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Vi dicevo delle esagerate isoterme all'interno di questi mostri anticiclonici che ormai son semipermanenti nel Mediterraneo. Vi rendete conto di questa anomalia degli ultimi anni?
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La nostra dannazione è l'indice EA (East Atlantic Index) la cui fase positiva rappresenta di fatto quello che dici. L'indice EA rappresenta il posizionamento del link subtropicale rispetto all'ondulazione di Rossby atlantica. Nella fase positiva le massa d'aria subtropicali tendono a spostarsi dai Caraibi verso l'Europa a latitudini medie, mentre in quella negativa si spostano verso la Groenlandia a latitudini maggiori.
C'è stata una fase fortemente negativa fino dal 1950 al 1977, una fase leggermente negativa dal 1977 al 1997, una fase discretamente positiva dal 1997 al 2012 e una fase estremamente positiva dal 2012 ad oggi. Lo shift maggiore sembra quello del 1997 che coincide con il Nino.
La nostra dannazione è l'indice EA (East Atlantic Index) la cui fase positiva rappresenta di fatto quello che dici. L'indice EA rappresenta il posizionamento del link subtropicale rispetto all'ondulazione di Rossby atlantica. Nella fase positiva le massa d'aria subtropicali tendono a spostarsi dai Caraibi verso l'Europa a latitudini medie, mentre in quella negativa si spostano verso la Groenlandia a latitudini maggiori.
C'è stata una fase fortemente negativa fino dal 1950 al 1977, una fase leggermente negativa dal 1977 al 1997, una fase discretamente positiva dal 1997 al 2012 e una fase estremamente positiva dal 2012 ad oggi. Lo shift maggiore sembra quello del 1997 che coincide con il Nino.
Eh, son parecchio ignorante su ste cose....mi limito a osservare. Però i periodi da te indicati coincidono con inverni più o meno miti....
Se proprio volemo far calcossa femo del ben.De mal ghene' inbisogno intorno.
MAI CA NEVEGA!!!!
AGW+ Indice EA positivissimo = Morte invernale mediterranea mi vien da sintetizzare...Dal 2014 così è. Però mi vien da chiedere, non è che sia proprio il riscaldamento globale a far si che sto indice sia "troppo" positivo ?
Probabilmente questi shift sono dovuti alla variabilità climatica naturale alla quale si aggiunge il riscaldamento globale. A prescindere dal GW, c'è una variabilità climatica continentale che lavora anche su tempi relativamente umani. Ricordo ad esempio la grande siccità degli anni 30' negli States, le siccità decennali che colpirono l'Australia (1895-1902 e 1937-1945), la fase fredda Europea degli anni 70'... Anche l'EA ha una sua ciclicità che probabilmente lavora con cicli temporali più lunghi. Finirà, quando finirà e come finirà? Boh...
Credo che questi indici che citate possano spiegare in parte la situazione di metamorfosi totale che sta subendo la stagione invernale nell'ultimo decennio. Ma posso anche fare notare come il centro Europa abbia vissuto un ottimo inizio di gennaio invernale, con il gelo che è stato incapace di scendere sotto i 50 gradi nord. Quindi sfortuna? Senz' altro. Dopodiché nel contesto di fondo di un riscaldamento generalizzato dell'atmosfera terrestre queste situazioni tendono ad esasperarsi in certe zone, una è senz'altro la nostra, l'altra la W coast Americana. Quel che mi angoscia è ipotizzare come questa situazione, già deleteria per noi, possa evolvere nel prossimo futuro. Avremo una sparizione completa dell'inverno nelle nostre zone? Diventerà la pianura padana con un clima invernale simile a quello del subcontinente indiano, dove l'unico freddo(malsano) e quello che si costruisce con le illusorie inversioni pellicolari nei pressi delle zone pianeggianti? Ai posteri l'ardua sentenza
Lascio solo come spunto di riflessione il grafico dell'andamento dell'East Atlantic Pattern dal 1950 ad oggi. E' evidente che qui c'è un trend di fondo ben più importante di un ciclo naturale decennale o ventennale.
Qui più una oscillazione con frequenza pluriennale (o decadale) vedo un segnale ad alta frequenza e un segnale a bassa frequenza. Tradotto: dei cicli di base intra annuale con oscillazioni anche ampie, e un segnale di fondo che porta a una netta salita.
Non so se siano stati fatti studi a riguardo, ma questo mi sembra un perfetto caso di indice descrittivo che è stato "travolto" dall'AGW.
Magari con una serie storica più lunga le considerazioni potrebbero essere diverse, ma limitandoci a questo indice, vedo semplicemente una delle molteplici modalità per descrivere il cambiamento climatico in atto, più locale e in un certo senso "raffinata" feel semplice "fa più caldo".
Certo l'aumento delle temperature a scala globale porta ad un aumento dell'energia a disposizione del sistema climatico, ma come si distribuisce questa energia è un altro discorso. Qui l'EA INDEX ci dice che negli ultimi 70 anni c'è stata una fase con geopotenziali più bassi sull'Atlantico meridionale ( inteso come atlantico a nord dell'equatore, ma sulla fascia sub tropicale) grosso modo tra gli anni 50 e gli anni 70, una fase con geopotenziali in risalita ma su valori tendenti al neutro (rispetto al totale del periodo di osservazione) nei 20 anni successivi di chiusura millennio, mentre i 20 anni del nuovo millennio vedono un netto aumento dei geopotenziali sull'area sub tropicale. Mi viene da dire che tutto ciò altro non è che un modo numerico di dire che gli hp hanno geopotenziali "record" con una frequenza imbarazzante, perché pompati dall'aria calda in quota, ovviamente derivante (nel surplus, non in toto) dall' AGW.
Non è dato sapere come il perdurare dell'aumento della CO2 e degli altri gas clima alteranti modificherà la situazione a scala locale, tuttavia non nutro grosse speranze che questo indice possa tornare negativo, proprio perché non nutro grosse speranze che ad un aumento della temperatura media terrestre possa corrispondere un calo dei geopotenziali degli hp sub tropicali.
Ai posteri...
Non possiamo far altro che osservare e dall'osservazione cercare di capire come evolve il clima. La cosa interessante è che questo cambiamento "Europeo" non è graduale ma avviene per shift improvvisi. In tale senso il 1997 rappresente un evidente cambio di passo dell'EA che mette in relazione il Nino e il regime meteorologico atlantico. Vista la concomitanza di due eventi su scale temporali ridotte è difficile dire con certezza quale dei due sia causa ed quale siua effetto. Lo shift del 2012 potrebbe essere connesso con il minimo dei ghiacci artici. In questo caso probabilmente la causa sarebbe la riduzione dell'estensione artica visto che è iniziata anni prima.
L'EAST ATLANTIC è indissolubilmente legato alle sst Nord Atlantiche.
Un mare in riscaldamento e più caldo abbassa la pressione al suolo sopra allo stesso oceano e alimenta i cicloni i quali destabilizzano ancor di più la colonna d'aria.
Viceversa un mare in raffreddamento e più freddo, il quale alza la pressione al suolo e favorisce gli anticicloni i quali stabilizzano la massa d'aria sovrastante stante la bassa pressione che viene a formarsi in quota ( colonna d'aria più fredda e pesante su mare più freddo ).
Da quando l'indice AMO è andato crescendo dal 1977 l'EA negativo è andato riducendosi e aumentando l'EA positivo.
Dal 1995 con lo stabilizzarsi dell'AMO positiva l'EA positivo è andato stabilizzandosi.
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