L’Arpav: «Precipitazioni concentrate in primavera e autunno

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  • Simone
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    L’Arpav: «Precipitazioni concentrate in primavera e autunno

    L’Arpav: «Precipitazioni concentrate in primavera e autunno, diventa necessario contenere i consumi»

    Articolo tratto da www.larena.it

    Aumento della temperatura media annuale, riduzione delle precipitazioni, innalzamento della quota del manto nevoso, lo scenario emerso dalla Conferenza Nazionale sul Clima svoltasi a Roma coincide perfettamente con quanto sta accadendo nel Veneto e a Verona. Lo afferma Andrea Drago, direttore generale Arpav, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. «Assistiamo a una riduzione delle portate dei corsi d’acqua e alla stagionalizzazione delle precipitazioni, concentrate in primavera e in autunno con un deficit in inverno, anche a causa della riduzione del manto nevoso, e in estate, tale situazione richiede interventi seri e tempestivi come il contenimento dei consumi, il ricorso a fonti di energia alternativa e altre azioni strutturali». Dopo le anticipazioni fornite ieri su queste pagine relative ai dati di quest’anno che vedono un netto riscaldamento delle temperature, ieri è stata diffusa l’analisi sui dati climatici del Veneto degli ultimi cinquant’anni, effettuata dal Centro meteorologico Arpav di Teolo, utilizzando nove stazioni per i dati di temperatura e 49 stazioni per i dati di precipitazione. Analisi che ha evidenziato la riduzione delle portate dei corsi d’acqua, in particolare il bacino del Po si è ridotto del 20 per cento, dato che può essere applicato a tutti gli altri fiumi del Veneto e che è determinato dalla diminuzione delle precipitazioni e dall’aumento della temperatura che provoca evaporazione e in parte dalle derivazioni idriche. Per quanto riguarda le temperature misurate sempre negli ultimi cinquant’anni, le medie annuali delle temperature minime giornaliere registrano un incremento di circa 0,26°C per decennio. Le corrispondenti medie annuali delle temperature massime giornaliere hanno registrato un incremento di circa 0,46°C per decennio. Infine le precipitazioni, in analogia a quanto osservato in media nell’area mediterranea, registrano in Veneto negli ultimi cinquant’anni valori totali annui in calo con una diminuzione media per decennio di circa 34 millimetri. Dunque, negli ultimi 50 anni il Veneto, e Verona, si stanno scaldando.

    TEMPERATURE. Le medie annuali delle temperature massime giornaliere registrano nel periodo 1956-2004 considerato un incremento medio di circa 0,46°C per decennio. È importante rilevare che la crescita più significativa dei valori di temperatura massima si colloca negli ultimi 20 anni circa, mentre, nel precedente periodo l’andamento appare mediamente più stazionario. Un’ulteriore analisi effettuata sulla medesima serie di dati ha permesso di individuare sottoperiodi significativamente diversi ovvero la presenza di punti di discontinuità. L’analisi statistica colloca un punto di discontinuità nella serie delle temperature massime intorno al 1989 permettendo di evidenziare tra i due periodi individuati (1956-1988 e 1989-2004), un incremento della media delle temperature massime di 1,5°C. Un punto di discontinuità si verifica intorno al 1989 che individua un primo periodo, dal 1956 al 1988, ove la media delle temperature massime risulta di 16,4°C ed un successivo periodo, dal 1989 al 2004, dove la media sale a 17,9°C. Le medie annuali delle temperature minime giornaliere registrano nel periodo considerato un incremento medio di circa 0.26°C per decennio. Anche per le temperature minime si osserva nel corso del cinquantennio un tendenza alla crescita seppur in modo più contenuto rispetto ai valori massimi. L’analisi della discontinuità permette di individuare intorno al 1991 un punto di cambiamento evidenziando tra i due periodi (1956-1990 e 1991-2004) un incremento delle temperature minime di 0,9 gradi centigradi. Si evidenzia un punto di discontinuità intorno al 1991 che individua un primo periodo, dal 1956 al 1990, ove la media delle temperature minime risulta di 6,6°C ed un successivo periodo, dal 1991 al 2004, dove la media sale a 7,5°C.

