Re: Gennaio: monitoriamo l'indebolimento del Vortice polare
Anche a me qualcosa non torna in effetti.. per anni di modelli ne ho osservati tanti e non avevo ricordi di così frequenti ribaltoni..
Sicuro non avevo ricordi di così tanti inverni insignificanti. Se ( semplice ipotesi di studio) inverni insignificanti (anomalie termiche positive continue) sulla stessa zona (tipo la P.P ) vogliono dire condizioni sinottiche diverse dalla media allora potremmo ipotizzare che i modelli meglio leggessero quelle precedenti e peggio quelle foriere di anomalie.
Metto nuova della carne al fuoco e faccio due domande:
1. Prima di dire che i modelli peggio vedono le evoluzioni sinottiche abbiamo definito una zona geografica di analisi? Dettaglio la domanda: pensiamo vadano peggio dappertutto o solo in sede Euro/mediterranea?
Esempio Usa: la mi pare che le configurazioni siano sempre abbastanza ben centrate.
2. Non è che è cambiato il nostro modo umano di elaborare / processare le informazioni che i modelli meteo ci forniscono?
Non è che una volta quei professionisti della Meteo erano più bravi a fiutare eventuali problemi o più “modesti” nell’accettare i limiti dei modelli stessi?
Per chiarire con una similitudine presa dal mondo delle corse una volta un grande pilota di auto doveva saper fare la doppietta adesso non serve certo più..
Originariamente inviato da christian trento
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Sicuro non avevo ricordi di così tanti inverni insignificanti. Se ( semplice ipotesi di studio) inverni insignificanti (anomalie termiche positive continue) sulla stessa zona (tipo la P.P ) vogliono dire condizioni sinottiche diverse dalla media allora potremmo ipotizzare che i modelli meglio leggessero quelle precedenti e peggio quelle foriere di anomalie.
Metto nuova della carne al fuoco e faccio due domande:
1. Prima di dire che i modelli peggio vedono le evoluzioni sinottiche abbiamo definito una zona geografica di analisi? Dettaglio la domanda: pensiamo vadano peggio dappertutto o solo in sede Euro/mediterranea?
Esempio Usa: la mi pare che le configurazioni siano sempre abbastanza ben centrate.
2. Non è che è cambiato il nostro modo umano di elaborare / processare le informazioni che i modelli meteo ci forniscono?
Non è che una volta quei professionisti della Meteo erano più bravi a fiutare eventuali problemi o più “modesti” nell’accettare i limiti dei modelli stessi?
Per chiarire con una similitudine presa dal mondo delle corse una volta un grande pilota di auto doveva saper fare la doppietta adesso non serve certo più..
. Probabilmente il mio inconscio si rifiuta di capire questa cose, quindi nemmeno voglio documentarmi più di tanto perché ho sempre letto che solitamente avviene l'esatto opposto di ciò che queste "formulette" suggerirebbero, quindi non ci credo, ma non ci credo minimamente. Allora perché scervellarsi per cercare di capire qualcosa obiettivamente penso più grande di noi e che comunque sia puntualmente non porta assolutamente a nessun risultato? La dimostrazione avviene nelle stagionali: puntualmente le previsioni vengono nella maggior parte/stragrande maggioranza dei casi NON confermate. In sostanza si verifica talvolta addirittura l'opposto di quello che veniva proposto.




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