Per comprendere!

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  • Massimo M.
    Socio Estremo Meteo4
    • Aug 2014
    • 9469

    #16
    Re: Per comprendere!

    Originariamente inviato da Massimiliano Visualizza il messaggio
    L'importante è aver suscitato interesse!
    Io mi limito ai dati puri,numerici,pur avendo delle personali opinioni e appunto descrivendo,raccontando,spulciando il clima del passato ci si accorge delle grandi differenze rispetto i giorni nostri.
    Poi che l'uomo influenzi tanto,poco o nulla è argomento di grande interesse e sono contento che se ne discuta.
    Certamente gli anni '00 sono molto caldi,si potrebbe negare un'influenza antropica ma non si può in nessuna maniera negare il GW,anche perché in questo caso le prove ci sono,basta rendersi conto dello stato dei poveri ghiacciai o del polo nord...

    Sarebbe giusto che tutti affrontassero il problema con obiettività. Gli appassionati come noi e purtroppo ultimamente anche il mondo scientifico si sta dividendo in fazioni. E' evidente che l'effetto serra della CO2 c'è!! In una serra perfetta è anche quantificabile il suo effetto, tuttavia il clima del nostro pianeta è caos e ad oggi non sono ben chiare tutte le componenti che lo governano. La CO2 ha un peso su questo riscaldamento ma nessuno ha stabilito correttamente quanto sia di preciso il valore del suo peso in questo caos. Anche il vapore acqueo ha un effetto serra ma quando diventa nube ha anche una caratteristica di albedo che può avvenire nei bassi livelli dell’atmosfera (Nebbie e cumuli) ma anche in quelli alti (cumulonembi e incudini temporalesche). Un aumento del vapore può aumentare l’effetto serra ma può anche ridurre la radiazione diretta che giunge sulla superficie terrestre.
    Di sicuro anche il cambio della superficie incide sull'assorbimento/riflessione della radiazione diretta. Perché gli sforzi mediatici e politici non vanno anche verso la direzione della modifica delle città, dei materiali utilizzati per gli edifici? A volte il solo cambio del tipo di vernice o di materiale può avere effetti sulla componente riflessa, riducendo nelle superfici colpite dalla radiazione diretta la componente di assorbimento ed aumentando la componente riflessa. Ricordo che lo spettro della luce diretta è molto più ampio dell’infrarosso e ci sono lunghezze d’onda che non risentono dell’effetto serra della CO2 ma in genere quando una superficie assorbe e si riscalda rilascia nel campo dell’infrarosso. Quindi l'onda riflesso in genere risente meno dell'effetto serra rispetto all'onda emessa.
    Interessante questa ricerca ENEA: http://www.enea.it/it/Ricerca_svilup...le/rds-146.pdf
    Io sono convinto che la CO2 abbia un peso importante sul riscaldamento globale ma sono altrettanto convinto che l'attenzione mediatica riposta solo sulla CO2 segua degli interessi non dichiarati sulla guerra al controllo degli idrocarburi, altrimenti le politiche ambientali spingerebbero anche in altre direzioni che magari sarebbero più facilmente applicabili.
    non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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    • alessandro
      Utente Registrato
      • Jul 2006
      • 3542

      #17
      Re: Per comprendere!

      Originariamente inviato da Simo94 Visualizza il messaggio
      forse ho scritto male io

      Allora la prima parte è corretta: la radiazione in uscita dalla superficie terrestre è data da onda corta (ed è la frazione di radiazione entrante che viene riflessa - albedo), e radiazione ad onda lunga che viene emessa dalla terra verso l'atmosfera.

      La terra emette ad onda lunga perché è un corpo tendenzialmente freddo rispetto al sole. Il sole che è molto più caldo invece emette ad onda corta

      Ok, senti, facciamo così allora.
      Dimmi dove sbaglio:
      Sbaglio o la radiazione infrarossa dipende anche dalla temperatura superficiale del corpo nel senso che se aumenta la temperatura superficiale, maggiore sarà la radiazione emessa?
      Sbaglio se dico che la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre ha un picco nelle ore diurne ed è maggiore all’equatore che ai poli?
      I'm Winston Wolfe. I solve problems.
      Well, let's not start sucking each other's ***** quite yet.