    L’AGRICOLTURA. Un effetto evidente degli incrementi di temperatura è anche riscontrabile nel progressivo anticipo delle fasi fenologiche delle colture agrarie (fasi di sviluppo delle piante come ad esempio la fioritura, la maturazione del frutto ecc.) verificatosi negli ultimi decenni in Veneto.

    PRECIPITAZIONI. Per quanto riguarda le precipitazioni, in analogia a quanto osservato in media nell’area mediterranea, in Veneto si registrano, nel periodo analizzato, dei valori totali annui in calo con una diminuzione media per decennio di circa 34 mm; in particolare il calo più sensibile si è avuto dal 1982 al 2004 con 1052 mm di media annua rispetto ai 1124 del epriodo 1967-1981 e ai 1235 del periodo 1956-1966. Il Veneto, manifestando un calo della piovosità annua dell'ordine di 34 mm per decennio, sembra allinearsi maggiormente alle tendenze presenti nell'area del Mediterraneo. Non c’è dubbio che di fronte a questi dati è giunto il momento di correre ai ripari.

    Articolo tratto da www.larena.it
    Last edited by Simone; 15-09-2007, 18:41.
    Appassionato di meteorologia!
  • Simone
    Utente Registrato
    • Jun 2006
    • 8100

    #2
    Originariamente inviato da Simone Visualizza il messaggio

    TEMPERATURE. Le medie annuali delle temperature massime giornaliere registrano nel periodo 1956-2004 considerato un incremento medio di circa 0,46°C per decennio.
    Ma vi rendete conto di che razza di valore parliamo? Se ragioniamo a spanne otteniamo qualcosa tipo 4,6°C di aumento delle massime in un secolo!!!
    È importante rilevare che la crescita più significativa 20 anni circa, mentre, nel precedente periodo l’andamento appare mediamente più stazionario.
    Questo è sempre il solito discorso, il trend all'aumento non è per nulla lineare ma sta accelerando in maniera incredibile negli ultimi decenni..motivi?
    Solo urbanizzazione massiccia?

    Un’ulteriore analisi effettuata sulla medesima serie di dati ha permesso di individuare sottoperiodi significativamente diversi ovvero la presenza di punti di discontinuità. L’analisi statistica colloca un punto di discontinuità nella serie delle temperature massime intorno al 1989 permettendo di evidenziare tra i due periodi individuati (1956-1988 e 1989-2004), un incremento della media delle temperature massime di 1,5°C. Un punto di discontinuità si verifica intorno al 1989 che individua un primo periodo, dal 1956 al 1988, ove la media delle temperature massime risulta di 16,4°C ed un successivo periodo, dal 1989 al 2004, dove la media sale a 17,9°C.

    Le medie annuali delle temperature minime giornaliere registrano nel periodo considerato un incremento medio di circa 0.26°C per decennio.

    Dai qui va meglio..ci "accontentiamo" di 2.6°C per secolo!!!
    Anche per le temperature minime si osserva nel corso del cinquantennio un tendenza alla crescita seppur in modo più contenuto rispetto ai valori massimi. L’analisi della discontinuità permette di individuare intorno al 1991 un punto di cambiamento evidenziando tra i due periodi (1956-1990 e 1991-2004) un incremento delle temperature minime di 0,9 gradi centigradi. Si evidenzia un punto di discontinuità intorno al 1991 che individua un primo periodo, dal 1956 al 1990, ove la media delle temperature minime risulta di 6,6°C ed un successivo periodo, dal 1991 al 2004, dove la media sale a 7,5°C.

    BESTIALE!!

    Ora 9 stazioni sono decisamente troppo poche per effettuare una serie indagine statistica sul campo delle temperature...tra l'altro non sappiamo nulla del posizionamento delle stesse...:
    sono urbane o stazioni di campagna?
    Sono state raggiunte dal cemento nel corso dei decenni o sono rimaste assolutamente sempre in mezzo allo stesso ambiente?
    Mha!
    Ad ogni modo i dati sopra esposti fanno incredibilmente pensare!
    Last edited by Simone; 15-09-2007, 18:53.
    Appassionato di meteorologia!

