra croce si compie a 925 e pure quote superiori se la situazione lo permette!
          Certo però che anche la teoria del ristagno dell'aria fredda che costringe il NE a sollevarsi mi sembra una forzatura, sebbene mi renda conto che non è facilmente spiegabile questa calma di vento, è poi ovvio che non vivendo là e non avendo l'esperienza di Davide possa anche essere così...la mia domanda è: ammesso che sia così (e considerando che sono stati individuati degli errori sistematici dei lam per tali aree), esistono esempi analoghi in qualche altra area italiana o extranazionale sui quali imbastire un confronto?
          Last edited by Marco C.; 29-08-2006, 10:58.

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          • Simone
            Utente Registrato
            • Jun 2006
            • 8100

            #6
            Mha io, ripeto, dico che per me la eoria del "contro vento" al suolo può essere in parte valida ma anche le umidità devono un pò metterci del loro con l'aria umida che scavalca quella più secca.
            Appassionato di meteorologia!

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            • Marco C.
              Consiglio direttivo
              • Jun 2006
              • 15660

              #7
              Originariamente inviato da Simone
              le umidità devono un pò metterci del loro con l'aria umida che scavalca quella più secca.
              Beh in effetti sta cosa è un pò strana

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              • daverose240573

                #8
                Difatti dai quadranti orientali giunge aria ben più secca, a "scavalcare" (o ad essere deviata, in parte) quella pseudo-stagnante più umida posta a sx della linea ideale "Torri-Sandrigo".
                Tantissime sarebbero le cose da scrivere sulla ventilaz ai vari livelli nel medio e alto vicentino... ma le sto già strutturando in un articolo apposito (assai pesante da inserire in un thread), e di certo sono informazioni non analizzabili divise tra loro.
                Comunque sia il succo portante della questione é questo:
                -nell'episodio 26-28 Gennaio 2006 Verona era sotto spinta favonica in concomitanza con calma assoluta di vento in siti come VI-Città, Malo, Villaverla, ecc.
                -in ogni caso il favonio veronese non é certo collegabile alla disposizione dei venti al suolo nel medio-alto vicentino, come lo é sempre stato del resto.
                Ciao!!
                Davide V

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                • Simone
                  Utente Registrato
                  • Jun 2006
                  • 8100

                  #9
                  Davide, ma l'aria secca non è più pesante?
                  Appassionato di meteorologia!

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                  • daverose240573

                    #10
                    Vero, ma a pensarci bene (quello della differenza igrometrica delle 2 masse é una cosa a cui nn ho mai pensato, sto provando a gettare delle ipotesi) nn penso vi sia tanta differenza igrometrica tra le 2 masse in contrapposizione con prp in corso.
                    Pero' nn capisco la tua frase "Mha io, ripeto, dico che per me la teoria del "contro vento" al suolo può essere in parte valida ma anche le umidità devono un pò metterci del loro con l'aria umida che scavalca quella più secca"; quando é più facile che una massa umida venga sollevata da quella secca (come ben sappiamo in talune linee temporalesche) nn capisco da dove provengano i dubbi....
                    Quale sarebbe la massa umida e quale quella secca?
                    E poi parliamo di una massa d'aria in arrivo con velocità abb ridotte, mentre l'altra massa é prticam "ferma".
                    L'importante é che in tale zona si crei la convergenza adatta.
                    Sui venti di caduta da NE nella fascia pedemontana: att.ne che se consideriamo la fascia da Thiene a Bassano la parte occidentale di tale fascia é stata interessata dai venti di caduta per sole 2-3 ore nella prima parte dell'episodio, considerato questo sino al mattino del 27.
                    Ciao!!
                    Davide V

                    Comment

                    • Marco C.
                      Consiglio direttivo
                      • Jun 2006
                      • 15660

                      #11
                      Originariamente inviato da daverose240573
                      Vero, ma a pensarci bene (quello della differenza igrometrica delle 2 masse é una cosa a cui nn ho mai pensato, sto provando a gettare delle ipotesi) nn penso vi sia tanta differenza igrometrica tra le 2 masse in contrapposizione con prp in corso.
                      Pero' nn capisco la tua frase "Mha io, ripeto, dico che per me la teoria del "contro vento" al suolo può essere in parte valida ma anche le umidità devono un pò metterci del loro con l'aria umida che scavalca quella più secca"; quando é più facile che una massa umida venga sollevata da quella secca (come ben sappiamo in talune linee temporalesche) nn capisco da dove provengano i dubbi....
                      Quale sarebbe la massa umida e quale quella secca?
                      E poi parliamo di una massa d'aria in arrivo con velocità abb ridotte, mentre l'altra massa é prticam "ferma".
                      L'importante é che in tale zona si crei la convergenza adatta.
                      Sui venti di caduta da NE nella fascia pedemontana: att.ne che se consideriamo la fascia da Thiene a Bassano la parte occidentale di tale fascia é stata interessata dai venti di caduta per sole 2-3 ore nella prima parte dell'episodio, considerato questo sino al mattino del 27.
                      Ciao!!
                      Davide V
                      Aspetta forse allora è più chiaro, tu vorresti dire che la massa più secca in arrivo da NE solleva la massa umida in loco...giusto?

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                      • Simone
                        Utente Registrato
                        • Jun 2006
                        • 8100

                        #12
                        no Marco,la teoria dice il contrario; l'aria secca arriva da ""W"", quella umida da ""E""!
                        Davide non ho capito se ti sembra valida la mia teoria delle due igrometrie differenti o se...picche!
                        Perchè qualcosa deve avere quest'aria per compiere la spinta verso l'alto..
                        Appassionato di meteorologia!

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                        • Simone
                          Utente Registrato
                          • Jun 2006
                          • 8100

                          #13
                          ho capito la *convergenza* Davide ma da qualche parte a WNW della convergenza deve tirare il NW al suolo, deve poi esitere una linea ( una macchia, qualcosa di esteso ) di convergenza con debole riduzione della pressione al suolo per aspirazione verso l'alto e calma locale di vento ed infine poco più ad est deve riprendere il NE.
                          Vogliamo dire che è ad est di Vicenza, perfetto!
                          Alora dobbiamo trovare dati al suolo in direizone NW che ci confermino il NW in discesa e poi dobbiamo anche spiegarci la ventilazione al suolo in zona Mntecchio,Altavilla.

                          Appassionato di meteorologia!

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                          • #14
                            super interessante.....ho postato il link da noi
                            complimenti a tutti

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                            • ulisse
                              Consiglio Direttivo
                              • Jul 2006
                              • 12774

                              #15
                              Originariamente inviato da Simone
                              ho capito la *convergenza* Davide ma da qualche parte a WNW della convergenza deve tirare il NW al suolo, deve poi esitere una linea ( una macchia, qualcosa di esteso ) di convergenza con debole riduzione della pressione al suolo per aspirazione verso l'alto e calma locale di vento ed infine poco più ad est deve riprendere il NE.
                              Vogliamo dire che è ad est di Vicenza, perfetto!
                              Alora dobbiamo trovare dati al suolo in direizone NW che ci confermino il NW in discesa e poi dobbiamo anche spiegarci la ventilazione al suolo in zona Mntecchio,Altavilla.

                              Ecco Simone.Per me la zona nevralgica resta quella tra Montecchio e Altavilla.
                              Il Nord-est, secondo il mio modesto parere,riprende all'altezza di montebello o giu' di li'....
                              Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
                              MAI CA NEVEGA!!!!

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