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      • Simo94
        Consiglio direttivo
        • Nov 2015
        • 3042

        #18
        Re: Per comprendere!

        Originariamente inviato da alessandro Visualizza il messaggio
        Ok, senti, facciamo così allora.
        Dimmi dove sbaglio:
        Sbaglio o la radiazione infrarossa dipende anche dalla temperatura superficiale del corpo nel senso che se aumenta la temperatura superficiale, maggiore sarà la radiazione emessa?
        Sbaglio se dico che la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre ha un picco nelle ore diurne ed è maggiore all’equatore che ai poli?
        La radiazione infrarossa emessa in una giornata è grosso modo costante con un leggero picco di giorno. Se parliamo in watt su metro quadro di giorno si raggiungono i 500/550 W/m^2, di notte mediamente i 400 w/m^2 (gran poca differenza). Certamente la radiazione infrarossa dipende dalla temperatura del corpo, se aumenta, aumenta anche la radiazione infrarossa. Ma attenzione che se questa è molto alta (parliamo dell'ordine dei 6-7 mila gradi) la radiazione emessa sarà ad onda corta e non più ad onda lunga...
        Environmental engineer
        ⛈️ Previsore meteo Pretemp.it e Meteo4 Verona
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        • Simo94
          Consiglio direttivo
          • Nov 2015
          • 3042

          #19
          Re: Per comprendere!

          Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
          Sarebbe giusto che tutti affrontassero il problema con obiettività. Gli appassionati come noi e purtroppo ultimamente anche il mondo scientifico si sta dividendo in fazioni. E' evidente che l'effetto serra della CO2 c'è!! In una serra perfetta è anche quantificabile il suo effetto, tuttavia il clima del nostro pianeta è caos e ad oggi non sono ben chiare tutte le componenti che lo governano. La CO2 ha un peso su questo riscaldamento ma nessuno ha stabilito correttamente quanto sia di preciso il valore del suo peso in questo caos. Anche il vapore acqueo ha un effetto serra ma quando diventa nube ha anche una caratteristica di albedo che può avvenire nei bassi livelli dell’atmosfera (Nebbie e cumuli) ma anche in quelli alti (cumulonembi e incudini temporalesche). Un aumento del vapore può aumentare l’effetto serra ma può anche ridurre la radiazione diretta che giunge sulla superficie terrestre.
          Di sicuro anche il cambio della superficie incide sull'assorbimento/riflessione della radiazione diretta. Perché gli sforzi mediatici e politici non vanno anche verso la direzione della modifica delle città, dei materiali utilizzati per gli edifici? A volte il solo cambio del tipo di vernice o di materiale può avere effetti sulla componente riflessa, riducendo nelle superfici colpite dalla radiazione diretta la componente di assorbimento ed aumentando la componente riflessa. Ricordo che lo spettro della luce diretta è molto più ampio dell’infrarosso e ci sono lunghezze d’onda che non risentono dell’effetto serra della CO2 ma in genere quando una superficie assorbe e si riscalda rilascia nel campo dell’infrarosso. Quindi l'onda riflesso in genere risente meno dell'effetto serra rispetto all'onda emessa.
          Interessante questa ricerca ENEA: http://www.enea.it/it/Ricerca_svilup...le/rds-146.pdf
          Io sono convinto che la CO2 abbia un peso importante sul riscaldamento globale ma sono altrettanto convinto che l'attenzione mediatica riposta solo sulla CO2 segua degli interessi non dichiarati sulla guerra al controllo degli idrocarburi, altrimenti le politiche ambientali spingerebbero anche in altre direzioni che magari sarebbero più facilmente applicabili.
          massimo però le città non influiscono sul global warming, i problemi delle città sono dovuti principalmente all'inquinamento da particellato (PM 10, PM 2.5) e altri gas che sono cancerogeni (ozono, solfati e nitrati), e all'isola di calore urbano con il conseguente disconfort di chi vive in ambiente urbani...
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          • Massimo M.
            Socio Estremo Meteo4
            • Aug 2014
            • 9469

            #20
            Re: Per comprendere!

