Difficile rispondere a questa domanda, ma io ci provo.
La passione per i fenomeni atmosferici ce l’ho nel DNA e quindi mi accompagna da sempre. Anche mio padre e mio nonno avevano questa passione, pur nei limiti delle loro conoscenze empiriche, che comunque venivano superate dalla loro grande esperienza e dalla loro grande capacità di osservazione.
Il rincorrersi delle nuvole in cielo, la pioggia, il vento, la neve, il gelo, i temporali, le piene del fiume Mella, la brina, mi hanno sempre affascinato.
Sin da bambino tutte le sere ero davanti alla TV per vedere “Che tempo fa” prima condotto da Bernacca, poi da Baroni e poi da Caroselli.
Poi via via col nascere delle TV commerciali e con lo sviluppo dei bollettini meteo anche sulla carta stampata, le possibilità di avere le informazioni tanto attese e desiderate sono aumentate.
Per non parlare dei termometri. Quando ero bambino l’unico termometro a mia disposizione era un vecchio termometro a mercurio fuori dalla farmacia del mio paese (Sarezzo); non vi dico quante ore ho passato davanti a quel termometro durante l’inverno, ma ve lo lascio immaginare. Poi sono comparsi i primi termometri digitali sui muri, ma lì ero già grandicello e avevo già l’automobile. Non vi dico quanti Km ho fatto i primi anni solo per andare a vedere le temperature su tali termometri.
Quattro anni fa il termometro digitale sull'auto, altro grande passo in avanti.... prima o poi finirò fuori strada a furia di guardarlo.
Poi naturalmente le scorribande sulle cime più vicine a casa mia: in Caregno, a Lodrino, a Collio, sul monte Maniva per andare a vedere la “dama bianca” oppure “udite udite” le scorribande nella zona di Ospitaletto per vedere la “dama grigia”, quando quella zona era ancora un’ottima zona di nebbia (parlo di più di 20 anni fa). Robe da matti.
Poi l’avvento di Internet e la grande ed incredibile scoperta: il mondo è pieno di matti come me; chi lo avrebbe solo lontanamente pensato?
E’ bellissimo avere la possibilità di condividere ogni giorno con tantissimi ragazzi questa mia grande passione, avendo oltretutto la costante possibilità di avere sott’occhio carte, radar, sat, radiosondaggi, stazioni on line, ecc., ecc.
Certo, come ogni strumento tecnologico, anche questo ha i suoi pregi ed i suoi difetti, ma sta a noi il grande ed impegnativo compito di utilizzarlo nel migliore dei modi cercando di ridurne i difetti ed ampliarne i pregi.
Io sinceramente farei una fatica tremenda a tornare all’epoca pre-internet, non ci voglio nemmeno pensare ad una sciagurata ipotesi del genere.
L’importante comunque ragazzi è non perdere mai il gusto di “guardare fuori dalla finestra”, anzi meglio ancora se si esce dalla porta a guardare il cielo, se si va a fare una bella passeggiata nei prati o nei boschi, oppure se si fa un bel giro in bicicletta per poter sentire quelle senzazioni, quei profumi della natura che sentivano i nostri nonni. Tutte cose che il nostro PC non potrà mai regalarci.
La passione per i fenomeni atmosferici ce l’ho nel DNA e quindi mi accompagna da sempre. Anche mio padre e mio nonno avevano questa passione, pur nei limiti delle loro conoscenze empiriche, che comunque venivano superate dalla loro grande esperienza e dalla loro grande capacità di osservazione.
Il rincorrersi delle nuvole in cielo, la pioggia, il vento, la neve, il gelo, i temporali, le piene del fiume Mella, la brina, mi hanno sempre affascinato.
Sin da bambino tutte le sere ero davanti alla TV per vedere “Che tempo fa” prima condotto da Bernacca, poi da Baroni e poi da Caroselli.
Poi via via col nascere delle TV commerciali e con lo sviluppo dei bollettini meteo anche sulla carta stampata, le possibilità di avere le informazioni tanto attese e desiderate sono aumentate.
Per non parlare dei termometri. Quando ero bambino l’unico termometro a mia disposizione era un vecchio termometro a mercurio fuori dalla farmacia del mio paese (Sarezzo); non vi dico quante ore ho passato davanti a quel termometro durante l’inverno, ma ve lo lascio immaginare. Poi sono comparsi i primi termometri digitali sui muri, ma lì ero già grandicello e avevo già l’automobile. Non vi dico quanti Km ho fatto i primi anni solo per andare a vedere le temperature su tali termometri.
Quattro anni fa il termometro digitale sull'auto, altro grande passo in avanti.... prima o poi finirò fuori strada a furia di guardarlo.
Poi naturalmente le scorribande sulle cime più vicine a casa mia: in Caregno, a Lodrino, a Collio, sul monte Maniva per andare a vedere la “dama bianca” oppure “udite udite” le scorribande nella zona di Ospitaletto per vedere la “dama grigia”, quando quella zona era ancora un’ottima zona di nebbia (parlo di più di 20 anni fa). Robe da matti.
Poi l’avvento di Internet e la grande ed incredibile scoperta: il mondo è pieno di matti come me; chi lo avrebbe solo lontanamente pensato?
E’ bellissimo avere la possibilità di condividere ogni giorno con tantissimi ragazzi questa mia grande passione, avendo oltretutto la costante possibilità di avere sott’occhio carte, radar, sat, radiosondaggi, stazioni on line, ecc., ecc.
Certo, come ogni strumento tecnologico, anche questo ha i suoi pregi ed i suoi difetti, ma sta a noi il grande ed impegnativo compito di utilizzarlo nel migliore dei modi cercando di ridurne i difetti ed ampliarne i pregi.
Io sinceramente farei una fatica tremenda a tornare all’epoca pre-internet, non ci voglio nemmeno pensare ad una sciagurata ipotesi del genere.
L’importante comunque ragazzi è non perdere mai il gusto di “guardare fuori dalla finestra”, anzi meglio ancora se si esce dalla porta a guardare il cielo, se si va a fare una bella passeggiata nei prati o nei boschi, oppure se si fa un bel giro in bicicletta per poter sentire quelle senzazioni, quei profumi della natura che sentivano i nostri nonni. Tutte cose che il nostro PC non potrà mai regalarci.
...nei miei pensierini non c'era spazio che per il tempo in tutte le sue forme! In un quaderno di terza elementare compare anche una nota della maestra che scrive: "oggi Daniele durante un temporale esce dall'aula e scende in cortile senza chiedere nulla all'insegnante" (era il maggio 1986 se non ricordo male). Poi la passione per la neve che acuisce la mia già innata voglia di guardare ed osservare il cielo...l'85 poi il 91!Chilometri fatti avanti e indietro da una parte all'altra della casa per vedere l'evolvere di un temporale o per veder cadere anche un solo fiocco...impossibile descrivere quelle fasi adrenaliniche che senti far parte di te in maniera indissolubile e senza possibilità di mantenere il controllo
Comment