Stamani sulla pagine del giornale ho letto che la famosa astrofisica Margherita Hack ha sostenuto che l’asteroide di cui si è parlato qualche mese fa (non so se avete sentito la notizia riportata dai media) che dovrebbe sfiorare la Terra nel 2036 non è vero che si limiterà ad avvicinarsi al nostro pianeta, ma lo colpirà in pieno. Sappiamo che la tecnologia ovviamente interverrà per modificare l’orbita del corpo celeste, ma nel caso fosse arrivato ad impattare su di noi avrebbe causato un danno ben più grave di una bomba atomica. Perdonatemi il cinismo se tralascio la questione di vite umane che sarebbero andate distrutte (grazie al cielo non sarà così), ma sul piano del cambiamento climatico sarebbe stata la prova di come possa incidere, sul bilancio globale planetario, l’influenza di fattori esterni al sistema Terra – Oceano – Atmosfera. Come dire... ci stiamo arroventando il cervello per capire gli scenari evolutivi previsti e poi, magari, un asteroide sarebbe stato capace di mettere le cose a posto, sollevando con il suo impatto una quantità enorme di polveri in stratosfera che avrebbero riflesso la radiazione solare e innescato un meccanismo di feedback negativi che, sicuramente, ci avrebbero portato, per un certo periodo di tempo, nella direzione opposta rispetto a quella verso cui ci stiamo muovendo oggi. Si sarebbe di sicuro disegnato un nuovo equilibrio...

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