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    • Simone
      Utente Registrato
      • Jun 2006
      • 8100

      #3
      Attenzione, questo post non vuole avere ASSOLUTAMENTE carattere di scientificità o rigore matematico!!!

      Questo grafico l'ho preso dal forum di Meteoservice e mostra chiaramente il mio pensiero:



      Il riscaldamanto ciclico del pianeta è sempre esistito ma noi esseri umani lo stiamo portando a livelli parossistici!

      Guardate il secondo grafico, mostra lo scarto della temperatura di allora rispetto a quella attuale ( attuale un piffero, è quella del 1950..di quanto siamo saliti da allora? ), teniamolo per buono nonostante tutte le enormi approssimazioni che possono esserci alla base che nemmeno conosco.

      Guardate quanti alti e bassi compie il grafico della T, si passa, apparentemente nel giro di un attimo da T 8°C inferiori a quelle di adesso a T anche 3°C superiori..nella pratica sono 10°C o poco più di aumento termico in quello che sembra un "niente"temporale!
      Tutto normale allora?

      Nemmeno per sogno!!
      Peccato infatti che quel "niente", una tacchetta sull'asse delle ascisse, sia circa 10000 ( diecimila anni) e, esageriamo, prendo ad esempio il caso più repentino e vistoso, quello di 330000( trecentotrentamila anni fa ).

      Bene, 10°C/10000anni= 1°/1000 anni= 0,1°C secolo=0.01°C decennio.
      Bene, diciamo che il tutto è estremamente "aleatorio" e che i valori sono sottoposti ad un forte errore per difetto...siamo larghi, usciamo dalla più semplice teoria degli errori e raddoppiamoli..passiamo a 0.02°C/decenni=0.2°/secolo..
      Diciamo che il polo sud risente meno del global warming per via della sua posizione isolata in mezzo ai mari...raddopiamo ancora la cifra?
      Dai che arriviamo a 0.4°C/secolo!!!

      Bene, ora rileggetecon calma l'articolo di Arpav!
      ( siamo 5-10 volte oltre a seconda dei parametri che misuriamo!!)
      Last edited by Simone; 15-09-2007, 19:53.
      Appassionato di meteorologia!

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      • Icecube
        Utente Registrato
        • Jun 2006
        • 9399

        #4
        Originariamente inviato da Simone Visualizza il messaggio
        Attenzione, questo post non vuole avere ASSOLUTAMENTE carattere di scientificità o rigore matematico!!!

        Questo grafico l'ho preso dal forum di Meteoservice e mostra chiaramente il mio pensiero:



        Il riscaldamanto ciclico del pianeta è sempre esistito ma noi esseri umani lo stiamo portando a livelli parossistici!

        Guardate il secondo grafico, mostra lo scarto della temperatura di allora rispetto a quella attuale ( attuale un piffero, è quella del 1950..di quanto siamo saliti da allora? ), teniamolo per buono nonostante tutte le enormi approssimazioni che possono esserci alla base che nemmeno conosco.

        Guardate quanti alti e bassi compie il grafico della T, si passa, apparentemente nel giro di un attimo da T 8°C inferiori a quelle di adesso a T anche 3°C superiori..nella pratica sono 10°C o poco più di aumento termico in quello che sembra un "niente"temporale!
        Tutto normale allora?

        Nemmeno per sogno!!
        Peccato infatti che quel "niente", una tacchetta sull'asse delle ascisse, sia circa 10000 ( diecimila anni) e, esageriamo, prendo ad esempio il caso più repentino e vistoso, quello di 330000( trecentotrentamila anni fa ).

        Bene, 10°C/10000anni= 1°/1000 anni= 0,1°C secolo=0.01°C decennio.
        Bene, diciamo che il tutto è estremamente "aleatorio" e che i valori sono sottoposti ad un forte errore per difetto...siamo larghi, usciamo dalla più semplice teoria degli errori e raddoppiamoli..passiamo a 0.02°C/decenni=0.2°/secolo..
        Diciamo che il polo sud risente meno del global warming per via della sua posizione isolata in mezzo ai mari...raddopiamo ancora la cifra?
        Dai che arriviamo a 0.4°C/secolo!!!

