Re: Gennaio 2017: fai un pò come ti pare
Non credo sarà così semplice venirne fuori da questa situazione, checchè se ne dica lo schema barico invernale è oramai delineato ed il leit motiv è sempre il solito: blocco anticiclonico in pieno atlantico ad ovest, che a volte si spinge sulle nostre teste, a volte va sulle isole Britanniche e su fin la Scandinavia, a volte si ritrae sulla penisola Iberica, ma ci protegge sempre dall'ingresso delle perturbazioni atlantiche, le uniche che in questa situazione ci possono portare piogge cospicue e neve decente in montagna.
L'aria artico continentale che scende dalla Carelia e dalla Nuova Zemlja è tutto meno che buona per portare precipitazioni degne di nota sul nord Italia, protetto efficacemente dall'arco alpino in questi casi.
Le alternative credibili sono veramente poche, può esserci la variante della bella spanciata dell'anticiclone sulle nostre zone (con conseguenti "spettacolari" inversioni termiche da respirare a pieni polmoni nel nostro feccioso catino padano) con arrivo anticipato della primavera in quota, o l'ingresso da est pieno del "fantomatico" burian (tanto acclamato nella presente stagione invernale ma in realtà mai visto in Veneto), che porterebbe secco ad oltranza.
Il vero ed importante rebus da risolvere è quando cambierà questa situazione. Si può sperare in un febbraio piovoso al piano (e nevoso in quota) come quello del 2016, che sarebbe un'importante ancora di salvezza per le riserve idriche mancanti che piangono in vista della prossima estate.
Più probabilmente, temo, non se ne uscirà prima di aprile, quando il blocco anticiclonico atlantico, per ovvi cambiamenti della circolazione atmosferica dovuti al maggiore soleggiamento e quindi alla maggiore energia in gioco, dovrebbe cedere.
Ma sarebbe veramente troppo tardi per porre rimedio ad un'estate che si preannuncia difficile, se non si cambia registro.
Originariamente inviato da ALNADA
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L'aria artico continentale che scende dalla Carelia e dalla Nuova Zemlja è tutto meno che buona per portare precipitazioni degne di nota sul nord Italia, protetto efficacemente dall'arco alpino in questi casi.
Le alternative credibili sono veramente poche, può esserci la variante della bella spanciata dell'anticiclone sulle nostre zone (con conseguenti "spettacolari" inversioni termiche da respirare a pieni polmoni nel nostro feccioso catino padano) con arrivo anticipato della primavera in quota, o l'ingresso da est pieno del "fantomatico" burian (tanto acclamato nella presente stagione invernale ma in realtà mai visto in Veneto), che porterebbe secco ad oltranza.
Il vero ed importante rebus da risolvere è quando cambierà questa situazione. Si può sperare in un febbraio piovoso al piano (e nevoso in quota) come quello del 2016, che sarebbe un'importante ancora di salvezza per le riserve idriche mancanti che piangono in vista della prossima estate.
Più probabilmente, temo, non se ne uscirà prima di aprile, quando il blocco anticiclonico atlantico, per ovvi cambiamenti della circolazione atmosferica dovuti al maggiore soleggiamento e quindi alla maggiore energia in gioco, dovrebbe cedere.
Ma sarebbe veramente troppo tardi per porre rimedio ad un'estate che si preannuncia difficile, se non si cambia registro.



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