Nella meteo come nella vita c'è sempre da imparare quindi ritengo che accanto alle discussione di previsione di breve, medio e lungo periodo, sia anche utile avere dei momenti di riflessione che ci facciano crescere nella comprensione del nostro clima.
In particolare quello che è successo oggi è se vogliamo uno dei più importanti flop meteo di breve termine che ricordi (almeno se consideriamo la previsione di neve) perchè nemmeno rispetto a quello di lunedì 14 dicembre i modelli erano così concordi nel prevedere il contrario di quanto accaduto. Insomma personalmente aldilà dell'errore mi piace capire il perchè o almeno cerco di sforzarmi....
L'ipotesi che mi sono fatto oggi pomeriggio, ma spero che interveniate per dirmi eventualmente come la pensate, è che non vi sia stata una sincronia ma anzi una fortissima sfasatura tra l'entrata di aria fredda in quota e nei medi/basso strati della nostra colonna d'aria. Questa sfasatura non è stata colta in modo incredibile dai lam, e questo davvero non me lo spiego, traendo in inganno tutti coloro che si sono cimentati nella previsione odierna: epson e arpav compresi.
Con il senno di poi oggi ci siamo accorti che la tipologia di aria artica in entrata era puramente marittima (e così non potrebbe essere visto dalla Scandinavia la stessa ha fatto un ampio giro passando sul mare del nord e poi dall'Inghilterra verso di noi) più umida ed instabile e dunque più imprevedibile rispetto alla continentale.
Inoltre a complicare dannatamente la faccenda è stata la direttrice del flusso perturbato che provenendo da N pieno si è in parte schiantato sul versante sopravento delle alpi (infatti phoen al NW) rallentandolo enormemente sopratutto alle quote inferiori, mentre sopra i 3000 mt essendo scarsamente ostacolato dall'orografia è avvenuto il travaso in valpadana con la ciclogenesi mattutina che è avvenuta sull'est della regione e con i nostri temporali pomeridiani
Prendiamo a confronto quello che è successo oggi con una situazione per certi aspetti simile accaduta a Natale 2008.
Quella volta praticamente i temporali portarono giù neve nel giro di poche decine di minuti con valori termici in quota non molto dissimili da quelli odierni. La differenza in quel caso l'ha fatta l'entrata piena da E del peggioramento che passando dall'unico lato della valpadana non protetto dalle Alpi ha fatto sì che vi fosse la coincidenza necessaria tra i diversi strati dell'atmosfera. Inoltre quella volta avevamo aria di tipo continentale molto più pesante e pellicolare della marittima.
Questa è l'unica spiegazione che mi so dare in questo momento, certo resta per me incomprensibile come i modelli abbiano sottostimato queste prerogative, tuttavia è possibile che ci siano altre ragioni che in questo frangente mi sfuggono
chi vuole aggiungere altre personali considerazioni è il benvenuto
In particolare quello che è successo oggi è se vogliamo uno dei più importanti flop meteo di breve termine che ricordi (almeno se consideriamo la previsione di neve) perchè nemmeno rispetto a quello di lunedì 14 dicembre i modelli erano così concordi nel prevedere il contrario di quanto accaduto. Insomma personalmente aldilà dell'errore mi piace capire il perchè o almeno cerco di sforzarmi....
L'ipotesi che mi sono fatto oggi pomeriggio, ma spero che interveniate per dirmi eventualmente come la pensate, è che non vi sia stata una sincronia ma anzi una fortissima sfasatura tra l'entrata di aria fredda in quota e nei medi/basso strati della nostra colonna d'aria. Questa sfasatura non è stata colta in modo incredibile dai lam, e questo davvero non me lo spiego, traendo in inganno tutti coloro che si sono cimentati nella previsione odierna: epson e arpav compresi.
Con il senno di poi oggi ci siamo accorti che la tipologia di aria artica in entrata era puramente marittima (e così non potrebbe essere visto dalla Scandinavia la stessa ha fatto un ampio giro passando sul mare del nord e poi dall'Inghilterra verso di noi) più umida ed instabile e dunque più imprevedibile rispetto alla continentale.
Inoltre a complicare dannatamente la faccenda è stata la direttrice del flusso perturbato che provenendo da N pieno si è in parte schiantato sul versante sopravento delle alpi (infatti phoen al NW) rallentandolo enormemente sopratutto alle quote inferiori, mentre sopra i 3000 mt essendo scarsamente ostacolato dall'orografia è avvenuto il travaso in valpadana con la ciclogenesi mattutina che è avvenuta sull'est della regione e con i nostri temporali pomeridiani
Prendiamo a confronto quello che è successo oggi con una situazione per certi aspetti simile accaduta a Natale 2008.
Quella volta praticamente i temporali portarono giù neve nel giro di poche decine di minuti con valori termici in quota non molto dissimili da quelli odierni. La differenza in quel caso l'ha fatta l'entrata piena da E del peggioramento che passando dall'unico lato della valpadana non protetto dalle Alpi ha fatto sì che vi fosse la coincidenza necessaria tra i diversi strati dell'atmosfera. Inoltre quella volta avevamo aria di tipo continentale molto più pesante e pellicolare della marittima.
Questa è l'unica spiegazione che mi so dare in questo momento, certo resta per me incomprensibile come i modelli abbiano sottostimato queste prerogative, tuttavia è possibile che ci siano altre ragioni che in questo frangente mi sfuggono
chi vuole aggiungere altre personali considerazioni è il benvenuto
.Evidentemente per i crolli al suolo decisi della temperatura in inverno servono gli afflussi freddi pellicolari,come quello del Natale scorso.Tutt'altro discorso se la roba capitata oggi fosse avvenuta che ne so',a meta' marzo
.Ora comunque' il freddo comincera' a depositarsi...
!
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