        Bene, ora rileggetecon calma l'articolo di Arpav!
        ( siamo 5-10 volte oltre a seconda dei parametri che misuriamo!!)
        Questi discorsi sono sempre interessantissimi Simo!
        Però il tuo ragionamento è errato in partenza. Perchè mai un aumento o crollo termico deve essere spalmato in 10000anni? Per quel che ne sappiamo potrebbe avvenire anche in pochi decenni! Carestie e crisi sono sempre esistite finchè l'uomo non ha imparato a dominare la natura (si fa per dire..).
        Quindi dire 0,01°C a decennio mi sembra una "fesseria". I grafici sono di per se imprecisi. Quindi potrebbe benissimo essere che alcuni decenni possano avere registrato aumenti simili a quelli che stiamo osservando noi oggi.. o forse ancor peggiori!!

        Altro errore di partenza è perchè analizzare un cambiamento a livello locale quando ciò che è veramente importante è ciò che succede globalmente.

        Ultimo appunto. I dati con cui sono stati fatti questi (o forse altri) grafici provengono da dati del tutto inattendibili a livello globale. Infatti in molti casi ci si basa o sugli anelli di crescita degli alberi o sui carotaggi.
        Insomma non ci danno un chiaro segnale globale ma solo locale! In realtà potremmo un giorno scoprire che tutti i grafici che abbiamo sono assolutamente errati se confrontati con degli altri dati presi nell'emisfero Sud.

        Che rompibal che son
        - Luca -
        Vivo in una terra che non conosce i disagi portati dalla neve

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        • Corrado
          Consiglio direttivo - Moderatore
          • Jun 2006
          • 11615

          #5
          Originariamente inviato da Simone Visualizza il messaggio
          L’Arpav: «Precipitazioni concentrate in primavera e autunno, diventa necessario contenere i consumi»

          Articolo tratto da www.larena.it

          Aumento della temperatura media annuale, riduzione delle precipitazioni, innalzamento della quota del manto nevoso, lo scenario emerso dalla Conferenza Nazionale sul Clima svoltasi a Roma coincide perfettamente con quanto sta accadendo nel Veneto e a Verona. Lo afferma Andrea Drago, direttore generale Arpav, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. «Assistiamo a una riduzione delle portate dei corsi d’acqua e alla stagionalizzazione delle precipitazioni, concentrate in primavera e in autunno con un deficit in inverno, anche a causa della riduzione del manto nevoso, e in estate, tale situazione richiede interventi seri e tempestivi come il contenimento dei consumi, il ricorso a fonti di energia alternativa e altre azioni strutturali». Dopo le anticipazioni fornite ieri su queste pagine relative ai dati di quest’anno che vedono un netto riscaldamento delle temperature, ieri è stata diffusa l’analisi sui dati climatici del Veneto degli ultimi cinquant’anni, effettuata dal Centro meteorologico Arpav di Teolo, utilizzando nove stazioni per i dati di temperatura e 49 stazioni per i dati di precipitazione. Analisi che ha evidenziato la riduzione delle portate dei corsi d’acqua, in particolare il bacino del Po si è ridotto del 20 per cento, dato che può essere applicato a tutti gli altri fiumi del Veneto e che è determinato dalla diminuzione delle precipitazioni e dall’aumento della temperatura che provoca evaporazione e in parte dalle derivazioni idriche. Per quanto riguarda le temperature misurate sempre negli ultimi cinquant’anni, le medie annuali delle temperature minime giornaliere registrano un incremento di circa 0,26°C per decennio. Le corrispondenti medie annuali delle temperature massime giornaliere hanno registrato un incremento di circa 0,46°C per decennio. Infine le precipitazioni, in analogia a quanto osservato in media nell’area mediterranea, registrano in Veneto negli ultimi cinquant’anni valori totali annui in calo con una diminuzione media per decennio di circa 34 millimetri. Dunque, negli ultimi 50 anni il Veneto, e Verona, si stanno scaldando.

