ci eravamo lasciati qui in conclusione dicembre dinamico e moderatamente freddo come da anni non ci ricordavamo, certamente è mancato l'Evento che rende indelebile il ricordo di questo mese, ma ad ogni modo in epoca di global warming non è certamente poco osservare una fase di scambi meridiani con annesse perturbazioni atlantiche quasi sempre a carattere freddo (eccetto l'episodio dell'11/12 dicembre con temporanea risalita dello 0 termico oltre i 2000 metri) e montagne ben innevate a tutte le quote.
Ora ci aspettano in questa prima fase di gennaio, nonostante il forte raffreddamento in sede polare che sta avvenendo in questi giorni, probabile a cavallo della befana una nuova ondulazione della corrente a getto con conseguente nuova discesa di colate di aria artico marittima, probabilmente in una prima fase diretta sull'Europa occidentale: Gran Bretagna e Spagna in primis. Non sembra dunque materializzarsi quel condizionamento che si temeva derivante dallo stratcooling e ben evidenziato dall'indice NAM che a beneficio di tutti rispieghiamo qui sotto:
L'Italia in questa fase sarà nuovamente interessata da una fase più mite di correnti mediterranee di risposta proprio all'affondo freddo sopracitato, con neve inizialmente a quote medio alte in successivo abbassamento.







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