            Originariamente inviato da Simo94 Visualizza il messaggio
            massimo però le città non influiscono sul global warming, i problemi delle città sono dovuti principalmente all'inquinamento da particellato (PM 10, PM 2.5) e altri gas che sono cancerogeni (ozono, solfati e nitrati), e all'isola di calore urbano con il conseguente disconfort di chi vive in ambiente urbani...
            Beh Simo non sono tanto d’accordo. Dire che le città non centrano è come dire che tutto il GW è imputabile alla CO2 ed ai gas serra. A noi ingegneri piacciono i modelli semplici che si possono ripetere in laboratorio. Allora facciamo un modellino semplice. Prendiamo due terre una completamente rivestita di neve e una completamente asfaltata. Tutte e due hanno la stessa atmosfera ma quale terra sarà più calda?
            non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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            • Simo94
              Consiglio direttivo
              • Nov 2015
              • 3042

              #21
              Re: Per comprendere!

              Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
              Beh Simo non sono tanto d’accordo. Dire che le città non centrano è come dire che tutto il GW è imputabile alla CO2 ed ai gas serra. A noi ingegneri piacciono i modelli semplici che si possono ripetere in laboratorio. Allora facciamo un modellino semplice. Prendiamo due terre una completamente rivestita di neve e una completamente asfaltata. Tutte e due hanno la stessa atmosfera ma quale terra sarà più calda?
              Ti propongo un articolo scientifico del tutto interessante

              Pur essendo le aree urbane senza dubbio più calde delle aree rurali circostanti questo fatto non incide più di tanto sui trends del riscaldamento globale.
              La finalità di migliorare i dati di temperatura è qualcosa su cui chiunque è d’accordo, gli sforzi fatti da Antony Watts e Steve McIntyre sono da apprezzare. Comunque il loro assunto che migliorando le registrazioni di temperatura verrebbe a sparire o ad abbassarsi il trend di riscaldamento è erroneo.
              Aggiustamento dei records di temperatura per compensare l’effetto dell’isola di calore urbano
              Quando vengono compilate le registrazioni di temperatura il NASA-GISS pone grande attenzione per eliminare ogni possibile influenza dell’isola di calore urbano. In particolare il GISS confronta i trends di lungo periodo rilevati in aree urbane con equivalenti records rilevati in aree rurali vicine. Dopodiché aggiustano il trend urbano in modo che si adatti al trend rurale. La procedura è descritta nei dettagli nel sito della NASA (Hansen 2001).
              Nella maggior parte dei casi il contributo della area urbana è piccolo e rientra nel range di incertezza dei dati. Sorprendentemente il 42% dei trends rilevati in aree urbane sono più “freschi” rispetto agli equivalenti rilevati in aree rurali in quanto spesso le stazioni meteorologiche sono situate in posizioni più temperate (ad esempio in un parco entro la città). Il punto comunque è che il GISS è consapevole dell’UHI (Urban Heat Island) e sistematicamente apporta una correzione quando analizza le registrazioni di temperatura. temperature records. Questo conferma i risultati di una ricerca condotta dal’NCDC (Peterson 2003) che ha eseguito una analisi statistica delle anomalie e conclude: “contrariamente alla convinzione generale, non si è rilevato alcun impatto della urbanizzazione nelle temperature annuali… Aree industriali delle città possono avere un impatto maggiore sulla temperatura che le aree rurali, ma le osservazioni meteorologiche probabilmente sono fatte in aree verdi delle città piuttosto che nelle aree industrializzate”. Un altro studio recente (Parker 2006) ha plottato le registrazioni di temperatura di notti serene con calma di vento e ciò indica che il generale riscaldamento non è conseguente dello sviluppo urbano.
              Confronto dei trends rurali con quelli urbani

              L’articolo Urbanization effects in large-scale temperature records, with an emphasis on China (Jones et al 2008) ha trovato che i trends di temperatura urbana sono poco differenti da quelli rurali. Il lavoro inizia esaminando 5 posti attorno Londra ,Figura 1, mostra le temperature ed emerge che una UHI esiste per i siti urbani di London Weather Centre (marrone) e St James Park (blu scuro). La registrazione più fredda appartiene al sito rurale Rothamsted (verde scuro). Comunque, l’’eccesso di calore urbano non ha effetto sul trend di temperatura , e tutti i siti mostrano lo stesso trend



              Figura 1 : trend delle temperature annuali per 5 località attorno Londra e nella città. Le linee marrone e blu scuro si riferiscono a siti urbani , le verdi a quelle rurali.