          TEMPERATURE. Le medie annuali delle temperature massime giornaliere registrano nel periodo 1956-2004 considerato un incremento medio di circa 0,46°C per decennio. È importante rilevare che la crescita più significativa dei valori di temperatura massima si colloca negli ultimi 20 anni circa, mentre, nel precedente periodo l’andamento appare mediamente più stazionario. Un’ulteriore analisi effettuata sulla medesima serie di dati ha permesso di individuare sottoperiodi significativamente diversi ovvero la presenza di punti di discontinuità. L’analisi statistica colloca un punto di discontinuità nella serie delle temperature massime intorno al 1989 permettendo di evidenziare tra i due periodi individuati (1956-1988 e 1989-2004), un incremento della media delle temperature massime di 1,5°C. Un punto di discontinuità si verifica intorno al 1989 che individua un primo periodo, dal 1956 al 1988, ove la media delle temperature massime risulta di 16,4°C ed un successivo periodo, dal 1989 al 2004, dove la media sale a 17,9°C. Le medie annuali delle temperature minime giornaliere registrano nel periodo considerato un incremento medio di circa 0.26°C per decennio. Anche per le temperature minime si osserva nel corso del cinquantennio un tendenza alla crescita seppur in modo più contenuto rispetto ai valori massimi. L’analisi della discontinuità permette di individuare intorno al 1991 un punto di cambiamento evidenziando tra i due periodi (1956-1990 e 1991-2004) un incremento delle temperature minime di 0,9 gradi centigradi. Si evidenzia un punto di discontinuità intorno al 1991 che individua un primo periodo, dal 1956 al 1990, ove la media delle temperature minime risulta di 6,6°C ed un successivo periodo, dal 1991 al 2004, dove la media sale a 7,5°C.

          L’AGRICOLTURA. Un effetto evidente degli incrementi di temperatura è anche riscontrabile nel progressivo anticipo delle fasi fenologiche delle colture agrarie (fasi di sviluppo delle piante come ad esempio la fioritura, la maturazione del frutto ecc.) verificatosi negli ultimi decenni in Veneto.

          PRECIPITAZIONI. Per quanto riguarda le precipitazioni, in analogia a quanto osservato in media nell’area mediterranea, in Veneto si registrano, nel periodo analizzato, dei valori totali annui in calo con una diminuzione media per decennio di circa 34 mm; in particolare il calo più sensibile si è avuto dal 1982 al 2004 con 1052 mm di media annua rispetto ai 1124 del epriodo 1967-1981 e ai 1235 del periodo 1956-1966. Il Veneto, manifestando un calo della piovosità annua dell'ordine di 34 mm per decennio, sembra allinearsi maggiormente alle tendenze presenti nell'area del Mediterraneo. Non c’è dubbio che di fronte a questi dati è giunto il momento di correre ai ripari.

          Articolo tratto da www.larena.it
          Non ho letto l'articolo ma di una cosa sono sicura le stazioni prese ad esame non sono stazione pedemontane o montane!
          Qui da me secondo Arpav le maggiori precipitazioni avvengono in autunno e in estate e per essere precisi dal mese di maggio al mese di novembre!

          Poi mi domando sempre una cosa!Arpav da quali fonti prende i dati precedenti all'85?Visto che fino ad allora non aveva stazioni da nessuna parte?
          Spero non dall'aereonautica perchè i dati aereoportuali sono palesamente errati in molti casi!
          http://meteogrezzana.altervista.org/img/

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          • Simone
            Utente Registrato
            • Jun 2006
            • 8100

            #6
            Originariamente inviato da Icecube Visualizza il messaggio
            Questi discorsi sono sempre interessantissimi Simo!
            Però il tuo ragionamento è errato in partenza. Perchè mai un aumento o crollo termico deve essere spalmato in 10000anni?
            Ciao Ice, io mi riferisco al grafico sopra postato, la scala dei tempi è quella che ho indicato: 10000 anni, secolo più secolo meno non sono stato io a farlo...
            Per quel che ne sappiamo potrebbe avvenire anche in pochi decenni! Carestie e crisi sono sempre esistite finchè l'uomo non ha imparato a dominare la natura (si fa per dire..).
            Bè, cambiamenti climatici nell'arco di dieci anni sfuggono anche alla "perversa logica" del GW, diciamo che si, possono nascere anomalie forti anche nel giro di pochi anni ( ne stiamo vivendo una adesso, a titolo d'esempio). Occhio che il discorso delle carestie è molto particolare, bastano pochissimi gradi di differenza per colpire duramente le civiltà agricole, non ne servono 10.
            Quindi dire 0,01°C a decennio mi sembra una "fesseria". I grafici sono di per se imprecisi. Quindi potrebbe benissimo essere che alcuni decenni possano avere registrato aumenti simili a quelli che stiamo osservando noi oggi.. o forse ancor peggiori!!
            Guarda, sulla bontà di questi grafici non ci metto è becco nè verbo, questo è il dato che ho davanti; nel dubbio ho pure raddoppiato l'errore, certo comunque tutto è possibile anche se abbastanza improbabile un trend all'aumento più veloce del nostro!
            Ma, ti faccio una domanda; pensi che se esistessero prove scientifiche di tassi di incremento termico simili a quelli attuali a disposizione della comunità scientifica, non sarebbero già "venuti fuori"?
            Altro errore di partenza è perchè analizzare un cambiamento a livello locale quando ciò che è veramente importante è ciò che succede globalmente.
            ..
            Ice, qui insulti la mia ( modesta ) intelligenza! .
            Sono il primo che non si sogna nemmeno di paragonare il microclima locale del Veneto, ( una ricerca fatta con solo 9 stazioni di provenienza dubbia) con la media globale delle T, ci mancherebbe altro!

            Se ricordi all'inizio del post ho "messo le mani avanti" parlando del carattere NON scientifico dello stesso; semplicemente volevo far riflettere sulle due scale temporali, completamente differenti, dei due riscaldamenti ( quelli antichi e quelli attuali).

            Ultimo appunto. I dati con cui sono stati fatti questi (o forse altri) grafici provengono da dati del tutto inattendibili a livello globale. Infatti in molti casi ci si basa o sugli anelli di crescita degli alberi o sui carotaggi.
            Insomma non ci danno un chiaro segnale globale ma solo locale! In realtà potremmo un giorno scoprire che tutti i grafici che abbiamo sono assolutamente errati se confrontati con degli altri dati presi nell'emisfero Sud.
            Ripeto, tutto può essere, d'altronde solo chi non fa nulla nn sbaglia mai!
            Certamente un domani i dati in tavola possono cambiare ma nn si può "passare sopra" il GW trincerandosi dietro i soliti "non ci sono dati o non sono rappresentativi"!
            Secondo me, con un pò di buona fede i dati del riscaldamento globale e locale sono evidenti a tutti i ricercatori!
            Se poi vogliamo capirne esattamente la dinamica allora c'è ancora da lavorare ma credo che davvero l'azione umana sia assolutamente chiara rispetto all'incredibile velocità del nostro riscaldamento.
            Devo ancora sentire un proposta concreta che escluda l'azione umana, se non il ricorso a cicli e ricicli storici; è un normale ciclo del pianeta o meglio del sole si dice...la verità è che nessuna di queste ipotesi riesce a reggere la velocità, anzi l'"accelerazione" del GW attuale.

            Che rompibal che son
            Quoto quanto sopra!
            Appassionato di meteorologia!

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            • Simone
              Utente Registrato
              • Jun 2006
              • 8100

              #7
              Originariamente inviato da Corrado Visualizza il messaggio
              Non ho letto l'articolo ma di una cosa sono sicura le stazioni prese ad esame non sono stazione pedemontane o montane!
              Qui da me secondo Arpav le maggiori precipitazioni avvengono in autunno e in estate e per essere precisi dal mese di maggio al mese di novembre!
              Corrado, porta pazienza, non ho capito cosa vuoi dire!
              Appassionato di meteorologia!