              Un confronto analogo è stato fatto in 2 siti della città di Vienna. Ancora emerge che la temperatura assoluta è maggiore nel sito urbano ma entrambi i siti mostrano un trend pressochè identico.



              Figura 2: trends annuali di temperatura per le 2 località Vienna Hohewarte (centro di Vienna, marrone ) e Grossenzersdorf (rurale), verde.


              Confronto di reti in aree rurali e urbane della Cina

              Accertato che le aree urbane mostrano lo stesso trend delle aree rurali circostanti, vediamo ora che succede nelle aree urbane che sono nella fase di espansione. La Cina, a differenza della Europa, ha sperimentato una rapida crescita economica negli ultimi 30 anni delle sue aree urbane. Se dobbiamo riscontrare un riscaldamento significativo dovuto alla urbanizzazione dobbiamo trovarlo in queste zone negli ultimi decenni. La figura 3 confronta i range di temperatura dei diversi set di dati:



              Figure 3: anomalie medie annuali di temperatura. Jones et al. (puntini verdi e marrone) si riferisce ad un data set di 42 siti rurali e 42 siti urbani .Li et al. (linee continue verdi e marrone) si riferisce ad un data set omogeneizzato di 42 siti rurali e 42 urbani. Li (blu) si ferisce a ad un set di 729 stazioni non omogeneizzate di tipo rurale ed urbano. Il data set del CRUTEM3v (in rosso) (Brohan et al 2006) si riferisce a siti solamente terrestri. Questo plot usa il periodo 1954-1983.
              Non emergono differenze tra I sei data set e se ne deducono alcune cose. I data set più piccoli (40 stazioni) evidenziano lo stesso risultato dei data set di 728 siti. In altre parole, per una regione della dimensioni della Cina, la media puà costruirsi anche con un numero limitato di stazioni e quindi il numero complessivo 728 è ridondante.A
              A mano che la scala aumenta, il generale impatto dell’aggiustamento di omogeneità diminuisce. Sapere questo potrebbe essere frustrante per quanti lavorano come certosini per filtrare meticolosamente i dati delle stazioni al fine di renderlo omogenei ( ma naturalmente il loro lavoro non serve solo a calcolare i global trends)
              Infine il più significativo risultato: il trend è lo stesso sia per i gruppi urbani e rurali in tutti i periodi. Anche nel caso delle aree di sviluppo urbano, quando mediato in aree estese l’effetto dell’isola di calore urbano ha poco impatto sul trend del riscaldamento
              Environmental engineer
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              • Massimo M.
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                • Aug 2014
                • 9469

                #22
                Re: Per comprendere!

                Originariamente inviato da Simo94 Visualizza il messaggio
                Ti propongo un articolo scientifico del tutto interessante

                Pur essendo le aree urbane senza dubbio più calde delle aree rurali circostanti questo fatto non incide più di tanto sui trends del riscaldamento globale.
                La finalità di migliorare i dati di temperatura è qualcosa su cui chiunque è d’accordo, gli sforzi fatti da Antony Watts e Steve McIntyre sono da apprezzare. Comunque il loro assunto che migliorando le registrazioni di temperatura verrebbe a sparire o ad abbassarsi il trend di riscaldamento è erroneo.
                Aggiustamento dei records di temperatura per compensare l’effetto dell’isola di calore urbano
                Quando vengono compilate le registrazioni di temperatura il NASA-GISS pone grande attenzione per eliminare ogni possibile influenza dell’isola di calore urbano. In particolare il GISS confronta i trends di lungo periodo rilevati in aree urbane con equivalenti records rilevati in aree rurali vicine. Dopodiché aggiustano il trend urbano in modo che si adatti al trend rurale. La procedura è descritta nei dettagli nel sito della NASA (Hansen 2001).
                Nella maggior parte dei casi il contributo della area urbana è piccolo e rientra nel range di incertezza dei dati. Sorprendentemente il 42% dei trends rilevati in aree urbane sono più “freschi” rispetto agli equivalenti rilevati in aree rurali in quanto spesso le stazioni meteorologiche sono situate in posizioni più temperate (ad esempio in un parco entro la città). Il punto comunque è che il GISS è consapevole dell’UHI (Urban Heat Island) e sistematicamente apporta una correzione quando analizza le registrazioni di temperatura. temperature records. Questo conferma i risultati di una ricerca condotta dal’NCDC (Peterson 2003) che ha eseguito una analisi statistica delle anomalie e conclude: “contrariamente alla convinzione generale, non si è rilevato alcun impatto della urbanizzazione nelle temperature annuali… Aree industriali delle città possono avere un impatto maggiore sulla temperatura che le aree rurali, ma le osservazioni meteorologiche probabilmente sono fatte in aree verdi delle città piuttosto che nelle aree industrializzate”. Un altro studio recente (Parker 2006) ha plottato le registrazioni di temperatura di notti serene con calma di vento e ciò indica che il generale riscaldamento non è conseguente dello sviluppo urbano.
                Confronto dei trends rurali con quelli urbani