              Comment

              • Marco C.
                Consiglio direttivo
                • Jun 2006
                • 15660

                #8
                Originariamente inviato da Corrado Visualizza il messaggio
                Non ho letto l'articolo ma di una cosa sono sicura le stazioni prese ad esame non sono stazione pedemontane o montane!
                Qui da me secondo Arpav le maggiori precipitazioni avvengono in autunno e in estate e per essere precisi dal mese di maggio al mese di novembre!

                Poi mi domando sempre una cosa!Arpav da quali fonti prende i dati precedenti all'85?Visto che fino ad allora non aveva stazioni da nessuna parte?
                Spero non dall'aereonautica perchè i dati aereoportuali sono palesamente errati in molti casi!

                A parte il fatto che concordo sul fatto che l'ARPAV sia costretta a fare considerazioni ''affidabili'' su un lasso temporale abbastanza ristretto, ma se è quello che passa il convento va bene lo stesso. Piuttosto mi sorprende che si usi un campione così ristretto per il calcolo della temperatura, 9 stazioni su 18.000 kmq sono decisamente insufficienti per arrivare alle conclusioni tratte

                Comment

                • Angelo
                  Consiglio direttivo
                  • Jun 2006
                  • 12323

                  #9
                  Ne usa 9 perchè, evidentemente, per andare indietro nel tempo fino agli anni '50 con una serie storica continua, si è dovuta accontentare di un numero esiguo di stazioni.

                  D'altro conto solo negli anni 2000 Arpav ha provveduto a sostituire gli schermi solari "vecchi" con quelli nuovi in policarbonato. In precedenza gli schermi solari erano in metallo Per cui fate voi.
                  https://www.meteoarena.com/

                  Comment

                  • Icecube
                    Utente Registrato
                    • Jun 2006
                    • 9399

                    #10
                    Originariamente inviato da Simone Visualizza il messaggio
                    Ciao Ice, io mi riferisco al grafico sopra postato, la scala dei tempi è quella che ho indicato: 10000 anni, secolo più secolo meno non sono stato io a farlo...

                    Bè, cambiamenti climatici nell'arco di dieci anni sfuggono anche alla "perversa logica" del GW, diciamo che si, possono nascere anomalie forti anche nel giro di pochi anni ( ne stiamo vivendo una adesso, a titolo d'esempio). Occhio che il discorso delle carestie è molto particolare, bastano pochissimi gradi di differenza per colpire duramente le civiltà agricole, non ne servono 10.

                    Guarda, sulla bontà di questi grafici non ci metto è becco nè verbo, questo è il dato che ho davanti; nel dubbio ho pure raddoppiato l'errore, certo comunque tutto è possibile anche se abbastanza improbabile un trend all'aumento più veloce del nostro!
                    Ma, ti faccio una domanda; pensi che se esistessero prove scientifiche di tassi di incremento termico simili a quelli attuali a disposizione della comunità scientifica, non sarebbero già "venuti fuori"?
                    ..
                    Ice, qui insulti la mia ( modesta ) intelligenza! .
                    Sono il primo che non si sogna nemmeno di paragonare il microclima locale del Veneto, ( una ricerca fatta con solo 9 stazioni di provenienza dubbia) con la media globale delle T, ci mancherebbe altro!

                    Se ricordi all'inizio del post ho "messo le mani avanti" parlando del carattere NON scientifico dello stesso; semplicemente volevo far riflettere sulle due scale temporali, completamente differenti, dei due riscaldamenti ( quelli antichi e quelli attuali).


                    Ripeto, tutto può essere, d'altronde solo chi non fa nulla nn sbaglia mai!
                    Certamente un domani i dati in tavola possono cambiare ma nn si può "passare sopra" il GW trincerandosi dietro i soliti "non ci sono dati o non sono rappresentativi"!
                    Secondo me, con un pò di buona fede i dati del riscaldamento globale e locale sono evidenti a tutti i ricercatori!
                    Se poi vogliamo capirne esattamente la dinamica allora c'è ancora da lavorare ma credo che davvero l'azione umana sia assolutamente chiara rispetto all'incredibile velocità del nostro riscaldamento.
                    Devo ancora sentire un proposta concreta che escluda l'azione umana, se non il ricorso a cicli e ricicli storici; è un normale ciclo del pianeta o meglio del sole si dice...la verità è che nessuna di queste ipotesi riesce a reggere la velocità, anzi l'"accelerazione" del GW attuale.