                L’articolo Urbanization effects in large-scale temperature records, with an emphasis on China (Jones et al 2008) ha trovato che i trends di temperatura urbana sono poco differenti da quelli rurali. Il lavoro inizia esaminando 5 posti attorno Londra ,Figura 1, mostra le temperature ed emerge che una UHI esiste per i siti urbani di London Weather Centre (marrone) e St James Park (blu scuro). La registrazione più fredda appartiene al sito rurale Rothamsted (verde scuro). Comunque, l’’eccesso di calore urbano non ha effetto sul trend di temperatura , e tutti i siti mostrano lo stesso trend



                Figura 1 : trend delle temperature annuali per 5 località attorno Londra e nella città. Le linee marrone e blu scuro si riferiscono a siti urbani , le verdi a quelle rurali.

                Un confronto analogo è stato fatto in 2 siti della città di Vienna. Ancora emerge che la temperatura assoluta è maggiore nel sito urbano ma entrambi i siti mostrano un trend pressochè identico.



                Figura 2: trends annuali di temperatura per le 2 località Vienna Hohewarte (centro di Vienna, marrone ) e Grossenzersdorf (rurale), verde.


                Confronto di reti in aree rurali e urbane della Cina

                Accertato che le aree urbane mostrano lo stesso trend delle aree rurali circostanti, vediamo ora che succede nelle aree urbane che sono nella fase di espansione. La Cina, a differenza della Europa, ha sperimentato una rapida crescita economica negli ultimi 30 anni delle sue aree urbane. Se dobbiamo riscontrare un riscaldamento significativo dovuto alla urbanizzazione dobbiamo trovarlo in queste zone negli ultimi decenni. La figura 3 confronta i range di temperatura dei diversi set di dati:



                Figure 3: anomalie medie annuali di temperatura. Jones et al. (puntini verdi e marrone) si riferisce ad un data set di 42 siti rurali e 42 siti urbani .Li et al. (linee continue verdi e marrone) si riferisce ad un data set omogeneizzato di 42 siti rurali e 42 urbani. Li (blu) si ferisce a ad un set di 729 stazioni non omogeneizzate di tipo rurale ed urbano. Il data set del CRUTEM3v (in rosso) (Brohan et al 2006) si riferisce a siti solamente terrestri. Questo plot usa il periodo 1954-1983.
                Non emergono differenze tra I sei data set e se ne deducono alcune cose. I data set più piccoli (40 stazioni) evidenziano lo stesso risultato dei data set di 728 siti. In altre parole, per una regione della dimensioni della Cina, la media puà costruirsi anche con un numero limitato di stazioni e quindi il numero complessivo 728 è ridondante.A
                A mano che la scala aumenta, il generale impatto dell’aggiustamento di omogeneità diminuisce. Sapere questo potrebbe essere frustrante per quanti lavorano come certosini per filtrare meticolosamente i dati delle stazioni al fine di renderlo omogenei ( ma naturalmente il loro lavoro non serve solo a calcolare i global trends)
                Infine il più significativo risultato: il trend è lo stesso sia per i gruppi urbani e rurali in tutti i periodi. Anche nel caso delle aree di sviluppo urbano, quando mediato in aree estese l’effetto dell’isola di calore urbano ha poco impatto sul trend del riscaldamento
                Hai riportato il discorso su un piano ragionevole dicendo che hanno un impatto basso o quasi nullo. Ma nessuno è in grado di stabilire quanto realmente conta. Io non mi domando se ha ragione watts o jones ma cerco di capire cosa di logico e scientifico c'è nelle loro posizioni perchè se guardiamo i modelli semplici la terra ricoperta di neve è ben più fredda. Addirittura ci sono studi che avrebbero asserito che se la terra ora fosse completamente ghiacciata come nell'epoca dello Snowball Earth il ghiaccio rimarrebbe in equilibrio ciè senza cambiamenti al controrno rimarrebbe completamente ghiacciata.