                    Quoto quanto sopra!

                    Speravo in qualcosina di meglio ma va bene. Bravo

                    Sono assolutamente con te quando dici che da qualche parte bisogna iniziare. Certo è che bisogna sempre tenere conto della pochezza dei dati che abbiamo in mano.
                    Per quanto riguarda le carestie credo che anche un aumento di pochi gradi come da te affermato possa essere deleterio! E sarebbe cmq già oltre ciò che sta succedendo ora

                    Insomma ok al GW ma guardiamo sempre con critica tutti i dati che ci vengono proposti.


                    P.S.:
                    Sulla tua intelligenza (modesta) concordo.
                    - Luca -
                    Vivo in una terra che non conosce i disagi portati dalla neve

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                    • Marco C.
                      Consiglio direttivo
                      • Jun 2006
                      • 15660

                      #11
                      Originariamente inviato da Angelo Visualizza il messaggio
                      Ne usa 9 perchè, evidentemente, per andare indietro nel tempo fino agli anni '50 con una serie storica continua, si è dovuta accontentare di un numero esiguo di stazioni.

                      D'altro conto solo negli anni 2000 Arpav ha provveduto a sostituire gli schermi solari "vecchi" con quelli nuovi in policarbonato. In precedenza gli schermi solari erano in metallo Per cui fate voi.
                      Angelo ci sono faldoni pieni di dati dell'istituto idrografico di cui l'ARPAV è in possesso risalenti agli anni 40...perchè non li usa? massa fadiga andarli a vedere?
                      Last edited by Marco C.; 16-09-2007, 13:04.

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                      • sassetto
                        Utente Registrato
                        • Jun 2006
                        • 7878

                        #12
                        Originariamente inviato da Marco C. Visualizza il messaggio
                        Angelo ci sono faldoni pieni di dati dell'istituto idrografico di cui l'ARPAV è in possesso risalenti agli anni 40...perchè non li usa? massa fadiga andarli a vedere?
                        Ma scherzi: non sono mica in formato digitale.... bisogna scrivere!!!
                        Poche ma bone.
                        .
                        Nuovo sito MeteoChioggia - MeteoVeneto

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                        • Angelo
                          Consiglio direttivo
                          • Jun 2006
                          • 12323

                          #13
                          Eh già!! Se i dati non sono in formato digitale non vengono nemmeno considerati. Che tristezza ragazzi
                          https://www.meteoarena.com/

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                          • Corrado
                            Consiglio direttivo - Moderatore
                            • Jun 2006
                            • 11615

                            #14
                            Originariamente inviato da Simone Visualizza il messaggio
                            Corrado, porta pazienza, non ho capito cosa vuoi dire!
                            Volevo dire che almeno nehli ultimi 16 anni le stagioni + piovose sulla regione montana e pedemontana sono state quella estiva e quella autunnale!
                            http://meteogrezzana.altervista.org/img/

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                            • Corrado
                              Consiglio direttivo - Moderatore
                              • Jun 2006
                              • 11615

                              #15
                              Originariamente inviato da Marco C. Visualizza il messaggio
                              A parte il fatto che concordo sul fatto che l'ARPAV sia costretta a fare considerazioni ''affidabili'' su un lasso temporale abbastanza ristretto, ma se è quello che passa il convento va bene lo stesso. Piuttosto mi sorprende che si usi un campione così ristretto per il calcolo della temperatura, 9 stazioni su 18.000 kmq sono decisamente insufficienti per arrivare alle conclusioni tratte
                              Allora MArco come dici tu è assurdo che usi solo 9 stazioni per fare questo report!
                              Visto che in veneto esistono stazioni da fine anni 20 potevano prendere quelle come base dati a questo punto per avere uno spettro di tempo + ampio!
                              http://meteogrezzana.altervista.org/img/

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