                Ora sul fatto che le aree rurali si comportino come le aree urbane mi lascia questo dubbio: esplode un TS in area urbana l'aria calda sale fino alla tropopausa e poi dove ridiscende l'outflow temporalesco? quindi attraverso i processi a larga scala l'aria calda della città è finita in posti teoricamente più freschi. Quindi il mio dubbio è che l'effetto isola di calore non sempre è un effetto lacale ma si riflette anche su mesoscala e probabilmente su scala globale.
                non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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                • Simo94
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                  • Nov 2015
                  • 3042

                  #23
                  Re: Per comprendere!

                  Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
                  Hai riportato il discorso su un piano ragionevole dicendo che hanno un impatto basso o quasi nullo. Ma nessuno è in grado di stabilire quanto realmente conta. Io non mi domando se ha ragione watts o jones ma cerco di capire cosa di logico e scientifico c'è nelle loro posizioni perchè se guardiamo i modelli semplici la terra ricoperta di neve è ben più fredda. Addirittura ci sono studi che avrebbero asserito che se la terra ora fosse completamente ghiacciata come nell'epoca dello Snowball Earth il ghiaccio rimarrebbe in equilibrio ciè senza cambiamenti al controrno rimarrebbe completamente ghiacciata.

                  Ora sul fatto che le aree rurali si comportino come le aree urbane mi lascia questo dubbio: esplode un TS in area urbana l'aria calda sale fino alla tropopausa e poi dove ridiscende l'outflow temporalesco? quindi attraverso i processi a larga scala l'aria calda della città è finita in posti teoricamente più freschi. Quindi il mio dubbio è che l'effetto isola di calore non sempre è un effetto lacale ma si riflette anche su mesoscala e probabilmente su scala globale.
                  L'isola non influisce sull'esplosione del TS perché serve una forzante che deve avvenire per fattori esterni. Eventualmente influisce sull'intensità o durata ma deve esserci qualcos'altro che faccia partire la convezione. Pensa che negli Stati Uniti a volte succede che i temporali si dividano quando arrivano su un centro urbano. Più o meno l'effetto che ha una massa d'aria quando incontra una montagna ed è costretta ad aggirarla da ambo i lati...

                  Inviato dal mio ONE A2003 utilizzando Tapatalk
                  Environmental engineer
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                    • Nov 2015
                    • 3042

                    #24
                    Re: Per comprendere!

                    Poi bisogna tenere conto anche dell'effetto ombreggiatura e del materiale edilizio che cattura parte del calore in gioco, motivo per cui le grosse differenze con le zone rurali non si hanno di giorno ma di notte... Sarebbe ben diverso se fosse una piana di cemento [emoji2]

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                    • Massimo M.
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                      • Aug 2014
                      • 9469

                      #25
                      Re: Per comprendere!

                      L'isola di calore è un fenomeno locale e per le ragioni che conosci meglio te la città è più calda delle aree rurali circostanti. Però un'isola di calore nel suo piccolo (e qua ci riconduciamo all'esempio semplice delle due terre di prima) è più calda perché riduce la radiazione riflessa aumentando la radiazione infrarossa emessa e ceduta nella bassa atmosfera. Se aumento le città modifico quindi a livello globale il rapporto tra radiazione riflessa e radiazione emessa. Poi attraverso i processi di distribuzione del calore (avvezione e convezione) questo surplus di calore viene redistribuito in tempi più rapidi nelle zone circostanti e in tempi più lunghi a livello globale. Quindi in parole povere mi sembra del tutto logico che le aree rurali debbano avere un trend GW uguale a quello delle aree urbane in espansione. E non vedo le ragioni per cui avendo lo stesso trend si dimostri che l’espansione delle città non influenza il GW. Per affermare ciò bisognerebbe dimostrare che il surplus termico delle città non si diffonde a livello globale.
                      non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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                      • Massimo M.
                        Socio Estremo Meteo4
                        • Aug 2014
                        • 9469

                        #26
                        Re: Per comprendere!

                        Ecco un estratto dell'articolo di Conoscere Ieri Oggi e Domani. Chi ha ancora questo cimelio lo trova al volume 13





                        Inviato dal mio RAINBOW utilizzando Tapatalk
                        Last edited by Massimo M.; 23-08-2016, 23:20.
                        non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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                        • Massimo M.
                          Socio Estremo Meteo4
                          • Aug 2014
                          • 9469

                          #27
                          Re: Per comprendere!

                          Se dovessi dare un peso a livello di bassa atmosfera partirei da questo schema distributivo della radiazione



                          La modifica delle superfici incide direttamente sul percentuale del 4% (Reflected by surface) e indirettamente sui processi di formazioni delle nubi (ambiente urbani in genere più secchi)

                          I Gas serra incidono direttamente sul 6% di emissione netta dalla superficie al netto dell'assorbimento da parte dei gas serra

                          Il grosso del lavoro lo fanno comunque le nubi
                          Last edited by Massimo M.; 24-08-2016, 07:55.
                          non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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                          • Simo94
                            Consiglio direttivo
                            • Nov 2015
                            • 3042

                            #28
                            Re: Per comprendere!

                            Ecco quanto influiscono le città a livello europeo... di certo non possono spiegare l'incremento del GW



                            Altra cosa importante è da notare nel bilancio superficiale all'interno dei camyon urbano... bisogna anche tener conto di calore latente e sensibile

                            Environmental engineer
                            ⛈️ Previsore meteo Pretemp.it e Meteo4 Verona
                            MeteoArena https://www.meteoarena.com/ rappresentante unico in Italia di www.meteoblue.com

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                            • Massimo M.
                              Socio Estremo Meteo4
                              • Aug 2014
                              • 9469

                              #29
                              Re: Per comprendere!

                              Originariamente inviato da Simo94 Visualizza il messaggio
                              Ecco quanto influiscono le città a livello europeo... di certo non possono spiegare l'incremento del GW


                              Altra cosa importante è da notare nel bilancio superficiale all'interno dei camyon urbano... bisogna anche tener conto di calore latente e sensibile
                              Stiamo forse parlando però di due cose diverse: Per la produzione di calore dalle attività umane e per l'immagazzinamento di calore nel canyon urbano ok, ma io sto parlando della modifica delle caratteristiche di riflettanza delle superfici. Semplicemente voglio dire che se modifico le caratteristiche di una superficie (sia la costruzione di una città , sia la posa di un telo su un ghiacciaio, sia un semplice cambio di coltura agraria) cambio le caratteristiche di riflessione e quindi posso incidere su quel 4% in tal senso posso avere un contributo o un de-contributo sul GW.
                              Parlare a volte di coefficiente di albedo è riduttivo bisognerebbe sempre guardare lo spettro di riflettanza cioè il grafico della capacità di riflessione per ogni lunghezza d’onda. A parità di albedo ci sono infatti materiali che sono più efficaci nel contribuire ad aumentare quella percentuale del 4%. Infatti contano le lunghezze d’onda riflesse negli intervalli dello spettro per cui ci sono delle finestre in atmosfera e cioè tra l’UV, il visibile e l’IR a bassa lunghezza. Se io rifletto nel campo dell’IR ad elevata lunghezza l’onda riflessa deve necessariamente passare attraverso l’assorbimento in atmosfera e quindi non cambia nulla che venga riflessa o assorbita.


                              Ora prendiamo ad esempio questi spettri di riflettanza il primo riguarda la vegetazione, il secondo il terreno.


                              Osserviamo quindi che un albero ad alto fusto con LAI (Leaf Area Index) elevato ha una reflettanza dell’80% sulle lunghezze d’onda tra 0.7 e 1.5 micrometri e quindi in una finestra utile, mentre complessivamente un suolo ha un albedo quasi superiore a quello della vegetazione ma sbilanciato sull’IR ad elevate lunghezze d’onda. Quindi se in una città realizzo dei viali alberati usando delle specie ad elevata densità fogliare aumento il confort urbano ma contribuisco anche sul GW perché vado ad incidere sul 4% di radiazione diretta riflessa e uscente dall’atmosfera.
                              Quindi immagina quanto può aver influito la deforestazione per lo sviluppo dell’agricoltura sulla radiazione riflessa. Ovviamente in questo caso è difficile intervenire perché dobbiamo sfamare il mondo. Cambiare semplicemente il colore di un edificio o sostituendo le lamiere colorate con lamiere in alluminio vivo incide enormemente sulla riflettanza in quelle finestre utili.
                              Infine per la cronaca posto anche gli spettri di riflettanza della neve e delle nubi giusto per dare un peso a tutto il sistema.
                              non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

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                              • Simo94
                                Consiglio direttivo
                                • Nov 2015
                                • 3042

                                #30
                                Re: Per comprendere!

                                Originariamente inviato da Massimo M. Visualizza il messaggio
                                Stiamo forse parlando però di due cose diverse: Per la produzione di calore dalle attività umane e per l'immagazzinamento di calore nel canyon urbano ok, ma io sto parlando della modifica delle caratteristiche di riflettanza delle superfici. Semplicemente voglio dire che se modifico le caratteristiche di una superficie (sia la costruzione di una città , sia la posa di un telo su un ghiacciaio, sia un semplice cambio di coltura agraria) cambio le caratteristiche di riflessione e quindi posso incidere su quel 4% in tal senso posso avere un contributo o un de-contributo sul GW.
                                Parlare a volte di coefficiente di albedo è riduttivo bisognerebbe sempre guardare lo spettro di riflettanza cioè il grafico della capacità di riflessione per ogni lunghezza d’onda. A parità di albedo ci sono infatti materiali che sono più efficaci nel contribuire ad aumentare quella percentuale del 4%. Infatti contano le lunghezze d’onda riflesse negli intervalli dello spettro per cui ci sono delle finestre in atmosfera e cioè tra l’UV, il visibile e l’IR a bassa lunghezza. Se io rifletto nel campo dell’IR ad elevata lunghezza l’onda riflessa deve necessariamente passare attraverso l’assorbimento in atmosfera e quindi non cambia nulla che venga riflessa o assorbita.


                                Ora prendiamo ad esempio questi spettri di riflettanza il primo riguarda la vegetazione, il secondo il terreno.


                                Osserviamo quindi che un albero ad alto fusto con LAI (Leaf Area Index) elevato ha una reflettanza dell’80% sulle lunghezze d’onda tra 0.7 e 1.5 micrometri e quindi in una finestra utile, mentre complessivamente un suolo ha un albedo quasi superiore a quello della vegetazione ma sbilanciato sull’IR ad elevate lunghezze d’onda. Quindi se in una città realizzo dei viali alberati usando delle specie ad elevata densità fogliare aumento il confort urbano ma contribuisco anche sul GW perché vado ad incidere sul 4% di radiazione diretta riflessa e uscente dall’atmosfera.
                                Quindi immagina quanto può aver influito la deforestazione per lo sviluppo dell’agricoltura sulla radiazione riflessa. Ovviamente in questo caso è difficile intervenire perché dobbiamo sfamare il mondo. Cambiare semplicemente il colore di un edificio o sostituendo le lamiere colorate con lamiere in alluminio vivo incide enormemente sulla riflettanza in quelle finestre utili.
                                Infine per la cronaca posto anche gli spettri di riflettanza della neve e delle nubi giusto per dare un peso a tutto il sistema.
                                Si ma stiamo parlando di un ago in un pagliaio rispetto alla vastità della terrà :) e anche fosse 5 o 6 percento cosa cambia? Il problema sarebbe sempre la CO2 che aumenta indifferentemente e aumenta l'effetto serra. Sicuramente sono state studiate queste cose, gli scienziati non hanno alcuni dubbi sul ruolo determinante della CO2 ne tanto meno ci sono fazioni al proprio interno. Questo video mette ben in evidenza quali sono le componenti in gioco e chi determina il tutto https://www.youtube.com/watch?v=E7kMr2OYKSU
                                Studi scientifici sul ruolo determinante della CO2 se ne trovano un sacco e non sono di certo scritti dai primi che passano...
                                Environmental engineer
                                ⛈️ Previsore meteo Pretemp.it e Meteo4 Verona
                                MeteoArena https://www.meteoarena.com/ rappresentante unico in Italia di www.meteoblue.com

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